Foto adik raditya dika


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I QUESITI I primi 500. Per i quesiti successivi cliccare qui    

Domanda n° 500

Ho una ditta individuale ,posso effettuare una D.I.A. a nome della mia ditta ma facendo eseguire le opere edili ad un'altra impresa ,non avendo io un operaio iscritto alla cassa edile ? ma il Durc Si ( visto che fiscalmente è previsto il revers cheng ) cioè che una ditta assumi un altra usufruendo dello sgravio fiscale ( del pagamento dell'IVA )

Risposta

Quando l’impresa che commissiona l’appalto è intestataria del permesso di costruire o della Dia (Denuncia inizio attività) è chiaro che sta costruendo in conto proprio e non opera il reverse change. Se invece questi titoli sono intestati ad altro soggetto, anche all’impresa committente è stata affidata l’esecuzione di un appalto e, in questo caso, opera il «reverse charge».

Domanda n° 499

Buongiorno ingegnere,

mi conferma che un negozio di fiori gestito da due soci deve fare verifica di terra quinquennale come richiesto dal DPR 462/01

Risposta

Se si è in presenza di soci lavoratori, si..

Domanda n° 498

Gentilissimo ing. Mannelli le pongo un quesito riguardante i ponteggi.

Quale è la distanza massima che si deve rispettare tra gronda ed ultimo impalcato sottostante del ponteggio?

Ho visto che la normativa svizzera ha codificato il caso ponendo una distanza massima pari a 100 cm.

Non avendo una regola specifica nel caso di lavori da eseguire sul tetto come devo comportarmi (distanza massima da far rispettare), se voglio evitare di far posizionare un adeguato parapetto in corrispondenza della gronda??

1) Distanza massima tra gronda ed ultimo impalcato del ponteggio inferiore a 50 cm (facendo riferimento all'art. 146 comma3 del Dlg.s 81/08)??

2) Distanza massima tra gronda ed ultimo impalcato del ponteggio inferiore a 200 cm (facendo riferimento all'art. 126 del Dlg.s 81/08)??

3) Distanza massima tra gronda ed ultimo impalcato del ponteggio inferiore a 100cm (facendo riferimento alle norme svizzere)??

4) Altra distanza massima??

Risposta

La distanza cui la SUVA fa riferimento è relativa a lavori da eseguire sul tetto. Noi non abbiamo una regola analoga per lavori sul tetto. Vediamo quindi come poter fare se devo proteggere dei lavoratori su un tetto mediante ponteggio. Se possibile tecnicamente l' ultimo impalcato del ponteggio deve essere a filo gronda. Se ciò non è possibile e l'impossibilità è giustificabile tecnicamente possiamo tenerla più bassa : in questo caso per evitare problemi con l'organo di vigilanza conviene limitare lo sbalzo al minimo possibile e massimo a 50 cm (art. 146) tenendo però presente che in caso di infortunio l'art. 146 non sarà esimente dalle responsabilità perchè non esclude l'obbligo della valutazione del rischio. Inoltre occorre tenere presente che occorre un calcolo specifico per il parapetto, l'impalcato e gli ancoraggi del ponteggio relativo alla spinta subita in caso di caduta di persone e/o materiale.

Domanda n° 497

un ingegnere ha ricevuto l'incarico di progettista, DDLL, responsabile della sicurezza di lavori di ristrutturazione delle facciate dello stabile. lo stesso ingegnere sta effettuando una consulenza tecnica di parte ad un condomino che abita nello stesso condominio di cui sopra, la cui causa intentata e' contro il condominio di cui sopra. non vi e' una palese incompatibilità tra i due incarichi ?

Risposta

Non vedo assolutamente alcun nesso se la causa non riguarda i lavori di ristrutturazione.

Domanda n° 496

Buongiorno, Vi pongo 2 domande:

1) L'RSPP con eventuali aiuti deve coprire tutta la giornata (3 turni) oppure può lasciar scoperte delle ore lavorative?

2)poichè fisicamente e legalmente una persona non può lavorare 24 ore, la ditta è obbligata a formare degli aiuti che, con l'RSPP possano coprire tutto la giornata lavorativa?

Risposta

L'RSPP è un consulente non un sorvegliante. La domanda fatta non ha senso per chi conosce i compiti del RSPP.

Domanda n° 495

Un mandato di incarico professionale ad una ditta edile per lavori di ristrutturazione ha una scadenza e se si quale?

Risposta

La scadenza deve essere stabilita nel contratto di appalto.

Domanda n° 494

Se un tecnico fa corsi sulla sicurezza come docente presso un istituto riconosciuto dalla provincia,deve frequentare i corsi di aggiornamento di 40 ore previsti dal D.Lgs. 81/2008?

Risposta

Per il momento (28/12/11) no,in seguito occorrerà avere tre anni di esperienza o come docente o professionalmente nel campo della sicurezza.

Domanda n° 493

Gent.mo ingegnere

1: può un lavoratore inquadrato contrattualmente come apprendista, in un'azienda con altri dipendenti non inquadrati con apprendisti, essere designato come addetto alla squadra di Primo soccorso e/o a quella dell'antincendio? oppure non è opportuno?

2: Un'azienda X che assume per passaggio diretto i dipendenti dell'azienda Y, affittandone i locali e i macchinari e rilevandone la tipologia di lavoro può nominare come addetti al Primo Soccorso e all'Antincendio gli ex dipendenti dell'azienda Y per utilizzarne la formazione obbligatoria già svolta?

Risposta

1: Se l'apprendista non è un minorenne non c'è problema in quanto deve seguire il corso che gli consentirà di acquisire i comportamenti necessari. Anzi questa designazione è per lui un segnale concreto che sarà confermato nel lavoro salvo casi di forza maggiore.

2: Sicuramente tenendo presente che per il primo soccorso è previsto l'aggiornamento triennale.

Domanda n° 492

Buon Giorno

Volevo sotorre il mio quesito.

Io sono un libero professionista per HACCP sono laureato in Scienze tecnologie alimentari volevo estendere la mia attività per la sicurezza.

Volevo sapere se posso svolgere i corsi di:

Pronto Soccorso

Datore di lavoro RSPP

Antincendio.

E estendere una valutazione dei rischi..

Risposta

Se si sente preparato può fare i corsi tranne per pronto soccorso ove occorre un medico o un infermiere. Può anche fare la valutazione dei rischi e firmarla come consulente.

Domanda n° 491

Gentilissimo Ing. Mannelli le nomine del direttore responsabile di cava e del sorvegliante vanno impostate formalmente con gli articoli della 624 e 128 o in base al testo unico 81/08 (dirigenti e preposti)?

Un geometra con più di cinque d'esperienza in cava può essere nominato direttore responsabile di cava a cielo aperto con meno di 15 addetti, attendo una Sua risposta e la ringrazio anticipatamente.

Risposta

1) Prevale la norma di settore: D. Lgs. 624/96

2) No

Domanda n° 490

buongiorno, vorrei sapere se lavorando in un ufficio tecnico solo con il mio datore di lavoro potrebbe essere nominato un RSPP esterno che è titolare di negozi.

Risposta

Si se la persona esterna ha i requisiti (diploma, corso A+B+C o laurea in ingegneria o architettura + corso C).

Domanda n° 489

Buonasera,

la nomina dell'RLS in una società in nome collettivo con due soci amministratori al 50% senza dipendenti non è prevista?

Risposta

é prevista a meno che nessuno dei due soci risulti essere lavoratore della società ma comunque non è obbligatoria

Domanda n° 488

Buonasera, volevo presentarle il seguente quesito: un lavoratore autonomo settore edile, con un dipendente, causa scarso lavoro lo licenzia e rimane da solo(quindi non si applica più il testo unico) per circa due mesi, dopodiché lo riassume. Non avendo adempiuto in precedenza agli adempimenti del testo unico puo ora sostenere di avere 90 giorni di tempo per mettersi in regola in funzione dell'art. 28 comma 3bis?

Risposta

No in quanto l'art. 28 comma bis fa rifermento alla costituzione di una nuova impresa mentre questa è una impresa che ha sospeso l'attività Comunque i 90 gg è il tempo concesso per il DVR, che in questo caso si può sostanziare in una'autocertificazione, mentre la valutazione del rischio comunque va fatta prima di iniziare l’attività lavorativa.

3-bis. In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività.

Domanda n° 487

Buonasera,sono Presidente di una Cooperativa arl di noleggio con conducente. Gli autisti sono soci della cooperativa e tutti possessori di partita iva, mentre abbiamo un dipendente per l'amministrazione. Vorrei sapere, per la conformità della legge sulla sicurezza del lavoro,quali obblighi abbiamo e se gli stessi soci,che non sono dipendenti, devono essere sotosti a visita del medico del lavoro per l'idoneità alla mansione di autisti. la Società è composta da 30 soci con partita iva personale e per l'appunto nr 1 dipendenti. I soci della cooperativa lavorano per conto della società, ovvero la cooperativa emette fattura nei confronti dei clienti per i quali i soci hanno prestato i loro servizi. I soci a loro volta emettono fattura (hanno tutti partita iva) nei confronti della cooperativa per i compensi a loro dovuti e vengono così remunerati come fossero dei fornitori. Le vetture così come le licenze sono intestate ai singoli soci

Risposta

L'organizzazione che la cooperativa si è data fa sì che, anche considerando i soci lavoratori, come lavoratori e il presidente della cooperativa loro datore di lavoro, gli obblighi ex lege consisterebbero solo in una informazione e formazione sui pericoli della strada che gli autisti comunque per la maggior parte già conoscono.

Avendo però un dipendente comunque occorre attivare il sistema "626":

Obblighi: denuncia dell'impianto di terra all'INAIL e alla ASL della sede fissa se esiste, autocertificazione del rischio, corso datore di lavoro di 16 ore come RSPP+ 4 ore rischio incendio basso+12 ore di primo soccorso+pacchetto di medicazione+ 1 estintore da controllare ogni sei mesi nella sede fissa.

A questo aggiungerei un corso di formazione "Guida sicura" ai soci non in quanto obbligo ma come provvedimento di miglioramento sia del servizio sia dell'autotutela dei soci che anche se sono lavoratori autonomi sono comunque soci della cooperativa.

Domanda n° 486

salve, le guardie giurate di un istituto di vigilanza devono seguire un corso antincendio rischio basso o medio?

Risposta

nè basso nè medio se nel contratto di servizio fatto con il committente non è previsto anche questo servizio (emergenza e antincendio). Se invece è previsto tale servizio occorre fare il corso riferito all'attività del committente e, non conoscendolo, occorre fare il corso per rischio incendio alto. Se la domanda fa riferimento invece alla organizzazione interna dell'istituto basta il corso per rischio basso.

nel caso in cui sia previsto nel contratto gli oneri del corso non sono a carico del committente perchè rientrerebbero nei costi pagati per il servizio. Ovviamente si può sempre tentare di farsi pagare un extra...

Domanda n° 485

per cortesia tre chiarimenti:

1) apparecchiature elettriche che vengono usate in cantiere e dotate di doppio isolamento, occorre ugualmente il collegamento di terra?

2) un'impresa che per i lavori usufruisce del ponteggio (di altra impresa e montato da altra impresa) deve prendere visione del Pimus, dato che gli operai lavorano sul ponteggio stesso? Potrebbe dirmi per cortesia la norma che impone la presa visione del Piano del Ponteggio?

Io la so in questo modo: se c’è un ponteggio deve esserci il Piano in cantiere (anche se l’impresa non è quella che lo ha montato), questo però non vuol dire necessariamente che deve averne preso visione.

E’ nel cantiere a disposizione degli organi di vigilanza per verificare la compatibilità tra l’opera servita ed il piano, ma è diverso dal doverne necessariamente prendere visione.

2) vorrei sapere per cortesia cosa si intende per carico guidato e carico non guidato.

Ad esempio il braccio della gru che porta un fascio di legname da una parte all'altra del cantiere è un carico guidato?

Risposta

1) apparecchiature elettriche che vengono usate in cantiere e dotate di doppio isolamento, occorre ugualmente il collegamento di terra? No

2) un'impresa che per i lavori: usufruisce del ponteggio (di altra impresa e montato da altra impresa) deve prendere visione del Pimus, dato che gli operai lavorano sul ponteggio stesso? Si. La presa visione è obbligatoria per il combinato disposto tra art 71 e Allegato XIX D. Lgs. 81/08

3) le attrezzature a “carico guidato”, sono quelle con carico contenuto in un “supporto”, chiuso parzialmente o totalmente, mantenuto in posizione da uno o più elementi rigidi (ascensori, montacarichi, piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne, ) che si differenziano da gli apparecchi di sollevamento (gru, argani e paranchi) che sollevano e movimentano un “carico oscillante”, ovvero sospeso mediante elementi non resistenti a flessione (funi, catene e simili) che, rispetto alla posizione del braccio di sollevamento, non impediscono un ulteriore movimento di oscillazione libera nel piano perpendicolare all’elemento di sospensione.

Domanda n° 484

ho una ditta di autolavaggio ditta individuale con padre e fratello collaboratori familiari e un dipendente a contratto a chiamata che obblighi ho per quanto riguarda la sicurezza (bgni spogliatoi ecc ecc) ?? è vero che basta un autocertificazione per quanto riguarda le normative della sicurezza???

il bagno c'è e lo usiamo privatamente e pubblico.

lo spogliatoio c'è con doccia e armadietto, venendo a lavoro già con abiti opportuni e non dovendo usare tute o quant'altro e non facendoci doccie, lo usiamo come magazzino, mi chiedo va bene lo stesso o deve essere libero da tutto????

il corso delle 16 ore per rspp che cos'è e dove lo dobbiamo fare e il costo????

gli estintori ci sono (2)

la denuncia a terra fu fatta quando si apri nel 2oo5 ovvero l'elettricista fece la certificazione dell'impianto va bene ??

e poi questa denuncia o quant'altro riguardi la corrente va fatta ogni anno o cos'altro?

Risposta

Il bagno è necessario a prescindere dalla sicurezza anche se può ovviare con un bagno "privato" o "pubblico" in convenzione. Lo spogliatoio con lavello è senz'altro opportuno vista l'attività per potere indossare tuta o quant'altro possa proteggere gli abiti personali prima di iniziare a lavorare . Può fare l'autocertificazione  poi deve fare un corso di 16 ore per RSPP datore di lavoro, deve fare la denuncia dell'impianto di terra all'INAIL ex ISPESL, comprare almeno un estintore da 6 kg , fare un corso antincendio rischio basso 4 ore, comprare il registro infortuni e farlo vidimare dalla ASL..

La denuncia dell'impianto di messa a terra va fatta solo quando si inizia l'attività mentre ogni cinque anni occorre una verifica. Le allego il modello però se non l'avete fatta e poichè l'attività risulta iniziata già dal 2005 conviene fare direttamente la verifica periodica quinquennale che potete richiedere ad un organismo privato tipo  (ma ne esistono centinaia, cerchi il più economico).

Il corso per datori di lavoro RSPP si può fare anche on line ma sicuramente nella sua città c'è chi lo organizza anche a costi inferiori .

Premesso che ci deve essere la disponibilità almeno del lavandino per lavarsi, le docce devono essere messe a disposizione dei lavoratori quando il tipo di attività o la salubrità lo esigono. pertanto se per la vs attività non lo ritenete necessario potete fare a meno delle docce. Discorso analogo per l'armadietto.

Domanda n° 483

ho una ditta di autolavaggio ditta individuale con padre e fratello collaboratori familiari e un dipendente a contratto a chiamata che obblighi ho per quanto riguarda la sicurezza (bagni spogliatoi ecc ecc) ?? è vero che basta un autocertificazione per quanto riguarda le normative della sicurezza???

il bagno c'è e lo usiamo privatamente e pubblico.

lo spogliatoio c'è con doccia e armadieetto, venendo a lavoro già con abiti opportuni e non dovendo usare tute o quant'altro e non facendoci doccie, lo usiamo come magazzino, mi chiedo va bene lo stesso o deve essere libero da tutto????

il corso delle 16 ore per rspp che cos'è e dove lo dobbiamo fare e il costo????

gli estintori ci sono (2)

la denuncia a terra fu fatta quando si apri nel 2oo5 ovvero l'elettricista fece la certificazione dell'impianto va bene ??

e poi questa denuncia o quant'altro riguardi la corrente va fatta ogni anno o cos'altro?

Risposta

Il bagno è necessario a prescindere dalla sicurezza anche se può ovviare con un bagno "privato" o "pubblico" in convenzione. Lo spogliatoio con lavello è senz'altro opportuno vista l'attività per potere indossare tuta o quant'altro possa proteggere gli abiti personali prima di iniziare a lavorare . Può fare l'autocertificazione . poi deve fare un corso di 16 ore per RSPP datore di lavoro, deve fare la denuncia dell'impianto di terra all'INAIL ex ISPESL, comprare almeno un estintore da 6 kg , fare un corso antincendio rischio basso 4 ore, comprare il registro infortuni e farlo vidimare dalla ASL..

La denuncia dell'impianto di messa a terra va fatta solo quando si inizia l'attività mentre ogni cinque anni occorre una verifica. Le allego il modello però se non l'avete fatta e poichè l'attività risulta iniziata già dal 2005 conviene fare direttamente la verifica periodica quinquennale che potete richiedere ad un organismo privato tipo questo (ma ne esistono centinaia, cerchi il più economico).

Il corso per datori di lavoro RSPP si può fare anche on line ma sicuramente nella sua città c'è chi lo organizza anche a costi inferiori .

Premesso che ci deve essere la disponibilità almeno del lavandino per lavarsi, le docce devono essere messe a disposizione dei lavoratori quando il tipo di attività o la salubrità lo esigono. pertanto se per la vs attività non lo ritenete necessario potete fare a meno delle docce. Discorso analogo per l'armadietto.

Domanda n° 482

Buongiorno, volevo sapere se un datore di lavoro (impresa edile) con n.2 dipendenti può fare la formazione "di base" sui rischi nel cantiere in proprio, tramite un incontro c/o la sede della propria attività e fornendo materiale informativo reperito nel sito inail. Premetto che il datore di lavoro svolge tale attività da più di 3 anni.

Risposta

La formazione nel settore edile deve esser fatta in collaborazione con l'ente paritetico previsto dal CCNL. Solo se questi non è disponibile o non ha attivato ancora alcuna iniziativa formativa il datore di lavoro può provvedere come ritiene meglio.

Domanda n° 481

buongiorno vorrei sapere se un dipendente non assunto come operaio edile può con un semplice corso di 16 ore condurre una macchina per movimento terra

Risposta

Ai fini di condurre in sicurezza una macchina movimento terra 16 ore sono sicuramente sufficienti se già si sa condurre la macchina. In caso contrario tale valutazione è lasciata alla responsabilità del datore di lavoro.

Domanda n° 480

Buongiorno,

una azienda mi chiede i seguenti corsi:

RSPP Mod. A - Macrosettore B (Metalmeccanica)

RSPP Mod. C

Quali devono essere i requisiti del formatore?

Risposta

Giuridicamente: nessuno per i docenti , accreditamento regionale specifico per l'ente formatore (cioè per la società formatrice). .

Domanda n° 479

salve, volevo chiederle chi può fare il psc , posso farlo io in qualità di imprenditore edile con titolo di studio di maturità?

Risposta

No, occorre , un ingegnere o un architetto o geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico che abbiano fatto un corso di 120 ore e che abbiano 1-3 anni di esperienza di cantiere.

Domanda n° 478

Lavoro Pubblico: Sistemazione cimitero

Impresa individuale (appaltatrice lavori) senza dipendenti.

Impresa appaltatrice chiede prestazioni d'opera ad altre due ditte individuali ognuna senza dipendenti. No sub appalto.

Ci vuole il POS per le altre due imprese?

Il cronoprogramma va fatto dall'impresa?

Va fatto il DUVRI?

Risposta

Le imprese esecutrici devono fare il POS. Prima però occorre nominare il CSE che deve fare i PSC. Il cronoprogramma lo farà il CSE.

Domanda n° 477

Un Condomino vuole ristrutturare il proprio celino usando semplicemente una scala, una picozza ecc,.. Mettendo solo una plastica per proteggere dai detriti. Il celino è a mt. 15 dal suolo. Può farlo prendendo lui la responsabilità?

Leggendo le norme di sicurezza tutto ciò per me è assurdo. Chiedo gentilmente un suo parere.

Risposta

La scala non può essere utilizzata nè dal datore di lavoro nè dal lavoratore autonomo

. Art 131 D. Lgs. 81/08 3. Il datore di lavoro dispone affinché sia utilizzata una scala a pioli quale posto di lavoro in quota solo nei casi in cui l'uso di altre attrezzature di lavoro considerate più sicure non è giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che non può modificare.

Articolo 94 - Obblighi dei lavoratori autonomi

1. I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri, fermo restando gli obblighi di cui al presente decreto legislativo, si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

Domanda n° 476

Gentile Dott.Mannelli,

volevo porle una domanda per quanto riguarda il ruolo di RSPP. Sono laureato in Ingegneria Edile (cinque anni) nel 2007 iscritto all'albo e con P.IVA; mi è stato chiesto di svolgere il ruolo da RSPP.

Vorrei chiederle se devo seguire qualche corso, anche dall'art. 32 del D.Lgs mi pare di capire che non ce ne sia bisogno.

Risposta

Deve fare il corso Modulo C di 24 ore per RSPP

Domanda n° 475

Per svolgere il ruolo di RSPP esterno presso amministrazione comunale con 25 dipendenti e una casa di riposo per anziani con annessa scuola materna, quali moduli (a-b-c) con relativi attestati si devono frequentare

Risposta

Se non si ha la laurea in ingegneria o architettura o tecnico della prevenzione occorre avere:

diploma di scuola media superiore

modulo A

modulo B8 per amministrazione comunale e scuola

modulo B7 per casa di riposo salvo verificare che il codice ATECO attribuito allacasa di riposo non consenta il modulo B9

modulo C

Domanda n° 474

Salve, vorrei cortesemente una risposta sul seguente quesito: di chi è la competenza come Organo di Vigilanza in caso di infortunio, malattia

professionale o semplice verifica in materia di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro in ambito delle FERROVIE dello STATO. Con preghiera vorrei essere informato sulla norma da applicare.

Risposta

Si è in attesa di un decreto applicativo del D. lgs. 81/08. Nel frattempo vige la Legge 26 aprile 1974, n. 191 Prevenzione degli infortuni sul lavoro nei servizi e negli impianti gestiti dalla Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato. che dispone

Art. 35 -

La vigilanza sull'applicazione delle presenti norme è affidata congiuntamente all'Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato e agli ispettorati del lavoro. Con decreto del Ministro per i Trasporti e lAaviazione Civile, di concerto con il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, saranno stabilite norme intese a coordinare l'azione degli organi ispettivi della Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato e degli ispettorati del lavoro

.

Domanda n° 473

Per svolgere il ruolo di RSPP esterno presso amministrazione comunale con 25 dipendenti e una casa di riposo per anziani con annessa scuola materna, quali moduli (a-b-c) con relativi attestati si devono frequentare ?

Risposta

Se non si ha la laurea in ingegneria o architettura o tecnico della prevenzione occorre avere:

diploma di scuola media superiore

modulo A

modulo B8 per amministrazione comunale e scuola

modulo B7 per casa di riposo salvo verificare che il codice ATECO attribuito alla casa di riposo non consenta il modulo B9

modulo C

Domanda n° 472

salve, sono un RSPP interno di 2 istituti superiori: ITIS e IPSIA, il DS ha avuto sempre difficoltà nel reperire o quantomeno al pagamento di tale ruolo poiche' grava sul fondo di istituto. le mie domande: e' possibile creare un capitolo di spesa dedicato ? l'ho letto in un sito che qualche istituto ha adottato questo metodo....quanto deve essere pagato il rspp per il suo servizio e responsabilità al netto della tassazione dipendente ?

Risposta

Il dirigente scolastico, in quanto datore di lavoro, ha fondi finalizzati alla sicurezza (anche se non so quale è il capitolo). la remunerazione del RSPP è a trattativa privata anche se mi risulta che per RSPP interno intervengono a volte i rappresentanti sindacali che vogliono regolamentare la remunerazione delle "figure sensibili" a causa di alcune considerazioni errate anche da parte del Ministero. per gli RSPP esterni occorre fare una valutazione di mercato come per tutte le spese da fare. Non esistono tariffe omologate ma per quanto mi risulta nel suo caso un importo di 2400 € lordi annui sarebbe equo.

Replay

Innanzitutto La ringrazio per la risposta. Secondo Lei per 1800€ lordo Stato ( poco piu di 900€ netti) all'anno è equo ? E' possibile, con quella cifra, garantire un servizio di bilancio annuale delle valutazioni su base DVR, riunione obbligatoria annuale (art. 35 D.Lg.vo 81/08) ed aggiornamento ?. Ritenendo finito il lavoro e quindi non piu la presenza del RSPP interno ?. In questa maniera è equo ? Grazie !!

R.

Purtroppo le tariffe sono regolamentate dalle leggi di mercato. Posso garantirle che, per quanto a mia conoscenza, a molti DS la cifra proposta (che era comunque per RSPP interno) appare assurda perchè troppo elevata!!

Domanda n° 471

Signor Ingegnere avrei un quesito da porle... Essendo Architetto e in possesso dei titoli inerenti la sicurezza,sono stato nominato RSPP nella scuola dove lavoro, il quesito che le pongo è il seguente:

l'RSPP come deve essere retribuito? con quali fondi e qual'è il compenso orario da percepire.

Tengo a precisarle che la scuola dove lavoro è un I.C. che abbraccia tre comuni diversi....

Risposta

La retribuzione da RSPP è in teoria il risultato di un accordo di tipo privatistico tra dirigente scolastico e interessato e può variare da 0 a 1500 €/anno. In pratica se l'interessato è interno alla struttura ci possono essere interferenze non giustificate da parte dell'altro personale e della RSU che contratta il trattamento delle figure sensibili. Il dirigente scolastico ha fondi finalizzati alla sicurezza e , se tali fondi non sono sufficienti, può attingere ai fondi per il funzionamento della struttura. .

Domanda n° 470

una sentenza della cassazione afferma che il fabbricante ha l'obbligo di immettere sul mercato macchinari conformi alla normativa vigente ma permane a carico del DL la verifica che questi macchinari lo siano.

Con quali strumenti il DL può verificare che il macchinario che sta acquistando sia conforme ?

Risposta

Il DL deve fare un controllo "formale" consistente nella verifica di accertamento che esista la marcatura CE, la dichiarazione di conformità CE e il libretto di uso e manutenzione ed un controllo sostanziale verificando nei limiti della diligenza del buon padre di famiglia , con la consulenza del proprio RSPP, che non ci siano rischi visibili non riportati nel libretto di uso e manutenzione.

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Domanda n° 469

Salve, una volta che RLS viene nominato e formato se va via da quell'azienda nel caso in cui nella nuova azienda venga rinominato come RLS deve rifare la formazione da capo?

le visite del medico competente possono essere fatte attraverso ASL?

Risposta

Purtroppo, non essendoci ancora il libretto formativo, la formazione ricevuta in altra azienda non può essere certificata se non con l'attestato che sarà rimasto in mano al precedente datore di lavoro e quindi il datore di lavoro nuovo ha l'obbligo di formare nuovamente da capo il RLS. ( a meno che questi non si sia portato l'attestato formativo appresso).

Le visite del medico competente si possono fare mediante convenzione con le ASL o con gli ospedali ma non tutte le ASL attivano queste convenzioni. Occorre informarsi in loco.

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Domanda n° 468

Chiedo scusa ma riguardo alla domanda:(che mi interessa molto) Domanda n° 426

L'articolo 100 della 81 però dice: I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sono tenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel piano operativo di sicurezza.

E poi non dovrebbe fare anche la visita medica come lavoratore autonomo?

Risposta

Non ho capito la domanda. Cioè mi chiede se il lavoratore autonomo deve fare la visita medica? se questa è la domanda : no. L'art 21 del d. lgs. 81/08 rende facoltativa la sorveglianza sanitaria per il lavoratore autonomo.

Articolo 21 - Disposizioni relative ai lavoratori autonomi

1. i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, devono:

a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al titolo III;

b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo III;

c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.

Nota: La lettera c) è stata così integrata dall’art. 5, comma 1 della Legge 13 Agosto 2010 n. 136 (G.U. n. 196 del 23/08/2010):

“Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento di cui all’at. 21, comma1, lettera c), del citato DLgs n. 81 del 2008 deve contenere anche l’indicazione del committente”.

2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di:

a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all’articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;

b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.

Domanda n° 467

Buon Giorno Ing.

volevo chiederLe quali sono i requisiti che un Professionista deve avere per poter svolgere dei corsi o anche solo alcune lezioni per coordinatori della sicurezza...

Risposta

Deve sapere cosa dire. Non ci sono per il momento ( 1 dicembre 2011) requisiti giuridici particolari.

Domanda n° 466

Buon Giorno Ing.

volevo chiederLe quali sono i requisiti che un Professionista deve avere per poter svolgere dei corsi o anche solo alcune lezioni per coordinatori della sicurezza...

Risposta

Deve sapere cosa dire. Non ci sono per il momento ( 1 dicembre 2011) requisiti giuridici particolari.

Domanda n° 465

La nomina del medico competente è obbligatoria in tutte le aziende?

Risposta

No, la nomina è obbligatoria se dalla valutazione del rischio emerge la necessità della sorveglianza sanitaria . I casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria sono perlopiù quelli indicati nel D. Lgs. 81/08 titoli speciali. Può anche leggere questo articolo anche se datato http://guide.supereva.it/salute_e_sicurezza_sul_lavoro/interventi/2001/03/34621.shtml

Domanda n° 464

Il costo dell'intero ponteggio metallico fisso per la realizzazione di un corpo di fabbrica è da considerarsi come costo della sicurezza?

Risposta

Si.

Domanda n° 463

Vorrei un chiarimento per cortesia: qualora in un cantiere edile non vi sia l'impresa Affidataria in quanto le singole esecutrici hanno stipulato contratti diretti con la Committenza, per gli obblighi di trasmissione, i Piani di Sicurezza vanno inviati al Coordinatore direttamente da parte delle imprese? L'art. 101 del T.U. non contempla questa ipotesi in quanto parla di trasmettere i piani all'affidataria.

Risposta

Il testo unico parla al singolare in quanto specie di impresa assolutamente necessaria nel cantiere non perchè debba per forza esistere una sola affidataria . Nel suo caso tutte le imprese sono affidatarie.

Domanda n° 462

Salve, già ci conosciamo a seguito di un mio quesito in materia di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, la vostra risposta è stata celere e molta

esaustiva.

Vorrei porre cortesemente un nuovo quesito: un pensionato, svolge un piccolo lavoro di manutenzione presso lo studio legale dove lavorano alcuni avvocati, di cui uno è la figlia, l'altro è il genero. Il pensionato salendo su una scala portatile mette il piede in fallo e cade da un'altezza di circa 1,5 mt. Il piccolo lavoro di manutenzione non era stato commissionato da nessuno, il pensionato si accingeva a svolgerlo di sua iniziativa, essendo lo stesso di casa per via della figlia e del genero. Può essere identificato come infortunio sul lavoro ed eventuali responsabilità, se vi sono, a carico di chi possono

essere addossate?

Risposta

Il pensionato è un lavoratore dello studio non essendo un lavoratore autonomo perchè non iscritto alla CCIA e siamo quindi in presenza di un infortunio sul lavoro (se il lavoro non era stato richiesto doveva essere impedito, il fatto che fosse gratuito non ha rilevanza ). La responsabilità penale è del titolare dello studio se esiste o dovrà essere accertata dalla procura della repubblica in presenza di più cointestatari, la responsabilità civile è di entrambi i titolari se sono cointestatari dello studio. Potrebbe non esistere alcuna responsabilità se il lavoro è stato fatto "di nascosto".

Domanda n° 461

Una società edile, con lavoratori sia nei cantieri sia in ufficio (lavori amministrativi) vuole elaborare il DVR valutando i soli rischi di ufficio. I rischi dei lavori edili, sostiene di prenderli in considerazione quando elabora il POS.

E' esatta questa impostazione ?

A mio parere anche il DVR dovrebbe già prevedere le fasi lavorative dell'attività edile.

Nel POS andrebbero contestualizzate in una deteriminata realtà.

Cosa ne pensa ?

Risposta

Sono perfettamente d'accordo con lei

Domanda n° 460

Due soci, stessa ragione sociale,stessa partita iva ma che lavorano in due negozi diversi , aventi attivtià diversa e dislocati su indirizzo civico diverso.

quindi è come se fossero due ditte individuali ma con stessa partita iva e l'uno non lavora mai nell'altro negozio.

i proventi confluiscono alla società. Devono redigere il dvr?

Risposta

Se i proventi confluiscono alla società che poi successivamente remunera i soci, significa che c'è una organizzazione lavorativa nella quale uno dei soci deve svolgere le funzioni di datore di lavoro e l'altro di lavoratore. Però siamo ai limiti in quanto se, come credo, i due soci non si sono posti alcun problema, ponendo adesso il problema "626" potrebbero trovarsi in difficoltà e potrebbero sorgere conflitti interpersonali. Non so da dove nasce questa esigenza di regolarizzazione ma io lascerei perdere fermo restando la necessità di far verificare da un organismo autorizzato l'impianto di messa a terra dei due negozi .

comunque, volendo fare la "626" occorre:

• redazione del l'autocertificazione del rischio da parte del datore di lavoro relativamente a tutte le sedi operative (i due negozi) oppure redazione del DVR per tutti i due negozi (uno solo per entrambi)

• denunciare all'INAIL ex ISPESL e alla ASL l'impianto di messa a terra di tutti i due negozi

• il datore di lavoro deve fare il corso RSPP 16 ore o affidare l'incarico ad un esterno

• far fare al lavoratore (l'altro socio) il corso di primo soccorso e antincendio

• mettere in ogni negozio un presidio di primo soccorso

• dotare le serrande dei negozi di apertura elettrica automatica

• verificare che tutti i vetri siano di sicurezza

• verificare la necessità di DPI secondo il tipo di negozio

• far verificare semestralmente gli estintori (almeno uno) da ditta autorizzata

Domanda n° 459

Un'azienda ha una sede delocalizzata per i cui locali paga l'affitto al proprietario,del quale fa anche utilizzare, al proprio dipendente che ha lì, le macchine e attrezzature lì presenti. Problema: quasi tutte sono sprovviste di marcatura CE (sono vecchie..) e soprattutto di libretto d'uso e manutenzione(irreperibile). Come deve comportarsi il mio Datore in qs caso? qual è la corretta procedura che deve egli seguire?

Risposta

I locali in affitto e le attrezzature utilizzate, anche se comodato d'uso gratuito, sono nella responsabilità del datore di lavoro. Occorre quindi fare la denuncia dell'impianto di messa a terra e fare un DVR con valutazione del rischio architettonico, del rischio incendio e accertamento che le attrezzature non marcate CE siano rispondenti all'allegato V del D. Lgs. 81/08-

Domanda n° 458

Un'attività autonoma è stata ceduta ad una società snc, in cui il titolare dell'attività autonoma non figura, ma contestualmente è stato nominato preposto. Il titolare avendo frequentato prima della cessione i corsi RSPP datore di lavoro, ANTINCENDIO E PRIMO SOCCORSO , può ancora ricoprire i vari incarichi.

Risposta

Antincendio e primo soccorso si, RSPP no.

Domanda n° 457

Spett.le Ing. Mannelli,

avrei due quesiti da porle:

1) Se tutti i dipendenti si rifiutano di essere addetti al primo soccorso e antincendio, e il datore di lavoro non può ottemperare a tale mansione, cosa succede?

2) Se si verifica un incendio sul luogo di lavoro e l'addetto antincendio (e chi ne fa le veci) non è presente, cosi come il datore di lavoro, cosa succede?

Risposta

1) Se tutti i dipendenti si rifiutano di essere addetti al primo soccorso e antincendio, e il datore di lavoro non può ottemperare a tale mansione, cosa succede? i dipendenti non si possono rifiutare pena il licenziamento secondo il CCNL

2) Se si verifica un incendio sul luogo di lavoro e l'addetto antincendio (e chi ne fa le veci) non è presente, cosi come il datore di lavoro, cosa succede? Probabilmente si brucia tutto ma se nessun lavoratore ha danno non c'è responsabilità penale del datore di lavoro altrimenti se qualche lavoratore si fa male lui dovrà giustificare perchè non sono stati chiamati i VVF e perchè il lavoratore che si è fatto male non è scappato assieme agli altri.

Domanda n° 456

Ho una gru a torre Edilgru 16x 22 con 750 kg di portata in punta, del 1980, perfettamente funzionante, dotata di radiocomando. Dovessi montarla come devo fare per renderla a norma, essendo un macchinario efficiente ma sicuramente non adeguato alle normative vigenti

Risposta

Se è collaudata ENPI o ISPESL è adeguato alla normativa vigente previa effettuazione di verifica periodica della ASL. Se non è collaudata occorrerebbe avere tutta la documentazione di costruzione per proporre un collaudo a sanatoria all'ex ISPESL.

Domanda n° 455

Gent.mo Ing. Mannelli,

mi è stata chiesta una consulenza presso uno studio di odontoiatria. Premesso che ho esperienza come CSE presso alcuni cantieri e che invece sono a completo digiuno in ambito "ex 626", le chiedo: quali sono gli

adempimenti (comunicazioni presso enti, redazione dvr etc.) a cui sotorre il cliente?

Risposta

Se vi sono lavoratori occorre.

• autocertificazione del rischio o redazione del documento di valutazione del rischio

• corso per il dentista di 16 ore come RSPP

• corso antincendio di 4 ore per il dentista

• corso di 12 ore di primo soccorso per il dentista

• denuncia dell'impianto di messa a terra all'INAIl e all'ASP

• estintori

• recupero ed archiviazione delle certificazioni della sedia di lavoro e delle altre attrezzature elettriche utilizzate

se non vi sono lavoratori non occorre niente.

lei non può fare il RSPP perchè se non ha il corso modulo C.

Domanda n° 454

Ingegnere buon giorno, volevo chiederle cosa posso fare dopo aver scoperto (da alcune foto fatte dal mio vicino con il mio consenso durante la realizzazione dell'intera opera) che l'impresa che ha realizzato e ultimato il mio fabbricato ha usato dei materiali di risulta (non appartenenti al mio cantiere) sia per il riempimento degli spazzi tra le travi di fondazione che tutto intorno al fabbricato.

Lo stesso lavoro doveva essere realizzato con il lapillo ricavato in grosse quantità dallo scavo per la realizzazione del piano cantinato.

La ringrazio in anticipo per il tempo che dedicherà alla risposta della mia domanda.

Risposta

Cosa può fare? Secondo me molto poco perchè probabilmente non è stato messo per iscritto o nel progetto esecutivo il riutilizzo del lapillo. Lei non sa quale materiale alternativo è stato utilizzato e per quale motivo.Quindi non si può ipotizzare un rischio statico o di altro tipo che possa adire alla Procura della Repubblica, l'unica che in Italia funziona ancora come istituzione . Se ha messo per iscritto o era previsto nel progetto esecutivo il riutilizzo del lapillo deve chiederne conto al direttore dei lavori e, dopo averne acquisito le eventuali giustificazioni, se non saranno soddisfacenti, attaccare in sede civile, con l'aiuto di un consulente tecnico di un ordine diverso da quello del direttore dei lavori e di un avvocato, sia il direttore dei lavori che l'impresa lamentando tutti i danni che il consulente tecnico potrà quantificare. Naturalmente se ha il dubbio che il materiale di risulta utilizzato sia nocivo per la salute può organizzarne un prelievo e, a prova acquisita, denunciare il direttore dei lavori e l'impresa alla Procura della Repubblica

Domanda n° 453

Vorrei sapere se in un cantiere con 3 imprese per cui è stato fatto il PSC in fase di progettazione e la notifica preliminare, qualora subentrasse un'altra impresa oltre l'aggiornamento del PSC in frase di esecuzione bisogna fare anche l'aggiornamento della notifica preliminare?

Inoltre in quali casi serve l'aggiornamento della notifica preliminare e in quali no?

Risposta

La notifica deve essere aggiornata ogni qual volta si modifica quanto indicato nella notifica stessa. Cioè non deve succedere che l'organo di vigilanza, entrato nel cantiere, trova una situazione anche solo parzialmente diversa da quanto comunicato

Domanda n° 452

Sono un libero professionista con studio senza dipendenti, nè collaboratori d'ogni genere. Fra circa un mese devo svolgere al mio studio docenze ad un gruppo di 5 operai di un'azienda per conto di un ente di formazione accreditato dalla Regione. Occorre qualche adempimento a proposito di sicurezza?

Risposta

Se fa solo una lezione frontale e non fa usare agli operai attrezzature durante le docenze non deve fare niente in merito al D. lgs. 81/08 (testo unico sulla sicurezza sul lavoro). Naturalmente non so se la regione Puglia ha deliberato qualcosa di diverso per i corsi accreditati ma questo glielo potrà dire l'ente di formazione committente..

Domanda n° 451

Ho il caso di un lavoro privato di rifacimento copertura (h>2.00 mt.), con 1 sola impresa: il PSC va redatto comunque per il rischio caduta dall'alto? Cosa si intende per caduta dall'alto "se aggravata dalla natura dell'attività o dei procedimenti ..." (comma 1 dell'art. 11)

Risposta

No, dopo il D. LGs. 81/08 il PSC occorre quando si prevedono almeno due imprese a prescindere dai rischi, aggravati o meno. .

Domanda n° 450

vi chiedevo quanto segue: il bagno chimico da cantiere chi le dove fornire la ditta appaltatrice o la ditta che subappalta il lavoro

Risposta

Se il bagno chimico è indicato come costo della sicurezza nel Piano di Sicurezza e Coordinamento PSC , se esiste, il bagno lo deve fornire la ditta appaltatrice. Altrimenti lo deve fornire la ditta che subappalta se non ha pensato a mettere una clausola diversa nel contratto di subappalto.

Domanda n° 449

Gentil Ingegnere

una partita IVA che fattura per un unico cliente svolgendo attività di ufficio per lui per 8 h al dì per 5 giorni alla settimana (quindi videoterminalista) ha diritto a sorveglianza sanitaria e formazione o tra committente e P.IVA basta l'art. 26?

Risposta

Si ha diritto alla sorveglianza sanitaria, perché il lavoro di ufficio è fatto su indicazioni specifiche del committente e quindi siamo in presenza di un lavoratore e non di un lavoratore autonomo in quanto il lavoratore autonomo è:

Articolo 2222

CONTRATTO D'OPERA

1. Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro

prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente,

Domanda n° 448

Gentile dr.Mannelli ho conseguito nel 2008 la laurea in ingegneria biomedica (classe di laurea 9) posso svolgere il ruolo di rspp o sono obbligata a frequentare corsi(quali eventualmente) che mi abilitano ad esercitare tale professione.

Risposta

Deve fare prima il corso modulo C di 24 ore.

Domanda n° 447

Egregio Ing. Mannelli, Le scrivo in quanto ho bisogno di porLe un quesito inerente alla seguente argomentazione:

"Un esercizio commerciale - artigianale, adibito a salone per parrucchiere, deve ampliare la potenza erogata dall'impianto elettrico.

Si tratta di un semplice intervento di adeguamento dell'impianto passando da 6 kW a 10 kW.

In questo caso l'Ente fornitore, deve sempre richiedere al Datore di Lavoro la Dich. di Conformità, con allegato il progetto, in base a quanto disposto dall'art. 8 del D. M. 37/2008?

Mentre l'Inail e l'Asl cosa devono richiedere al Datore di Lavoro?"

Risposta

Il superamento della potenza di 6 kW determina l'obbligo di progetto firmato da professionista abilitato. L'Enel può richiedere nuovamente la dichiarazione di conformità (che potrebbe essere peraltro la stessa se già prevista per 10 kW ed occorre ripresentare denuncia all'INAIL e alla ASL .

Domanda n° 446

Buongiorno

Vorrei sapere quali documenti relativi alla sicurezza deve produrre un'impresa formata da due soci lavoratori aventi quote della ditta differenti.

Risposta

Occorre individuare chi dei due è il datore di lavoro. Fatto questo, il datore di lavoro fa l'autocertificazione http://www.moduli.it/autocertificazione-sulla-sicurezza-nei-luoghi-di-lavoro-6970

e un corso di 16 ore come RSPP, un corso per rischio incendio basso e un corso di primo soccorso di 12 ore. Inoltre spedisce all'INAIL ex ISPESL la denuncia dell'impianto di terra degli uffici. Non conoscendo il tipo di attività non posso dire altro.

Domanda n° 445

Basta la laurea in ingegneria per tenere un corso antincendio rischio basso?

Risposta

Si

Domanda n° 444

in un ente pubblico dove sono presenti lavoratori con contratto a tempo determinato, il datore di lavoro è obbligato alle visite di sorveglianza medica ?

Risposta

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria in caso di rischio specifico per il quale è prevista, indipendentemente dalla tipologia di contratto o addirittura dall'esistenza o meno di un contratto.

Domanda n° 443

Salve Ing.

sono un TPALL e svolgo la libera Professione.

Quesito 1:In una azienda Metalmeccanica vi si trova all'interno un'altra azienda che presta solo manodopera utilizzando i locali, le attrezzature e i materiali della azienda proprietaria; quali sono gli adempimenti? Penso normali ma cosa specifico nel DVR in merito ai locali, alle attrezzature ecc? E' necessario elaborare doc. specifici per la situazione?

Risposta

Se la manodopera lavora prendendo ordini e disposizioni dall'azienda metalmeccanica basta inserire tali lavoratori nel DVR dell'azienda metalmeccanica valutando il rischio di esposizione di tali lavoratori rispetto alle attrezzature, al materiale e all'ambiente tenuto conto della loro formazione. Altrimenti l'azienda metalmeccanica deve fare un DUVRI e deve farsi dare il DVR dell'azienda ospitata per verificare che abbia valutato correttamente i rischi derivanti dalle attrezzature, dalle materie e dai locali messi a disposizione

Domanda n° 442

Per cortesia, artigiano lavoratore con 1 dipendente, lavoro in subappalto in edilizia monto tetti in legno, il Pos lo preferiscono effettuare la ditta appaltatrice, le domande sono due.

1° mi hanno chieso la CARTA D'Identità del dipendente

2° dichiarazione per le attrezzature? lui usa le attrezzature a nome della ditta ci sono già sia le attrezzature sia che lo stesso è stato informato del corretto uso.

Le attrezzature sono mie e hanno le dichiarazioni a loro mani già da me effettuate anno tutto quanto è da applicare ad un POS questa ditta per noi è nuova quindi ho dovuto rimandare il tutto, ma a differenza di quella che lavoriamo abitualmente ci hanno chiesto queste due cose che secondo noi sono strane, il tesserino solitamente per l’altra azienda l’abbiamo fatto noi.

Risposta

Le possono chiedere una specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni del D. Lgs. 81/08 di macchine, attrezzature e opere provvisionali . Non possono chiedere la carta d'identita ma il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. Forse le hanno chiesto la carta d'identità per preparare la tessera di riconoscimento.

tenga comunque presente che purtroppo quando entra in cantiere con un suo dipendente lei cessa di essere un lavoratore autonomo e diventa una impresa con obbligo del POS , e dei corsi di formazione per lei (come RSPP e per l'emergenza) e per il dipendente a meno che la ditta che la fa lavorare non la includa nel suo POS.

Confermo che le richieste sono strane per me.

Domanda n° 441

Non ho seguito il corso sulla sicurezza e pertanto, vorrei sapere se per la manutenzione ordinaria degli impianti termici (art. 1 c.1 lettera o) del DPR 412/1993) in edifici comunali e scuole comunali, la ditta affidataria del servizio ha l'obbligo di presentare il POS e se il Comune deve redigere il DUVRI..

Risposta

Niente POS perchè non trattasi di cantiere, niente DUVRI perchè i lavori durano meno di due giorni. .

Domanda n° 440

Buongiorno e complimenti per il sito davvero utile ed interessante, vorrei chiederLe se, nel caso in cui due aziende dividano la sede o le sedi di lavoro, gli addetti al primo soccorso, all'antincendio ed alle emergenze in genere possono essere di una sola ditta,

Risposta

In teoria si può fare in quanto si possono stipulare accordi bilaterali tra i datori di lavoro in modo che gli addetti diventino lavoratori di entrambi i datori di lavoro, in pratica vedo molte difficoltà operative e la possibilità che l'organo di vigilanza non ritenga validi gli accordi raggiunti. Si potrebbe pensare ad un servizio di emergenza misto con un lavoratore per ciascun datore e tale soluzione dovrebbe trovare giustificazione nel numero esiguo di dipendenti . Purtroppo la soluzione proposta tecnicamente è ineccepibile ma giuridicamente non è prevista dal D. Lgs. 81/08. Occorrerebbe che un'organizzazioni sindacale di datori di lavoro facesse interpello alla Commissione interpelli secondo l'art. 12 in modo da essere sicuri che l'organismo di vigilanza non possa obiettare nulla.

.

Domanda n° 439

Buongiorno,se un datore di lavoro di un azienda edile con meno di 15 dipendenti,è anche l'RSPP di tale impresa,ma ha una sentenza penale per lesioni gravissimi che non è ancora stata chiusa, ma probabilmente finirà con un patteggiamento, potrà(quando ci sarà la sentenza)continuare con la carica da RSPP?o come per il responsabile del SGSL non potrà più avere questa carica?

Risposta

Sicuramente potrà continuare a fare l'RSPP se la sentenza finale non lo impedirà. Occorre però chiedersi se è opportuno.

Domanda n° 438

Gent.mo Prof. Mannelli,

Le chiedo entro che termine si deve effettuare la valutazione del rischio stress lavoro correlato, è obbligatoria, ci sono categorie o attività non soggette?

Risposta

Il termine di effettuazione inteso come inizio dell'attività era il 31/12/2010. Entro tale data andava fatta la pianificazione della valutazione indicando il termine presumibile. Non ci sono categorie o attività non soggette.

Domanda n° 437

buongiorno è obbligatorio la nomina e presenza della Rls in una impresa artigiana con meno di 5 dipendenti?

Si trova qualche documento sul testo unico?

Risposta

La nomina del RLS non è mai obbligatoria. Le propongo di leggere il mio manuale"Capire la sicurezza"

Domanda n° 436

Buongiorno,

approfitto della Sua disponibilità per chiederLe dove posso trovare un manuale valido e comprensibile per il settore impiegatizio/lavori di ufficio da consegnare ai lavoratori a fine riunione.

La ringrazio anticipatamente.

Risposta

Ha provato il mio "Capire la sicurezza"?-

Domanda n° 435

Salve, faccio RLS da circa 1 anno e mezzo , mi è sorto un dubbio. Ogni volta facevo delle segnalazioni mirate alla mia azienda (che tra l'altro è veramente molto poco collaborativa) , l'ultima fatta invece ho segnalato solo dei problemi per quanto riguarda sicurezza ambiente e salute e mi è stato risposto che dovevo essere più specifico. per la cronaca non ho mai visto l'attuale rspp.

Risposta

L'attività del RLS deve essere in prima battuta propositiva e a tale scopo occorre segnalare specifici problemi proponendo specifiche soluzioni se possibile. Lamentele generiche non alimentano il sistema sicurezza. In seconda battuta, quando le proposte del RLS non vengono discusse o condivise o risolte in qualche modo, l'RLS può fare segnalazione all'organo di vigilanza. Ogni anno, se azienda con più di 15 dipendenti, occorre fare almeno una volta all'anno o anche prime se il RLS lo chiede con motivazione, una riunione sulla sicurezza a cui partecipa sia il RLS che il RSPP che il datore di lavoro o un suo rappresentante sia il medico competente se nominato. In tale occasione sicuramente deve vedere il RSPP. La mancata riunione è sanzionata.

Domanda n° 434

mi scusi che corso di formazione devono frequentare i dipendenti di un laboratorio chimico di un'azienda alimentare?

Risposta

Per la sicurezza sul lavoro un corso sul rischio chimico, per la sicurezza alimentare un corso HACCP

Domanda n° 433

Gentile Ing. Mannelli,

dovrei redigere un POS (prima volta) avevo dubbi sull' Imp. elettrico e imp. di terra; piccola cantiere che utilizzerà solo la betoniera ed alcuni utensili come la sega ecc..Utilizza dei quadri elettrici conformi alle norme EN 60439-4 che trasporta su ogni cantiere collegandosi alla rete dell'imp. esistente.Ora gli è stato chiesto di mettersi a norma; le volevo chiedere eventuale documentazione da presentare.

Risposta

Il collegamento alla rete dell'impianto esistente tramite proprio quadro si può fare. occorre però assicurare il collegamento delle masse ad un impianto di terra con coordinamento al differenziale di 25 volt. Occorre quindi una dichiarazione di conformità in tal senso di un elettricista abilitato se non è possibile collegarsi ad un impianto di terra preesistente con dichiarazione di conformità idonea (coordinamento 25 volt ).

Domanda n° 432

Buonasera

una ditta ha fatto richiesta di un POS per lavori di demolizione di un fabbricato.

Interpellata, la ditta ha dichiarato che potrebbe subappaltare parte del lavoro.

Ho dei dubbi e volevo dei chiarimenti:

- il pos va elaborato elencando tutto il lavoro?

- se la ditta non farà tutto il lavoro dovrò fare un altro pos e menzionare che una parte del lavoro potrebbe essere subappaltato?

Risposta

Non sapendo se e cosa andrà subappaltato il POS richiesto deve comprendere tutta la lavorazione. Se si sa cosa sarà appaltato il POS deve essere fatto limitatamente al lavoro non appaltato. In entrambi i casi quando e se entrerà in cantiere un subappaltatore, questo, se impresa, deve fare un suo proprio POS. Da notare che se entra un altra impresa scatta l'obbligo del coordinamento da parte del committente.

Domanda n° 431

Egr Ing. Mannelli

ho frequentato tutti corsi e gli aggiornamenti (ATECO) per il D. Lgs. 81/08. Posso organizzare e gestire (docente)i corsi per RSPP (16 ore) per datori di lavoro e se si posso quindi rilasciare l'attestato corrispondente?

Ciò vale anche per i corsi di 4 ore per prevensione incendi ( sono abilitato alla 818) ?

Risposta

Assolutamente si fino a quando non sarà emanato l'imminente provvedimento Stato Regioni in merito alla formazione di cui parliamo.

Domanda n° 430

Un titolare di un bar o un avvocato con 2 dipendenti quante ore di corso per la nomina di rspp deve fare?a proposito deve fare degli aggiornamenti periodici,se si quali?

Risposta

16 ore con i contenuti previsti dall'art. 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 . per il momento (2/12/2012) non sono stati ancora decisi ( e quindi non sono obbligatori) gli aggiornamenti..

Domanda n° 429

Come figura professionale si sta eseguendo la direzione lavori e il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione di un fabbricato in fase di ristrutturazione, di cui i proprietari vogliono eseguire dei lavori, Posso redigere una lettera di sgravio responsabilità per questi lavori?

Risposta

No, le responsabilità penali non si possono eliminare con una lettera.

Domanda n° 428

Ogni quanti anni gli impianti elettrici hanno bisogno della dichiarazione di conformità 37/08? Cioè come dirigente di una società di impianti elettrici volevo sapere se i nostri clienti tipo :

Ristoranti ,Teatri , Sale Cinema, Farmacie e Condomini anno bisogno di avere la 37/8 aggiornata.

Risposta

La dichiarazione di conformità non invecchia, Deve solo essere integrata con altra dichiarazione di conformità in caso di manutenzione straordinaria o di modifica dell'impianto. Pertanto per i clienti non c'è nessuna necessità di aggiornamento

Domanda n° 427

Ogni quanti anni gli impianti elettrici hanno bisogno della dichiarazione di conformità 37/08?

Risposta

La dichiarazione di conformità non invecchia, Deve solo essere integrata con altra dichiarazione di conformità in caso di manutenzione straordinaria o di modifica dell'impianto.

Domanda n° 426

ho una ditta individuale mi chiedono il POS non ho dipendenti ,lo devo fare .nel mio caso occorre un altro documento?

Risposta

Se lei è un lavoratore autonomo non deve fare il POS. Naturalmente è stesso Lei che si deve presentare come lavoratore autonomo . Le riporto la definizione di lavoratore autonomo che prescinde dalla sua posizione fiscale : persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione ( e senza collaboratori).

Come lavoratore autonomo , a richiesta del committente deve esibire:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto

b) specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni del D. Lgs. 81/08

di macchine, attrezzature e opere provvisionali (essenzialmente dichiarazione di conformità CE delle macchine marcate CE utilizzate)

c) elenco dei dispositivi di protezione individuali in dotazione

d) documento unico di regolarità contributiva di cui al Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007

.

Domanda n° 425

Avendo ottemperato alla legge 81/08 in tutte le sue parti vorrei sapere se ci sono delle scadenze annuali da pagare per una società di impianti elettrici srl composta da amministratore unico, un socio lavoratore e 2 dipendenti.

Risposta

La legge 81/08 è una legge per la sicurezza non per le tasse. L'unico importo annuale da pagare è costituito da due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato presso l’azienda calcolate sulla base della retribuzione media giornaliera per il settore industria e convenzionale per il settore agricoltura determinate annualmente per il calcolo del minimale e massimale delle prestazioni economiche erogate dall’INAIL. Tale importo è dovuto all'INAIL se non è stato eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.Quindi se i lavoratori designano un RLS tale importo non è dovuto. Però comunque adesso non si paga ancora perchè occorre attendere un decreto ministeriale che regolamenti i versamenti dovuti.

In conclusione non ci sono scadenze se non quelle relative al costo della verifica quinquennale dell'impianto di messa a terra e della verifica semestrale degli estintori .

Domanda n° 424

buonasera ing. avrei un quesito da porgerle sono socia non lavoratrice di una s.r.l. avendo fatto il corso per RLS posso svolgere questa funzione per l' azienda? Premetto che sono dipendente di una Asl.

Risposta

per fare il RLS non occorre fare alcun corso (il corso si fa dopo essere stata eletta dai lavoratori e non è un corso qualificante) ma occorre essere un lavoratore eletto dagli altri lavoratori. Pertanto , se lei non è una lavoratrice della srl non può essere eletta dai lavoratori della srl come RLS.

Domanda n° 423

Gentile Ing.,

le vorrei chiedere se è possibile, in una piccola impresa edile costituita da 6 operai, che il RSPP che abbia tutti gli attestati, possa svolgere tale funzione per due diversi cantieri. In realtà, mi spiego meglio, egli è presente con tale funzione, in due POS diversi,per due cantieri diversi.

Risposta

Il RSSP, che abbia tutti gli attestati e cioè diploma e corsi A-B3- e C o laurea in ingegneria o architettura e corso C, non solo può svolgere la sua funzione in più cantieri ma addirittura in più cantieri di diverse imprese in diverse regioni. Infatti il RSPP può essere un libero professionista consulente. Sa quanti pazienti ha normalmente un medico di famiglia?

Domanda n° 422

egr.ing. vorrei sapere se un RSPP con delega di funzione in una azienda con 3300 dipendenti possa firmare il pos e tutto quanto compete ad un rspp, pur non avendo il modulo B specifico del settore interessato, ma di un altro settore; se può nominare ASPP che possiedono solo il modulo A. Se ciò non fosse possibile, quali sono le sanzioni e come si può intervenire?

Risposta

La nomina di un RSPP privo dei requisiti (corso B3) è assimilabile ad una mancata nomina che deve essere sanzionata al datore di lavoro con arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400, fatti salvi i provvedimenti della sospensione dell'attività imprenditoriale di cui all'allegato I del D. Lgs. 81/08. La nomina dell'ASPP non può essere fatta dal RSPP ma deve essere fatta dal datore di lavoro tenendo conto dei requisiti necessari (corso A e B3 se non trattasi di ingegneri o architetti o tecnici della prevenzione). Le sanzioni possono essere fatte dagli organi di vigilanza (DPL- ASP) cui occorre fare segnalazione.

L'RSPP e l'ASPP che , senza i necessari titoli ma senza produrre titoli falsi, accettano l'incarico non sono sanzionabili ma in caso di infortunio saranno colpiti penalmente dalla procura della Repubblica se , per la loro carente formazione, hanno contribuito in tutto o in parte all'evento.

Domanda n° 421

Sono la referente per la sicurezza della mia scuola. Il dirigente mi ha incaricato per l'acquisto di strisce adesive per il pavimento per indicare le vie di fuga(verdi) e strisce rosse per indicare la distanza da tenere dalle porte con apertura sul corridoio. Potrebbe darmi maggiori indicazioni sulla loro applicazione?

Risposta

Le vie di fuga possono essere indicate con strisce adesive verde che possono essere installate o due in parallelo a delimitare ai bordi il percorso sicuro di esodo o una sola centrale con una freccia bianca per accompagnare la fuga. Diverso è il discorso per le strisce rosse . Se una porta apre sul corridoio potremmo mettere direttamente le due strisce verde paralelle per indicare quale parte del corridoio da utilizzare e, in corrispondenza delle porte pericolose, prima e dopo <8ma non davanti alla porta), una seconda striscia rossa esterna alla striscia verde per indicare il divieto di fuoriuscire dalla striscia verde in quella zona . In alternativa potremmo mettere in corrispondenza della porta e perpendicolarmente al corridoio una striscia rossa-bianca per indicare il pericolo. Ancora , e meglio, potremmo mettere dove si apre la porta due paletti con catenella di plastica per impedire del tutto il passaggio . Se va sul link che le indico e va a pagina 76 e seguenti trova esempi di quello che le ho detto con le modalità di applicazione. Può anche richiedere il catalogo cartaceo con il secondo link e consultarlo con calma facendo partecipe della sua scelta anche il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e poi comunicando al dirigente scolastico il risultato finale della ricerca con la proposta di acquisto.

http://www.seton.it/catalogo-virtuale.php

http://www.seton.it/requestcatalogue

Domanda n° 420

Ing. Mannelli l'art. 31 c. 6 punto g. del Dlgs 81/08 impone che il datore di lavoro non possa ricopriere il ruolo di RSPP. una COOP. sociale ha 54 dipendenti, di questi 24 lavorano presso una struttura di accoglienza di proprietà della coop. mentre gli altri 34 presso una struttura non di proprietà e non gestita dalla coop. Può in questo caso la Presidente della Coop. ricoprire il ruolo di RSPP avendo svolto il corso di 16 ore?

Risposta

In realtà occorre fare riferimento all'allegato II . Occorre specificare se parliamo di strutture di ricovero e cura (non ospizi puri) . Se siamo in questa ipotesi il numero di lavoratori presenti è irrilevante e il datore di lavoro non può fare il RSPP..

Domanda n° 419

può un rspp abilitato per il macrosettore 8 esercitare l'attività di rspp in uffici con presenza di ambulatori, sale rx e fisioterapia? O serve l'abilitazione anche al macrosettore 7?

Risposta

Quello che conta è solo il settore ATECO attribuito all'attività Paradossalmente la reale consistenza non ha valore giuridico. Quindi deve controllare quell'ufficio quale codice ATECO ha e verificare quale sia il macrosettore sulla base del codice ATECO.

Domanda n° 418

se ho un cantiere dove è scaduto il permesso di costruire ma non sono finiti i lavori, come CSE cosa devo fare per tutelarmi da eventuali imprese che, senza avviso, entrano a lavorare (magari in accordo con il committente)?

Risposta

se il CSE non è direttore dei lavori non gli interessa se è scaduto il permesso di costruire. Se sa che i lavori continuano deve coordinarli. Se invece è anche direttore dei lavori, deve impedire i lavori anche contro la volontà del committente.

Domanda n° 417

un dipendente di una Cooperativa sociale presta servizio presso un Comune in qualità di operaio (servizio di manutenzione verde pubblico ed arredo urbano), sulla base di un contratto di affidamento di vari servizi tra Comune e Cooperativa. Tutte le attrezzature di lavoro (decespugliatori, escavatore,..) sono di proprietà del Comune che provvede alla loro manutenzione e/o sostituzione, così come le sostanze eventualmente usate. Il contratto è molto generico ed è il Comune quotidianamente a stabilire luoghi e tipologie di lavoro da svolgere.

In qualità di RSPP esterno di tale cooperativa, mi chiedo:

1. Come è possibile effettuare una corretta valutazione del rischio dal momento che non è il datore di lavoro della Cooperativa a stabilire luoghi, modalità, tempi di esposizione, sostanze ed attrezzature utilizzate.

2. Pur trattandosi di un appalto di servizi, peraltro privo di DUVRI, ed affidato in maniera generica e lacunosa, mi sembra evidente che ci sia una chiara dipendenza funzionale dell'operatore con il Comune. Non protrebbe configurarsi un distacco o una somministrazione di lavoro (probabilmente fraudolenta)?

Come avrà capito mi trovo in difficoltà ad effettuare la valutazione del rischio e tutelare al meglio la cooperativa,desidererei un suo parere in merito.

Risposta

Concordo sul fatto che, se il contratto è generico. Si può tutelare il lavoratore interessato solo come se fosse distaccato: 6. Nell’ipotesi di distacco del lavoratore di cui all’articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l’obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato

Occorre quindi individuare le attività previste o prevedibili e fare una informazione e formazione sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni prevedibili. é specifica responsabilità del comune fornire infatti attrezzature idonee e fare la valutazione specifica del rischio. Bisogna solo analizzare il contratto avuto per verificare che non ci siano clausole particolari che possano invalidare questa metodologia proposta per tutelare il lavoratore nei limiti possibili

Domanda n° 416

Buongiorno a lei. Sono un artigiano edile senza dipendenti. Presto la mia opera a clienti privati e/o ad una ditta edile che mi subappalta dei lavori (manutenzione di condomini).Per essere in regola con la normativa della sicurezza sul lavoro le chiedo se sono obbligato a sotormi a visita medico sanitaria nel caso di lavori in proprio o di subappalto.

Risposta

No, se Lei vuole può farsi controllare, a sue spese, da un medico del lavoro. Per Sua comodità le riporto gli obblighi cui deve ottemperare:

Articolo 21 - Disposizioni relative ai lavoratori autonomi

1., i lavoratori autonomi devono:

a) utilizzare attrezzature di lavoro marcate CE;

b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli

c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.

2. con oneri a proprio carico hanno facoltà di:

a) beneficiare della sorveglianza sanitaria ,

b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte,

Domanda n° 415

Egr Ingegnere,

vorrei gentilmente sapere se per "impresa esecutrice" dell'opera (Titolo IV - Art 89 c.1 i-bis) si intendono solo la/le imprese edili o anche le altre che operano nel cantiere edile : ad esempio quelle per impianti elettrici, idraulici, ecc.

Questo al fine di identificare la necessità di nomina del CSP e CSE come espresso all'art 90 c.3.

Risposta

Titolo IV - Art 89 c.1 i-bis)impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e materiali

A me sembra chiaro che sono imprese esecutrici anche quelle per impianti elettrici, idraulici, ecc. dell'opera- Potrebbe esserci qualche dubbio per quelle per impianti elettrici, idraulici, ecc. del cantiere.

Domanda n° 414

Ho una dipendente che lavora un giorno a settimana, per 5 ore, pulisce un ufficio, deve essere in regola con la 81/08.?

Risposta

No, sono esclusi solo gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Domanda n° 413

gentile Ingegnere,

vorrei sapere se il POS per un lavoro di riqualificazione interna sottotetto, deve essere inviato per conoscenza anche alla ASL di competenza. Operatori previsti in cantiere 4 dipendenti+2 autonomi

Risposta

Alla ASL deve essere inviato solo la notifica se si prevede rimozione amianto. Il POS deve essere disponibile sul cantiere.

Domanda n° 412

Buonasera,

una impresa deve eseguire lavori ad un condominio consistenti nella demolizione, il rifacimento della copertura di un terrazzo.

L'Impresa è unica e non c'è PSC, cosa va consegnato il POS o PSS?

Risposta

Deve essere disponibile in cantiere (non consegnato) il POS. Il PSS deve essere redatto dall'impresa solo per lavori pubblici. . Ai fini della verifica dell’idoneità tecnico professionale le imprese, l' impresa , dovrà esibire al condominio almeno:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto

b) documento di valutazione dei rischi riferito alla sua struttura fissa

c) documento unico di regolarità contributiva

d) dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi per lavoro in nero o gravi violazioni ripetute alle norme di sicurezza

Domanda n° 411

Buonasera,

alla ns. azienda (Snc con n. 2 soci lavoratori e n. 2 dipendenti) è stato richiesto il verbale di nomina del preposto. Siamo obbligati a redigerlo ? Ed in caso affermativo, tale funzione può essere svolta dallo stesso datore di lavoro ?

la richiesta è stata fatta dal responsabile sicurezza di un cantiere edile a cui è già stato fornito il POS, la lavorazione che eseguiamo è tinteggiatura e verniciatura di locali interni.

Risposta

Il preposto deve essere nominato quando necessario. In caso di nomina è opportuno ma non obbligatorio un verbale di nomina mentre deve essere indicato obbligatoriamente il nominativo nel DVR o nel POS. Quello che è obbligatorio è l'attestato di formazione per preposto secondo art. 37 D Lgs. 81/08. Il datore di lavoro è un preposto di fatto per eccellenza e non ha bisogno di nomina

La tinteggiatura e verniciatura di locali interni senza apertura non protetta verso il vuoto è uno dei pochi casi ove secondo me non occorre preposto

Domanda n° 410

vorrei sapere se per i lavori di ristrutturazione di una facciata condominiale, alla presenza di due ditte individuali con p.iva (senza operai), c'è bisogno di due piani operativi di sicurezza?

Risposta

La ditta individuale è assimilabile al lavoratore autonomo se lavora senza operai. Il lavoratore autonomo non deve fare il POS. Quindi i due lavoratori autonomi non devono fare nessun POS. Attenzione però che se i due lavoratori autonomi si coordinano nei lavori, diventano impresa di fatto non individuale e devono fare un POS.

Domanda n° 409

Buongiorno Ing. Mannelli,

una datore di lavoro di una impresa edile con 14 o più operi, sia nel caso in cui lui stesso sia abilitato come RSPP o che non lo sia, può eseguire direttamente lui, appunto come datore di lavoro, la formazione necessaria al RLS nominato dai lavoratori, ai sensi dell’art. 36 e 37 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i., o deve obbligatoriamente iscriverlo ad un apposito corso organizzato da organismo autorizzato.

Risposta

In teoria potrebbe farlo se nella sua città non fosse attivo l'organismo paritetico che nel caso suo dovrebbe essere il CPT (Comitato Paritetico Territoriale per la sicurezza in edilizia). Ma anche in questo caso motivi di opportunità e di trasparenza richiedono l'intervento o dell'INAIL o delle ASL o almeno di strutture di formazione riconosciute dalla Regione. Se invece il CPT o la Cassa edile organizzano corsi devono essere coinvolti nella formazione del RLS.

Domanda n° 408

caro ingegnere avrei un quesito da porle,

in una azienda con meno di 200 dipendenti con un unica capacità economico finanziaria, avendo diversi appalti nell'ambito nazionale e con tipologia di attività differente per cui applica a propri dipendenti quattro differenti ccnl di categoria, quanti rls si devono eleggere e quanti dvr deve avere? uno per ogni tipologia di attività oppure uno per tutti?

Risposta

la questione appare complessa ed è opportuna semplificarla. Il riferimento deve essere il datore di lavoro. il datore di lavoro è uno ovvero l'azienda ha più strutture finalizzati alla produzione di beni o all’erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale e quindi ci possono essere più datori di lavoro?

Se il datore di lavoro è uno , uno è il DVR e uno il RLS fino a 200 lavoratori. Il DVR potrà essere redatto come meglio crede il datore di lavoro (tomo singolo, a fascicoli, per attività ecc)

Domanda n° 407

Una lavoratrice di un bar con contratto a chiamata per 20 ore mensili può fare l'RLS?

E' tenuta ad avere anche l'informazione e la formazione (art.i 36 e 37 del D.lgs 81/08)?

Risposta

Una lavoratrice è una lavoratrice a prescindere dal tipo di contratto. Quindi la risposta è: si, si, si.

Domanda n° 406

Gentile ing. sono titolare di uno studio dentistico dove opero solo io, devo redigere il DVR, fare corsi pronto soccorso e antincendio, ho due ambulatori con due riuniti ( poltrone che usa di solito il dentista o l'odontoiatra per la pulizia o per gli interventi) e 1 sala di attesa

Risposta

No, lei è una lavoratrice autonoma che ha come obbligo solo l'uso dei DPI se necessari e di attrezzature marcate CE . Naturalmente questo vale solo ai fini del D. Lgs. 81/08, restano tutti gli obblighi derivanti da leggi specifiche per la Sua professione a tutela del paziente. Se e quando prenderà un collaboratore dovrà fare l'autocertificazione del rischio (non il DVR) , un corso di 16 ore per RSPP datore di lavoro, la denuncia dell'impianto di terra all'INAIL ex ISPESL, comprare un estintore (consiglierei comunque di comprarlo già a CO2) , fare un corso antincendio rischio basso 4 ore, comprare il registro infortuni.. Come medico sarebbe esonerata dal corso di primo soccorso

L'autocertificazione è valida fino a quando non intervengono cambiamenti nell'attività (nuove macchine, nuove sostanze, ecc). In tal caso va ripetuta. Se non esce un decreto di proroga l'autocertificazione non sarà possibile più possibile dal 30 giugno 2012.

Domanda n° 405

Gentile ingegnere, vorrei sapere se è ancora necessario comunicare all'ASL ed all'Ispettorato del Lavoro le nomine dell'RSPP ed RLS mediante raccomandata A/R.

Risposta

No, i nominativi (per l'RLS solo se nominato) devono essere inseriti nel DVR con data certa o attestata.

Domanda n° 404

Buongiorno,

se un'impresa edile ha un dipendente da 6 anni, il titolare è nominato come RSPP, come resp. primo soccorso e antincendio, è obbligatorio far fare un corso di formazione?

Risposta

Credo che la domanda sia :è obbligatorio far fare un corso di formazione al dipendente? Si, tutti i lavoratori devono ricevere a cura del datore di lavoro (o direttamente dal datore di lavoro) informazione e formazione. La durata della formazione è a discrezione del datore di lavoro e dipende dai rischi cui è soggetto il lavoratore. Potrebbe quindi essere sufficiente anche un'ora.

Domanda n° 403

Buongiono, in rif.to alla guida di muletti, ho letto che è il datore di lavoro che deve rlasciare l'attestato di formazione ai lavoratori. Da cosa si evince però la formazione del datore stesso? Qualora non ci siano dipendenti o l'unico autorizzato alla guida sia il solo titolare, è necessario comunque l'attestato? Rilasciato da chi?

Risposta

La responsabilità di adibire lavoratori addestrati per attrezzature particolarmente pericolose è del datore di lavoro. Fino a quando In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non saranno individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione il tutto resta a discrezione del datore di lavoro. Cioè solo la magistratura potrà chiedere conto al datore di lavoro come mai la formazione l'ha fatta lui stessa piuttosto che affidarla ad un esterno, oppure perchè l'ha affidato ad un esterno piuttosto che ad un altro, ecc.

Attualmente molte società di formazione offrono il patentino per mulettisti. Non esiste ancora nessun patentino per mulettisti. E' il datore di lavoro che decide come formare e addestrare il personale dipendente, se direttamente o tramite società di formazione o tramite tecnici di propria fiducia. Il datore di lavoro, in quanto lavoratore autonomo, non ha alcun obbligo di formazione e addestramento per l'uso delle macchine.

Domanda n° 402

Gentilissimo Ingegner Mannelli,

siamo a chiederLe conferma sul fatto che uno studio associato di 2 professionisti senza dipendenti non ha l'obbligo di redigere il DVR ne tantomeno il DVR stress lavoro correlato.

Risposta

Confermo.

Domanda n° 401

Salve, vorrei approfondire un questione relativa alle società in nome collettivo. L'individuazione di un socio come datore di lavoro (responsabile della sicurezza) di tale società, deve avvenire nell'atto costitutivo della società o può essere prodotta con atto a parte esterno?

Gradirei un risposta esaustiva...

Risposta

La forma non ha importanza, conta la sostanza, cioè l'atto di individuazione deve avere data certa e deve essere valido giuridicamente (deve essere fatto da chi nella società ha i poteri di farlo secondo l'atto costitutivo ) . Quindi vanno bene le due soluzioni (o una terza).

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Domanda n° 400

Buongiorno,

chiedo un suo parere in merito agli obblighi sicurezza per una società che affitta spazi per brevi periodi ad altre aziende. La società locataria è costituita da soli 3 amministratori, che lavorano per la stessa. Nessuno di questi ha un contratto di lavoro come dipendente e/o collaboratore e non vi sono altre figure subordinate. Il Testo Unico si applica?

Risposta

Se i tre amministratori lavorano non coordinandosi, cioè ognuno per proprio conto non si applicano gli obblighi previsti per il datore di lavoro nè il DUVRI. Se invece i tre lavorano in azienda coordinandosi (soci lavoratori) uno dei tre deve essere datore di lavoro e gli altri lavoratori e si applica il testo unico. L'affitto degli spazi non comporta particolari obblighi se in questi spazi affittati non lavora nessuno dei tre. Altrimenti occorre il DUVRI..

Domanda n° 399

La scadenza dei due anni per il controllo fumi la si considera partendo dalla data dell'ultimo controllo e deve essere fiscale(es.:ultimo controllo 9 aprile 2009 occorre farla esattamente il 9 aprile 2011 oppure entro l'anno 2011?).

Chiedo questo perchè se uno acquista una casa,aspetta al venditore fare la revisione di fumi entro la scadenza dei due anni oppure aspetta al compratore e lo può fare entro il 2011?.

Risposta

Quando scade la data prevista per il successivo controllo la caldaia deve essere spenta fino all'effettuazione del controllo. L'eventuale utilizzo, oltre ad essere pericoloso, potrebbe comportare l'accusa di omicidio colposo in caso di infortunio da ossido di carbonio. In caso di acquisto di una casa il controllo spetta a chi deve utilizzare la caldaia perchè trattasi di controllo legato all'uso. Ad esempio, se io scollego la caldaia dalla tubazione del gas non avrebbe senso, e sarebbe impossibile, fare il controllo dei fumi, Chi vende deve dare la DICO, la dichiarazione di conformità dell'impianto. Ulteriori richieste devono essere inserite nel compromesso.I

.

Domanda n° 398

devo ritinteggiare la facciata e sostituire le grondaie, domanda

-il ponteggio lo monterà una ditta specializzata che rilascerà il POS e il PIMUS

- i lavori di tinteggiatura e sostituzione delle gronde, li eseguiranno n. 3 lavori autonomi, di cui 1 è l'appaltatore,

a-l'autonomo appaltatore si configura come datore di lavoro degli altri due autonomi, quindi un impresa di fatto, e di conseguenza dovranno consegnare il POS e io dovrei incaricare un CSE per redigere un PSC ?

b- dovrei inoltrare la NOTIFICA PRELIMINARE?, i lavori non necessitano di titolo abilitativo e si utilizzeranno 180 uomini-giorno,

la ringrazio anticipatamente

Risposta

a- SI se i lavoratori autonomi si coordinano ( e non possono non farlo......)

b- SI

.

Domanda n° 397

una mia amica ha aperto un'attività di parrucchiera e centro estetico con un'altra persona.

devono svolgere il corso RSPP datore di lavoro? non sono in società,

Risposta

Se una persona fa l'estetista e l'altra fa la parrucchiera e lavorano ognuna per conto proprio sono lavoratori autonomi che sfruttano lo stesso locale di cui dividono le spese. In questo caso non si applica il D. lgs. 81/08 , il testo unico sulla sicurezza, nessuno è datore di lavoro e non occorre fare niente.

Domanda n° 396

Gent.mo Ing. Mannelli mi è stato chiesto di redigere un Pos in questo caso : i lavori sono sostituzione coppi tavolato danneggiati. Si occuperà dei lavori un lavoratore autonomo.Però questo si avvarrà dell'aiuto di un altro lavoratore autonomo.

Per il montaggio del ponteggio un altro lavoratore autonomo(cognato del primo dei due!).I lavoratori autonomi non redigono il Pos se lavorano singolarmente ma poichè i primi due dovranno sostituire il tutto insieme sono obbligato a farlo o no?Il terzo redige il pimus.Mi può dire per favore cosa spetta ad ognuno? .

Risposta

I primi due devono fare il POS. Il terzo non deve fare niente (nè carte nè lavoro) perchè è pericoloso montare un ponteggio da solo!. (art. 136 comma 6 Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola d’arte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste.)

Se invece la terza fosse una impresa la terza deve fare il POS con allegato PIMUS.

Domanda n° 395

Gent.mo Ing. Mannelli mi è stato chiesto di redigere un Pos in questo caso : i lavori sono sostituzione coppi tavolato danneggiati. Si occuperà dei lavori un lavoratore autonomo.Però questo si avvarrà dell'aiuto di un altro lavoratore autonomo.

Per il montaggio del ponteggio un altro lavoratore autonomo(cognato del primo dei due!).I lavoratori autonomi non redigono il Pos se lavorano singolarmente ma poichè i primi due dovranno sostituire il tutto insieme sono obbligato a farlo o no?Il terzo redige il pimus.Mi può dire per favore cosa spetta ad ognuno?

Risposta

I primi due devono fare il POS. Il terzo non deve fare niente (nè carte nè lavoro) perchè è pericoloso montare un ponteggio da solo!. (art. 136 comma 6 Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola d’arte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste.)

Domanda n° 394

Può un ispettore del lavoro durante una visita su di un cantiere bloccare i lavori ?e mandare via il personale perchè non è presente il titolare dell'impresa ?quali sono gli estremi giuridici per fermare i lavori ?si possono citare per danni ?al momento del sopralluogo non hanno redatto verbale .

Risposta

No, No No. La materia è regolata da varie circolari e norme di legge. L'ultima è

DIRETTIVA 18 settembre 2008

Rilancio della filosofia preventiva e promozionale di cui al decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, contenente misure di razionalizzazione delle funzioni ispettive e di vigilanza in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell'articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30.

La mancanza di verbalizzazione è, paradossalmente, la carenza più grave. Se si vuole agire occorre farlo con il supporto di un avvocato che raccolga le testimonianze dei presenti e presenti denuncia alla procura della repubblica. Successivamente si può pensare a chiedere i danni al ministero.

Domanda n° 393

Vorrei sapere se un tecnico diplomato ipsia come me puo fare per legge il coordinatore per la sicurezza, perche la mia azienda mi ha indicato per fare questo corso ma durante lla formazione delle prime 40 ore ci è stato detto che giuridicamente non è possibile

Risposta

Il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l'esecuzione dei lavori devono essere in possesso almeno di diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico,

Domanda n° 392

per un artigiano installatore impianti elettrici è obbligatorio il documento " DURC"?

Risposta

No la Direzione Generale per l'Attività Ispettiva, con nota n. 2988 del 5 dicembre 2005, indirizzata all'INPS, ha chiarito che per i lavoratori autonomi senza dipendenti, in caso di effettuazione di lavori pubblici o privati, non c'è l'obbligo della certificazione della regolarità contributiva nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edili (DURC).

Secondo il Ministero, sembra del tutto ragionevole interpretare l'art. 8, comma 3, del D.L.vo 494/1996 nel senso che i lavoratori autonomi senza dipendenti non siano destinatari del DURC.

Domanda n° 391

Premetto che sono alle prime armi e dovrei dirigere un piccolo lavoro che consiste nella chiusura di una veranda che permette l'ampliamento di una camera ;io cpme D.L. al comune dovrei presentare il Durc dell'impresa .Ma mi chiedo questa non fa dipendenti (lavoratore autonomo), quindi al comune basta Durc + iscrizione camera commercio e eventualmente una dichiarazione come non ha dipendenti?

Risposta

Si. Niente POS, niente notifica alla ASL, il direttore dei lavori è responsabile dei lavori (cioè della sicurezza) solo se riceve apposito incarico dal committente. è comunque prudente per lui, essendo l'unico tecnico presente, intervenire se il lavoratore autonomo viola grossolanamente le norme di sicurezza.

Domanda n° 390

In un immobile di proprietà privata, locato ad una pubblica amministrazione per essere adibito ad Ufficio Pubblico, le spese relative alla verifica degll'impianto di messa a terra sono a carico del proprietario dell'immobile oppure dell'amministrazione locataria?

Risposta

Salvo diversa e apposita norma contrattuale le spese relative alla verifica dell'impianto di messa a terra sono a carico dell'amministrazione locataria..

Domanda n° 389

1) Seguo un cliente che si occupa di gestioni museali (biglietteria, book shoop, sorveglianza sale, didattica, etc.) il personale che utilizza è di solito preso con contratto a progetto. La 81/08 li equipara ai lavoratori subordinati. Hanno seguito un corso di formazione e visita (rischio postura e vdt). Ecco la domanda è questa: possono essere designati dal DL come addetti antincendio e addetti al primo soccorso ?

2) Seguo un cliente che organizza mostre all'interno di strutture e siti di proprietà del committente. Per realizzare la mostra (stand, impianti, etc) si avvale di ditte specializzate e di un architetto che fa il progetto. I lavori durano più di due giorni. Uno o più addetti della società vanno in loco per seguire i lavori. Di quali documenti nella loro totalità c'è bisogno ?

Risposta

1) Se il progetto lo prevede e se fa loro seguire l'apposito corso di formazione, sì

2) In linea generale il committente deve allegare al contratto il DUVRI sulla base delle informazioni che il suo cliente ha dalle ditte cui affida il subappalto ovvero l'esecuzione di alcuni lavori. Nel caso che l'allestimento stand possa configurare la realizzazione di un cantiere edile il suo cliente , se chiama più ditte, deve nominare il CSP ma potrebbe essere, per il tipo di contratto, che il CSP lo debba nominare il committente del suo cliente. In questo caso cessa l'obbligo del DUVRI .

Domanda n° 388

Buongiorno,

il datore di lavoro di una azienza specializzata per il montaggio dei ponteggi può essere preposto ai sensi dell'art. 123 ed anche capo cantiere?

Risposta

Si se ha fatto il corso secondo l'allegato XXI

Domanda n° 387

Ho tutti i requisiti per poter fare il coordinatore .Mio padre è titolare di un'impresa edile, POSSO fare il Coordinatore per la Sicurezza in cantieri dove c'è la sua Impresa??

C'è che mi dice di si e chi mi dice di no. io non sono dipendente di mio padre (cioè non sono assunto) io faccio il geometra libero professionista e lui fa l'impresa, ma se io volessi fare il coordinatore in un cantiere dove tra le imprese c'e' anche quella di mio padre posso fare la sicurezza??? io so di no perché c'è un conflitto per via del vincolo di parentela!

Risposta

si se il cantiere è relativo ad una lottizzazione o altro ove suo padre è committente (caso del committente che lavora nel proprio cantiere assieme ad altre imprese) No in caso contrario . In questo caso sarebbe illegale se lei lavora per l'impresa del papà, sarebbe deontologicamente non corretto se lei non lavora per l'impresa del papà. Se suo padre fa parte delle imprese in un cantiere e lei non è dipendente ( a contratto o come consulente) dell'impresa di suo padre giuridicamente può fare il coordinatore in quanto la incompatibilità giuridica è per il datore di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato. Il grado di parentela non rileva. Però deontologicamente non lo può fare perché il suo giudizio potrebbe essere incrinato dal grado di parentela. Quindi è una sua scelta, insindacabile da parte dell'organo di vigilanza ma di cui dovrà eventualmente rispondere davanti al magistrato in caso di infortunio grave o mortale.

Domanda n° 386

Buonasera in caso di impresa dipendente -lavoratore autonomo visto che chi eseguirà i lavori in cantiere non ha dipendenti quali sono i documenti da elaborare per la sicurezza?c'è bisogno della notifica alla Asl?e il responsabile della sicurezza coincide col direttore dei lavori?

Risposta

Il lavoratore autonomo non deve fare alcun documento per la sicurezza. Il responsabile della sicurezza nel cantiere è il committente. Il direttore dei lavori non c'entra niente a meno che il committente non lo nomini "responsabile dei lavori" con delega totale in modo da togliersi qualsiasi preoccupazione sulla sicurezza.

Domanda n° 385

Sono un impresa edile avrei qualche dubbio :

1) il DVR è unico oppure va redatto per ogni cantiere?

2) il mio DVR e' stato redatto il 2008 e da allora si sono avvicendati svariati operai e tecnici per esempio attualmente nessun operaio presente nel DVR e' in forza alla mia azienda ora mi e' stato chiesto di presentarlo per la stipula di un contratto cosa dovrei presentargli?

Risposta

il DVR è singolo per azienda mentre il POS è singolo per cantiere. Quando le maestranze cambiano occorre integrare il DVR con gli attestati di informazione, formazione e addestramento del nuovo personale indicando quali mansioni vanno a ricoprire. Quindi il vecchio DVR va bene se correttamente integrato.

Domanda n° 384

Sono il titolare e socio di una srl che ha svolto lavori di impiantistica ed edilizia, l' altro socio è mio fratello. Causa crisi la società è ferma dal 2009 senza dipendenti ed ha sede legale formalmente solo dal commercialista. La srl quindi ha 2 soci e abbiamo nominato un associato in partecipazione come responsabile tecnico alla CCIAA e vorremmo nominarlo RSPP ed eventualmente RLS. Ad oggi posso fare autocertificazione?

Risposta

Anche senza associato non possiamo dire che la società è senza lavoratori (anche se è senza dipendenti) Infatti è lavoratore il socio lavoratore di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso. L'autocertificazione si può fare fino a 10 lavoratori quindi non c'è problema . Non nominerei l'associato come RSPP se non è ingengere o architetto perchè dovrebbe fare tre corsi (28 ore/ 60 ore/24 ore) ma anche se ingegnere o architetto deve fare un corso di 24 ore + aggiornamento periodico. Se l'RSPP lo fa il datore di lavoro questi deve fare invece un corso di "solo" 16 ore. Per il RLS non fate corbellerie. Il RLS deve essere eletto dai lavoratori non nominato dal datore di lavoro e deve fare un corso di 32 ore + aggiornamenti annuali. Con un solo lavoratore il RLS non serve e non è obbligatorio.

Domanda n° 383

Premesso che:

L'art. 3 c.7 del d. lgs. 81/08 smi, dice che, "nei confronti dei lavoratori a progetto ....e dei co. co.co. le disposizioni di cui al presente decreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente".

L'art. 26 del D.Lgs. 81/08 si applica ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione.

La domanda è:

Per un mio co.co.co. che svolga la propria attività presso un ente terzo non devo fare assolutamente nulla in materia di sicurezza?

I co.co.co. lavorano presso l'Università in funzione di una Convenzione tra l'Università medesima e il mio Ente che stabilisce che siano a carico dell' Ente tali costi.

Sono per la quasi totalità tutor didattici (insegnano,fanno assistenza durante gli esami, etc.) tranne uno che è un tecnico informatico.

Non ho capito bene cosa intende per forma lavorativa. Le posso dire che il contratto recita così: co.co.co. a carattere autonomo, sia sotto il profilo formale che sostanziale, con esclusione di qualsiasi intervento del committente (il nostro Ente) in merito alle modalità di svolgimento e ai tempi di esecuzione della prestazione, nonché di qualsiasi vincolo di esclusiva da parte del collaboratore.

E' escluso nei confronti del collaboratore ogni assoggettamento al potere direttivo e di controllo dei dipendenti del committente.

E' esclusa ogni partecipazione diretta o indiretta del co.co.co. alle attività lavorative .....

Risposta

Siamo di fronte ad un appalto promiscuo. Nell’appalto promiscuo i dipendenti della ditta appaltatrice per poter eseguire la propria prestazione lavorativa devono lavorare in un contesto di unita’ spazio-temporale con l'attività lavorativa svolta dai dipendenti del committente, insistendo negli stessi luoghi ed ambienti ed avendo o potendo condividere spazi, accesso alle fonti di energia ed agli impianti tecnologici presenti nell’ambiente Scattano quindi gli obblighi del secondo comma dell'art. 26 D. Lgs. 81/08 con scambio di informazione con esclusione del DUVRI se l'attività svolta è intellettuale cosi come appare. Comunque lei non deve fare nulla se non segnalare gli obblighi citati al proprio datore di lavoro .

Domanda n° 382

Egr. Ing.

vorrei sapere se all'interno di un cantiere il getto di calcestruzzo fatto da una betoniera, con o senza auompa,e senza che l'autista prenda parte al getto ma si limiti soltanto ad usare il telecomando,è considerata una lavorazione o una semplice fornitura a pie' d'opera.E' quindi necessario chiedere all'autista della betoniera tutti i documenti della sicurezza, in primis il POS ? Oppure niente.

La mia funzione è di Coordinatore per l'esecuzione dei lavori.

Lo stesso problema del POS si pone in effetti anche per la ditta installatrice che fa la messa a terra del cantiere: per fare la messa a terra di 4 o 5 macchine in realtà la ditta lavora in cantiere per poche

ore, magari fa la messa a terra in un paio di giorni lavorando un paio d'ore al giorno. Questa ditta ha comunque l'obbligo del POS ?

Risposta

La questione ormai è superata dalla circolare emanata dal Min Lav. che esclude l'obbligo del POS. Qualunque impresa entri nel cantiere deve fare il POS escluso il fornitore di calcestruzzo in quanto così disposto dal Min lav. In quest'ultimo caso il CSE deve assicurarsi che sia avvenuto il coordinamento tra fornitore cls e impresa richiedente facendosi mostrare copia della modulistica prevista in tale circolare.•Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali•_ Partenza• Roma, 10/02/2011•Prot. 15/ SEGR /0003228

Domanda n° 381

Avrei due domande da porLe:

1. se ho appena assunto il mio primo dipendente, posto il fatto di dover fare la valutazione dei rischi e tutto ciò che richiede il d.lgs 81/2008 per la formazione,come devo comportarmi per la valutazione dello stress?su che dati devo basarmi,se l'assunzione l'ho appena fatta?

2. devo fare e comunicare all'ispesl la verifica della messa a terra e la verifica dell'impianto elettrico visto che ho assunto il mio primo dipendente?

Risposta

Fortunatamente può risolvere tutto con l'autocertificazione che comunque adesso deve fare o ripetere se già fatta. Eventualmente voglia "esagerare" può fare una riunione con il dipendente entro novanta giorni , gli chiede se si sente stressato per l'organizzazione del lavoro, se ha qualche suggerimento da dare e fa un verbale firmato..

per l'impianto elettrico deve avere la dichiarazione di conformità fatta dall'elettricista. Deve inviare entro trenta giorni all'INAIL ex ISPESL copia di tale dichiarazione utilizzando la modulistica che può trovare sul sito ISPESL locale o di altre sedi. poi ogni cinque anni dovrà fare verificare l'impianto di messa a terra dalla ASL o da un organismo privato abilitato.

Grazie dei complimenti. è stata molto gentile

Domanda n° 380

vorrei sapere se il parafulmine è obbligatorio sugli edifici scolastici come la scuola elementare oggi Primaria e sull'asilo oggi scula dell'infanzia. Nel primo caso trattasi di scuola con addetti inferiori al n. di 100, nel secondo caso minore a 50

Risposta

Secondo una normativa scolastica assurda e obsoleta sì. Secondo il D. Lgs. 81/08 ( e secondo la buona tecnica) solo se il calcolo dell'aurotezione fatto secondo le norme CEI lo rende necessario.

Domanda n° 379

Buongiorno,

In una cooperativa ARL il RLS va eletto ??? Essendo tutti soci puo essere chiunque??

In una società sia con dipendenti che con soci, RLS puo essere un socio al quale ovviamente non è stata data delega in qualità di responsabile della sicurezza aziendale?

Risposta

Il RLS è un diritto dei lavoratori e nessun dovere per chiunque quale che sia la formula societaria. Quindi la domanda è incomprensibile a meno che la preoccupazione sia quella di evitare il futuro pagamento all'INAIL di due ore lavorative e l'intervento del RLST. Comunque RLS può essere chiunque (anche un socio escluso il datore di lavoro) sia eletto democraticamente dai lavoratori tranne i componenti del servizio di prevenzione e protezione

Domanda n° 378

Buonasera ingegnere, a breve dovrò fare dei lavori di rifacimento delle facciate, i lavori verranno eseguiti da me in economia, premetto non ho partita iva e non sono artigiano... l'edificio si trova entro il perimetro di un lotto privato, dovrei erigere un ponteggio alto circa sei metri. il ponteggio è provvisto di libretto...

posso io stesso montare il ponteggio senza incorrere in sanzioni ? utilizzerò tutti i dpi, ma la cosa che mi spaventa è che pare non sia piu possibile utilizzare i ponteggi propri, ma solo quelli montati ìda società con titolo di montatori... se i lavoro a casa mia li faccio direttamente io è necessario prendere in affitto un ponteggio?

Risposta

Supponiamo che lei riesca a fare tutto da solo, ma per tutto si intende TUTTO. Ebbene, può farsi male tranquillamente perchè la normativa che le hanno detto (e di cui ha paura) si applica per attività edili da chiunque esercitate e alle quali siano addetti lavoratori subordinati o autonomi. Quindi non si applicano a lei. Però se i lavori sono visibili dalla strada o se ha qualcuno che la segnala all'organo di vigilanza si vedrà probabilmente arrivare qualche ispettore del lavoro che le chiederà il POS, il PIMUS, l'attestato di formazione per ponteggiatore, le contesterà che per montare un ponteggio occorrono almeno tre persone di cui uno è preposto, l'attestato del proposto, la nomina del medico competente, il corso per RSPP ecc. ecc. ecc. Lei potrà dire che sta facendo del bricolage ma non è detto che l'ispettore desista. Una via di compromesso sarebbe farsi montare il ponteggio da una ditta di ponteggi ma, ripeto, se non si fa aiutare da nessun altro negli altri lavori. .

Domanda n° 377

L'amministratore del condominio, di cui faccio parte, dopo una decisione assembleare, " trovare un volontario che si prestasse a spostare i contenitori della spazzatura dall'androne e riporli nella gurdiola", trovato il volontario si e fatto firmare una certificazione che scagionava il condominio in caso di eventuali infortuni. E legale tale azione. Ha un valore legale la dichiarazione firmata dal condomino, in caso di un qualche infortunio?

Risposta

Quando si affida un lavoro, anche se il lavoro viene svolto gratuitamente si forma un rapporto di lavoro datore di lavoro. lavoratore (art. 2 comma 1 lettera a D. Lgs. 81/08). Il datore di lavoro deve garantire la sicurezza del lavoratore ed è punito penalmente se sbaglia. Le responsabilità penali non si possono eliminare con un pezzo di carta (sa che pacchia sarebbe altrimenti per alcuni imprenditori poco seri!)

Pertanto quella dichiarazione non solo è nulla ma costituisce un'aggravante in caso di infortunio perché dimostra che già si sapeva che poteva capitare un infortunio e ciò malgrado non si è fatto nulla.

Domanda n° 376

Gent.le Professore,

in una farmacia con due dipendenti è possibile effettuare una autocertificazione della valutazione dei rischi o deve essere redatto obbligatoriamente il dvr visto che come rischio credo debba essere valutato quello chimico e biologico oltre alle posture incongrue, movimenti ripetitivi etc.

Risposta

è possibile l'autocertificazione. In qualche caso l'organo di vigilanza chiede prova della valutazione. Cioè se tu dici nell'autocerticazione che il rischio è moderato o trascurabile a me va bene che lo autocertifichi ma voglio vedere come hai fatto la valutazione: appunti, chelklist, analisi ecc. naturalmente questa richiesta è più probabile se in farmacia c'è un piccolo laboratorio chimico

Domanda n° 375

in un intervento di manutenzione straordinaria (da farsi con comunicazione di attività di edilizia libera) con la presenza non contemporanea di più imprese, importo inferiore a 100.000,00 euro e con meno di 200 u/g è obbligatoria la notifica preliminare?

Risposta

Si , occorre anche il CSE

Domanda n° 374

Gent.mo Ingegnere

per quanto concerne la realizzazione di nuova unità abitativa residenziale, posta al piano terra ricavata dalla chiusura di porticato del medesimo edificio è obbligatorio redigere il PSC oppure è sufficiente il POS.?

Risposta

Il PSC non dipende dai lavori da fare ma se tali lavori sono fatti da almeno due imprese, L'importo dei lavori è irrilevante . Prima del D. Lgs. 81/08 in effetti erano rilevanti i lavori particolarmente pericolosi ai fini della nomina del coordinatore. Attualmente la pericolosità è irrilevante, occorre che ci siano almeno due imprese

Domanda n° 373

un RSPP può tenere un corso di formazione per i preposti ed i dirigenti?

Risposta

Si, nessun problema. .

Domanda n° 372

Bisogna redigere il PSC per un cantiere inferiore a 200 uomini\giorno, ma con opere in elevazione da realizzare (sostituzione di alcuni coppi sulla copertura del tetto)?

Risposta

Solo se intervengono nel cantiere, anche in tempi diversi, almeno due imprese.

Domanda n° 371

Sto compilando il PIMUS, la ditta esecutrice mi ha comunicato che subappalterà il lavoro inviandomi le generalità ed i nominativi del personale della ditta subappaltatrice. Il nominativo va inserito nel PIMUS?

Risposta

Il PIMUS deve essere redatto dal datore di lavoro dell'impresa subappaltatrice. Tale impresa dovrà fare un POS al quale allega il PIMUS. Ovviamente scatta l'obbligo del PSC

Domanda n° 370

volevo sapere se è sufficiente che io RSPP firmi il POS, oppure è obbligatoria anche la firma del DL, RLS e MC come il DVR.

Risposta

La prima firma è quella del DL, poi occorre quella del RLS e se il datore di lavoro è prudente seguono le fime del RSPP e MC

Domanda n° 369

Il Dm 24 novembre 1984 è stato abrogato interamente?

Risposta

Non mi risulta. Partendo dalla versione qui di seguito reperibile

http://www.sicurezzaonline.it/leggi/leggas/leggas19801989/leggas19841989doc/leggas19801989dmi/dmi19841124.htm

dobbiamo togliere

DM del 16 e 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono

abrogate le seguenti norme:

a) la Sezione 1 (Disposizioni generali), la Sezione 3 (Condotte con

pressione massima di esercizio non superiore a 5 bar), la Sezione 4 (Impianti

di riduzione della pressione), la Sezione 5 (Installazioni interne alle utenze

industriali) e le Appendici: «Attraversamento in tubo di protezione» e

«Cunicolo di protezione» del decreto del Ministro dell'interno del 24 novembre

1984;

del 17 aprile 20082. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto non sono piu' applicabili le prescrizioni di cui alla parte prima e quarta del decreto del Ministro dell'interno 24 novembre 1984 recante: «Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densita' non superiore a 0,8» e successive modifiche, per quanto inerente agli impianti di trasporto di cui al presente decreto.

quindi rimarrebbe la parte non espressamente abolita. Certo una maggiore chiarezza nelle leggi sarebbe auspicabile.

.

Domanda n° 368

sono un autocisternista, vorrei sapere se sono obbligato ad agganciarmi con l'imbragatura al corrimano della cisterna, se dall'alto non ci sono agganci?

Risposta

Come lavoratore non autonomo lei non può decidere se e come attaccarsi ma deve rispettare le norme aziendali di sicurezza. Se tali norme non ci fossero o fossero carenti deve far presente il pericolo di caduta dall'alto cui è esposto al datore di lavoro il quale, tramite il proprio responsabile del servizio prevenzione e protezione, deve individuare il corretto punto di aggancio. Tenga infatti presente che il punto di aggancio è la cosa più difficile da individuare in caso di pericolo di cadute dall'alto perché ci sono tre fenomeni, insufficiente resistenza del punto di aggancio- insufficiente tirante d'aria - effetto pendolo, che , se non valutati correttamente, annullano la protezione dell'imbragatura.

Domanda n° 367

Per ovviare al PSC è possibile frazionare il lavoro nel caso intervengano più imprese prima e dopo l'appalto a distanza di mesi e infine non considerare il proprio personale ?

Questa è l'indicazione aziendale.

Risposta

Penso che alla fantasia italiana non c'è limite! Il PSC è legato al progetto non all'appalto.

art 90 c. 3 Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.

Il personale del committente , se svolge attività lavorativa nel cantiere, realizza una impresa.

La mancanza del PSC e/o del coordinatore quando previsto dalla legge è responsabilità non del coordinatore stesso ma del committente e/o del responsabile dei lavori che, nel caso specifico, si identificano con il dirigente che firma il contratto di appalto e con il RUP

Domanda n° 366

Egregio ingegnere,

la invio un nuovo quesito:

- è possibile che un assistente tecnico (ancorché architetto) riceva un incarico di RUP e gli venga assegnato, come Direttore dei Lavori, il proprio Direttore del Servizio?

Risposta

Purtroppo si.

Domanda n° 365

Egregio ingegnere,

sono un dipendente ASL con vari incarichi di RUP. Poichè con le delibere di incarico non mi è stato delegato il potere decisionale e di spesa le pongo i seguenti quesiti:

1) il DUVRI deve essere firmato dal legale rappresentante dell'Ente?

2) Poichè è stato istituito un servizio di Prevenzione e Protezione con un Direttore (RSPP), spetta a quest'ultimo sottoscrivere il DUVRI?

Risposta

Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006. n. 163, e successive modificazioni, tale documento è redatto, ai fini dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto;

così è scritto nel d. Lgs. 81/08. pertanto il DUVRI deve essere firmato dal dirigente che affida l'appalto. Ovviamnete tale dirigente può richiedere, tramite il datore di lavoro, l'intervento del RSPP che, in tal caso, deve anche lui sottoscrivere il DUVRI.

Domanda n° 364

DUE domande.

LA PRIMA

Nel mio Ente (Consorzio Universitario – Consorzio di Enti locali ai sensi dell’art. 31 del TUEL) ci sono un paio di dipendenti che svolgono le proprie funzioni presso due sedi universitarie afferenti ad una Università convenzionata con il nostro ente.

Non si può parlare di distacco perché tra l'altro lo stipendio di queste persone lo paga il nostro Ente.

L’articolo 3 c. 6 del d.lgs. 81/08 e s.m.i. stabilisce che per il personale delle Pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che presta servizio con rapporto di dipendenza funzionale presso altre amministrazioni pubbliche, organi o autorità nazionali, gli obblighi di cui al citato decreto 81/08 e s.m.i. sono a carico del datore di lavoro designato dall’amministrazione, organo o autorità ospitante.

Ciò stante, chiedo se è sufficiente come abbiamo fatto, chiedere in forma scritta all’ Ente ospitante di farsi carico degli obblighi di cui al citato decreto.

LA SECONDA

Uno dei due lavoratori quello che svolge la funzione di custode è in servizio presso una sede di proprietà del Comune (che è anche il socio di maggioranza del nostro Ente) che è gestita dall’università.

Mentre per le altre sedi sono presenti dei contratti di comodato fra Comune e Università, in questo caso il Comune per motivi (penso di natura politica) non firma comodato con Università.

Il mio Dirigente, su mia sollecitazione, ha inviato diverse lettere in cui si chiede al Comune e all’Università di addivenire ad un accordo ma fino ad ora senza alcun risultato.

Secondo lei, io che sono l’RSPP (senza potere di spesa aggiungo), cosa dovrei fare per tutelarmi di fronte a questa situazione?

Mi riferisco alla malaugurata ipotesi in cui il nostro dipendente abbia un infortunio all’interno di un immobile occupato da una Università ma dove di fatto l’università è “abusiva” pur essendo di fatto soggetto gestore della sede.

Risposta

Dal punto di vista RSPP ecco come comportarsi:

scrivere una lettera al datore di lavoro dicendo che dagli elementi in possesso non risulta con certezza che ci sia una dipendenza funzionale del Ns dipendente dall'altra amministrazione e che quindi, in qualità di RSPP, si fa presente al datore di lavoro della necessità di definire per iscritto tale dipendenza funzionale o, in alternativa, occorre procedere alla valutazione del rischio chiedendo all'altra amministrazione il permesso di accesso e la documentazione necessaria. Occorre inoltre fare presente che , in assenza di certezza sull'avvenuta valutazione dei rischi, occorre sospendere l'attività espletata dal lavoratore

Domanda n° 363

Se per cortesia mi può spiegare quando un ponteggio si intende fuori schema e quindi necessita di calcolo pur essendo composto tutto da telai prefabbricati (al di fuori delle ipotesi di altezze oltre una certa misura, o teli o parti strutturali miste che mi pare sia abbastanza chiaro richiedono il progetto ed il calcolo)

Se Lei dice che se è misto (pertanto canne innocenti e telai prefabbricati), potrebbe non essere valida l’Autorizzazione Ministeriale;

a questo punto allora, nel caso predetto non sarebbe sufficiente neanche un progetto ed un calcolo della struttura in quanto lo stesso progetto dovrebbe essere sotosto all’approvazione dell’Autorità Ministeriale?

Secondo quesito

Qualora un ponteggio o un ponte su ruote o macchinario fosse sfornito delle carte che

debbono necessariamente accompagnarlo, fosse usato in cantiere normalmente per le lavorazioni,

Occorrerebbe rivolgersi all’Autorità di Sorveglianza di cui all’art. 70 c. 4^ del Dlgs n. 81/08? Oppure la segnalazione

di specie avviene soltanto se la macchina o attrezzatura presenta degli evidenti difetti in materia di sicurezza?

(anche se i libretti non sono disponibili)

Risposta

L'acquisto del ponteggio comporta l'obbligo da parte del fabbricante della consegna dell'autorizzazione ministeriale alla costruzione ed all'impiego A tale autorizzazione possono essere allegati, se il fabbricante lo ha richiesto,schemi-tipo di ponteggio già autorizzati strutturalmente con l'indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico, di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per i quali non sussiste quindi l'obbligo del calcolo per ogni singola applicazione. Pertanto se il ponteggio è montato in maniera difforme da tali schemi occorre il calcolo. Attenzione che la realizzazione di parti strutturali miste può far decadere la validità dell'autorizzazione ministeriale all'impiego , senza la quale non ha senso parlare di calcolo.

se il ponteggio è misto (pertanto canne innocenti e telai prefabbricati o telai prefabbricati di diversi fabbricanti ) e la "mistura" influisce sulle caratteristiche meccaniche dei componenti decade l’Autorizzazione Ministeriale. Il calcolo serve per definire i coefficienti di sicurezza sulla base delle caratteristiche meccaniche che il fabbricante garantisce e che il Ministero approva. Venendo meno la garanzia del fabbricante non ha senso parlare di calcolo.

Il ricorso all’Autorità di Sorveglianza di cui all’art. 70 c. 4^ del Dlgs n. 81/08 è prevista solo per attrezzature marcate CE che presentano degli evidenti difetti in materia di sicurezza.

Attrezzature marcate CE prive di documentazione non possono essere messe in esercizio. La marcatura Ce ancora non è prevista per i ponteggi.

Domanda n° 362

un automezzo che trasporta una cisterna di gasolio da 3000 lt che misure di prevenzione (segnaletica,estintori) deve adottare?

Esiste una legge che regolamenta questa materia?

Risposta

esiste una normativa piuttosto complessa (ADR). Consiglierei di leggere questi articolo:

http://www.trasportiediritto.com/2009/07/26/il-trasporto-di-merci-pericolose-adr/

http://members.xoom.it/PolstradaMax/mercipericolose/10385.htm

http://www.professionalservicefire.com/uploads/file/adr%202.pdf

Da tenere presente che i dispositivi previsti dall'ADR (finalizzata a prevenire l'inquinamento ambientale) devono essere integrati con i dispositivi necessari per eventuali operazioni accessorie lavorative che l'azienda chiede al trasportatore (quali ad esempio l'imbragatura per cadute dall'alto).

Domanda n° 361

Devo redigere il DVR di un comune, ho la nomina come RSPP esterno. Chi è che mi deve firmare la delega? In questo caso il datore di lavoro chi è? il Sindaco?

Risposta

Non comprendo di quale delega parla, Il datore di lavoro è colui che Le ha fatto la nomina altrimenti la nomina non è valida. In un comune il datore di lavoro deve essere individuato con delibera del sindaco. In mancanza di delibera il datore di lavoro è il sindaco.

Domanda n° 360

Egr.Ingegnere, posso io,ingegnere meccanico con esperienza ultratrentennale in sicurezza sul lavoro (e già R.S.P.P. di un'ASL con duemilaquattrocento dipendenti),e iscritto ad Albo Ingegneri,redigere una valutazione stress lavoro correlato a mezzo questionario regolamentare, per una piccola officina metalmeccanica con meno di 10 lavoratori,in qualita' di consulente esterno??

Risposta

senz'altro, non vedo alcun problema .Solo la somministrazione dei test di secondo livello (fase seconda) potrebbe rendere necessario l'intervento di uno psicologo. Naturalmente lo può fare come consulente di supporto del servizio prevenzione e protezione con il coinvolgimento , se nominato, del medico competente.

Domanda n° 359

Volevo chiederle se la comunicazione all' INAIL dell' rls è obbligatoria.

Risposta

Si tranne per alcuni istituti come le scuole. leggere al riguardo la circolare INAIL

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desk?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NORMATIVA&nextPage=INAIL/Istruzioni_Operative/2009/info1254697697.jsp

Domanda n° 358

Sono un docente nominato come referente per la sicurezza della mia scuola.Vorrei sapere se è obbligatorio pubblicare sul sito della scuola sia il piano di evacuazione che il dvr in modo tale così da renderli pubblici.

Risposta

NO, eventualmente può mettere il PEI ma il DVR è coperto dalla legge sulla privacy

Domanda n° 357

Quanto dura un contratto di subappalto?

Risposta

La durata deve essere indicata nel contratto stesso (con eventuali penali).

Domanda n° 356

Per lavori eseguiti in manutenzione straordinaria su impianti elettrici di macchine utensili (presse orizzontali) necessita la "dichiarazione di conformità" anche se non sono variate le modalità di utilizzo della macchina stessa (in qualunque caso la macchina può eseguire solo lo stesso movimento e tipo di lavoro).

Risposta

La DICO DM 37/08 è riferita a impianti non ad equipaggiamenti bordo macchina. Però in conformità all'art. 71 comma 4 a) 2 è opportuno che ci sia traccia dei lavori di manutenzione straordinaria eseguiti sugli impianti lettrici bordo macchina (fattura dettagliata, o report di lavoro)

Domanda n° 355

Nel testo Unico si legge del "Medico Competente", può succedere che in una stessa azienda o Ente pubblico con molti dipendenti il medico può chiedere l'aiuto di un altro medico (Delega o incarico) Il caso pratico è una scuola, facente parte del comune, il comune ha il medico nominato, cosa fa la scuola?

Rivedendo il testo unico leggo il seguente articolo:

Art. 39.

(Svolgimento dell’attività di medico competente)

6. Nei casi di aziende con più unità produttive, nei casi di gruppi d’imprese nonché qualora la valutazione dei rischi ne evidenzi la necessità, il datore di lavoro può nominare più medici competenti individuando tra essi un medico con funzioni di coordinamento.

Quindi ne deduco che si possono avere più medici, in diverse aree e con la nomina del datore di lavoro, ho capito bene????

Risposta

occorre verificare chi è il datore di lavoro della scuola.La nomina del medico competente spetta al datore di lavoro che può però delegare altri a fare la nomina. Il medico competente quindi potrebbe essere unico per comune e scuola se il datore di lavoro del comune è lo stesso della scuola o se il datore della scuola delegasse implicitamente anche senza atto scritto l'altro datore di lavoro a fare la nomina. Il medico competente nominato non può fare alcuna delega. Può solo farsi aiutare sotto la propria responsabilità da altro collega abilitato nelle visiste ma deve firmare lui tutti gli atti.

Lei ha capito bene. un datore di lavoro che ha molte risorse può nominare invece di un solo medico un pool di medici con un coordinatore.

Domanda n° 354

Lavoro in un piccolo Ente. Il nostro CDA ha stabilito che all'interno dei nostri uffici ed in particolare in uno di questi possa trovare ospitalità un' associazione di cui L' Ente fa parte. Nell’associazione lavorerà una segretaria e saltuariamente sarà presente il suo Presidente. L’ufficio occupato dall’associazione è in coabitazione con un nostro dipendente.

La domanda è:Che devo fare in qualità di Datore di lavoro dell'Ente ospitante nei riguardi della segretaria dell'associazione ospitata(che afferisce ad un altro datore di lavoro)?.E' sufficiente informarla dei rischi connessi alla struttura che ci ospita, sulla gestione delle emergenze, valutare eventuali interferenze (una sorta di DUVRI per intenderci) o è necessario dell’altro?

Il mio Ente non è proprietario dell'immobile per cui penso sia sufficiente richiedere al Comune che ne è il proprietario di assolvere a tali obblighi.

Risposta

È sufficiente l'informazione e la valutazione di eventuali rischi interferenziali. tenga solo presente la necessità che credo abbia già assolto di denunciare l'impianto di messa a terra all'inail e alla asl e di far verificare tale impianto ogni cinque anni da un organismo notificato. Il rischio elettrico e il rischio architettonico (pavimenti o scale scivolose) sono i rischi più gravi per l'attività impiegatizia.

Purtroppo per quanto riguarda la denuncia dell'impianto di terra devo confermarle che non è obbligo del proprietario dello stabile ma del datore di lavoro conduttore. Naturalmente se il Comune proprietario assolve l'obbligo non c'è problema , ma se non l 'assolve o lo assolve in ritardo la responsabilità penali per sanzioni e infortuni è del datore di lavoro conduttore.

Domanda n° 353

Mio marito ha uno studio medico con 2 dipendenti, il corso RSPP 16 ore è obbligatorio?

Risposta

si altrimenti deve dare l'incarico di RSPP ad un tecnico

Domanda n° 352

in una società di servizi snc i cui soci sono entrambi amministratori ed entrambi lavorano nella società,senza dipendenti cosa bisogna fare per essere in regola con la 81/2008?

Risposta

occorre che uno dei due diventi datore di lavoro ed applichi gli obblighi del datore di lavoro: denuncia all'INAIL e ASL impianto di messa a terra della sede, autocertificazione, corso 16 ore per RSPP+ corso antincendio + corso primo soccorso, formazione ed informazione del lavoratore.

Domanda n° 351

In una società srl composta da 3 soci in egual misura di cui uno è anche amministratore della stessa, deve redigersi il DVR?

Inoltre gli stessi sono da sotorsi a visita medica?

La società in questione è una srl composta da tre fratelli, soci in egual misura di cui uno è anche amministratore.

Due soci lavorano nella società.

La società si occupa di trasporto di prodotti ortofrutticoli( non li producono ma li comprano all' ingrosso e li smistano ai rivenditori o ad altri grossisti)

I quesiti:

Devono redigere il dvr?

Devono frequentare i corsi di formazione?

Devono effettuare la sorveglianza sanitaria con annesse visite mediche e nomina del medico competente?

Risposta

L'amministratore deve assumere la funzione di datore di lavoro e seguire il corso di 16 ore per rspp e uno dei tre (o tutti e tre) deve fare corso antincendio basso e corso primo soccorso. Occorre poi fare l'autocertificazione del rischio, se c'è una sede fare la denuncia dell'impianto di messa a terra all'INAIL e ASL, e per chi lavora attivare la sorveglianza sanitaria (nomina medico competente) per il rischio movimentazione carichi e vibrazioni.

Domanda n° 350

Le cisternette per gasolio entro i 900 lit vanno soggette a verifica ogni 30 mesi. Ho contattato l'Azienda costruttrice DEMo serbatoi Srl che non è stato in grado di eliminarmi i dubbi, indicandomi che tali verifiche per il passato tali verifiche venivano eseguita dal RINA ora per i nuovi serbatoi invece è competente la Motorizzazione Civile. Mi può sciogliere definitivamente il dubbio?

Risposta

con decreto 14.5.90 il RINA era autorizzato ad eseguire le verifiche per conto della motorizzazione. Il RINA nel frattempo ha cambiato veste (da pubblico a privato) e questo potrebbe essere il motivo della revoca

Domanda n° 349

Seguo un cantiere per un'impresa, appaltato circa un anno fa, in fase di consegna ci è stato dato il psc e layout di cantiere. Successivamente è stato appaltato un altro lavoro all'interno del nostro cantiere e solo due giorni prima il direttore dei lavori ci ordina di sgomberara una buona parte dell'area di cantiere e cederla a questi ultimi. Può un direttore dei lavori ordinarmi ciò e con che modalità?

Risposta

Il direttore dei lavori in generale non deve entrare nel merito dell'organizzazione del cantiere perchè acquista la figura di dirigente secondo il D. Lgs. 81/08. Purtroppo alcuni colleghi lo fanno a volte con effetti negativi sulla sicurezza degli altri e sulla propria.. Supponiamo che nel Vs cantiere non ci sia il coordinatore malgrado il PSC (perchè non è pensabile che in presenza di un CSE il DL dia ordini di questo tipo senza il tramite del CSE). In questo caso il direttore dei lavori ordina un ridimensionamento del cantiere in nome e per conto del committente. L'impresa deve pretendere che l'ordine sia dato per iscritto. Dopo di che valuta se l'ordine è realizzabile facendo salva la sicurezza. Se l'ordine è realizzabile lo esegue chiedendo prima al committente una revisione dei costi per ottemperare all'ordine del direttore dei lavori. se l'ordine non è realizzabile per la sicurezza dei lavoratori, ne dà comunicazione scritta al committente e al DL. Nel caso invece che ci sia un coordinatore nel cantiere, l'ordine è nullo in quanto interferisce con i compiti del CSE .

Domanda n° 348

Per lavori di ristrutturazione soggetti a concessione edilizia di durata < a 200 u.g. in cui opererà una sola impresa e un lavoratore autonomo al più 2.

Occorre comunicare la notifica preliminare?

E' sufficiente il POS dell'impresa?

Nel caso i lavori dovessero superare i 200 u.g. cosa cambia?

Risposta

Se i lavori sono < a 200 u/g non occorre la notifica. . Se i lavoratori autonomi sono nominati dal committente basta il POS dell'impresa Se i lavoratori autonomi sono chiamati dall'impresa occorre anche il DUVRI. Se si superano i 200 u/g occorre anche la notifica.

Domanda n° 347

un ponteggio metallico in cui i correnti o anche la sola tavola di arresto al piede è in legno, necessita di progetto?Inoltre ogni qual volta su telai prefabbricati del ponteggio troviamo un una sola canna in tubi innocenti, è necessario il calcolo a prescindere dalla posizione in cui questa è collocata? io credo di sì in entrambe le situazioni, però vorrei una conferma

Risposta

Il ministero del lavoro ha emesso in merito apposita circolare•Circolare 27 agosto 2010 MINLAV che richiama una precedente circolare del 1995 riguardante la sostituzione dei fermapiedi (fermapiedi di diverso costruttore) in cui avverte di controllare la compatibilità dell'elemento prefabbricato con lo schema strutturale. Ovviamente la terminologia non può non essere generica in quanto gli schemi strutturale possono essere variegati e la tavola può influire su tali schemi direttamente o indirettamente. Normalmente la tavola fermapiede non è un elemento strutturale ma niente impedisce che un fabbricante possa presentare un progetto al MinLav nel quale la tavola diventa elemento strutturale oppure potrebbe essere che la sostituzione della tavola originale con altra tavola possa influire sui carichi diretti o indiretti.. Quindi non si può fare un discorso di carattere generale tipo "la tavola fermapiede non è elemento strutturale" oppure "la tavola fermapiede è un elemento strutturale " ma bisogna valutare il rischio caso per caso. Tale valutazione è compito del datore di lavoro.

Domanda n° 346

L'RSPP sostituisce le figure di addetto a: prevenzione incendi, evacuazione, emergenze e pronto soccorso?

Risposta

assolutamente no. l'RSPP è un consulente, gli altri sono figure operative.

Domanda n° 345

con riferimento alla domanda 344 essendo una snc al 50% chi risulta datore di lavoro e chi deve frequentare questo corso?e nel frattempo,senza il corso da lei indicato el'autocertificazione del rischio può comunque utilizzare il contratto con il voucher al bisogno? e se sì,per quanti nominativi possono essere richiesti i voucher? per soggetti dipendenti già full time presso amministrazioni pubbliche o autonomi non è possibile usufruire dei voucher?

Risposta

come avevo opportunamente detto prima, per l'attivazione dei contratti atipici occorre avere la consulenza o di un consulente del lavoro o di un buon commercialista che valuti il caso specifico in modo da evitare un involontario illecito. Infatti la forma scelta per l'attività (la SNC) porta vari vantaggi rispetto all'impresa familiare ma anche la rinuncia a prerogative dell'impresa familiare. Le imprese familiari possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio (voucher) per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10.000 euro mentre per altri casi, se il voucher è possibile, l'importo è di 5000 € ed è limitato ad alcune tipologie di lavoratori ( o molto giovani o anziani)..

I soci della SNC devono stabilire con atto certo chi è il datore di lavoro, che, nel caso specifico,sarebbe opportuno che fosse il socio che effettivamente lavora. Attenzione se l'altro socio lavora nello stesso bar siamo già di fronte all'obbligo di applicazione del testo unico sulla sicurezza. Gli adempimenti che ho illustrato nella precedente risposta devono essere eseguiti entro 30 giorni dall'ingresso in azienda del primo lavoratore. I voucher sono stati fatti per aiutare i disoccupati non per aumentare il reddito di chi ha già un lavoro. in particolare ai dipendenti pubblici è in generale vietato qualsiasi altra attività non espressamente autorizzata dall'amministrazione. I lavoratori autonomi possono prestare attività emettendo fattura.

Domanda n° 344

mio nipote ha da 15 gg aperto 1 bar e al momento non ha frequentato i corsi per la sicurezza. E' in società al 50% in una snc e necessita saltuariamente di dipendenti. può utilizzare vaucher o contratti a chiamata? E se sì, verso quali categorie possono essere utilizzati?

Risposta

Si, può utilizzare i contratti atipici quali il voucher (più conveniente) e il contratto a chiamata (più costoso: comporta l’integrale applicazione di tutte le norme in materia di lavoro , ivi comprese quelle contrattuali, mentre per il primo sono previste solo la copertura ai fini pensionistici e quella per gli infortuni sul lavoro) La domanda se e come fare per attivare un voucher o un contratto a chiamta richiede sicuramente il supporto di un consulente del lavoro o di un buon commercialista che deve valutare la reale tipologia di prestazione lavorativa posta in essere, ma soprattutto la modalità con cui la stessa viene realizzata . Per il voucher ci sono più restrzioni ma in linea generale possiamo dire che i settori nei quali è consentita il voucher sono molteplici se il prestatore rientra nelle categorie stabilite dalla legge: giovani fino a 25 anni, pensionati, disoccupati, cassaintegrati, lavoratori in mobilità, part time. Per alcune attività come imprese familiari, piccole aziende agricole, lavoro domestico, enti locali, invece, il lavoro è possibile con qualunque soggetto.

detto questo, ai fini della sicurezza possiamo ricordare che il contratto a chiamata già prevedeva prima del 2008 che il datore di lavoro avesse fatto la valutazione del rischio, ma dopo l'emanazaione del testo unico sulla sicurezza "D. Lgs. 81/08" per entrambe le categorie di lavoratori atipici bisogna ottemperare almeno a questi obblighi: denuncia dell'impianto di terra all'INAIL e alla ASL, autocertificazione del rischio, corso datore di lavoro (il nipote) di 16 ore come RSPP+ 4 ore rischio incendio basso+12 ore di primo soccorso+pacchetto di medicazione+ 1-2 estintori da controllare ogni sei mesi. La mancanza di questi adempimenti (tranne il primo) può comportare in concreto solo qualche sanzione (però elevate dell'ordine di migliaia di €) in caso di verifica (improbabile) dell'organo di vigilanza (ASL) mentre la mancata denuncia dell'impianto di messa a terra , considerato che il rischio elettrico non è trascurabile nei bar, può comportare conseguenze penali in caso di infortunio elettrico.

Domanda n° 343

Buonasera, chiedevo se può un dipendente di una impresa edile svolgere la mansione di progettista, direttore lavori nonchè di Coordinatore per la sicurezza, per un intervento nella quale la stessa impresa è committente e impresa esecutrice;

Risposta

si, in quanto previsto dall'art. 89 comma f ultimo periodo (. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice) per quanto riguarda il coordinatore mentre non ci sono norme di incompatibilità per le altre funzioni.

Domanda n° 342

Salve,, se ho due ditte che usufruiscono dello stesso ufficio ma che svolgono lavori diversi in merito agli adempimenti sulla sicurezza:

- DVR , PEE

-nomine RSPP e RLS

-formazione

come si devono comportare?

Risposta

per quanto riguarda il sistema "626" (rspp, rls, dvr o autocertificazione, formazione ) devono essere autonome essendoci due datori di lavoro, Per quanto riguarda rischio architettonico, denuncia di impianto di terra, servizio emergenza e primo soccorso, verifica estintori possono stipulare un protocollo di inetsa da riportare eventualmente nel DVR.

Domanda n° 341

Snc costituita da un socio amministratore e da un socio lavoratore. Tale società deve entrare in cantiere per eseguire delle prove di carico su pali. Oltre al POS deve fornire anche i vari attestati di formazione, nomina rspp, addetto antincendio e primo soccorso, RLS?

Risposta

l'attestato di formazione del lavoratore nel cantiere deve essere prodotto su richiesta del coordinatore. Stesso discorso per addetto antincendio e primo soccorso se il coordinatore non ha previsto nel canteire un servzio "centralizzato" di antincendio e primo soccorso. Non si può richiedere invece l'attestato di formazione del RLS neanche se esiste (perchè una società con un lavoratore sicuramente non ha il RLS). La nomina del RSPP dovrebbe essere indicato già nel POS nei dati generali descrittivi dell'azienda. Non è obbligatorio mostrare l'atto formale di nomina.

Questo è quanto previsto dal testo unico sulla sicurezza. Però il committente può per contratto chiedere anche il certificato di matrimonio della zia dell'appaltatore.

Domanda n° 340

un’impresa edile oltre a fare il POS per ogni cantiere deve fare anche un DVR per le lavorazioni che svolge?

Risposta

Il DVR deve essere fatto da tutte le imprese. quindi anche dalle imprese edili, per le attività ordinariamente svolte (amministrative, deposito, ecc), escluse quindi quelle specifiche per i cantieri ove invece è dovuto il POS

Domanda n° 339

Salve, le imprese edili sono considerate a rischio medio secondo il DM 10 marzo 98 punto 9.3, quindi devono seguire il corso di formazione rischio medio.

Anche la posa dei pavimenti, gli impiantisti, l'istallazione di impianti climatici...sono da considerare a rischio medio?

un impresa edile oltre a fare il POS per ogni cantiere deve fare anche un DVR per le lavorazioni che svolge?

Risposta

no i cantieri in quanto tale non sono a riscio medio. Sono a rischio medio i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all'aperto. pertanto la valutazione deve essere fatta considerando se ci sono in attvità eseguite in cantieri al chiuso sostanze infiammabili e si fa uso di di fiamme libere

Domanda n° 338

Un’ azienda con più sedi nella stessa regione quanti RLS deve avere uno per ogni sede o è sufficiente uno solo?

il DVR deve stare in ogni sede o in quella centrale?

essendo una società con 4 amministratori il corso per RSPP lo deve fare solo quello che opera nella sede centrale o uno per ogni sede?

Risposta

UN AZIENDA CON PIÙ SEDI NELLA STESSA REGIONE QUANTI RLS DEVE AVERE UNO PER OGNI SEDE O è SUFFICIENTE UNO SOLO?

giuridicamente conta il numero totale dei dipendenti lavoratori per definire il numero di RLS che i lavoratori possono scegliere nella setssa sede o in sedi diverse. Unica eccezione se le sedi sono unità produttive ( stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all’erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale), cioè sono completamente autonome (a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. )

il DVR DEVE STARE IN OGNI SEDE O IN QUELLA CENTRALE?

stesso discorso di prtima. se non siamo in presenza di una unità produttiva ne basta una copia nella sede centrale. ( Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), e quello di cui all’articolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso l’unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi. )

ESSENDO UNA SOCIETA' CON 4 AMMINISTRATORI IL CORSO PER RSPP LO DEVE FARE SOLO QUELLO CHE OPERA NELLA SEDE CENTRALE O UNO PER OGNI SEDE?

Qui andiamo nel caos. Se stiamo parlando di datore di lavoro che svolge le funzioni di RSPP il datore di lavoro è uno e uno solo e può fare l'RSPP in tutte le sedi o unità produttive. attenzione che se non è stato bene individuato il datore di lavoro in caso di intervento della magistratura rischiano tutti gli amministratori.

Domanda n° 337

buongiorno sono un artigiano che si occupa di condizionamento-riscaldamento vorrei sapere quali sono i documenti necessari per mettermi in regola con la legge sulla sicurezza sul lavoro. Ho due dipendenti (in regola) ......uno di questi è mio figlio.

Risposta

1) Compilare il modello di autocertificazione del rischio

2) Seguire come datore di lavoro il corso di 16 ore che abilita alla funzione di RSPP

3) Seguire direttamente o far seguire al figlio il corso di primo soccorso e antincendio rischio medio

4) Trasmettere all’INAIL e alla ASL la dichiarazione di conformità dell’impianto di terra di locali usati come ufficio o come deposito

5) Nominare il medico competente se movimentati pesi maggiori di 30 kg

6) Redigere un POS quando entrate a lavorare in un cantiere edile

7) Utilizzare DPI

8) Utilizzare attrezzature marcate CE

9) Far fare ai due dipendenti qualche ora di formazione e informazione direttamente o tramite un tecnico

Domanda n° 336

Come redigere il POS in merito alla fornitura di personale addetto alle pulizie di fine cantiere edile ?

Il committente (Società di costruzioni edili) chiede alla ns/ S.a.s. la redazione del POS relativamente al fatto che quest'ultima (soc. di pulizie civili e industriali) fornisce personale da dedicare alle pulizie di "fine cantiere".

Risposta

il POS lo devono fare tutte le imprese che entrano nel cantiere anche se per lavori "ordinari" come può essere la pulizia. Dovete indicare le operazioni che farete nel cantiere per pulire. Se c'è il coordinatore sarà compito del coordinatore verificare che non ci siano rischi "esterni" di cui non avete tenuto conto

Domanda n° 335

Un lavoratore autonomo, impresa edile (senza dipendenti) deve redigere il DVR? Quali sono gli adempimenti ai fini della sicurezza?

Risposta

nessun DVR, nessun POS, solo utilizzo DPI e attrezzature marcate CE

Domanda n° 334

Gentile ingegnere,

Ho preso con la prima laurea triennale certificato di equipollenza secondo la 494/96 (tecnica e sicurezza dei cantieri mobili civile e stradali) oggi che ho finito la magistrale in ingegneria civile vorrei sapere se vale ancora visto che è cambiata la normativa basta un semplice aggiornamento alla 81/08 o devo rifare interamente il corso per diventare coordinatore della sicurezza

Risposta

se l'attestato era valido prima è ancora valido. per fare il coordinatore occorre prima di tutto attestazione, da parte didatori di lavoro o committenti, comprovante l'espletamento di attivitàlavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno cioè avere un anno di esperienza lavorativa nei cantieri anche se come direttore dei lavori, collaboratore di qualche amministratore di condominio per lavori edili fatti sul condominio ecc. A partire dal 15 maggio 2008 ( o dalla data dell'attestato se più recente)occorre calcolare i cinque anni entro cui occorre avere 40 ore di aggiornamento..

Domanda n° 333

le chiedo cortesemente quanto segue. l'addetto alla verifica del rispetto del divieto di fumo nominato dal D.L. in ente pubblico, cosa si può fare in concreto affinchè detto divieto sia realmente rispettato, tenendo conto che nessuno vuole esporsi. In definitiva quale autorità pubblica, oltre i NAS, può essere chiamata ad intervenire per la risoluzione della problematica

Risposta

occorre fare riferimento ancora alla circolare CIRCOLARE 28 marzo 2001, n.4 - Interpretazione ed applicazione delle leggi vigenti in materia di divieto di fumo. (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 85 del 11 aprile 2001) che fa riferimento al Prefetto. Applicando tale normativa si ottengono scarsi o nulli risultati. In realtà per avere un sistema più castigante conviene fare ricorso al D. Lgs. 81/08 titolo IX e chiedere, se il dirigente non interviene, attraverso un RLS, l'intervento della ASL in forza propio di quanto affermato nella circolare citata "Il fumo di sigaretta, com'è noto dai dati riportati dalla letteratura scientifica mondiale, è causa di una molteplicità di patologie. Il tumore polmonare, ad esempio, in circa il 90% dei casi, è causato dal fumo di sigaretta" .

.

Domanda n° 332

Salve egregio ing.,

sono un socio di una società Srl al 33%, non sono un lavoratore dipendente nella succitata società ma sono un ing. libero professionista detentore di PIVA; secondo l'art. 89 del D.lgs 81, posso svolgere il compito di coordinatore per l'esecuzione se il committente non è l'impresa esecutrice?

Posso essere considerato non datore di lavoro?

Risposta

art. 89: il coordinatore è soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti di cui all'articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice

Ora sicuramente lei non è datore di lavoro perchè altrimenti lo saprebbe. Infatti il datore di lavoro è colui che ha firmato il DVR aziendale non uno qualsiasi. é però anche vero che se la società SrL non ha indicato chi è il datore di lavoro con una delibera valida del consiglio di amministrazione possono essere considerati datori di lavoro tutti i soci.

Lei non è dipendente perchè non ha attivato un contratto di lavoro, infatti la norma prima riporatat parla di dipendente che è chi ha un rapposto certo scritto o orale di dipendenza .. Quindi stricto iure lei può fare il coordinatore. Io però consiglierei di non farlo perchè in caso di infortunio grave o mortale la sua difesa si troverebbe a combattere in posizione di svantaggio perchè grande sarebbe il dubbio agli occhi dell'inquirente che una sua eventuale negligenza fosse dettata da interessi economici.

Domanda n° 331

Un’azienda con più sedi nella stessa regione quanti rls deve avere uno per ogni sede o è sufficiente uno solo?

il dvr deve stare in ogni sede o in quella centrale?

essendo una società con 4 amministratori il corso per rspp lo deve fare solo quello che opera nella sede centrale o uno per ogni sede?

Risposta

UN’AZIENDA CON PIÙ SEDI NELLA STESSA REGIONE QUANTI RLS DEVE AVERE UNO PER OGNI SEDE O è SUFFICIENTE UNO SOLO?

giuridicamente conta il numero totale dei dipendenti lavoratori per definire il numero di RLS che i lavoratori possono scegliere nella setssa sede o in sedi diverse. Unica eccezione se le sedi sono unità produttive ( stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all’erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale), cioè sono completamente autonome (a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;c) sei rappresentanti in tuttele altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. )

il DVR DEVE STARE IN OGNI SEDE O IN QUELLA CENTRALE?

stesso discorso di prtima. se non siamo in presenza di una unità produttiva ne basta una copia nella sede centrale. (Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), e quello di cuiall’articolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso l’unità produttivaalla quale si riferisce la valutazione dei rischi.)

ESSENDO UNA SOCIETA' CON 4 AMMINISTRATORI IL CORSO PER RSPP LO DEVE FARE SOLO QUELLO CHE OPERA NELLA SEDE CENTRALE O UNO PER OGNI SEDE?

Qui andiamo nel caos. Se stiamo parlando di datore di lavoro che svolge le funzioni di RSPP il datore di lavoro è uno e uno solo e può fare l'RSPP in tutte le le sedi o unità produttive. attenzione che se non è stato bene individuato il datore di lavoro in caso di intervento della magistratura rischiano tutti gli amministratori.

Domanda n° 330

Gentile ing. Mannelli,

vorrei chiederLe se per una ditta che opera in sedi diverse è opportuno redigere un solo DVR specificando i rischi che in ciascuna sede si possono verificare (qualora nelle 2 sedi non vengano svolte attività identiche) oppure si deve redigere un DVR per ciascuna sede?

Risposta

Ambedue le soluzioni sono giuridicamente possibili:è una scelta del datore di lavoro. Se le sedi sono in provincie diverse si pone un problema di opportunità perchè facendone uno solo occorre farne una seconda copia da tenere a disposizione dell'organo di vigilanza di ciascuna provincia che poi può entrare nel merito di tutto.

Domanda n° 329

Gentile ingegnere,

durante questo periodo di ferie un'azienda nostra cliente dovendo assumere un addetto soggetto a sorveglianza sanitaria si è rivolta ad un medico del lavoro differente dal medico nominato in precedenza, il quale era in ferie

ed aveva visitato tutti gli addetti dell'azienda eccetto il neoassunto. Volendo l'azienda proseguire il rapporto con il primo medico del lavoro, cosa deve fare quest'ultimo, rivisitare il neoassunto ed emettere un nuovo

certificato d'idoneità o l'addetto può continuare il proprio lavoro in virtù di un certificato di un medico non più in carica?

Risposta

i certificati medici rilasciati dal medico specializzato in medicina del lavoro all'uopo nominato (per scelta o per necessità) dal datore di lavoro competente sono validi fino alla naturale scadenza prevista dal D. lgs. 81/08..

Domanda n° 328

Salve Ingegnere,

vorrei sapere se devo frequentare dei corsi particolari per redigere i DVR per aziende agricole.

Sono un ingegnere edile e nel mio corso di studi ho sostenuto l'esame di organizzazione del cantiere che mi abilitava alla 626 e 494

Risposta

La redazione dei DVR non necessita la frequentazione di corsi particolari se il DVR non viene firmato, o se viene firmato come tecnico consulente. Se invece il DVR è firmato come RSPP occorre avere fatto il modulo C di 24 ore..

Domanda n° 327

Salve Prof. Mannelli,

la mia domanda è relativa al piano di emergenza ed evacuazione.

L'obbligo di redigerlo si ha quando l'azienda supera i 10 addetti. In quale caso si ha l'obbligo di apporre solo la planimetria di emergenza?

Risposta

L'obbligo di redigere la planimetria con determinate caratteristiche è compreso nell'obbligo di redazione del piano di emergenza. per i luoghi di lavoro di grandi dimensioni o complessi con più di nove dipendenti. (art. 5 e Allegato VIII ) L'apposizione della planimetria è conseguenza dell'allegato VII. Quindi , se occorre fare la planimetria con determinate caratteristiche , la si può apporre opportunamente soddisfacendo l'allegato VII, Se non c'è obbligo di planimetria con determinate caratteristiche, è responsabilità del datore di lavoro soddisfare l'allegato VII magari con una planimetria semplificata oppure con altri mezzi. Ovviamente la scelta del datore di lavoro dovrà essere correlata alla situazione lavorativa e al tipo di lavorazione . Ad esempio in un ufficio comunale costituito da una sola stanza, con una unica porta ed una finestra, nel cimitero di Portici ho visto la planimetria di emergenza che indicava all'unico dipendente di scappare in caso di emergenza dalla porta e di non buttarsi quindi dalla finestra .

ALLEGATO VII - INFORMAZIONE E FORMAZIONE ANTINCENDIO

7.1 - GENERALITA'

E' obbligo del datore di lavoro fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio.

7.2 - INFORMAZIONE ANTINCENDIO

Il datore di lavoro deve provvedere affinché ogni lavoratore riceva una adeguata informazione su:

a) rischi di incendio legati all'attività svolta;

b) rischi di incendio legati alle specifiche mansioni svolte;

c) misure di prevenzione e di protezione incendi adottate nel luogo di lavoro con particolare riferimento a:

- osservanza delle misure di prevenzione degli incendi e relativo corretto comportamento negli ambienti di lavoro;

- divieto di utilizzo degli ascensori per l'evacuazione in caso di incendio; importanza di tenere chiuse le porte resistenti al fuoco;

- modalità di apertura delle porte delle uscite,

d) ubicazione delle vie di uscita;

e) procedure da adottare in caso di incendio, ed in particolare:

- azioni da attuare in caso di incendio;

- azionamento dell'allarme;

- procedure da attuare all'attivazione dell'allarme e di evacuazione fino al punto di raccolta in luogo sicuro;

- modalità di chiamata dei vigili del fuoco.

f) i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze e pronto soccorso;

g) il nominativo dei responsabile dei servizio di prevenzione e protezione dell'azienda.

L'informazione deve essere basata sulla valutazione dei rischi, essere fornita ai lavoratore all'atto dell'assunzione ed essere aggiornata nel caso in cui si verifichi un mutamento della situazione del luogo di lavoro che comporti una variazione della valutazione stessa.

L'informazione deve essere fornita in maniera tale che il personale possa apprendere facilmente.

Adeguate informazioni devono essere fornite agli addetti alla manutenzione e agli appaltatori per garantire che essi siano a conoscenza delle misure generali di sicurezza antincendio nel luogo di lavoro, delle azioni da adottare in caso di incendio e delle procedure di evacuazione.

Nei piccoli luoghi di lavoro l'informazione può limitarsi ad avvertimenti antincendio riportati tramite apposita cartellonistica

Domanda n° 326

Per quali motivi il D.L. o il progettista possono rinunciare al loro incarico in corso d'opera ( cantiere già avviato per un'opera privata) e in quali sanzioni incorrono?

Risposta

Il progettista termina il suo lavoro in fase progettuale. quindi, quando iniziano i lavori, il progettista in quanto tale non interviene. Non comprendo quindi la domanda. Il direttore dei lavori può legittimamente rinunciare all'incarico quando, per motivi da lui non dipendenti ma che fanno capo al progetiista e/o al committente e/o all'impresa appoggiata dal committente, non è in grado di assicurare il rispetto delle normative comunali (ad esempio casidi totale difformità o di variazione essenziale rispetto al permesso di costruire) . negli altri casi, se il direttore dei lavori abbandona l'incarico comunicandolo al Comune non ha sanzioni ma può essere citato dal committente per danni in tribunale in quanto il cantiere deve restare fermo fino a nuova nomina direttore.

Domanda n° 325

Lavoro nel campo delle risorse umane. Avrei necessità di sapere la durata di un patentino per conduttore di generatori di vapore di 2° grado.

Nel caso sia già scaduto da anni (la persona in questione l'ha conseguito nel 2000) è possibile rinnovarlo oppure dovrà rifare il corso, il tirocinio e l'esame?

Risposta

il tirocinio è 240 giorni riducibili di un terzo se si ha il terzo grado. Il rinnovo ha lo scopo di accertare l'idoneità psicofisica e non l'idoneità tecnica. pertanto non è necessario rifare l'esame ma solo preesntare la certificazione medica prevista anche se sono trascorsi più di 5 anni (ovviamente dopo 5 anni senza rinnovo non si può condurre fino al rinnovo).

Domanda n° 324

buongiorno, desidero porre il seguente quesito: per lavori di rifacimento facciata con uso del ponteggio la redazione del PSC è obbligatoria o è sufficiente il POS e PIMUS a cura dell'impresa?

Risposta

se il ponteggio è installato a cura della stessa impresa che fa tutti i lavori di manutenzione facciata non occorre il PSC. Il PSC infatti è obbligatorio quando nei lavori intervengono almeno due imprese. Sono invece obbligatori POS e PIMUS

Domanda n° 323

Gent.mo Ing. Mannelli

quesito: è possibile delegare ai sensi dell'art 16 del D.Lgs 81/08 le funzioni in materia di sicurezza indicate nell'art 18 e 26 dello stesso Decreto Legislativo. Il delegato Responsabile di Ufficio riveste anche l'incarico di RSPP, inoltre con l'atto di delega si assicura la necessaria autonomia di spesa, infine nella determinazione si dichiara che il delegato accetta espressamente la delega senza riserva alcuna.

Risposta

le condizioni da rispettare nella delega sono:

a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;

b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;

c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;

d) che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.

e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto

Quindi non è sufficiente che nella determinazione si dichiara che il delegato accetta espressamente la delega senza riserva alcuna.

Inoltre occorre verificare se l0azienda rientra nell'allegato II del D. Lgs. 81/08

Domanda n° 322

Salve

sono un ingegnere meccanico. Volevo sapere come fare a diventare un verificatore di ascensori

Risposta

Occorre proporsi ad enti verificatori. Gli enti verificatori accettano volentieri ingegneri che possono offrire già dei clienti (ad esempio se si è amici di amministratori di condominio o enti pubblici) La preparazione a volte viene curata dall'ente verificatore, a volte devono provvedere i professionisti che si offrono.

per l'elenco degli organismi a cui proporsi tale elenco dovrebbe essre sul sito http://www.sviluppoeconomico.gov.it/

Domanda n° 321

Gentile Ingegnere, è necessario nominare il medico competente in un centro estetico? il dubbio deriva dal fatto che non riesco a valutare la presenza o no del rischio biologico.

Risposta

no, il rischio biologico è potenziale per cui non si potrebbe fare una sorveglianza sanitaria mirata

Domanda n° 320

Gentilissimo ingegner Mannelli,

un'azienda di Firenze con una sede con circa 10 dipendenti ci ha fatto richiesta di un'offerta per l'incarico di RSPP solo per la sede locale di Milano. E' possibile prendere un incarico simile o dovremmo eventualmente prendere

anche l'incarico per la sede di Firenze , perché un'azienda non può avere più RSPP?

Risposta

no, si può considerare la sede locale come unità produttiva con proprio RSPP. é l'opposto di quello che si fa normalmente ma si può fare se l'azienda lo ritiene necessario.

Domanda n° 319

gentile Ing, le propongo un quesito fuori dall'ambito formazione: io sono RSPP per il macrosettore 7, posso seguire un ufficio di 4 persone che si occupa di immigrazione? i rischi che hanno sono tipici degli uffici e nella mia formazione del modulo B ho fatto anche questo. secondo lei è possibile?

Risposta

tecnicamente si in quanto i rischi ufficio sono compresi in B7. però da come è stato impostato il provvedimento che regola la materia no, in quanto

occorrerebbe verificare in quale settore ATECO è classificato l'ufficio che si occupa di immigrazione. (forse B9?)

Lei può risolvere il problema in questo modo. prima assume l'incarico e svolge il compito in scienza e coscienza. Nel frattempo si attiva per verificare l'esatta classificazione ATECO. Se scopre che fa parte di un diverso settore ATECO si attiva per iscriversi al relativo corso B. nel frattempo speriamo che venga finalmente modificato quel brutto provvedimento

Domanda n° 318

un assistente sanitario con laurea triennale è equiparato al tecnico della prevenzione con laurea triennale, se si è esonerato dalla frequenza dei moduli Ae B per svolgere la funzione di ASPP/RSPP come da D.Lgs 195/03

Risposta

no, gli assistenti sanitari (operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministero della sanità 17 gennaio 1997, n. 69 e successive modificazioni ed integrazioni non sono equiparati ai tecnici della prevenzione( operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 58 in quanto l'attività di ciascuno fa riferimento a decreti ministeriali diversi. Gli assistenti sanitari sono comunque esonerati dalla frequenza dei moduli A e B in quanto laureati nella classe 4 di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 2 aprile 2001, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 128 del 5 giugno 2001

Domanda n° 317

Notifica preliminare.

Nel caso di eseguire un cantiere in titolo IV° esteso su due Comuni e due Provincie, in cui sono presenti due ASL e due Ispettorati la Notifica deve essere spedita a entrambi?

Risposta

se la notifica è obbligatoria, si

Domanda n° 316

buongiorno un titolare di una carrozzeria se usa esclusivamente lui il muletto lo può fare senza abilitazione professionale oppure no se invece obbligato qual è l'art di riferimento della normativa

Risposta

non occorre per il momento nessun titolo abilitativo per la guida del muletto fino a quando non ci sarà l'applicazione del comma 5 art. 73 D. lgs. 81/08 che dice:

art. 73 5. In sede di Conferenza permanenteper i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta unaspecifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimentodi tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed irequisiti minimi di validità della formazione.

Naturalmente parliamo di muletti che non sono utilizzati sulla strada come veicoli altrimenti occorre la patente della Motorizzazione.

Quindi per guidare un muletto allo stato attuale occorre:

se si è lavoratori non autonomi: attestato rilasciato dal datore di lavoro che certifica l'avvenuta esecuzione della formazione ed addestramento

se si è lavoratori autonomi o datori di lavoro: solo esperienza

in tutti e due i casi occorre comunque la prudenza del buon padre di famiglia.

Domanda n° 315

buongiorno un titolare di una carrozzeria se usa esclusivamente lui il muletto lo può fare senza abilitazione professionale oppure no se invece obbligato qual è l'art di riferimento della normativa

Risposta

non occorre per il momento nessun titolo abilitativo per la guida del muletto fino a quando non ci sarà l'applicazione del comma 5 art. 73 D. lgs. 81/08 che dice:

art. 73 5. In sede di Conferenza permanenteper i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta unaspecifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimentodi tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed irequisiti minimi di validità della formazione.

Naturalmente parliamo di muletti che non sono utilizzati sulla strada come veicoli altrimenti occorre la patente della Motorizzazione.

Quindi per guidare un muletto allo stato attuale occorre:

se si è lavoratori non autonomi: attestato rilasciato dal datore di lavoro che certifica l'avvenuta esecuzione della formazione ed addestramento

se si è lavoratori autonomi o datori di lavoro: solo esperienza

in tutti e due i casi occorre comunque la prudenza del buon padre di famiglia.

Domanda n° 314

Gentile ing. Mannelli, sono RSPP presso una casa di riposo e ho un dubbio sulla formazione obbligatoria del personale: in quanto RSPP posso fare formazione al personale dipendente? sono costretto a rivolgermi agli organismi paritetici o enti formativi privati?

Risposta

fino a quando non usciranno nuove più vincolanti e particolareggiate disposizioni Lei può fare tranquillamente la formazione del personale dipendente se si sente in grado di farla. Infatti mentre il testo unico dispone che

12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non puòcomportare oneri economici a carico dei lavoratori.

non specifica dove cercare e come riconoscere gli organismi paritetici rappresentativi (solo recentemente è uscito una circolare del ministero lavoro che prevede la possibilità di chiedere conferma alla DPL) e cosa si intende per collaborazione (/partecipazione all'analisi dei bisogni, partecipazione al progetto formativo, partecipazione alle docenze).

Quindi Lei faccia le lezioni e, se proprio vuole essere ligio alla norma, dopo avere preso atto che nel luogo non ci sono organismi paritetici nel settore .

Domanda n° 313

quanto dura la nomina di un lavoratore come RLS

Risposta

tre anni secondo vari contratti di lavoro. L'elezione è collegata all'elezione della RSU. Ovviamente per essere certi occorre esaminare il CCNL del settore interessato

Domanda n° 312

Chi, con quali titoli e secondo quali programmi può formare gli addetti alle macchie movimento terra ed altre macchine di cantiere per avere il cosiddetto patentino?

Risposta

Siamo in attesa al (9/9/2011)di un provvedimento specifico che regolamenti l'acquisizione del patentino. attualmente la formazione e l'addestramento soni obbligatori ma il datore di lavoro sceglie chi, con quali titoli e secondo quali programmi .

Domanda n° 311

Gen.le Ingegnere,

in caso di utilizzo di un Ponteggio elettrico (elevabile) in cantiere, quale deve essere la documentazione ai sensi del D.Lgs 81/2008 che il Coordinatore deve tenere agli atti?

Risposta

dal 29 gennaio 2012 entra in vigore il DECRETO 11 aprile 2011. Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del decreto legislativo9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione

dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo.

Nell'allegato II di tale decreto ci sono le Piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne per le quali viene introdotto l'obbligo di denuncia all'INAIL di prima installazione . Quindi nel POS occorre che sia presente :

1- dichiarazione di conformità CE se ponteggio meccanizzato è marcato CE

2- attestazione di corrispondenza ai requisiti di sicurezza dell'allegato V del D. Lgs. 81/08 se non marcato CE

3- copia delle denuncia di prima installazione fatta all'INAIL (basta la richiesta di verifica periodica fatta all'INAIL)

4- verifica periodica biennale eseguita da INAIL o soggetto abilitato (per questa verifica periodica si può soprassedere fino a gennaio 2012

Domanda n° 310

chiar.mo prof. mannelli, avrei un quesito da porli: la X s.r.l si occupa di vendita di abbigliamento e accessori, ha 2 punti vendita.Deve redigere 2 DVR, nominare 2 RLS, 2 addetti all'antincendio e al primo soccorso?

Risposta

il dvr è 1, il RLS è 1 (facoltativo), purtroppo per addetto antincendio e primo soccorso la normativa non è chiara. è opportuno far seguire il corso 1 addetto per punto vendita

Domanda n° 309

Egr. Ing. Mannelli,

allo stato attuale, è obbligatoria la nomina del responsabile dei lavori, e nel caso in cui non lo fosse e non venga nominato, le responsabilità restano in capo al committente o al progettista/direttore dei lavori?

Risposta

la nomina del responsabile dei lavori non è obbligatoria..Le responsabilità in caso di mancata nomina restano in capo al committente. in caso di infortunio però è possibile che venga chiamato in causa anche il direttore dei lavori se non c'è il CSE in quanto unico tecnico presente sul cantiere

Domanda n° 308

Gentile Ing. le pongo il quesito: in un cantiere riguardante la realizzazione. di un fabbricato, dove svolgo mansioni di D.L. e C.S., si sono ormai ultimate le lavorazioni suddette e, in attesa di una variante per la realiz. di un locale tecnico aggiunto, si stanno sistemando le aree a prato. Volevo sapere se, visto che le lavorazioni sono di piccola entità e saranno svolte da unica impresa, potevo dare fine al mio incarico da C.S.

Risposta

il CSE cessa dall'incarico o per ultimazione cantiere o per dimissioni

Domanda n° 307

Può il direttore sanitario di una casa di cura privata accreditata Aiop svolgere anche le funzioni di RSPP?

Risposta

Si, se non è il datore di lavoro , se ha i requisiti (corsi A-B7-C) e se ha il tempo di farlo

Domanda n° 306

per lavori di bonifica di coperture in materiali contenenti amianto del tipo "eternit", quali requisiti professionali deve avere il Direttore dei Lavori ed il Coordinato per la sicurezza in fase di esecuzione? occorre una formazione specifica per la presenza in cantiere durante le lavorazioni di rimozione dell'eternit?

Risposta

Il direttore dei lavori e il coordinatore non devono avere particolari requisiti professionali ma se vogliono presenziare alle operazioni devono avere il corso di formazione stabilito dal CSE stesso e/o dall'impresa. Occorre un piano di rimozione dell'amianto approvato dal coordinatore (art. 256 comma 4) redatto dal datore di lavoro dell'impresa qualificata incaricata e notificato alla ASL..

Nel PSC il coordinatore può preveder misure aggiuntive di protezione rispetto a quelle previste dal d. lgs. 81/ 08 in merito alla formazione art. 258 per tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti a polveri contenenti amianto che devono ricevere una formazione sufficiente ed adeguata, ad intervalli regolari, o alle condizioni al contorno da tenere presente nel piano di demolizione.

Domanda n° 305

Salve ingegnere, devo montare un ponteggio su una rampa in cls; disponendo di basette regolabili solo in altezza, desidero sapere:

- come vanno posizionate le basette su una rampa in cls?

Risposta

le basette devon essere sempre in piano se non diversamente indicato dal costruttore del ponteggio. Allego uno schema di disegno che mi appare fatto bene

Domanda n° 304

Prof. Mannelli per quanto riguarda i corsi di formazione RSPP, RLS, Addetti Antincendio e Primo Soccorso, quali di questi elencati va realmente aggiornato?

Sicuramente il Primo soccorso ogni 3 anni e l'RLS se supera un certo numero di lavoratori precisamente 15,

Risposta

Obblighi di aggiornamento secondo D. Lgs. 81/08

RSPP non datore di lavoro: aggiornamento quinquennale di 40, 60 o 100 ore secondo i macrosettori nei quali viene svolta l'attività

RLS:

RSPP datore di lavoro: in attesa disposizioni

RLS: la contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo diaggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annueper le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per leimprese che occupano più di 50 lavoratori.

Primo soccorso: La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico. (6 ore aziende gruppo A o 4 ore aziende gruppo B-C)

Antincendio- emergenza :in attesa disposizioni

Domanda n° 303

I corsi di RSPP possono essere svolti da un'agenzia formativa senza che questa richieda la matricola per il corso stesso?

Risposta

ritengo che la domanda voglia intendere se una società di formazione accreditata possa fare un corso RSPP senza avvertire di volta in volta l'ente regione. Se questa è la domanda posso rispondere solo dicendo che dipende dalla regolamentazione regionale . Nella mia Regione non solo non si può ma la regione effettua verifiche durante lo svolgimento anche se il corso non è sovvenzionato.

Domanda n° 302

Vorrei sapere se è valida una autocertificazione del durc: mi hanno mostrato un modulo C dell'inps dove l'impresa dichiara di essere a posto.

pero io sono a conoscenza della sentenza qui sotto riportata....

stiamo parlando di un'impresa edile che dovrà fare la parte idraulica.

(Consiglio di Stato Sentenza 25/08/2008, n. 4035/08)

Qual è la verità?.

Risposta

a volte(raramente per chiedere contributo o in fase preventiva di aggiudicazione) basta l'autocertificazione. Invio modello di autocertificazione e un sunto abbastanza chiaro

Domanda n° 301

Gentile ing. Mannelli il mio quesito è il seguente: chi firma il POS? So che deve essere sottoscritto dal datore di lavoro, mi chiedo che essere sottoscritto anche dal rapprestante dei lavoratori e dal medico competente?? Se si qual'e' l'articolo normativo che prescrive ciò.

Risposta

l'unica firma obbligatoria sul pos è quella del datore di lavoro. L'organo di vigilanza potrebbe chiedere prova che è stato fatto quanto previsto dall'art 25 e art. 50. la firma sul POS del MC e del RLS risolve tale problema.

medico competente: art.25 comma 1 lettere a), l

rls art. 50 lettera b

Domanda n° 300

Egregio ing. Mannelli,

in un formulario di curriculum (europeo) per l'iscrizione ad elenchi di professionisti ci viene richiesto di specificare i corsi e gli aggiornamenti seguiti, la qualifica conseguita ed infine: " Livello nella classificazione nazionale (se pertinente). Il quesito è: e' pertinente? e se si qual è questo livello?

Risposta

Il livello nella classificazione nazionale deve essere indicato solo quando ha senso. Ad esempio è un livello la laurea che può essere magistrale, specialisticia ecc.che si consegue dopo il corso di laura è un livello il diploma di maturità che si consegue dopo aver frequentato il liceo, è un livello l'abilitazione alla libera professione ecc.. è un livello l'abilitazione al ruolo di RSPP conseguita a seguito di corso C.

Domanda n° 299

Salve ing. Mannelli. Le volevo porre il seguente quesito. Secondo un consulente del lavoro anche una DITTA INDIVIDUALE e SENZA DIPENDENTI è tenuta a seguire il corso della ex 626 e la formazione sul primo soccorso. Si tratta di una informazione vera o errata?

Risposta

Errata

Domanda n° 298

Egregio Dott. Mannelli,

Le sotongo questo quesito.

Premesse: impresa con cantieri diversi ma identica tipologia di lavoro, identica valutazione dei rischi, identico protocollo sanitario (firmato da MC Coordinatore) applicato, diversi Medici Competenti nominati.

Quesito: può un Medico Competente nominato per un cantiere (per soddisfare esigenze logistiche dell'impresa), visitare ed emettere certificato di idoneità per dipendenti dell'impresa in forza a cantieri diversi (che hanno un loro Medico Competente locale nominato)? I diversi cantieri appartengono alla stessa impresa, svolgono le stesse identiche attività, tanto che la valutazione dei rischi e il protocollo sanitario applicato (redatto dal Medico Competente Coordinatore nominato) sono gli stessi e valgono per tutti i cantieri.

Risposta

Cosa significa medico competente? Egli è un medico specialista in medicina del lavoro al quale il datore di lavoro, assumendosi la responsabilità di scelta, dà la competenza della sorveglianza sanitaria sui propri lavoratori. Pertanto un medico competente può emettere certificati solo per i lavoratori su cui ha competenza per specifico incarico scritto. Ciò non riguarda i medici del lavoro della ASL cui i lavoratori possono adire se non sono d'accordo con il giudizio emesso dal medico competente. essendo il D. Lgs. 81/08 un insieme di direttve sociali, l'obbligo della nomina di un medico competente deve essere intesa come requisito minimo potendo cioè il datore di lavoro nominare più medici competenti, assumendosi la responsabilità del coordinamento e della vigilanza sulla sorveglianza sanitaria effettuata dai diversi medici. Trattandosi dello stesso datore di lavoro ciascun medico competente dei diversi cantieri può esprimere giudizi di idoneità per tutti i lavoratori dell'impresa quale che sia il cantiere. Solo il datore di lavoro che lo ha nominato può richiamarlo eventualmente a non travalicare "il proprio cantiere" (anche eventualmente per semplici motivi economici)

Domanda n° 297

Egregio Dott. Mannelli,

Le sotongo questo quesito.

Premesse: impresa con cantieri diversi ma identica tipologia di lavoro, identica valutazione dei rischi, identico protocollo sanitario (firmato da MC Coordinatore) applicato, diversi Medici Competenti nominati.

Quesito: può un Medico Competente nominato per un cantiere (per soddisfare esigenze logistiche dell'impresa), visitare ed emettere certificato di idoneità per dipendenti dell'impresa in forza a cantieri diversi (che hanno un loro Medico Competente locale nominato)? I diversi cantieri appartengono alla stessa impresa, svolgono le stesse identiche attività, tanto che la valutazione dei rischi e il protocollo sanitario applicato (redatto dal Medico Competente Coordinatore nominato) sono gli stessi e valgono per tutti i cantieri.

Risposta

Cosa significa medico competente? Egli è un medico specialista in medicina del lavoro al quale il datore di lavoro, assumendosi la responsabilità di scelta, dà la competenza della sorveglianza sanitaria sui propri lavoratori. Pertanto un medico competente può emettere certificati solo per i lavoratori su cui ha competenza per specifico incarico scritto. Ciò non riguarda i medici del lavoro della ASL cui i lavoratori possono adire se non sono d'accordo con il giudizio emesso dal medico competente. essendo il D. Lgs. 81/08 un insieme di direttve sociali, l'obbligo della nomina di un medico competente deve essere intesa come requisito minimo potendo cioè il datore di lavoro nominare più medici competenti, assumendosi la responsabilità del coordinamento e della vigilanza sulla sorveglianza sanitaria effettuata dai diversi medici. Trattandosi dello stesso datore di lavoro ciascun medico competente dei diversi cantieri può esprimere giudizi di idoneità per tutti i lavoratori dell'impresa quale che sia il cantiere. Solo il datore di lavoro che lo ha nominato può richiamarlo eventualmente a non travalicare "il proprio cantiere" (anche eventualmente per semplici motivi economici)

Domanda n° 296

Io ho appena conseguito e superato l'esame di Secondo grado, quindi ho il patentino di II grado, e in questo momento mi è stato proposto di fare il tirocinio semestrale per poter conseguire l'esame di I grado.

La mia domanda è: posso fare il tirocinio adesso e ovviamente mandare la domanda dopo un anno dal conseguimento del patentino di II?

Risposta

La domanda per l'esame da conduttore prevede un tirocinio variabile secondo il grado richiesto. Per poter essere ammessi il tirocinio deve essere stato ultimato non più tardi di un anno dalla data indicata nel bando di esame.( di solito è scritto nel bando: Tra la data di completamento del tirocinio e la data di presentazione della domanda non deve intercorrere un periodo di tempo superiore ad un anno.) Quindi nulla osta ad incominciare adesso un semestre di tirocinio e fare la domanda tra dodici mesi in quanto saremo ancora lontani dall'anno di scadenza del tirocinio. Invece la data in cui si è superato l'esame di secondo grado non costituisce alcun vincolo.

Domanda n° 295

Egr. Ing.

una SRL composta da 4 soci lavoratori ha assunto 16 unità, tra subordinati ed apprendisti, impiegati su diversi turni. Uno dei soci, non l'amministratore, ha svolto i corsi per RSPP; le chiedo:

1) può il socio RSPP essere anche RLS?

2) il DL può affidare i compiti di primo soccorso e prevenzione incendi al socio RSPP o deve costituire una squadra apposita?esiste un numero minimo di addetti?

Risposta

1) no, c'è incompatibilità tra RLS e RSPP (art 50 comma 7)

2)si, facendo seguire gli appositi corsi al RSPP. Non esiste il numero minimo di addetti anzi il testo unico consente in alcuni casi che lo faccia il solo datorev di lavoro ma per soddisfare alcuni ispettori ASL invece occorre assicurare, nei limiti del prevedibile, la presenza del servizio tenendo conto delle ferie, dei turni, ecc.

Domanda n° 294

Una cooperativa che gestisce un centro per per persone diversamente abili con un'area riservata all'ippoterapia ed una casa famiglia deve nominare il medico competente? preciso che non effettuano terapie mediche invasive.

Risposta

Solo l'eventuale valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (gli ospiti sono autosufficienti o devono essere sollevati?) potrebbe far ritenere necessario il medico competente

Domanda n° 293

Gent. mo Ing. Mannelli,

nel caso in cui il committente coincide con l'impresa affidataria o una delle imprese esecutrici, il primo deve richiedere (a sè stesso) quanto previsto alle lettere a) e b) del c. 9 dell'art. 90 del D. Lgs. 81/08 (verifica idoneità, richiesta dichiarazione, CCIAA, DURC, ecc.).?

Risposta

No. ma è una bella domanda. In sintesi: ognuno di noi deve chiedere a se stesso se è onesto? no, ciascuno di noi deve essere onesto. purtroppo in Italia conta più l'apparire che l'essere. Pertanto ogni dubbio è lecito. Però il committente deve comunque ottemperare al comma c dell'art. 90.

Domanda n° 292

Sono un datore di lavoro (legale rapp.te di srl) che svolge direttamente il ruolo di RSPP. Ho svolto il corso per RSPP di 16h ai sensi del D.M. 16/01/97 nel 2008 e nomina dal 02/01/2010. Vorrei frequentare ora, per futuri sviluppi professionali, il corso RSPP per non datori di lavoro (moduli ABC) vorrei sapere se sono esonerato dalla frequenza del modulo A come sembra di comprendere dalla lettura della normativa.

Risposta

Non so dove ha letto dell'esonero del modulo A. l'esonero è stato concesso nella fase transitoria a coloro che già facevano l'RSPP nel 2003. Se è laureato in ingegneria o architettura o è diplomato come tecnico della prevenzione è esonerato sia dal modulo A che dai moduli B. Altrimenti nessun esonero è possibile.

Domanda n° 291

Egregio Ingegnere,

un cliente ha acquistato un camion con autogru sprovvisto di omologazione, cosa dovrebbe fare? In un caso l’autogru è marcata CE si ma in altro caso no.

Risposta

Se c'è la dichiarazione di conformità CE fare denuncia ll'INAIL secondo la modulistica reperibile su www.ispesl.it. Se non c'è la dichiarazione di conformità CE l'apparecchio è provvisto di libretto ISPESL o l'apparecchio ha la documentazione per richiedere il collaudo ispesl ( calcoli o fiche) o si tratta di acquisto incauto

Domanda n° 290

Gentile Ing. Mannelli,

La scrivo per avere un Suo parere.

Da qualche giorno il nostro addetto S.P.P. che si occupavadi Rischio Biologico è andato in pensione.

Abbiamo l’urgenza di sostituirlo, vorremmo farlo conun medico (vista la grande rilevanza che tale rischio ha nella nostra Azienda)ma tra i medici disponibili nessuno ha frequentato i corsi A e B7.

Ci chiedevamo allora se, a parte i jolly ingegneri, l’incaricodi A.S.P.P. per il Rischio Biologico potesse essere conferito, senza necessitàdi frequenza dei moduli A e B7, a colui che già da anni svolge la funzione di MedicoCompetente e che in quanto tale di fatto partecipa da anni alla valutazione del Rischio.

Risposta

No

Domanda n° 289

Egregio Ing.

Le pongo il seguente quesito:

in un ospedale l'impresa esecutrice non ha provveduto alla denuncia dell'impianto, e procede i lavori utilizzando l'energia elettrica dell'ospedale,è obbligata alla denuncia?

E nel caso può fare una denuncia senza allegare conformità dell' impianto dell' ospedale visto che lo stesso è già stato denunciato?

Risposta

giuridicamente se l'impianto è utilizzato con assenso del datore di lavoro committente, la denuncia fatta dal datore di lavoro committente assolve l'obbligo del datore di lavoro appaltatore. Il datore di lavoro che concede l'assenso all'utilizzo deve però verificare che il proprio impianto soddisfi, se necessario per la tipologia di lavori da effettuare , quanto disposto dall'articolo 704.471 della Norma CEI 64-8 ( tensione di contatto limite convenzionale limitata a 25 V).

Domanda n° 288

Gentilissimo ingegnere,

negli ultimi giorni confrontandomi con alcuni consulenti del lavoro ed ispettori provinciali ho notato una certa confusione rispetto gli obblighi di comunicazione da parte delle imprese (per mezzo dei propri consulenti del

lavoro) inerenti il quesito in oggetto.

In primis, le aziende i cui dipendenti rinunciano ad eleggere un RLS interno per mancanza di dipendenti disponibili a ricoprire tale carica devo comunicare qualcosa? Se si, entro quali termini?

Nel caso in cui il RLS venga eletto e segua ovviamente il corso, la comunicazione entro quando deve esser fatta

Risposta

la confusione è effettivamente totale. in quanto l'INAIL emise una prima cirocale solo parzialmente ritrattata. Comunque se non ho RLS non comunico niente. Se ho RLS secondo la prima circolare INAIL dovevo comunicarlo entro marzo dell'anno successivo. Secondo la seconda circolare non si sa. Comunque non sono ancora applicabili le sanzioni per omessa comunicazione .

Domanda n° 287

Egregio Ingegnere

Le pongo i seguenti quesiti:

1- Una società snc con socio lavoratore e 4 dipendenti può eleggere il socio lavoratore RLS.

2- Un operaio impiegato in magazzino e consegna di forniture ospedaliere non indossa le scarpe antinfortunistiche perché ha un certificato dal medico curante in cui è scritto che ha il piede di atleta, cosa fare in questo caso?Il

medico del lavoro dice idoneo anche senza scarpe (che ci vogliono in base a DVR),il datore nerisponde se succede qualcosa???

3- Le apparecchiature di sollevamento sopra i 200 Kg possono già essere verificate da enti e /o soggetti diversi dall'Asl?

Risposta

1- Una società snc con socio lavoratore e 4 dipendenti può eleggere il socio lavoratore RLS?

No, la nomina spetta ai lavoratori che però sono liberi di eleggere anche il lavoratore socio

2. Un operaio impiegato in magazzino e consegna di forniture ospedaliere non indossa le scarpe antinfortunistiche perché ha un certificato dal medico curante in cui è scritto che ha il piede di atleta, cosa fare in questo caso?Il

medico del lavoro dice idoneo anche senza scarpe (che ci vogliono in base a dvr),il datore ne risponde se succede qualcosa???

Avviare il lavoratore alla medicina del lavoro della ASL per i provvedimenti del caso e cambiare medico competente. Il datore di lavoro risponde sempre.

3- Le apparecchiature di sollevamento sopra i 200 Kg possono già essere verificate da enti e /o soggetti diversi dall'Asl?

No, non è ancora uscita alcuna normativa applicativa (la normativa è poi stata emanata ma andrà in vigore a gennaio 2012)

Domanda n° 286

Gentilissimo ingegnere,

veniamo sempre più spesso contattati da aziende agricole che necessitano di adempiere agli obblighi imposti dal decreto 81. Talvolta si tratta di microaziende con uno scarso ricorso a manodopera di qualsiasi genere

(braccianti, potatori, trattoristi, etc). Per aziende che non superano un determinato limite assunzioni (misurate in giornate lavoro) ci sono delle "facilitazioni"?

Risposta

purtroppo no. Si può andare a sistema per la valutazione dei rischi e quindi non ripeterla per nuove assunzioni temporanee. Il problema non facilmente risolubile è invece la formazione e la sorveglianza sanitaria. Questi problemi andrebbero risolti con il libretto formativo e con la mutua sanitaria. Ma le aziende agricole dovrebbero consorziarsi o avere una associazione che si faccia carico del problema. d'altra parte se una lavorazione è a rischio il fatto che un lavoratore lavori solo un giorno aumenta il rischio in quanto il lavoratore non viene formato nè ha esperienza. Se un fitofarmaco è tossico il lavoratore può ammalarsi anche per un solo giorno di lavoro, anche se ovviamente la probabilità dovrebbe essere bassa considerato il limitato tempo di esposizione. Comprendo i problemi delle aziende agricole ma occorre anche comprendere che la salute del lavoratore è un bene inalienabile

Domanda n° 285

Buona sera, volevo avere chiarimenti in merito alla nomina del Rspp. Nel caso in cui una azienda di costruzione ha un numero di dipendenti superiore a 30, di cui la maggior parte sono assunti a tempo determinato, l'Rspp deve essere comunque esterno oppure può continuare ad essere nominato il datore di lavoro?

Risposta

Deve essere esterno se dal 31nesimo non sono lavoratori in prova

Domanda n° 284

Buongiorno,

avrei bisogno delle informazioni in riferimento alle strutture di protezione antiribaltamento.

1. Per le macchine agricole posso realizzare la struttura di protezione personalmente secondo le linee guida ispesl ed installarlo? Che certificati o materiale tecnico devo produrre?

2. Sulle macchine industriali (escavatori, pale meccaniche, ruspe,...) come mi devo comportare per la messa in sicurezza e per l’installazione di strutture s/rops non essendo presenti linee guida?

3. Con riferimento ai codici OCSE, posso progettare, effettuare prove con codici di calcolo agli elementi finiti, realizzare ed installare strutture rops non incluse nelle linee guida ispesl?

Risposta

Lasci perdere le linee guida . I Rops e i fops devono essere realizzati ogni qual volta la valutazione del rischio lo impone e devono essere marcati CE e costruiti in conformità al DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010 , n. 17

Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori. (GU n. 41 del 19-2-2010)

Domanda n° 283

Preg.mo ing.Mannelli,

Nel caso di lavori di ristrutturazione all'interno di un albergo, (nuova divisione interna mediante demolizione/rifacimento tramezzi/ intonaci/ impianti elettrici/idrici/climatizzazione) può l'impresa collegare il proprio quadro elettrico di cantiere all'impianto dell'albergo o deve necessariamente fare richiesta di allaccio alla compagnia elettrica per uso cantiere..?. e per la messa a terra può usufruire di quella esistente nello stabile ? infine tra la documentazione da tenere in cantiere l'impresa deve sempre produrre le dichiarazioni di conformità dei suddetti impianti?

Risposta

L'impresa può alimentare il proprio quadro elettrico dall'albergo se il proprietario lo consente. L'impianto di terra dell'albergo potrebbe in teoria essere utilizzato , in pratica no perchè il coordinamento del cantiere deve essere fatto a 25 Volt mentre quello dell'albergo è a 50 volt tranne che un elettricista, previo verifica , non rilasci nuova dichiarazione di conformità per uso cantiere.

Quindi conviene fare un proprio impianto di terra a 25 volt collegato elettricamente a quello dell’albergo. La dichiarazione di conformità deve esser disponibile, quindi non necessariamente presente sul cantiere se non ci sono le condizioni necessarie per una corretta custodia.

Domanda n° 282

Gentile ing. Mannelli,

una società americana con sede europea in Olanda (in Italia non ha uffici), deve noleggiare saldatrici ad una ditta italiana. Ai fini della verifica dell'idoneità di cui all'All. XVII del D. Lgs. 81/08, quali documenti deve fornire? Come ottemperare per quanto riguarda DURC, CCIAA ed iscrizioni agli enti assicurativi e previdenziali?

Risposta

l'allegato XVII fa riferimento all'art. 90 che dispone per le imprese esecutrici e per i lavoratori autinomi:

9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa o ad un lavoratore autonomo:

a) verifica l'idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all’ ALLEGATO XVII

Nel caso di noleggio saldatrici più correttamente occore fare riferimento a

all'art.

Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione

1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima sempre che abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo:

che trova applicazione solo parziale ( acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato);

stante il comma 3 bis

3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI.

e occorre fare riferimento all'

Articolo 23 - Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori

1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

2. In caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a procedure di attestazione alla conformità, gli stessi debbono essere accompagnati, a cura del concedente, dalla relativa documentazione.

Quindi la società olandese ( ma non cambierebbe nulla se fosse malese) deve fornire la documentazione di cui al titolo III art. 70

Articolo 70 - Requisiti di sicurezza

1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto.

2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’ ALLEGATO V

Domanda n° 281

In un cantiere vi è la presenza contemporanea di due lavoratori autonomi. E' necessaria la redazione del PSC e la notifica preliminare? Cambia qualcosa se la committenza stipula il contratto con UNA SOLA della due imprese individuali e quest'ultima si avvale dell'altro lavoratore autonomo? O se la committenza stipula contemporaneamente il contratto con entrambi i lavoratori?

Risposta

esiste un cantiere con due lavoratori autonomi.

a) se il cantiere dura più di 200 giorni occorre la notifica .

b) se i due lavoratori lavorano singolarmente e senza coordinarsi non occorre PSC non occorre POS.

c) se i due lavoratori lavorano singolarmente e si coordinano non occorre PSC ma occorre POS

d) se uno solo dei lavoratori autonomi non lavora singolarmente non occorre PSC ma occorre POS

e) se entrambi i lavoratori autonomi non lavorano singolar mente occorre PSC POS notifica

il tipo di contratto non incide su niente

Domanda n° 280

Egregio Ingegnere,

nel seguire le aziende agricole mi capita spesso che alcunedi esse siano mal informate relativamente agli obblighi riguardanti la sorveglianza sanitaria. In particolare mi è capitato che un' azienda ritiene quanto segue:

" le aziende agricole di meno di 10 dipendenti assunti a tempo determinato possono essere esonerate dal fare le visite mediche dal medico competente ma è sufficiente che gli operai vengono visitati dai rispettivi medici di

famiglia?".

Le risulta che per il comparto agricolo vi siano queste deroghe o queste possibilità ?

Risposta

I lavoratori a tempo determinato sono forse lavoratori a perdere del tipo "usa e getta"?.

Domanda n° 279

Avrei bisogno delle informazioni in riferimento alle strutture di protezione antiribaltamento.

1. Per le macchine agricole posso realizzare la struttura di protezione personalmente secondo le linee guida ispesl ed installarlo? Che certificati o materiale tecnico devo produrre?

2. Sulle macchine industriali (escavatori, pale meccaniche, ruspe,...) come mi devo comportare per la messa in sicurezza e per l’installazione di strutture s/rops non essendo presenti linee guida?

3. Con riferimento ai codici OCSE, posso progettare, effettuare prove con codici di calcolo agli elementi finiti, realizzare ed installare strutture rops non incluse nelle linee guida ispesl?

Risposta

Lasci perdere le linee guida . I Rops e i Fops devono essere realizzati ogni qual volta la valutazione del rischio lo impone e devono essere marcati CE e costruiti in conformità al DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010 , n. 17

Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori. (GU n. 41 del 19-2-2010)

Domanda n° 278

Preg.mo ing.Mannelli,

volevo porLe il seguente quesito (un'altro):

Nel caso di lavori di ristrutturazione all'interno di un albergo, (nuova divisione interna mediante demolizione/rifacimento tramezzi/ intonaci/ impianti elettrici/idrici/climatizzazione) può l'impresa collegare il proprio quadro elettrico di cantiere all'impianto dell'albergo o deve necessariamente fare richiesta di allaccio alla compagnia elettrica per uso cantiere..?. e per la messa a terra può usufruire di quella esistente nello stabile ? infine tra la documentazione da tenere in cantiere l'impresa deve sempre produrre le dichiarazioni di conformità dei suddetti impianti?

Risposta

L'impresa può alimentare il proprio quadro elettrico dall'albergo se il proprietario lo consente. L'impianto di terra dell'albergo potrebbe in teoria essere utilizzato , in pratica no perchè il coordinamento del cantiere deve essere fatto a 25 Volt mentre quello dell'albergo è a 50 volt tranne che un elettricista, previo verifica , non rilasci nuova dichiarazione di conformità per uso cantiere. Quindi conviene fare un prorpio impianto di terra a 25 volt collegato

elettricamente a quello di cantiere. La dichiarazione di conformità deve esser disponibile, quindi non necessriamnete presente sul cantiere se non ci sono le condizioni necessraie per una corretta custodia.

Domanda n° 277

prof Mannelli

stress lavoro correlato:

1) alcune aziende hanno l'autocertificazione e io sto redigendo il documento per lo stress; è giusto o sbagliato visto che molti dicono che si puo fare l'autocertificazione anche per lo stress ?

2) per attività fino a 10 dipendenti la valutazione va fatta per ogni lavoratore o può essere generica ?

3) la valutazione va fatta con tutti i lavoratori o con il datore di lavoro e RLS e medico ove nominato ?

Risposta

Per lo stress non si può fare l'autocertificazione

la valutazione va fatta secondo la circolare Del Ministero Del Lavoro con i dati oggettivi e con il coinvolgimento del rls e del mc se esistenti. In questa fase i lavoratori possono o non possono essere coinvolti singolarmente o a grupii rappresentativi a seconda delle scelte fatte dal datore di lavoro Unica eccezione è sotto i cinque lavoratori dove l'analisi oggettiva può essere sostituita da una forma assembleare.

Solo nella seconda fase, se necessaria, devono essere sicuramente somministrati i questionari ai lavoratori.

Il termine "valutazione generica" è improprio e da non utilizzare perchè potrebbe essere interpretata con senso negativo.

Domanda n° 276

io mi occupo normalmente di cantieri edili, adesso ho da porle un quesito per un'impresa boschiva bisogna fare il DVR?

Risposta

E perchè non si dovrebbe fare? Solo nel caso di lavoratori autonomi o di portieri o di maggiordomi sarebbe legittimo il dubbio

Domanda n° 275

In una attività (casa per giovani studenti), il datore di lavoro svolge direttamente il compito da RSPP (fino a 200 lavoratori nel medesimo caso).

Lo stesso può svolgere anche il compito come addetto all'antincendio e primo soccorso se l'attività è divisa in 4 sedi e se la somma dei lavoratori delle 4 sedi è di 23 lavoratori complessivamente?

oppure si fa fede alla singola struttura e quindi nella strutura dove opera il datore di lavoro il numero dei lavoratori è di 5 e come previsto dal DLgs 106/2009 può svolgere il compito anche di addetto antincendio e primo soccorso?

Risposta

Il D. Lgs. ha introdotto il comma 1.bis dell'art. 34 che ha trovato una interpretazione in una nota del Ministero Del Lavoro che dice: se il datore di lavoro ha meno di 30 dipendenti

( 1. Aziende artigiane e industriali (1)...........fino a 30 Lavoratori

2. Aziende agricole e zootecniche..............fino a 30 Lavoratori

3. Aziende della pesca................................fino a 20 Lavoratori

4. Altre aziende ..........................................fino a 200 Lavoratori)

può fare il RSPP ed il servizio di emergenza ecc. facendo un corso di 16-48 ore; se invece il datore di lavoro affida il SPP ad esterni o a un suo dipendente può fare il servizio di emergenza ecc. se ha meno di cinque dipendenti e facendo i corsi normali di primo soccorso o antincendio.

L'interpretazione del minsitero del lavoro , pur avendo valenza giuridica, non ha una valenza logica in quanto pare non logico che se il datore di lavoro fa il RSPP con 16 ore (allo stato attuale in attesa di provvedimento Conferenza Stato Rgeioni che può aumentare le ore a 48 ) può fare primo soccorso e antincendio fino a 30 persone ( o 200 in caso di società di servizi) mentre se non fa il RSPP lo può fare solo fino a 5 persone e facendo il corso da 4-8-16 ore per antincendio e 12-16 ore per primo soccorso.

Nel caso specifico il datore do lavoro, facendo il RSPP, può senz'altro fare l'addetto antincendio ecc. nella struttura dove è presente dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza se eletto .

Domanda n° 274

Salve, Ingegnere.

la Circolare del Ministero del Lavoro del 18 Novembre 2010 relativa alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato non mi ha chiarito del tutto le idee...

Infatti, nella fase della valutazione preliminare, occorre rilevare con la massima oggettività possibile alcuni "eventi sentinella" (sperando che siano "numericamente apprezzabili), trai quali le "lamentele formalizzate dai parte dei lavoratori".

Cosa si intende per "lamentele formalizzate dai lavoratori"? Se, per assurdo, fossero "appurate informalmente" (ma con la stessa oggettività e numerabilità delle precedenti), non andrebbero prese in considerazione?

In alcuni ambienti di lavoro, e per alcune tipologie di contratto, formalizzare le proprie lamentele equivale a rassegnare le dimissioni!

Lo stress lavoro-correlato, in questi casi, sarebbe di gran lunga inferiore allo stress disoccupazione-correlato.

Gradirei conoscere il suo parere.

Risposta

la circolare intende dire che non vale la pena di prendere in considerazione i "mugugni". ma solo le lamentele esposte in maniera contestuale (non generica) a viso aperto (non necessariamebte per iscritto). Chiaramente in alcune imprese il problema si risolve da solo in quanto il lavoratore che esprime a viso aperto il proprio stato di insoddisfazione cessa di essere un lavoratore stressato e diventa un sereno disoccupato.

Replica

La ringrazio, ingegnere.

Sono disposto a "sposare" la sua interpretazione della circolare e dello stesso art.28 del Testo Unico.

Ciononostante, senza con questo voler insistere, la cosa che proprio non mi va giù è pensare che il datore di lavoro possa (o, come prescrive la legge, "debba") valutare il rischio dello stress lavoro correlato, come se gli eventi sentinella, i fattori di contenuto e i fattori di contesto del lavoro siano cose "indipendenti" dalla sua volontà, e perciò stesso da lui valutabili oggettivamente (sia pure con l'ausilio dell'RSPP, anch'egli suo dipendente).

Forse, ma non voglio sbilanciarmi troppo, bisognerebbe attribuire ad altri soggetti "terzi" il compito e l'onere di effettuare la valutazione del rischio di stress lavoro correlato (ad esempio al RLS - in molti ambienti di lavoro pubblici e privati, chi l'ha visto???)

Ho l'impressione che la valutazione di questa tipologia di rischi, nonostante i fiumi di inchiostro e terabytes, darà esiti molto vicini al logaritmo di 1. La solita montagna che partorisce il olino...

Risposta

O il datore di lavoro e il suo RSPP comprendono che fare una corretta valutazione del rischio stress oltre che avere valore etico ha anche un ritorno economico in termini di maggiore produttività o si avrà il logaritmo di 1

Replica

Ok, ok.

L'etica prima di tutto. Peccato che la legge non lo preveda...

Domanda n° 273

Preg.mo Ing. Mannelli,

La interpello per un dubbio, che in effetti non dovrei avere, ma a causa forse della eccessiva documentazione acquisita ( ho acquisato ben tre volumi sul tema " la sicurezza nel condominio" ) ce l'ho...!!

Un amministratore di condominio mi ha chiesto di redigere un DVR appunto per uno dei condomini da lui amministrati.

Nel caso in esame ,non v'è nessun portiere ma soltanto un contratto di fornitura servizi con una ditta di pulizie che opera sulle parti comuni (androni / scale) ..... Stando così le cose dovrebbe valere l'affermazione trovato su un forum gestite da un'associazione di amministratori..:

" Nei condomini SENZA dipendenti, in caso di appalti tipo la pulizia scale MA ANCHE IN QUALUNQUE ALTRO CASO (pasqua, natale ecc.), il datore di lavoro NON ESISTE. "

... e quindi in pratica non è necessario redigere il DVR....

Risposta

No, non occorre DVR non esistendo il datore di lavoro ma non occorrerebbe neanche se ci fosse il portiere

Secondo l'art 3. del D. Lgs. 81/08

9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.

Il portiere ha diritto solo alla formazione ed informazione e a attrezzature sicuri. Tutto il resto è facoltativo e può essere previsto (ad esempio la stanza) solo per evitare future richieste di danni da parte del portiere a norma dell'

Art. 2087.

Tutela delle condizioni di lavoro.

L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Domanda n° 272

Prof. Mannelli per quanto riguarda il PEI il piano di emergenza, va redatto per aziende con piu di 10 lavoratori.Un' attività ha 4 sedi con tre o 5 dipendenti all'interno di ogni sede e in totale sono sommando le 4 sedi 16 dipendenti.

Il mio quesito è: il PEI va fatto perchè si somma il numero dei lavoratori dei tutte le 4 sedi oppure non va fatto perchè ogni sede non supera i 10 lavoratori?

Se va fatto basta menzionare tutte le sedi in un unico documento o va redatto per tutte le sedi vedendo il singolo caso a seconda anche della struttura?

Risposta

Se l'attività non è soggetta a certificato prevenzione incendi per i luoghi di lavoro, ove sono occupati meno di dieci dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. Il PEI non va fatto perché si fa riferimento non al totale dei dipendenti ma al totale dei dipendenti di ciascuna sede.

Domanda n° 271

Buongiorno,

una socetà SNC composta da due fratelli deve redigere DVR, Verifica DPR 462

etc.etc.

Risposta

se non si tratta di una impresa familiare ( e non sembra che lo sia essendo una snc), si.

Domanda n° 270

Buongiorno,

devo riparare un gru montata su un camion, in particolare la torre collegata al camion) si è storta. Posso ripristinarla apportando magari dei rinforzi saldati senza dover ri-certificare la gru? devo comunque allegare una perizia comprensiva di calcoli a lavoro ultimato?

Risposta

Una riparazione che ripristina una macchina non è considerata modifica se non cambia il progetto originario . Se mettiamo dei rinforzi ammettiamo implicitamente che la gru così com'è non è più sicura magari per lo stato d'uso. Quindi sentiamo il bisogno di modificare la macchina anche se con lo scopo di rinforzarla. Ma per dimostare che tali rinforzi sono appunto "rinforzi " occore che il modificatore se ne assuma la responsabilità apponendo la marcatura CE

Domanda n° 269

In riferimento alla informazione e formazione dei rappresentanti e dei lavoratori di cui art. 36-37 del D.lgs 81/08 e correttivo D.lgs 106/09, la formazione così come dattato al comma 12 dell'art. 37, deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici se costituiti, e per settore, oppure no. se no per quale motivo il legislatore li ha menzionati così fortemente nel D.Lgs.?

La domanda mi è venuta in qunato da un incontro con un ispettore ASP il quale sostiene che non è vero che la formazione di di cui all'art. 37 debba avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici ma può essere fatta da chiunque, in quanto ancora non e stato fatto nulla per quanto riguarda le line quida dell'accordo stato regioni. quindi la domanda è: ha ragione l'ispettore o no?

Risposta

la legge è legge e vassi rispettata. Pertanto

art 37 comma 12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro,...

naturalmente l'organismo paritetico se non è costituito o se è impegnato può non dare la propria collaborazione

art 37 comma 2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Le linee guida riguardano il comma 1 e non il comma 12. però nel caso dell'ispettore si applica la legge del capo

Domanda n° 268

Prof. Mannelli riguardo allo stress correlato al lavoro, l'entrata in vigore è il 31/12/2010 quindi devo aggiornare (o aggiungere sotto forma di altro documento con data certa) lo stress correlato entro il 31/12/2010

o posso farlo anche dopo?

su un blog ho letto che posso magari fare una modifica e scrivere un ulteriore capitolo stress correlato al lavoro e scrivere:

Le attività di valutazione oggettiva e soggettiva dello stress lavoro correlato partiranno a decorrere dal 26/03/2011 e termineranno entro e non oltre il 31/12/2015 chiaramente io metto una dato più vicina tipo di qualche mese oppure un mese, è possibile questa ipotesi?.

chi ha l'autocertificazione io cmq farò un documento per lo stress correlato perché è obbligatorio o vado avanti con l'autocertificazione?

Risposta

la questione è complessa. La circolare emanata (allegata) sembra andare in comtrasto con la legge. Secondo la circolare basta scrivere come si farà la valutazione indicando i tempi , quindi non ci sarebbero limiti temporali. peraltro sembra addirittura impedita l'autocertificazione. Conviene scrivere sul documento che si dà inizio alla valutazione del rischio utilizzando le check list ispesl e che la valutazione si concluderà entro..........2011. Comunque utilizzando le check list ispesl non ci vuole molto tempo per finire la valutazione. Vanno beme anche le check listi blumatica.Per approfondire l'argomento leggere l'articolo seguente

http://www.puntosicuro.it/it/ps/view/valutazione-dello-stress-va-completata-entro-il-31-dicembre-2010-art-10408.php

Domanda n° 267

Gentile Ing. Mannelli,

più che quesiti le chiedo delle conferme:

1) il PSC va redatto solo nel caso di più imprese, mentre quando opera un'unica impresa non va fatto in nessun caso?

2) il PSS è un documento che riguarda solo i lavori pubblici?

3) i lavoratori autonomi redigono il POS?

4) se su l'impresa affidataria si serve per eseguire le lavorazioni di più lavoratori autonomi è necessario un coordinamento e quindi un PSC?

5) nel momento in cui un lavoratore autonomo porta in cantiere un assistente diventa impresa di fatto, se non era previsto un PSC e nemmeno un POS (da quanto ho capito i lavoratori autonomi non dovrebbero redigere il POS) chi è responsabile per l'assistente portato in cantiere?

Risposta

1) il PSC va redatto solo nel caso di più imprese, mentre quando opera un'unica impresa non va fatto in nessun caso: si

2) il PSS è un documento che riguarda solo i lavori pubblici:si

3) i lavoratori autonomi non redigono il POS

4) se su l'impresa affidataria si serve per eseguire le lavorazioni di più lavoratori autonomi è necessario un coordinamento e quindi un DUVRI

5) nel momento in cui un lavoratore autonomo porta in cantiere un assistente diventa impresa di fatto e deve fare il POS

Domanda n° 266

Mi potrebbe chiarire quali sono i requisiti per i Tecnici che intendano svolgere attività di verifica sugli ascensori ai sensi del DPR 162/99 “Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE”.

Occorre seguire un corso, sostenere un esame ed è necessaria l’iscrizione ad un particolare albo?

Risposta

Occorre o dar vita ad un Organismo notificato o, più semplicemente, proporre un contratto di collaborazione con organismi notificati già esistenti. Allego elenco di tali organismi

Domanda n° 265

Volevo innanzitutto farle i complimenti per il bellissimo sito, e chiederle una delucidazione riguardo i patentini di Caldaisti. Io ho appena conseguito e superato l'esame di Secondo grado, quindi ho il patentino di II grado, e in questo momento mi è stato proposto di fare il tirocinio semestrale per poter conseguire l'esame di I grado.

La mia domanda è: posso fare il tirocinio adesso e ovviamente mandare la domanda dopo un anno dal conseguimento del patentino di II?

Risposta

La domanda per l'esame da conduttore prevede un tirocinio variabile secondo il grado richiesto. Per poter essere ammessi il tirocinio deve essere stato ultimato non più tardi di un anno dalla data indicata nel bando di esame.( di solito è scritto nel bando: Tra la data di completamento del tirocinio e la data di presentazione della domanda non deve intercorrere un periodo di tempo superiore ad un anno.) Quindi nulla osta ad incominciare adesso un semestre di tirocinio e fare la domanda tra dodici mesi in quanto saremo ancora lontani dall'anno di scadenza del tirocinio. Invece la data in cui si è superato l'esame di secondo grado non costituisce alcun vincolo per il tirocinio ma solo per essere idonei a sostenere l'esame di primo grado in caso di mancanza di titolo di studio abilitante.

Quindi non ci sono problemi se effettua il tirocinio, l'importante è non sforare di un anno ed avere i requisiti per partecipare alla sessione di esami.

Domanda n° 264

Gentile Ing. Mannelli, volevo confrontarmi con Lei su alcune mie considerazioni.

Sul sito ufficiale del Ministero del Lavoro e precisamente all'indirizzo http://www.lavoro.gov.it/lavoro/sicurezzalavoro/MD/FAQ/default

cliccando su "associazioni sportive dilettantistiche" si trova il documento che contiene la risposta ad una faq fatta al Ministero (che allego).

Riassumo quello che si legge a pag 2:

"....nel caso in cui gli enti in questione abbiano dipendenti o sportivi professionisti dipendenti, è pacifica l’applicazione delle norme generali a tutela della salute e sicurezza sul lavoro..."

Tale applicazione è prevista anche nel caso di lavoratori a progetto (art. 3 comma 7 D.Lgs. 81/2008), ma dato che il D. Lgs. 276/2003 art.61 esclude dalla disciplina del lavoro a progetto i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa per attività rese ad associazione sportive dilettantistiche,

"....si ritiene che il regime applicabile nei casi suddetti sia quello previsto per i collaboratori coordinati e continuativi di cui all’art. 409 del codice di procedura civile anteriormente all’entrata in vigore del D. Lgs. n. 276/2003, e cioè quello previsto per i lavoratori autonomi di cui all’articolo 2222 del codice civile, per i quali l’art. 3, comma 11, del D.Lgs. n. 81/2008 dispone l’applicazione degli articoli 21 e 26 del medesimo testo normativo".

DUBBIO: Art.3 comma 7: "

Nei confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, e dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 409, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente"

Leggendo la faq del Ministero si evince che il comma 7 art 3 disciplini solo i lavoratori a progetto, ma io leggo: "Nei confronti dei lavoratori a progetto ...e dei collaboratori coordinati e continuativi ", quali sicuramente sono i collaboratori in associazioni sportive dilettantistiche (espressamente indicati nel D.Lgsl 276/2003).

Il documento del Ministero sembra non considerare questa unione di disciplina tra lavoro a progetto e collaboratori coordinati e continuativi, spostando la questione e indicando l'applicazione della disciplina prevista per i lavoratori autonomi (comma 11).

Tutto ciò mi confonde, ho capito male o la risposta del Ministero è errata???

Risposta

sicuramente è errata. Ma non è questo il problema perchè errare humanum est. Il vero problema è che nella riposta il MinLav avanza argomentazioni tipiche da commercialista discutendo su redditi ed altro. Appare quindi chiaro che hanno ragione quegli imprenditori che ritengono la normativa sulla sicurezza solo una ulteriore tassazione. É possibile che per sapere come tutelare la sicurezza di una persona occorre prima vedere la sua dichiararazione dei redditi?! Allora sbaglio io che nei corsi raccomando di non confondere mai tra loro le varie normative, quella sulla sicurezza con quella sulle tasse? MAH!!!!

Domanda n° 263

Preg.mo ing.Mannelli,

volevo porLe il seguente quesito:

Nel caso di lavori di manutenzione ordinaria e comunque che non necessitano di titolo abilitativo, restano sempre in essere gli obblighi contemplati nel presente art.90 c.9 let.c con i relativi effetti in caso di mancata trasmissione di copia della notifica all'Ufficio Tecnico Comunale (annullamento titolo abilitativo all’esecuzione dei lavori, anche se in alcuni testi si parla solo di DIA o di Permesso di Costruire).

Articolo 90 - Obblighi del committente o del responsabile dei lavori

9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo:

c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o

della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’articolo 99, il documento unico di

regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis,

comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28

gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui

alle lettere a) e b).

Si riporta l’art 90 comma 10: In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 o del fascicolo di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui all’articolo 99, quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. L’organo di vigilanza comunica l’inadempienza all’amministrazione concedente.

Risposta

no, il comma appare chiaro. Solo in caso di permesso a costruire o di DIA occorre trasmettere la documentazione al Comune

Domanda n° 262

Egregio Ingegnere, per quanto riguarda le apparecchiature di sollevamento (portata maggiore a 200 nKg) sono sempre soggette a verifiche annuali da parte delle ASL o ci sono delle deroghe per talune tipologie di apparecchiature? E i carrelli elevatori sempre di portata maggiore a 200 Kg sono soggetti a verifica annuale?

Risposta

Le apparecchiature di sollevamento non azionate a mano di portata superiore a 200 kg sono soggette a verifica periodica : la prima da parte dell'ex ISPESL e le altre da parte della ASL secondo la periodicità di cui all'allegato VII del D. Lgs. 81/08. Per i carrelli elevatori le verifiche periodiche saranno obbligatorie solo dopo lemanazione del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Domanda n° 261

Gentilissimo ingegnere,

nell'erogazione ai dipendenti di un'azienda cliente della formazione ai sensi dell'articolo 37 del decreto 81 e precisamente al momento della compilazione del registro con gli argomenti, rileggendo l'articolo che riporto di seguito mi è sorto un dubbio, ovvero è sufficiente soffermarsi agli argomenti dei punti a) e b) del primo comma e quelli del comma n° 3, oppure ci sono altri riferimenti normativi da prendere in considerazione? Si prevede una data per l'uscita dell'accordo Stato-Regioni-Province Autonome per un quadro definitivo su durata, contenuti minimi e modalità di formazione? Al momento come ci si dovrebbe orientare per questi tre aspetti?

Art. 37.

Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti

1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:

a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;

b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda.

(Arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro il datore di lavoro - dirigente)

2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

3. Il datore di lavoro assicura, altresì, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai titoli del presente decreto successivi al I. Ferme restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede e' definita mediante l'accordo di cui al comma 2.

4. La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono avvenire in occasione:

a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell'inizio dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;

b) del trasferimento o cambiamento di mansioni;

c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

5. L'addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.

6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi rischi.

Risposta

É necessario e sufficiente adempiere a quanto prescritto dall''art. 37. Occorre però badare ad applicare bene il comma 3. Come si fa'? Occorre prima fare la valutazione del rischio ed in base ai vari rischi rilevati progettare la formazione tenedo presente anche quanto impongono in merito alla formazione i titoli speciali. Ad esempio se occorre utilizzare DPI di terza categoria quali la maschera antigas o i'imbracatura occorre fare formazione ed addestramento specifici, se si è esposti al rischio biologico occore fare una formazione specifica per tale rischio implementato nella realtà aziendale, ecc.

Non ho notizie in merito alla regolamentazione accordo Stato- Regioni. Allo stato occorre agire con buon senso e prudenza prevedendo contenuti e durata secondo l'entità del rischio. Più è alto il rischio maggiore è la necessità di approfondimento formativo. Io sono comunque del parere di non esagerare inutilmente con le ore per non annoiare i lavoratori e provocare un effetto boomerang di rigetto.

Ritengo, visti i precednti, che quando uscirà il provvedimento le ore non dovrebbero essere minori di 8-12 ore per ogni tipologia di rischio (da rinnovare naturalmente periodicamente) perchè altrimenti "i formatori non possono fare festa". (senza nessuna offesa per chi fa seriamente il proprio lavoro). Spero di sbagliarmi.

Domanda n° 260

gentilissimo Dott. Mannelli ho un quesito:

ho fatto il corso per la ex 494 e 626 e ora sto facendo gli aggiornamenti che organizza il mio Ordine professionale, per motivi di lavoro mi vorrei abilitare per poter assolvere alla funzione di RSPP nell'ambito ospedaliero, che corso devo fare?

Risposta

Se ha fatto il corso modulo C (28 ore) è già abilitata per fare il RSPP settore ospedaliero. Deve solo totalizzare in cinque anni 60 ore di aggiornamento. La data di inizio dei cinque anni è la data del'esame modulo C. Gli aggiornamenti fatti da me sono validi sia per CSE (ex 494) sia per RSPP.

Domanda n° 259

Gentile ingegnere,

all'art. 4 comma 1 della legge DPR 462/01 sono sanciti quali sono le attività in cui la periodicità delle verifiche è biennale. In tale comma è anche inserita la testuale dicitura "negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio".

Il quesito che le pongo è il seguente: tale dicitura si riferisce a quelle attività dalla cui valutazione dei rischi si evince che il rischio incendio è medio-alto oppure a tutte le attività previste nel DM del 16 febbraio 1982?

Risposta

Occorre fare riferimento alla norma CEI 64-8/7 sezione 751. Riporto le linee guida da seguire.

Linee guida ISPESL-

Per impianti negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio devono intendersi, in accordo con la norma CEI 64-8/7, sezione 751, quelli installati in ambienti che presentano, in caso di incendio, un maggior rischio di quello che presentano gli ambienti ordinari. In ogni caso l'individuazione di tali ambienti rientra tra le specifiche responsabilità del datore di lavoro, che vi dovrà provvedere in fase di valutazione dei rischi presenti nelle attività aziendali.

Linee guida regionali

Impianti elettrici nei "locali a maggior rischio in caso di incendio"

Per impianti elettrici nei "locali a maggior rischio in caso di incendio" (Norma CEI 64-8/7 Sezione 751) s’intendono gli impianti installati in ambienti che presentano in caso d'incendio un rischio maggiore di quello che presentano negli ambienti ordinari.

L'individuazione degli ambienti a maggior rischio in caso d'incendio dipende da una molteplicità di parametri quali per esempio:

- densità di affollamento;

- massimo affollamento ipotizzabile;

- capacità di deflusso o di sfollamento;

- entità del danno per animali e/o cose;

- comportamento al fuoco delle strutture dell'edificio;

- presenza di materiali combustibili;

- tipo di utilizzazione dell'ambiente;

- situazione organizzativa per quanto riguarda la protezione antincendio (adeguati mezzi di segnalazione ed estinzione incendi, piano di emergenza e sfollamento, addestramento del personale, distanza del più vicino distaccamento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, esistenza di Vigili del Fuoco aziendali ecc.).

In particolare la citata Sez. 751 della Norma CEI 64-8/7 comprende:

Ambienti a maggior rischio in caso di incendio per l’elevata densità di affollamento o per l’elevato tempo di sfollamento in caso di incendio o per l’elevato danno.

I seguenti esempi sono tratti dall’allegato A della sez. 751 della Norma CEI 64-8/7:

- Locali di pubblico spettacolo e di trattenimento in genere con un massimo affollamento ipotizzabile superiore a 100 persone per ogni compartimento antincendio;

- Alberghi, pensioni, motels, dormitori e simili, con oltre 25 posti-letto per ogni compartimento antincendio;

- Scuole di ogni ordine, grado e tipo, accademie e simili;

- Ambienti adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, con superficie lorda superiore a 400 m2, comprensiva dei servizi e dei depositi;

- Stazioni sotterranee di ferrovie, di metropolitane e simili;

- Ambienti destinati ai degenti negli ospedali e negli ospizi, ai detenuti nelle carceri ed ai bambini negli asili ed ambienti simili;

- Negli edifici destinati a civile abitazione con altezza in gronda superiore a 24 m, il sistema di vie di uscita, i vani e i condotti dei sistemi di ventilazione forzata;

- Edifici pregevoli per arte o storia oppure destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni o comunque oggetti di interesse culturale sotosti alla vigilanza dello Stato.

Domanda n° 258

Gentile ingegnere,

ho appena ultimato la lettura del seguente documento pubblicato dall'ispesl, ovvero la monografia sulla valutazione dello stress da lavoro correlato basata sul modello Managment Standards HSE. Fermo restando l'attesa dei risultati dei questionari somministrati al campione di n° 6000 dipendenti per le dovute comparazioni, ma nel caso di azienda con un solo dipendente come si fa a tutelare la privacy dello stesso, dato che il modello prevede la somministrazione in forma anonima?

Risposta

il rischio stress lavoro correlato dovrebbe riguardare aziende nelle quali la complesità organizzativa può provocare danni psicologici a causa di sovraccarico o sottocarico o mancato coinvolgimento. Non credo che se si ha un solo dipendente occorra la somministrazione di test per capire questo a meno che non sia il datore di lavoro ad avere problemi psicologici da far valutare ad esperto psicologo.

Domanda n° 257

I lavoratori dell'azienda che seguo devono fare un lavoro di manutenzione (durata 2 giorni).

Il lavoro verrà effettuato sul camino in allegato.

Data la presenza dei DPC, è necessario l'uso di DPI? In caso positivo potrebbe essere corretto l'uso di sistema di trattenuta o occorre un sistema anticaduta?

Dovendo dimostrare la formazione per i rischi di caduta dall'alto nonchè la formazione sul corretto utilizzo dei DPI relativi occorre che tali corsi siano erogati da enti specifici (non trattandosi di lavori edili!)?

Il luogo dove deve essere effettuato il lavoro (manutenzione della stazione metereologica) sono terrazzini e l'accesso è la scala.

Per DPC intendo il parapetto per i terrazzini e la ringhiera protettiva per la scala esterna.

I lavori sono svolti a 1.2m, 20m e 40m dal suolo.

Siamo in fase di Duvri, nonché di richiesta di tutti i documenti da parte del committente che ha già mandato quelli di sua competenza.

Di conseguenza all'inizio è stato chiesto DVR e idoneità dei lavoratori per i lavori in quota, successivamente ..... la formazione e l'addestramento specifico , la descrizione della lavorazione che faranno, nonché l'elenco dei DPI che utilizzeranno nel caso specifico.

Risposta

Il DUVRI lo deve fare il committente il quale, se impone o prevede dispositivi particolari, corsi di formazione specifici, procedure particolari deve calcolarne il costo e riconoscerlo a parte senza diritto a ribasso.

Molte società offrono anche on line corsi di sicurezza per tutte le attività e mansioni .Tali corsi diventano però obbligatori solo in forza di una specifica disposizione di legge. Attualmente è obbligatorio solo la formazione per l'uso delle imbracature che sono DPI di terza categoria. Tale formazione, per contenuto, durata e docente è a discrezione e responsabilità del datore di lavoro salvo diversa prescrizione del committente con DUVRI.

Non ha precisato quali sono i lavori da eseguire. Se trattasi di lavoro eseguibili sul pianerottolo ( e non stando su una scala messa sul pianerottolo) , che non richiedono attrezzature il cui peso possa pregiudicare la stabilità del pianerottolo e che possano essere issate con facilità, non occorrono DPI anticaduta o altri sistemi anticaduta. Se invece ciò non fosse, occorre prevedere o un sistema anticaduta composto da imbracatura, fune di trattenuta e punto o sistema ancoraggio, o un ponte sviluppabile o un ponteggio. La scelta va fatta in funzione della valutazione del rischio fatta dal datore di lavoro. Il committente può imporre sistemi integrativi o aggiuntivi o diversi pagandoli a parte. Se invece il committente ritiene di doverli imporre senza pagare può rescindere il contratto esponendosi ad una causa di rivalsa. Sarà il tribunale a decidere chi aveva ragione. Il guaio è che ci vorranno una ventina d'anni.

Domanda n° 256

Egregio ingegnere, ho da porLE i seguenti quesiti:

-a seguito della misurazione delle polveri in una cava è emerso che la silice è pari al 25% del valore ammesso ma nonostante siamo al di sotto l'ispettore ASL vuole un registro degli esposti, ha ragione? Il valore di silice libera in aria è minore di 0,005mg/m cubo, così riporta il laboratorio mettendo TLV-ACGIH pari a 0,025.

-per quanto riguarda la formazione specifica su attrezzature particolari ai sensi dell'articolo 73 del Decreto non mi risulta che sono state specificate quali sono le attrezzature che necessitano della formazione particolare e quindi per alcuni ispettori va fatta per il motosega e per altri no ? chi ha ragione? esiste un elenco?

-ho iniziato a seguire come consulente diverse imprese boschive e queste spesso si trovano a tagliare legni duri classificati cancerogeni (faggio, acerro, castagno,etc),sempre gli interlocutori di cui sopra vorrebbero per tutte le imprese boschive un registro degli esposti? hanno ragione? A riguardo per la valutazione del rischio mi suggerisce di fare dei campionamenti dell'aria attaverso laboratori o è sufficiente un'analisi teorica seguendo qualche linea guida e/o programma?

Risposta

Silice:il valore di 0,005 corrisponde a 1/5 del TLV. Siamo in zona rischio, occorre registro e sorveglianza sanitaria

Legno: non potendo fare lavorazioni in sistema chiuso occorre registro e sorveglianza sanitaria. Per proteggere i lavoratori FFP3, le analisi in ambiente boschivo aperto e variamente ventilato non avrebbero senso.

Attrezzature: formazione e addestramento specifico al momento la decisione spetta al datore di lavoro. Non c'è dubbio però che per la motosega occorra formazione e addestramento specifico considerata il rischio connesso ad un uso improprio o inappropriato.

Domanda n° 255

Gentile ing. Mannelli,

devo dare inizio a dei lavori di manutenzione straordinaria soggetti a DIA < 200 u.g. in cui opererà una sola impresa ed un lavoratore autonomo per l'impianto idraulico. In tal caso è necessario redigere il P.S.C. e relativa nomina del Coordinatore per l'esecuzione? La notifica preliminare va inviata? Il lavoratore autonomo dovrà dotarsi di POS?

Risposta

No,no,no..

Domanda n° 254

Gent. mo ing. Mannelli,

vorrei sotorle due quesiti:

1) in un cantiere con un’unica impresa esecutrice, il D. Lgs. 81/08 e smi non prevede la nomina del CSP e CSE, mentre l?impresa deve redigere il POS. Mancando il CSE, chi deve verificare e validare il POS?

2) l’aggiornamento periodico per il modulo B3 per RSPP propone gli stessi argomenti di quello per CSP e CSE: bisogna frequentarli entrambi?

Risposta

1) verificare: la ASL o la DPL in sede di ispezione- validare :nessuno

2) se si fa l'RSPP e il CSP conviene seguire aggiornamenti che rilasciano attestati con doppia validità in quanto l'obbligo di aggiornamento vale sia per RSPP B3(60 ore) che per CSP (40 ore) e se gli aggiornamenti fatti rilasciano attestati singoli per CSP essi non valgono per RSPP. Gli aggiornamenti dove sono io il docente sono sempre con valenza sia per RSPP che per CSE.

Domanda n° 253

Preg.mo ing.Mannelli,

vorrei mi aiutasse a interpretare nel modo giusto una certa situazione.

c'è un'attività commerciale (pasticceria/bar) in cui vi sono i soci (3 fratelli ) che hanno costituito una società s.n.c. e due impiegati. Lavorano tutti nel locale dell'attività (soci e dipendenti) . Domanda: oltre alla mansione di RSPP che è tacito possa essere svolata anche dal datore di lavoro ai sensi dell'art.35, è possibile che anche le altre mansioni relative alla sicurezza (Rls/addettti antincendio/ primo soccorso) possono essere svolti sempre dai soci lavoratori?

In sintesi i proprietari vorrebbero fare tutto loro, in modo che se uno dei dipendenti dovesse andar via, non sarebbero costretti a sopportare altri costi per la formazione del nuovo impiegato (a parte la formazione base).

Risposta

Per addetti antincendio, primo soccorso, squadra di emergenza è il datore di lavoro che fa le nomine e quindi non esistono problemi ad individuare i soci lavoratori con tali nomine. Invece per RLS la nomina è fatta dai lavoratori riuniti in assemblea (siamo sotto 15 e senza RSU). Se l'assemblea decide per un socio lavoratore come RLS è tutto regolare.

Domanda n° 252

Egregio ingegnere

a proposito di ponteggi metallici vorrei capire quando, in fase di montaggio, e obbligatorio realizzare la messa a terra per la protezione scariche elettriche; già durante il montaggio o a montaggio completato?

Risposta

La protezione contro le scariche elettriche può essere necessario se il ponteggio è massa o massa estranea. Se massa estranea cioè con resistenza verso terra inferiore a 200 ohm , il ponteggio deve essere messo a terra già durante il montaggio Se il terreno è ricoperto di un adeguato strato di asfalto o di ghiaia oppure è roccioso, senz’altro non si tratta di una massa estranea, essendo la sua resistenza verso terra quasi sicuramente superiore ai 200 ohm (in caso di incertezza occorre eseguire una misura della resistenza verso terra del ponteggio).

Se il ponteggio è massa deve essere messo a terra quando diventa massa, quando cioè ad esempio si usa sul ponteggio un apparecchio isolante con il solo isolamento principale che non può essere collegato al conduttore di protezione non disponendo, appunto perché isolante, del morsetto per il collegamento a terra .

da TUTTONORMEL

Domanda n° 251

Gent.mo Ingegnere

mi stò occupando di impianti soggetti ad ATEX polveri e nello specifico SILI per lo stoccaggio di farinacei, vorrei sapere qual'è la lunghezza massima che può avere un condotto di sfogo esplosione all'interno di un capannone (ho calcolato il condotto ai sensi della VDI 3673/2002 e mi viene lunghezza massima 4,5 m) ma c'è una prescrizione di legge sulla lunghezza che deve avere la tubazione all'interno del luogo di lavoro prima di arrvare in zona sicura (all'esterno)? Alcuni colleghi dicono 3 m ma non mi sanno dire il riferimento legislativo ed inoltre c'è una tolleranza alla misura?

Risposta

Non posso rispondere al quesito perchè non conosco la norma citata che serve per dimensionare le aree di sfogo.. Posso solo segnalare che ipotizzando che l’esplosione avvenga in un certo tratto di tubazione, sovrappressioni superiori a 0.03

bar si possono manifestare, per il caso in esame, in un intorno di circa 3m dal punto di rottura della

tubazione (secondo il D.M. 9/05/2001 la sovrapressione di 0.03bar rappresenta il limite degli effetti

reversibili sulle persone). Ma non credo che ci sia un nesso tra tale distanza ( limite di danno) e l'asserita massima lunghezza della tubazione di sfogo.

Domanda n° 250

Egregio ingegnere, stamane ho incontrato un ispettore dell'ASL territoriale per la consegna dei documenti inerenti la sicurezza dei lavoratori di un'azienda mia cliente, che nella fattispecie si tratta di un'impresa (X) che sta eseguendo dei lavori presso una cava di proprietà di una cementeria (Y). L'ASL territoriale ha richiesto la valutazione sia qualitativa che quantitativa (strumentale) del rischio chimico all'impresa X. Nonostante presso la cava non vi lavori nemmeno un dipendente dell'impresa Y, è giusto che queste rilevazioni ricadano tutte su l'azienda X, o dovrebbe occuparsene (come la pensa qualche collega con il quale mi sono consultato) la cementeria Y.

L'impresa sta eseguendo lavori di estrazione e conferimento in cementeria di argilla, e dall'interno della cava entrano e ci sono lavoratori solo dell' impresa X, e pertanto l' unica interferenza fisica credo si abbia quando l'autista dell' impresa X entra in cementeria per scaricare.

L'ispettore non ha chiesto in visione il duvri, ed a proposito vorrei chiederle un ulteriore quesito:

-tra i miei colleghi ingegneri esistono due correnti di pensiero la prima sostiene che il proprietario della cava è tenuto a redigere anche un duvri per la cava mentre la seconda corrente di pensiero sostiene che essendoci una sola impresa all'interno della cava non sia necessario fare il duvri?

chi ha ragione?

Risposta

La valutazione del rischio chimico è sicuramente a carico dell'impresa X, la quale dovrebbe essere idonea tecnicamente per tale attività . Il rischio chimico è un rischio specifica dell'impresa X e quindi il committente Y non lo deve valutare ma doveva farsi dare la documentazione di idoneità tecnico professionale che comprende la documentazione della sorveglianza sanitaria per il rischio chimico specifico. La responsabilità di tale carenza ricade anche sul committente.

Il duvri, in caso di appalti, è sempre obbligatorio anche solo per dire che non ci sono rischi interferenziali. Nella Cava non dovrebbero esistere rischi interferenziali a meno di lavori pregressi o di particolare disposizione dei luoghi ma nella cementeria sì.

Domanda n° 249

E' obbligatorio esplicitare i costi della sicurezza nel computo metrico di un lavoro privato?

Risposta

No da parte del progettista si da parte del coordinatore.

Domanda n° 248

Egregio e gentilissimo prof. Mannelli le pongo due quesiti che mi creano dubbi:

1) Il cronoprogramma è documento che fa parte anche del P.O.S. o solo del P.S. C. ? (ho redatto un POS per una impresa, ed il coordinatore per l'esecuzione mi ha chiesto di redigere il cronoprogramma, è una giusta richiesta?) l'impresa sul cantiere è unica, ed il lavoro è pubblico.

2) la notifica preliminare, va sempre fatta? (in un cantiere privato, con lavori di manutenzione straordinaria con DIA, con unica impresa, va comunque fatta la notifica preliminare?).

Risposta

1) Il cronoprogramma deve essere radatto dal Coordinatore come strumento di analisi del rischio o dal direttore dei lavori pubblici come strumento di contabilità. Il coordinatore che chiede il cronoprogramma all'impresa è della serie "la realtà supera la fantasia". Ma l'impresa ha ricevuto il PSC? C'èra il cronoprogramma nel PSC? O meglio: c'era il PSC??????? O perchè c'è una sola impresa c'è il coordinatore ma non c'è il piano di sicurezza e coordinamento? E poi il direttore dei lavori ha fatto il cronoprogramma dei lavori e tiene la contabilità? o è l'impresa che decide cosa e quando fare? ma il cantiere è in Italia?............

2) la notifica va fatta per cantieri con due imprese o con una sola impresa e lavori > 200 u/g. (sul mio sito cìè un'utile tabella da stampare e tenere sempre a portata di mano)

Domanda n° 247

Egregio Ingegnere vorrei porLe i seguenti quesiti:

1-In riferimento al decreto ministeriale del 16 febbriao 82 concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi ai punti n° 19 e 20 nello specifico, Le chiedo se le vernici ad acqua sono considerate sostanze indicate nei suddetti punti 19 1e 20 ?

2-Un operatore che deve usare una piattaforma elevatrice elettrica in un luogo di lavoro, trattasi di piattaforme con il cestello in quota dove l'operatore muove un "joystic"....di quante ore deve essere il corso e di che periodicità?

3-il corso per i mulettisti di quante ore deve essere e con che periodicità?

Risposta

Le vernici ad acqua non sono infiammabili e, quindi, non concorrono al carico d'incendio. I corsi per le mansioni particolari, anche se già obbligatori, non sono ancora regolamentati quindi ogni datore di lavoro decide come vuole.

Domanda n° 246

Salve ing. Mannelli

volevo chiederLe se i lavoratori che usano i carrelli elevatori debbono dotarsi di opportuni patentini o corsi di abilitazioni.

Se si come si ottengono.

Risposta

Per il momento non si può ancora parlare di patentino perchè ancora non è uscito il Provvedimento Stato Regioni che dovrebbe individuare per quali mansioni occorre il patentino. Sicuramente però il carrellista è una mansione per la quale occorre una particolare formazione. Tale formazione si ottiene mediante corsi preferibilmente organizzati dalle case produttrici dei carrelli . In alternativa ci si può rivolgere a società di formazione accreditate.

Domanda n° 245

Preg.mo ing. Mannelli,

ho ancora una volta un dubbio in merito ad una questione che interessa il condominio. Si tratta dell'impianto di messa a terra; In sintesi anni or sono (sembrerebbe una diecina da quello che mi riferisce un maturo condomino facente parte del consiglio d'amministrazione) è stato fatto ex novo l'impianto in esame. Oggi l'attuale amministratore, non trova più traccia della certificazione a suo tempo rilasciata dalla ditta che ha rifatto l'impianto.

Domanda:

a) è possibile alla data odierna richiedere in qualche ufficio competente (tanto per fare un'ipotesi, sede ISPESL territorialmente competente) copia di detta certificazione..?

b) per le verifiche periodiche (penso 5 anni) se non si è in grado di dimostrare l'avvenuta effettuazione c'è la possibilità che venga sanzionato il condominio..?

Risposta

Se non si trova traccia della documentazione l'amministratore, se ne ha necessità, può ricorrere ad un professionista per fare la DIRI secondo il DM 37/98 . Per il condominio non c'è comunque un obbligo specifico di controllo dell'impianto di terra. Se nel condominio ci sono uffici con lavoratori e datore di lavoro collegati all'impinato di terra condominiale, l'obbligo riguarda il datore di lavoro e non il condominio.

Domanda n° 244

Mi permetto di chiedere il suo parere in merito alle disposizioni di cui all'allegato XI:

Il lavorare in quota o eseguire scavi in strade del centro storico o strade comunale in genere a modesto traffico veicolare, lo si può considerare a priore aggravato dai rischi particolari di cui all'allegato summenzionato?

.

ALLEGATO XI

ELENCO DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI

LAVORATORI

1. Lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m 1,5 o di caduta dall’alto da altezza superiore a m 2, se particolarmente aggravati dalla natura dell’attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell’opera.

Risposta

Io farei riferimento alle linee guida ISPESL ex D. Lgs 494/96 che recitano

Rischio di seppellimento o sprofondamento a profondità superiore a m 1,5

Premesso che esiste sempre l’obbligo di allestimento delle misure preventive antiseppellimento (armatura degli scavi, ecc.) in tutti i casi di possibile franamento di fronti di altezza superiore a m 1,5, ai sensi dell’allegato II punto 1, appare ragionevole considerare fra i rischi “particolarmente aggravati” quantomeno le seguenti situazioni di lavoro:

[ escavazioni di trincee sviluppate in lunghezza per fondamenta, deposizione di tubazioni e canalizzazioni e simili, escludendo il caso della singola escavazione in posizione unica;

[ escavazioni su fronti aperti, se non rientranti nei casi di esclusione di cui all’art. 1, comma 3;

[ escavazioni su aree urbanizzate, per il rischio rappresentato dalla presenza di tubazioni, linee elettriche ed altre opere;

[ presenza di traffico pesante;

[ escavazioni dei cunicoli:

[ escavazioni con presenza di acqua o gas.

• Rischio di caduta dall’alto da altezza superiore a m 2

Premesso che qualunque circostanza di lavoro ad altezza superiore a m 2 richiede sempre l’allestimento dei dispositivi di protezione collettiva normalmente costituiti da parapetti anticaduta o, nel caso non ne sia possibile l’installazione, l’uso della cintura di sicurezza, ai sensi dell’allegato II, punto 1, appare ragionevole considerare fra i rischi “particolarmente aggravati” quantomeno le seguenti situazioni di lavoro:

[ le attività che comportano rischi incrociati o multipli, come ad esempio il lavoro su ponteggi in caso di demolizioni, oppure lavori in altezza sotto il raggio d’azione della gru;

[ lavori sui tetti;

[ lavori in altezza su strutture non portanti;

[ lavori in altezza in condizioni meteorologiche o climatiche disagiate;

[ lavori effettuati di notte;

[ lavori che comportano l’allestimento o l’uso di ponteggi di grandi dimensioni, prendendo come riferimento almeno la facciata completa di un edificio;

[ lavori con uso ripetitivo o continuativo della cintura di sicurezza;

[ lavori con uso ripetitivo o continuativo del trabattello, di ponte sviluppabile o simili.

Pertanto , se non ricorrono tali condizioni, io non riterrei i rischi aggravati.

Domanda n° 243

Buon giorno, vorrei porle una domanda, su un cantiere privato di ristrutturazione di una facciata, con un importo complessivo di 33.000,00 ?, con una sola impresa, con rischio implacatura di mt12,0. Bisogna nominare il coordinatore in fase di esecuzione? e fare la notifica preliminare? e cos'altro?

Risposta

L'obbligo della nomina del coordinatore non corre se lavora e lavorerà fino alla fine una sola e medesima impresa. Se i lavori non superano i 200 uu/g non c'è obbligo di notifica. Il committente potrebbe comunque nominare un responsabile dei lavori con delega totale per evitare proprie responsabilità

Domanda n° 242

Egregio Ingegnere,

vorrei sapere la durata e la periodicità del corso per utilizzo in sicurezza di piattaforme elevatrici elettriche (mi riferisco a piattaforme verticali elettriche che servono per fare lavori in quota,su di queste sale un operatore che attraverso un "joystic" lacomanda.);

ed inoltre un ingegnere che intende fare il Rspp esterno deve seguire i vecchi moduli A, B di settore e C o basta il solo modulo C?

Risposta

1) Trattasi di ponte mobile sviluppabile. Occorre senz'altro formazione e addestramento per tale mansione ma ore, contenuti e docenti sono, allo stato, soggetti alla discrezionalità del datore di lavoro in quanto non vi sono linee guida di riferimento.

2) un ingegnere che intende fare il Rspp esterno deve seguire i vecchi moduli A, B di settore e C o basta il solo modulo C: basta solo il modulo C e successivi aggiornamenti quinquennali

Domanda n° 241

Egregio e gentilissimo Prof. Mannelli,

ritorno da lei per un quesito, forse banale, ma che mi ha innescato un dubbio:

un collega che non ha effettuato l'aggiornamento della sicurezza, seguendo il corso di 8 ore annuali, può comunque assolvere ad incarichi di coordinatore per la sicurezza? Incorre in multe o penali di altro genere? Può assolvere ad incarichi pubblici?

Le rinnovo i miei ringraziamenti per la sua gentilezza, disponibilità e chiarezza.

Risposta

Il conteggio dell''aggiornamento, la cui deficienza potrebbe comportare la decadenza dell'abilitazione ala funzone di coordinatore, deve essere fatto su base quinquennale e non annuale. Cioè in cinque ani occorre avere fatto 40 ore di aggiornamento. Il frazionamento in più periodi risponde ad esigenze di razionalità ed efficacia.

Domanda n° 240

C'è una piccola impresa familiare che lavora legno e derivati, per la produzione di porte, pannelli, etc... che stà rinnovando il parco macchine.

Devono acquistare gli aspiratori da installare nei locali e mi chiedevano se erano a norma anche quegli aspiratori che "non sono certificati secondo la dir. ATEX"....

Sono o non sono a norma per il tipo di azienda che deve utilizzarli?!?

Risposta

La produzione di porte e pannelli comporta la produzione di segatura che forma miscela esplosiva. Per tali attività occorre fare la valutazione ATEX per individuare in quali zone è necessario installare apparrecchi ATEX. Se gli aspiratori devono essere installati in ambiente saturo di segatura non c'è dubbio che debbano essere ATEX.

Domanda n° 239

In una falegnameria con il solo titolare come lavoratore inizia a lavorare ,in un'altra ala, un altro artigiano non dipendente del falegname titolare del laboratorio, ma iscritto pe conto suo, con sua p.iva ecc. In realtà lavorano insieme solo fiscalmente sono due artigiani con propria partita IVA ecc. Cosa è necessario fare ai sensi del dlg 81/08?

Risposta

Se l'attività svolta è svolta in maniera effettivamente "autonoma" l'unico obbligo è quello di utilizzare DPI e attrezzature marcate CE o conformi all'allegato V del titolo III TU.

Domanda n° 238

Egregio ingegnere

Attualmente ricopro il ruolo di RSPP di una scuola pubblica dove si terrà ( nella palestra ) uno spettacolo teatrale aperto anche al pubblico esterno.

La scuola è dotata di DVR, Piano di emergenza ed evacuazione e quant'altro previsto dal D.Lgs 81/08.

Quale misure aggiuntive devo predisporre per questo evento ?

Risposta

Il rischio da valutare certamente è il rischio incendio dovuto al maggior carico di incendio e al numero delle persone presenti secondo quanto previsto dal DM 10/3/98. (numero estintori, vie di fuga ecc.) Potrebbe essere necessario valutare il rischio elettrico e il rischio architettonico (possibilità di cadute o di ricevere oggetti in testa). Infine occorre aggiornare il PEI se non è prevista nello stesso tale attività

Domanda n° 237

Essendo in possesso di Laurea triennale in Ingegneria Civile Ambientale (classe di Laurea L7) posso svolgere, senza aver seguito alcun corso specifico di formazione, il ruolo di ASPP?

Risposta

Si

Domanda n° 236

Gentile Prof. Mannelli,

avrei bisogno di un suo suggerimento in merito alla seguente questione, riguardante l'allegato XI (Rischi particolari):

nel caso di lavori privati, da effettuare mediante DIA, di entità inferiore a 200 UU.GG. e con una sola impresa, nel caso si debbano installare ponteggi per un altezza massima di 13 mt - come si interpreta la "presenza di rischi PARTICOLARMENTE AGGRAVATI dalla natura dell'attività....ecc" come recita l'allegato in oggetto? Il solo fatto che il ponteggio sia di altezza superiore a 2 mt, è da considerare come rischio "particolarmente aggravato"? Quindi: che precauzioni deve prendere il R.L. in tal caso?

Risposta

Per la definizione di rischi particolarmente aggravati farei riferimento alle linee guida ISPESL, anche se riferite al D. lgs. 494/96.

Però nel caso in esame riterrei più prudente non fare differenziazioni come RL ed applicherei direttamente l'allegato XVII.

Estratto da linee guida ISPESL

Rischio di seppellimento o sprofondamento a profondità superiore a m 1,5

Premesso che esiste sempre l’obbligo di allestimento delle misure preventive antiseppellimento (armatura degli scavi, ecc.) in tutti i casi di possibile franamento di fronti di altezza superiore a m 1,5, ai sensi dell’allegato II punto 1, appare ragionevole considerare fra i rischi “particolarmente aggravati” quantomeno le seguenti situazioni di lavoro:

[ escavazioni di trincee sviluppate in lunghezza per fondamenta, deposizione di tubazioni e canalizzazioni e simili, escludendo il caso della singola escavazione in posizione unica;

[ escavazioni su fronti aperti, se non rientranti nei casi di esclusione di cui all’art. 1, comma 3;

[ escavazioni su aree urbanizzate, per il rischio rappresentato dalla presenza di tubazioni, linee elettriche ed altre opere;

[ presenza di traffico pesante;

[ escavazioni dei cunicoli:

[ escavazioni con presenza di acqua o gas.

• Rischio di caduta dall’alto da altezza superiore a m 2

Premesso che qualunque circostanza di lavoro ad altezza superiore a m 2 richiede sempre l’allestimento dei dispositivi di protezione collettiva normalmente costituiti da parapetti anticaduta o, nel caso non ne sia possibile l’installazione, l’uso della cintura di sicurezza, ai sensi dell’allegato II, punto 1, appare ragionevole considerare fra i rischi “particolarmente aggravati” quantomeno le seguenti situazioni di lavoro:

[ le attività che comportano rischi incrociati o multipli, come ad esempio il lavoro su ponteggi in caso di demolizioni, oppure lavori in altezza sotto il raggio d’azione della gru;

[ lavori sui tetti;

[ lavori in altezza su strutture non portanti;

[ lavori in altezza in condizioni meteorologiche o climatiche disagiate;

[ lavori effettuati di notte;

[ lavori che comportano l’allestimento o l’uso di ponteggi di grandi dimensioni, prendendo come riferimento almeno la facciata completa di un edificio;

[ lavori con uso ripetitivo o continuativo della cintura di sicurezza;

[ lavori con uso ripetitivo o continuativo del trabattello, di ponte sviluppabile o simili.

Domanda n° 235

Egregio Ingegnere vorrei porLE il seguente quesito:

"Il caso è quello di un datore di lavoro che ha invalidità al 100% e sua figlia ha la nomina in procura generale notificata al notaio. Ai fini del ruolo RSPP la figlia può fare il corso ridotto per i datori di lavoro o deve fare anche il modulo B e C.

Risposta

La domanda ha in sé una contraddizione involontaria: se diciamo che il padre è datore di lavoro , la figlia naturalmente non può essere RSPP di 16 ore. Occorre quindi verificare cosa è questa "procura generale", quali gli effetti giuridici, quali il contenuto. Se la procura generale ha fatto la figlia datore di lavoro, il padre purtroppo è solo un invalido al 100%. Se la procura generale è limitata, il padre continua ad essere datore di lavoro e poiché è invalido al 100% non può fare il RSPP e lo fa la figlia facendo i tre moduli se non è ingegnere o architetto o tecnico della prevenzione.

Domanda n° 234

Egregio e gentilissimo prof. Mannelli le pongo due quesiti che mi creano dubbi:

1) Il cronoprogramma è documento che fa parte anche del P.O.S. o solo del P.S.C. ? (ho redatto un POS per una impresa, ed il coordinatore per l'esecuzione mi ha chiesto di redigere il cronoprogramma, è una giusta richiesta?) l'impresa sul cantiere è unica, ed il lavoro è pubblico.

2) la notifica preliminare, va sempre fatta? (in un cantiere privato, con lavori di manutenzione straordinaria con DIA, con unica impresa, va comunquefatta la notifica preliminare?).

Risposta

1) Il cronoprogramma deve essere redatto dal Coordinatore come strumento di analisi del rischio o dal direttore dei lavori pubblici come strumento di contabilità. Il coordinatore che chiede il cronoprogramma all'impresa è della serie "la realtà supera la fantasia". Ma l'impresa ha ricevuto il PSC? C'èra il cronoprogramma nel PSC? O meglio: c'era il PSC??????? O perchè c'è una sola impresa c'è il coordinatore ma non c'è il piano di sicurezza e coordinamento e ci “si arrangia a chiedere” all’impresa il PSS chiamandolo PSC? E poi il direttore dei lavori ha fatto il cronoprogramma dei lavori e tiene la contabilità? o è l'impresa che decide cosa e quando fare? ma il cantiere è in Italia?............

2) la notifica va fatta per cantieri con due imprese o con una sola impresa e lavori > 200 u/g. (sul sito c’è un'utile tabella da stampare e tenere sempre a portata di mano)

Domanda n° 233

In un'azienda agricola deve essere realizzato un capannone per ricovero foraggio l'impresa esecutrice è unica, il capannone è realizzato mediante montaggio di pilastri e travi in acciaio prefabbricato l'altezza al colmo del tetto è di circa mt 5,5 vorrei sapere se si deve redigere il PSC o basta solo il POS e se è obbligatorio il DUVRI

Risposta

Se l'impresa esecutrice è una sola non è obbligatorio il PSC . Il POS è obbligatorio. Se l'azienda ha dei lavoratori al contratto di appalto deve essere allegato il DUVRI

Domanda n° 232

Salve, è obbligatorio l'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche in cantiere senza ponteggi ma con lavori in quota mediante funi fatti da rocciatori con idonea imbragatura nel caso specifico di lavori di stesa reti di acciaio su versanti rocciosi e realizzazione chiodature?

Risposta

L''obbligo della protezione dalle scariche atmosferiche discende dall' Articolo 84 - Protezioni dai fulmini

1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini realizzati secondo le norme tecniche.

Per verificare la necessità di tale protezione occorre valutare se , nella zona in cui si lavora, si realizzano depositi metallici (reti da mettere in opera) tali da aumentare la probabilità di fulminazione. In caso di caduta di un fulmine potrebbero crearsi scariche a terra laterali esiziali per chi si trovasse nella traiettoria.

Se sono previsti depositi di masse metalliche occorre quindi procedere al calcolo di aurotezione secondo le norme CEI.

In casi estremi è lo stesso lavoratore , anche in assenza di particolari masse metalliche, ad attirare il fulmine. Sono fortunatamente casi eccezionali che possono avvenire anche a ciel sereno ma più spesso in presenza di maltempo.

Ovviamente, se il calcolo facesse ritenere necessaria una protezione specifica , tale protezione andrebbe realizzata in modo da intercettare in quota il fulmine diminuendo la possibilità che colpisca la rete, alla quale potrebbero essere collegati i lavoratori.

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Domanda n° 231

1) se l'affidataria di un lavoro pubblico predispone PSC per l'affidamento dei lavori di costruzione del campo base ad altra impresa, deve redigere anche la stima analitica dei costi della sicurezza?

2) se l'energia elettrica è prodotta da un piccolo generatore, il wc è di tipo chimico e le dotazioni idriche sono assicurate da una botte, è indispensabile indicare tali apprestamenti nel layout di cantiere?

Risposta

1) non comprendo. L'affidataria di un lavoro pubblico non è committente nè coordinatore, come fa a redigere il PSC?

2) Si, Nel layout di cantiere devono essere indicate le postazioni di tutte le attrezzature per non lasciare l'installazione alla improvvisazione

Domanda n° 230

DUVRI

Per i viaggi di istruzione superiori a 2 giorni, è sufficiente la dichiarazione di responsabilità dell'Agenzia Viaggi?

Se no, cosa bisogna richiedere?

Risposta

Nel caso di gite scolastiche non si può applicare il DUVRI perchè non si tratta di fornitura di beni e sevizi all'interno della scuola ma di un servizio reso al di fuori delle strutture scolastiche.

In aggiunta a quanto previsto da eventuali regolamenti del Ministero Pubblica Istruzione, che non so se esistono, l'organizzazione di attività anche ludiche alle quali devono partecipare studenti affidati, in servizio pubblico, alla struttura scolastica deve essere fatta con la prudenza e la diligenza del "buon padre di famiglia". Cioè in caso di eventi avversi il responsabile (l'organizzatore, l'accompagnatore) devono potere dimostrare di non avere avuto un comportamento imprudente o negligente o orientato al puro risparmio senza tenere conto della qualità ma di avere curato gli studenti come un "buon padre di famiglia" cura i figli.

Domanda n° 229

Gentilissimo ing. Mannelli le pongo un quesito riguardante la mantovana dei ponteggi. E’ vero che se la proiezione a terra della mantovana è inferiore a 1.50 m. deve essere installata una mantovana ogni 12 metri di sviluppo lineare in altezza del ponteggio? Quale è il riferimento normativo che impone tale prescrizione?

Inoltre si vuole far notare che alcune autorizzazioni ministeriali non rispettano tale prescrizione. Son fuori norma?

Risposta

Effettivamente le idee sono poche e ben confuse.

Da un punto di vista giuridico vale quanto disposto dal D. Lgs. 81/08, che però costituisce un requisito minimo.

Articolo 129 - Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio

3. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve essere sistemato, all'altezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcato di sicurezza (mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall'alto. Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio, qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con la segregazione dell'area sottostante.

Il decreto quindi non dice come deve essere la mantovana e quante devono essere. Facendo invece un'analisi del rischio dobbiamo fare riferimento a norme di buona tecnica. Possiamo quindi fare riferimento o a quanto indicato sul sito ISPESL o alla circolare del Min. Lav. 44/90 o alla SUVA.

Se alla base del ponteggio è previsto il transito di persone e/o di mezzi è necessario installare mantovane lungo la facciata esterna che trattengano

materiali e oggetti caduti accidentalmente. La prima mantovana deve essere montata all’altezza di circa 4 metri da terra, raccordata ad un impalcato e deve essere ripetuta ad intervalli di 12 metri. Se invece la mantovana ha proiezione orizzontale di almeno 1,5 metri, ne è sufficiente una sola, a quattro metri di quota, per qualsiasi altezza del ponteggio

http://www.ispesl.it/BuonePratiche/Edilizia_Abitativa/index.pdf

É la stessa cosa che troviamo scritto nella circolare 44/90 del 15 maggio 1990 del Ministero del lavoro e alle raccomandazioni SUVA. https://wwwsapp1.suva.ch/sap/public/bc/its/mimes/zwaswo/99/pdf/44077_01_i.pdf

circolare 44/90 del 15 maggio 1990 1.3.4. Protezioni contro la caduta di materiali

Le protezioni contro la caduta di materiali costituite da tavole parasassi devono essere raccordate a un normale impalcato, avere inclinazione non minore di 30 gradi rispetto all'orizzontale e proiezione orizzontale minima di:

1,20 m dal filo dell'impalcato dei ponti di servizio, per altezza di caduta dei materiali non superiore a 12 m, ovvero:

1,50 m dal filo dell'impalcato dei ponti di servizio, per qualsiasi altezza di caduta dei materiali.

Domanda n° 228

per un cantiere privato soggetto a DIA, con una sola impresa, importo lavori 25000 euro; occorre:

nomina coordinatori in fase di progettazione e di esecuzione?

occorre la notifica preliminare?

occorre il PSC?

altro?

Risposta

per un cantiere privato soggetto a DIA, con una sola impresa, importo lavori 25000 euro; occorre:

nomina coordinatori in fase di progettazione e di esecuzione? NO

occorre la notifica preliminare?NO

occorre il PSC?NO

altro?POS

Domanda n° 227

Uno stabilimento balneare che assume stagionalmente è soggetto al Dlgs 81/08 e s.m.i.?

Risposta

Si. Il personale, se assunto con contratto a termine, si computa come disposto dall'art. 4 comma 3

3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, (relativo alle attività agricole ndr)nell’ambito delle attività stagionali definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modificazioni, nonché di quelle individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative, il personale in forza si computa a prescindere dalla durata del contratto e dall’orario di lavoro effettuato

Domanda n° 226

Gradirei conoscere l'iter per poter eseguire un abbassamento della pressione di bollo ad un recipiente a pressione ante PED.

Risposta

In sede CTI si discute se l'abbassamento della pressione di bollo si configura come una modifica. Io sarei contrario a considerarla una modifica in quanto , dovendo la modifica essere certificata CE, si scoraggia l'utente ad abbassare la pressione di bollo a svantaggio della sicurezza. Si obietta però che l'abbassamento della pressione di bollo è di solito conseguente ad una anomalia dell'apparecchio che sicuramente comporta comunque una nuova analisi di rischio. Purtroppo si fa a volte confusione tra problemi tecnici (l'analisi di rischio è sempre dovuta) a problemi procedurali (la certificazione CE è difficoltosa e costosa ).

Conclusione: in attesa della normativa CTI, se la ASL vuole può autorizzare l'abbassamento del bollo direttamente, se non vuole fa intervenire l'ISPESL. se l'ISPESL lo vuole fa l'abbassamento della pressione di bollo altrimenti occorre chiedere ad un organismo notificato.

Domanda n° 225

Egregio Ingegnere, in una P.A. tre Dirigenti sono stati nominati con Delibera di Giunta datori di lavoro ai sensi del D.Lgs 81/2008. Tutto ciò è possibile?

Risposta

Nella pubblica amministrazione tutto è possibile......................... tanto paga il contribuente.

Domanda n° 224

Il CSE di un lavoro privato in caso che il D.L. si dimetta e venga sospeso anche il permesso a costruire è sempre responsabile dei lavori? e se si che comunicazioni deve inoltrare al Committente?

Risposta

Se il direttore dei lavori si è dimesso, i lavori sono stati sospesi, la ditta esecutrice è fuggita il CSE è sempre responsabile dei lavori? No, il CSE non è responsabile dei lavori , il CSE è responsabile della sicurezza del cantiere. Fintanto che il cantiere esiste il CSE è responsabile di esso. Deve cioè sempre assicurare che esistano le misure idonee a che nessun rischio entri nel cantiere, nessun rischio esca dal cantiere, nessun rischio offenda i lavoratori (e gli ospiti) nel cantiere. Quindi o impone al committente una guardiania ad un cantiere in sospeso o dà le lettere di dimissioni, con riseva di riassumere l'incarico quando i lavori riprenderanno.

Domanda n° 223

Cortesemente vorrei sapere se i contatori di GAS destinati alla misurazione del consumo GPL per utilizzi domestici siano soggetti alla Marcatura CE. Sul contatore non vi è apposta nessuna etichetta CE. Il contatore E' accompagnato da un foglietto di istruzione di utilizzo .

Risposta

I contatori gas devono essere marcati CE. La normativa di riferimento è quella citata qui di seguito.

Contatori del gas

D.M. del 17 marzo 1970 n. 346500 sulle modalit à di prova dei misuratori di gas.

Direttiva del Consiglio CEE n. 71/318 del 26 luglio 1971 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relativa ai contatori di volume di gas.

Direttiva della Commissione CEE n. 74/331 del 12 giugno 1974 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relativa ai contatori di volume di gas.

Direttiva della Commissione CEE n. 74/331 del 12 giugno 1974 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relativa ai contatori di volume di gas.

Direttiva della Commissione CEE n. 78/365 del 31 marzo 1978 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relativa ai contatori di volume di gas.

D.P.R. del 23 agosto 1982, n. 857, di attuazione delle direttive n. 74/33, n. 74/331 e n. 78/365 relative ai contatori di volume di gas.

Direttiva della Commissione (CEE) n. 82/623 che reca terzo adeguamento al progresso tecnico della direttiva del Consiglio (CEE) n.71/318, e sue successive modificazioni, relativa ai contatori di volume di gas.

Decreto del Ministro dell'industria del 9 settembre 1983 di attuazione della direttiva 82/623 della commissione (CEE).

D.Lgs. 2 Febbraio 2007, N° 22 “Attivazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di misura”.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 64 del 17-03-2007 Suppl. ordinario n° 73/L è entrato in vigore il 18 Marzo 2007.

Gazzetta Ufficiale n. 272 del 21 novembre 2009Ministero dello Sviluppo Economico Modalita' di individuazione dell'anno di applicazione dei bolli metrici e delle marcature CE sui misuratori di gas con portata massima fino a 10m3/h, in attuazione dell'articolo 30, comma 24, della legge 23 luglio 2009, n. 99. (09A13574) Decreto del 09.12.2009

Domanda n° 222

Egregio Ing. Mannelli,

un mio cliente si è rivolto alla cassa edile per il corso di 16 ore rivolto all'operaio che per la prima volta si affaccia nel settore edile e come risposta gli hanno detto che al momento non ci sono corsi e forse nella città vicina si organizzerà in futuro.... Mi chiedo se il datore di lavoro può provvedere a formare l'operaio attraverso un' associazione di imprese che in collaborazione di un sindacato organizzi un corso di sedici ore rivolto ad operai edili? Oppure in un momento di crisi le assunzioni devono essere bloccate in attesa che le casse edili raggiungano le adesioni congrue per un profitto congruo?

Risposta

Trattandosi di materia penale occorre avere documenti certi, ostensibili in tribunale, prima di potere assumere decisioni alternative. Occorre cioè attivare per iscritto la procedura prevista anche perchè sul sito 16ore sono regolarmente previsti i corsi nella città interessata . Consiglio quindi di visitare il sito http://www.16ore.it/ ed eventualmente porre quesito al telefono verde ivi previsto se la procedura scritta non avesse buon fine.

Domanda n° 221

Egregio Ingegnere,

vorrei chiederLE se la messa a terra di una tettoia metallica a copertura di cisterna di carburante deve avere una dichiarazione di conformità da parte dell'installatore o può anche rimediare un libero professionista.

Risposta

La materia è regolamentata dal D.M. 22-1-2008 n. 37Ministero dello sviluppo economico “Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.”Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 marzo 2008, n. 61.

Solo per gli impianti eseguiti prima dell'entrata in vigore del decreto la dichiarazione dell'installatore può essere sostituita - da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all'albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti, per i quali non è obbligatorio il progetto a fitrma di un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste , da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di

un'impresa abilitata , operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione

Domanda n° 220

Egregio Ingegnere,

vorrei sapere con che periodicità è necessario fare il corso di aggiornamento per operatore Pes-Pav ?

Risposta

Direi una volta all'anno ma più che come aggiornamento come verifica per riesaminare se è il caso di mantenere l'autorizzazione al lavoro sotto tensione. La norma CEI 11.48 dispone infatti quanto segue.

Riesame dell’autorizzazione ai lavori sotto tensione

 Quando le regole o la pratica richiedono l’autorizzazione ai lavori sotto tensione, la sua validità dovrebbe essere riesaminata nei seguenti casi:

1. trasferimento di personale ad altra sede di lavoro o ad altra unità;

2. cambiamento di mansioni;

3. interruzione dell’attività lavorativa per un lungo periodo di tempo;

4. restrizioni mediche;

5. dichiarata non osservanza delle regole preposte alle operazioni o inadattabilità alle stesse;

6. rilevanti modifiche agli impianti (cambiamenti alle apparecchiature od alle strutture);

7. cambiamento dei metodi di lavoro o di manutenzione.

 È buona regola riesaminare tali autorizzazioni su base annuale.

Domanda n° 219

Egregio Ing. Mannelli vorrei porLE i seguenti quesiti:

-la durata dei corsi per PES e PAV circa i lavori elettrici deve essere la stessa e di quante ore?

-l'attività formativa per PES e PAV può essere fatta da un'associazione di imprese o è il caso che venga fatta da un ente di formazione accreditato?

-tutti i RLS sono tenuti nel 2010 a seguire il corso di aggiornamento di 4 ore ?

-esistono semplificazioni per i lavoratori giornalieri o in generale stagionali che lavorano in campo agricolo per quanto riguarda le visite mediche? O sono tutti tenuti ad essere sotosti a sorveglianza sanitaria?

Risposta

La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico del RLS , la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori. Pertanto, solo sotto i 15 dipendenti non si sa quanto è l'orario minimo di aggiornamento e, pertanto, si può attendere.

In agricoltura i datori di lavoro dovrebbero organizzarsi per la sorveglianza sanitaria ai fini di minimizzare i costi o dovrebbero fare istanza al ministero del Lavoro per definire procedure semplificate . Allo stato attuale non esistono semplificazioni e pertanto, anche per lavori di breve durata, occorre la sorveglianza sanitaria ex novo.

Per quanto riguarda la formazione PES e PAV è auspicabile che tale formazione sia eseguita da qualche tecnico meno "ignorante" dei lavoratori da formare. L'attestato di PES e PAV lo deve infatti rilasciare il datore di lavoro e non chi fa il corso. Per quanto riguarda le ore e i contenuti e le norme cui fare riferimento allego il corso ISPESL-CEI.

Domanda n° 218

Egregio Ing. Mannelli,

quali adempimenti amministrativi è necessario fare per le cisterne di gasolio nelle cave e nelle aziende agricole.

E quando si ha l'obbligo del CPI ? E qual è il decreto a cui deve rispondere la cisterna perché sia a norma?

La confusione deriva dal fatto se la cisterna con "la pompa" che alimenta il trattore agricolo o la macchina industriale nella cava è da considerarsi impianto di distribuzione o no?

Risposta

Gli impianti fissi di distribuzione stradale di carburanti, pubblici o privati, sono assoggettati all'obbligo di ottenimento del certificato di prevenzione incendi in quanto ricompresi nella voce n. 18 dell'elenco allegato al D.M. 16 febbraio 1982 (che individua le attività a maggior rischio di incendio),

indipendentemente dalla capacità geometrica dei serbatoi. Tali serbatoi devono essere interrati.

Ciò premesso, nel 1990 fu deciso di disciplinare in maniera organica il settore relativo al rifornimento con carburanti di categoria C (ossia gasolio), delle macchine e degli automezzi in uso esclusivamente presso aziende agricole, cave per estrazione di materiali e cantieri stradali, ferroviari ed edili, emanando un apposito decreto (D.M. 19 marzo 1990) )(Gaz. Uff. 76 del 27/03/1990.

Tali contenitori-distributori presso cave e cantieri, in quanto mobili e provvisori, non sono soggetti all'obbligo del certificato di prevenzione incendi.

Per il deposito di carburante (gasolio destinato esclusivamente al rifornimento dei mezzi agricoli e per quantitativi inferiori a 9 m serbatoi mobili, purché di tipo omologato dal Ministero dell’Interno, con caratteristiche costruttive e di installazione rispondenti ai Decreti del Ministero degli

Interni del 19/03/90 e 12/09/03. Questi serbatoi possono essere installati solo in luoghi a cielo aperto e rispettando una distanza di sicurezza di almeno 5 m. Tale distanza diventa di 10 m nei confronti di fabbricati destinati a civile abitazione o depositi di materiali combustibili e/o comburenti soggetti a CPI (in quanto compresi nell’elenco di cui al DM 16/02/82).

In ogni caso intorno al serbatoio deve esserci un’area di almeno 3 m completamente sgombra.

Le aree di deposito devono essere opportunamente dislocate nell’area aziendale al fine di evitare urti accidentali da parte di mezzi in transito o in manovra oppure dotate di protezioni idonee a tale scopo.

Domanda n° 217

Egregio Ingegnere, per l'uso del carrello elevatore è necessario avere un patentino?

Risposta

Non esiste ancora un patentino per i carrelli elevatori. sicuramente occorre però fare un corso di formazione ed addestramento essendo un'attrezzatura particolarmente pericolosa. Durata, tempi e docenti li decide il datore di lavoro

Domanda n° 216

Gent. mo Ing. Mannelli,

in un cantiere edile non ancora chiuso dove lavorano altre imprese, tra cui quella affidataria, il datore di lavoro di quest'ultima deve fare quanto previsto dall'art. 97 del D. Lgs. 81/08 e smi(in particolare la verifica dell'idoneità tecnico professionale) anche nei confronti di un'impresa che deve operare nel cantiere e che ha un contratto di lavoro stipulato direttamente con il committente?

Risposta

No, le imprese affidatarie non sono possono essere responsabili delle altre imprese affidatarie. Delle imprese affidatarie sono responsabili unicamente il committente, il responsabile dei lavori e il CSE.

Domanda n° 215

Un Comune ha 3 dirigenti,il sindaco può nominarne uno datore di lavoro o ognuno dei tre è datore di lavoro per il proprio settore? la precedente nomina quale datore di lavoro risale al 1997, mai più aggiornata, è ancora valida o va ribadita? uno dei tre dirigenti ha svolto la formazione come rspp, il comune ha più di 30 dipendenti, può svolgere quindi il ruolo di RSPP in uno con quello di datore di lavoro?

Risposta

Il Sindaco, tramite le procedure previste (delibera propria, di giunta, ecc.) può fare ciò che più ritiene opportuno per la buona gestione. La nomina deve essere fatta " tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e (il nominato deve essere) dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa". Quindi può anche andare bene un solo datore di lavoro, soluzione più economica e funzionale, dando però contenuto di potere alla nomina. Se ha i requisiti citati, la nomina del 1997 è valida altrimenti occorre rifarla.Già nominare un dipendente comunale datore di lavoro credo sia difficoltoso, se poi si pretende che faccia anche il RSPP, cioè che faccia tutto da solo mi sembra eccessivo. Comunque nulla osta che il dirigente datore di lavoro faccia da RSPP ( il limte è 200 dipendenti) conseguendo un attestato di formazione di 16 ore o avendo i moduli A-B8-C.

Domanda n° 214

Gent.mo ing. Mannelli,

occupandomi di istruttoria di perizie di lavori pubblici, noto che tra gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso i progettisti inseriscono anche caschi, scarpe, guanti e segnaletica di cantiere.

Le chiedo se ciò è corretto.

Risposta

Non so a che scopo i progettisti ( che intendiamo per progettisti, i CSP o i progettisti esecutivi o altri?) facciano ciò . Posso solo confermare che i costi per la sicurezza, da inserire nel PSC, sono solo quelli rinvenienti dai DPI, dalle procedure, dagli apprestamenti che il CSP prevede per combattere rischi interferenizali e non devono coincidere con quelli dei rischi specifici propri dell'impresa . tali costi sono bene precisati comunque nell'allegato XV

4.1. - Stima dei costi della sicurezza

4.1.1. Ove é prevista la redazione del PSC ai sensi del Titolo IV, Capo I, del presente decreto, nei costi della sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi:

a) degli apprestamenti previsti nel PSC;

b) delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti;

c) degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi;

d) dei mezzi e servizi di protezione collettiva;

e) delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza;

f) degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti;

g) delle misure di coordinamento relative all'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.

Naturalemente però anche gli altri costi della sicurezza, quelli propri dell'impresa, non sono soggetti a ribasso ma questo è un compito delle stazioni appaltanti che devono seguire in proposito le deliberazioni della competente autorità per gli appalti pubblici che ne affida l'evidenzazione alle imprese concorrenti

Domanda n° 213

Gentile Ing. Mannelli,

mi interesserebbe sapere se per ricoprire il ruolo di addetto alla sicurezza, con la laurea in Ingegneria Biomedica (Classe 26/S), occorre seguire il relativo corso.

Risposta

D. Lgs. 81/08 Articolo 32 - Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni

5. Coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23 e della laurea magistrale LM26, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O alla G.U. n. 155 del 6 luglio 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel S.O alla G.U. n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero nella classe 4 di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 2 aprile 2001, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 128 del 5 giugno 2001, ovvero di altre lauree e lauree magistrali riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, su parere conforme del Consiglio universitario nazionale ai sensi della normativa vigente, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2, primo periodo (.un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative per ASPP) Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Il Diploma di laurea in ingegneria biomedica è equivalente alla laurea in ingegneria biomedica che fa parte della classe L8 o L9 a seconda dell'indirizzo scelto in quanto ambedue fanno accedere alla stessa laurea quinquennale. Comunque il parere dato dal CUN in data 8 ottobre 2008 e fatto proprio dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha detto a tutti gli ingegneri e architetti "sed todos caballeros" e, io aggiungerei, “proteger a los trabajadores y la fortuna”.

Conclusione: lei è già ASPP e può svolgere funzioni di RSPP conseguendo l'attestato del corso Modulo C.

Domanda n° 212

Un lavoratore autonomo che ha un camion e un escavatore e che solo in pochi casi effettua lavorazioni in contemporaneo con altre ditte ,deve effettuare il POS solo in caso di lavorazioni interferenti,o anche se lavora da solo quando effettua lavorazioni pericolose per lui stesso? o deve fare dichiarazioni al CSE che ha preso visione del PSC ecc.?

Risposta

il lavoratore autonomo , se è lavoratore autonomo, non deve fare il POS ma deve utilizzare i DPI , utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al titolo III, esporre tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le sue generalità , adeguarsi alle indicazioni fornite dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

Domanda n° 211

In un panificio in cui lavorano il datore di lavoro, la moglie come coaudiuvante e una lavoratrice part-time e necessario nominare il RLS?

se si il ruolo di RLS può essere ricoperto dalla coaudiuvante?

Risposta

La nomina del RLS non è mai necessaria. La mancata nomina può solo in futuro comportare un pagamento all'INAIL del corrispettivo di 2 ore di lavoro all'anno per ogni dipendente e la nomina da parte dell'Organismo Paritetico di un rappresentante dei lavoratori territoriale. Se tale ipotesi remota si avverasse si farà sempre in tempo a far eleggere il RLS.

Naturalmente se la lavoratrice part time decide di eleggersi RLS in tal caso occorre farle fare un corso di 32 ore ed un aggiornamento annuo di 4 ore e mandare il nominativo all'INAIL.. Il corso deve essere fatto in orario di sevizio e quindi retribuito.

Domanda n° 210

Gentile ing, ho avuto incarico pubblico di direzione lavori e coordinamento sicurezza in RTP. Io sono formalmente il CSE, ma il DL sostituisce le mie comunicazioni all'impresa con suoi ordini di servizio, decidendo cosa confermare e cosa no di quanto richiedo io. Come fare a convincere il DL a non intromettersi?Lui sostiene che in RTP tutto deve essere firmato dal DL. Non voglio dimettermi. Che posso fare?

Risposta

Quanto asserito dal DL è semplicemente assurdo. In galera andrà lei non lui. Emetta direttamente comunicazioni all'impresa come coordinatore e non stia a sentire il duce, pardon il capogruppo.

Domanda n° 209

Devo fare oggi il DVR e DUVRI ditta già esistente dal 2000 chiarimenti:

-che data certa devo mettere in tali documenti, se il datore di lavoro fa l'RSPP il DVR lo firma lui sia come datore di lavoro che come RSPP ?

- e se faccio l'autocertificazione essendo una ditta con meno di dieci dipendenti la data deve essere certa e che data mettere ?

- se i dipendenti si rifiutano di fare l'RLS sul DVR e DUVRI la firma è solo del datore di lavoro ?.

Risposta

Sul DVR (o sull'autocertificazione) occorre mettere una data certa più presto possibile. La sanzione scatta se all'atto della ispezione il DVR (o l'autocertificazione) è privo di data certa. Se manca l'RLS la data certa deve essere apposta mediante timbro postale (altrimenti occorre far ricorso al RLST). Il DVR deve essere firmata assolutamente dal datore di lavoro e dal RLS, se c'è. La firma del RSPP è facoltativa . Nessuna sanzione è prevista se manca il RLS . Il DUVRI deve avere la data del contratto cui si riferisce.

Domanda n° 208

Ho avuto un sopraluogo da parte di ispettorato . del lavoro i quali hanno verbalizzato che una fase lavorativa veniva eseguita da una ditta subappaltatrice (per un importo inferiore a € 20.000), la quale ancora non era stata autorizzata al subappaltare. dal committente , ma comunque mi aveva consegnato il P.O.S. con tutta la documentazione relativa alla sicurezza. A quali rischi sono soggetto io come Coord., quali l'impresa principale e il D.L..

Il lavoro è riferito alla manutenzione straordinaria di case popolari . Gli ispettori sono della Direzione Provinciale del Lavoro e l’annotazione fatta è stata riportata nella richiesta della documentazione per verificare la regolarità del personale lavorativo, infatti chiedono: “Contratto di appalto ed autorizzazione al subappalto”. La questione è ancora in corso in quanto l’Impresa appaltatrice principale asserisce che per importi inferiori ad una percentuale del 2% non è necessario l’autorizzazione al subappalto. L’importo dei lavori a misura contrattuale è di €. 250.000, mentre l’importo del subappalto è €. 21.000 di (si tratta della impermeabilizzazione sulle coperture). Si precisa che al momento dell’ispezione non c’era nessuna autorizzazione, successivamente è stata regolarizzata.

Risposta

Quanto asserisce l'impresa appaltatrice non risulta:

Art 118 comma 11. Ai fini del presente articolo è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedono l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell'importo delle prestazioni affidate o di importo superiore a 100.000 euro e qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell'importo del contratto da affidare. Il subappaltatore non può subappaltare a sua volta le prestazioni salvo che per la fornitura con posa in opera di impianti e di strutture speciali da individuare con il regolamento; in tali casi il fornitore o subappaltatore, per la posa in opera o il montaggio, può avvalersi di imprese di propria fiducia per le quali non sussista alcuno dei divieti di cui al comma 2, numero 4). È fatto obbligo all'affidatario di comunicare alla stazione appaltante, per tutti i sub-contratti stipulati per l'esecuzione dell'appalto, il nome del sub-contraente, l'importo del contratto, l'oggetto del lavoro, servizio o fornitura affidati.

Quindi il 2% è riferito solo ai noli a caldo e contratti di fornitura con posa in opera, che non credo sia nella fattispecie .. E comunque occorreva inviare una comunicazione al committente ..(a meno che il lavoro non fosse svolto da una impresa ma da un lavoratore autonomo)

Le sanzioni per l'appaltatore sono gravi

La concessione in subappalto o cottimo, in tutto o in parte, di opere pubbliche senza la prescritta autorizzazione è infatti sanzionata nel seguente modo:

- per l’appaltatore: arresto da 6 mesi ad un anno e ammenda variabile da un minimo pari ad un terzo dell’importo delle opere concesse in subappalto, fino ad un massimo pari ad un terzo dell’importo delle opere assunte in appalto;

- per il subappaltatore: arresto da 6 mesi ad un anno ed ammenda pari ad un terzo dell’importo delle opere ricevute in subappalto o cottimo.

Rif. Normativo: art. 21, L. 646/82, come modificato ed integrato dall'art. 8, L. 55/90 e s.m.i. e dall'art. 2, D.L. 139/95, convertito, con modificazioni, nella L. 246/95.

Per il direttore dei lavori le sanzioni dovrebbero essere assunte dal committente

per il coordinatore non vi sono sanzioni se non si ravvisa una mancanza di coordinamento per omissione di POS.

Domanda n° 207

Egregio Ingegnere il mio quesito è il seguente:

un costruttore di attrezzi agricoli per arare il terreno, per cui portati dal trattore, per venderli è necessaria la marcatura CE o basta una semplice autodichiarazione? Se si per il marchio Ce quali sono le norme da seguire?

Risposta

Il trattore agricolo è soggetto alla direttiva 2003/37/CE come mezzo mobile (Gazzetta Ufficiale N. 88 del 16 Aprile 2005 MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DECRETO 19 novembre 2004 Recepimento della direttiva 2003/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003, relativa all'omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle macchine intercambiabili trainate, nonche' dei sistemi, componenti ed entita' tecniche di tali veicoli e di abrogazione della direttiva 74/150/CEE.)

Diverso è il caso del trattore utilizzato come macchina per il terreno che, in tal caso, è soggetto alla direttiva 2006/42/CE. Il quesito riguarda però "gli attrezzi agricoli" portati dal trattore. . Questi sicuramente non sono macchine ma , al più, "attrezzature intecambiabili", che , però, a norma dell'art. 2 della direttiva 2006/42/CE , sono anch'esse "macchine" e, quindi, da marcare CE. I requisiti di sicurezza sono quelli elencati nell'allegato I della direttiva. Le norme tecniche da seguire sono preferibilmente le norme europee armonizzate, se emesse per il tipo di attrezzatura. Consiglierei, per approfondimento, di consultare il sito enama http://www.enama.it/it/index.php

Domanda n° 206

Egr. ing. Mannelli,vorrei sapere se, il CSE, deve convocare la riunione preliminare all'inizio dei lavori prima o dopo la ricezione del POS. Inoltre vorrei sapere se la "comunicazione del responsabile di cantiere" e le "schede identificative delle imprese e dei lavoratori autonomi" sia sufficiente siano contenute nel POS o se l'impresa aggiudicataria me ne deve dare copia a parte.

Risposta

La riunione preliminare, di carattere tecnico organizzativo, si dovrebbe basare sull'esame , la discussione, l'approfondimento , la critica del PSC e dei POS, quindi deve essere fatta necessariamente dopo la consegna dei POS. Niente impedisce che venga fatta una riunione anche prima.

I POS delle imprese esecutrici devono essere consegnate dall'impresa aggiudicataria e dalla stessa esaminati e vistati per congruità . Pertanto la seconda parte del quesito non appare chiaro in quanto ogni comunicazione al CSE deve essere filtrata, approvata, condivisa dall'impresa aggiudicataria (affidataria).

Domanda n° 205

Qual è la sanzione da applicare per la mancata comunicazione dell'impianto elettrico e di messa a terra entro 30 giorni all'ISPESL E All'ASM ex ASL di competenza. (Decreto 81/08 integrato con il Decreto 106/09) ?

Risposta

Premessa:

Sentenza Cassazione 15/6/2009 n. 24641

....il Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462 contiene disposizioni di natura sicuramente regolamentare - come recita lo stesso titolo (Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, dal Titolo: "Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazione e dispositivi di protezione, contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti

elettrici pericolosi"). Tale Decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 non contiene, al proprio interno, alcuna previsione sanzionatoria penale (né potrebbe se non pena la violazione del principio di riserva che vuole la legge quale fonte primaria del diritto penale).

Come si vede da questa recente sentenza, il quesito è complesso dal punto di vista giuridico ed esula dalle mie competenze. Infatti manca una sanzione specifica a cui fare univocamente riferimento e presso gli organi di vigilanza il problema viene o ignorato o risolto in maniera variegata.

Un utile riferimento potrebbe essere il numero di TNE dell'ottobre 2009, ma siamo sempre nel campo delle opinioni. Se ci saranno sviluppi presso gli organi di vigilanza lo comunicherò tramite newsletter.

Domanda n° 204

Egregio Ingegnere, volevo cortesemente chiederLe se il decreto 81/2008, come modificato dal 106/2009, consente ancora l'uso di ponteggi misti ed in quali casi.

Risposta

Ponteggi misti, intesi come ponteggi costituiti alternando elementi metallici che fanno parte di autorizzazioni diverse da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali , non erano ammessi prima e non sono ammessi adesso.

Ponteggi misti intesi come un ponteggio costituito da sezioni omogenee facenti capo a singole, anche se diverse, autorizzazioni del Ministero erano ammessi prima e sono ammessi adesso nei limiti dell'autorizzazione rilasciata ai singoli costruttori e secondo l'eventuale calcolo di progetto globale.

Domanda n° 203

Nell'ambito di un attività (nel caso di specie un parrucchiere) in cui sono assunti solo due apprendisti relativamente alla nomina del RLS quali adempimenti bisogna assolvere?

Potrebbe un contratto collettivo di categoria prevedere la possibilità di nominare quale RLS un apprendista?

Risposta

L'apprendista è un lavoratore: D. Lgs. 81/08 art 2 a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Il RLS è un diritto dei lavoratori e non un obbligo del datore di lavoro. Quindi non c'è da fare alcun adempimento. In merito alla opportunità di sollecitare i lavoratori (i due apprendisti) a nominare uno di loro RLS, nel caso specifico non vedo alcuna opportunità in quanto da subito scatterebbe l'obbligo di fare un corso di 32 ore ed un aggiornamento annuale di 4 ore , e solo per evitare un domani di versare all'INAIL il corrispetivo di 4 ore di lavoro all'anno. .

Che un contratto di categoria possa prevedere la possibilità di nominare quale RLS un apprendista non lo escluderei ma non comprendo il motivo della domanda. Infatti basta applicare il D. Lgs. 81/08 art 48 comma 3. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48.

Naturalmente gli apprendisti devono essere equiparati ai lavoratori sopratutto in merito alla sorveglianza sanitaria per l'eventuale rischio cancerogeno, se esiste. (http://www.ispesl.it/profili_di_rischio/_acconciatori/index.pdf)

Domanda n° 202

Desidererei avere chiarimenti in merito ad un condominio esistente con portiere, in particolare:

- Il portiere deve avere un apposito locale chiuso

- In quali casi il portiere deve essere soggetto a sorveglianza sanitaria

- E' necessario fare le valutazioni specifiche: rumore, vibrazioni, movimentazioni carichi

- Si può fare l'autocertificazione dei rischi e con quale data e deve essere certa

Risposta

A tutte le domande la risposta è no secondo il D. Lgs. 81/08 ma è opportuno considerare quanto appresso..

Secondo l'art 3. del D. Lgs. 81/08

9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.

Pertanto il portiere ha diritto, secondo il D. Lgs. 81/08, solo alla formazione ed informazione, eventuali DPI, e ad attrezzature sicuri. La burocrazia cui accenna (DVR, autocertificazione, valutazione del rischio rumore e vibrazioni (ma dove sono nel condominio il rumore e la vibrazione???) ecc.) è una spesa inutile per il condominio, mentre alcune cose andrebbero considerate quali ad esempio la stanza o un box per ripararsi dalle intemperie , o, nel caso della movimentazione di carichi quali la spazzatura condominiale , la sorveglianza sanitaria, per evitare future richieste di danni (da dimostrare però al Tribunale civile ) da parte del portiere a norma dell'Art. 2087 del codice civile che impone.

Tutela delle condizioni di lavoro.

L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Si ricordi però che se c'è il riscaldamento centralizzato il portiere deve fare l'esame per conduttore di impianti termici per esonerare il condominio da eventuali incidenti che possono accadere in centrale termica.

Su sito troverà domande simili 46-59-60-87- 121 -196 -

Domanda n° 201

Per il DUVRI c'è una scadenza?

E per l'aggiornamento del DVR?

Risposta

Il DUVRI deve essere allegato al contratto cui si riferisce.

Il DVR deve essere aggiornato entro 30 giorni dalla variazione che ne determina l'aggiornamento.

Domanda n° 200

- Le imprese familiari agricole devono seguire un corso base sulla sicurezza? E nel caso in base a quale legge ? di quante ore e con quali contenuti?

- I coltivatori diretti sono obbligati a seguire corsi di formazione poiché lavoratori autonomi?

- I conto terzisti del comparto agricolo senza dipendenti cosa devono fare?

Risposta

Nel correttivo all/81 all'art. 3 comma 12 si parla di coltivatori diretti e piccoli commercianti obbligati solo alle disposizioni di cui all'art.21. Allo stesso articosoo soggette le imprese familiari. Quindi gli unici obblighi sono:

a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al titolo III;

b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo III;

c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.

La formazione è facoltativa.

Per i contoterzisti, se non sono imprese familiari o lavoratori autonomi, si applicano tutti gli obblighi a tutela dei lavoratori dipendenti se ne hanno, altrimenti si configurano come lavoratoti autonomi. In proposito vedere la pagina ISPESL http://www.ispesl.it/Profili_di_rischio/_macchagr/index.htm

Domanda n° 199

Spett. Ing. Mannelli

Le chiedo in base a quale articolo di Legge, D.M., D.Lgs, D.P.R. etc. si possono, oggi, sanzionare le ditte che hanno dimenticato di denunciare l?impianto di terra agli organi competenti, visto che tale obbligo e sanzioni erano previste dal D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547?

Con l’entrata in vigore dei testi unici sulla sicurezza del lavoro Decreto Legislativo 09 aprile 2008n. 81, Legge 07 luglio 2009 n. 88 e per ora Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106, è stato abrogato il D.P.R. 547/55 che prevedeva sia l?obbligo che le sanzioni, ed è rimasto il D.P.R. 462/01 che prevede l’obbligo ma non le sanzioni per la mancata denuncia dell’impianto di terra.

Fermo restando il rispetto di tutti gli altri obblighi previsti dal D.M. 37/08 (in vigore), come è possibile sanzionare una ditta che per esempio ha iniziato l?attività 10 anni fa dimenticandosi di denunciare l’impianto di terra ma nel frattempo ha ottemperato alle verifiche periodiche e agli altri adempimenti? Mi sfugge qualcosa? E cosa ?

Risposta

Se fossi ispettore della ASL sanzionerei a norma dell'Art. 86 comma 3 D. lgs. 81/08 modificato dal D. Lgs. 106/09 :

3. L’esito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza.

(sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.800 il datore di lavoro ed il dirigente)

Naturalmente sarà il magistrato a giudicare l'equivalenza tra "controlli" e "denuncia".

Domanda n° 198

Gent.le ing. Mannelli,

nel caso di ritardo, rispetto all'inizio dei lavori, nella trasmissione agli organi di competenza della notifica preliminare da parte del committente, a quali provvedimenti o sanzioni si va incontro?

Risposta

A nessuna sanzione. Se nel frattempo arriva una ispezione dell'organo di vigilanza, lo stesso comunica l’inadempienza all’amministrazione concedente perchè sia sopsesa l’efficacia del titolo abilitativo (art. 90 N.U.T.)

Domanda n° 197

Sono tecnico manutentore di caldaie a gas e vorrei una delucidazione sul termostato ambiente. Mi viene comunicato che non è più obbligatorio installare il termostato ambiente ma bensì bisogna installare il cronotermostato

Risposta

é vero se intendiamo per cronotermostato un dispositivo che regoli l'orario di fornitura di calore di diverso livello e non il semplice spegnimento e accensione del bruciatore secondo l'orario. Riporto gli articoli che regolamentano la materia . Il programmatore settimanale o mensile in aggiunta (accendi/spegni) è obbligatoro per seconde case o simili.

DPR 412/93

2. Negli impianti termici centralizzati adibiti al riscaldamento ambientale per una pluralità di utenze, qualora la potenza nominale del generatore di calore o quella complessiva dei

generatori di calore sia uguale o superiore a 35 kW, è prescritta l'adozione di un gruppo termoregolatore dotato di programmatore che consenta la regolazione della temperatura

ambiente almeno su due livelli a valori sigillabili nell'arco delle 24 ore.

5. Gli edifici o le porzioni di edificio che in relazione alla loro destinazione d'uso sono normalmente soggetti ad una occupazione discontinua nel corso della settimana o del mese

devono inoltre disporre di un programmatore settimanale o mensile che consenta lo spegnimento del generatore di calore o l'intercettazione o il funzionamento in regime di

attenuazione del sistema di riscaldamento nei periodi di non occupazione.

6. Gli impianti termici per singole unità immobiliari destinati, anche se non esclusivamente, alla climatizzazione invernale devono essere parimenti dotati di un sistema di

termoregolazione pilotato da una o più sonde di misura della temperatura ambiente con programmatore che consenta la regolazione di questa temperatura su almeno due livelli di

temperatura nell'arco delle 24 ore.

Domanda n° 196

Un condominio con portiere deve applicare il D.LGS 81/09 e pertanto fare il DVR e DUVRI? il portiere deve essere dotato di una stanza o altro? nel caso che ho non ha alcun ambiente.

Risposta

Secondo l'art 3. del D. Lgs. 81/08

9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.

Pertanto nel caso segnalato non si applica l'art 26 e quindi non occorre DUVRI.

Il portiere ha diritto solo alla formazione ed informazione e a attrezzature sicuri. Tutto il resto è facoltativo e può essere previsto (ad esempio la stanza) solo per evitare future richieste di danni da parte del portiere a norma dell'

Art. 2087.

Tutela delle condizioni di lavoro.

L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Domanda n° 195

l'Rls nella riunione periodica art 35 del D.lg 81/2009, puo avvalersi della consulenza di un tecnico esperto se si quale legge lo prevede?

Risposta

No, anzi l'art 50 comma 6 vincola alla privacy il RLS. quindi è da escludere che un nestraneo possa partecipare alla riunione periodica. Eventuali consulenze ill RLS le acquisisce fuori della riunione rispettando comunque la privacy.

Domanda n° 194

Gentile ingegner Mannelli, se l'impresa appena iniziati i lavori (appalto pubblico) trova una situazione che ritiene fonte di rischio per i suoi operai (e di fatto potrebbe esserlo!) e chiede di fare un intervento (rete di protezione per caduta oggetti dall'alto) classificabile come di protezione collettiva che fare per il pagamento? O non le spetta visto che è lei a suggerire interventi per la sicurezza in corso d'opera?

Da tener presente che il PSC demandava al POS di specificare come fare le lavorazioni in sicurezza e che tra gli oneri della sicurezza sono stati computati tutti i DPI per un totale di circa 4000 euro (non ero io il CSP, ma sono solo CSE) e che l'intervento proposto lo ha stimato in almeno il doppio.

La direzione lavori ha già detto che va bene, ma io ho qualche dubbio e avrei bisogno di un suggerimento sulle carte da produrre!

Risposta

Occorre verificare se si tratta di una modifica suggerita dall'impresa per avere uno stesso grado di sicurezza in maniera diversa o se si tratta di un suggerimento dell'impresa per colmare una lacuna del PSC. Nel primo caso l'intervento, se accettato, è a carico dell'impresa , nel secondo caso l'intervento deve essere accettato e le spese sono a carico del committente (stazione appaltante)che si può (si deve) rivalere sul CSP.

Domanda n° 193

Egregio Ingegnere, il preposto è, per legge, obbligato a restare sempre nel luogo di lavoro, senza mai potersi assentare? Un'impresa edile può nominare lo stesso preposto per due o più cantieri?

Risposta

Il preposto ha il compito di sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti

Pertanto è obbligato a rimanere in loco fino alla fine dei lavori affidati ai lavoratori cui è preposto. Una impresa edile può nominare lo stesso preposto per due o più cantieri ma i lavoratori affidati a tale prposto potranno lavorare solo quando il preposto è presente e sospendere i lavori quando il preposto è assente.

Domanda n° 192

La figura del conduttore dell'impianto in possesso del patentino di 2° grado è necessaria per la conduzione di un impianto ad irraggiamento da 400 Kw dove il fluido convettore è aria calda (nastri radianti).? Ai sensi del dlgs 152/06 l'impianto termico civile è definito come impianto con generatori di calore costituiti da dispositivi di combustione al fine di produrre acqua calda o vapore. Quindi i generatori di calore che producono aria calda sembrano essere esclusi

Risposta

Il limite per il patentino è 0,232 MW e nel caso esposto occorre visto quanto definito nel D, Lgs. 152/06.

Art. 283

Definizioni d) impianto termico civile: impianto termico la cui produzione di calore é destinata, anche in edifici ad uso non residenziale, al riscaldamento o alla climatizzazione di ambienti o al riscaldamento di acqua per usi igienici e sanitari; l'impianto termico civile è centralizzato se serve tutte le unità dell'edificio o di più edifici ed è individuale negli altri casi;

Ricordo comunque che con la normativa preesistente al testo unico ambientale (Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1970, n. 1391 (in

Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 59, del 8 marzo) il patentino era richiesto per impianti termici i aventi le seguenti destinazioni:

a) riscaldamento di ambienti;

b) riscaldamento di acqua per utenze civili;

c) cucine - lavaggio stoviglie - sterilizzazioni e disinfezioni mediche;

d) lavaggio biancheria e simili;

e) distruzione rifiuti (fino a 1 tonnellata/giorno);

f) forni da pane e forni di altre imprese artigiane (cfr. legge 25 luglio 1956, n. 860).

Ancora adesso la normativa è in evoluzione disordinata in quanto si suddivide in normativa antinquinamento e in normativa di risparmio energetico, mentre il rilascio del patentino è basato su un esame dove si considera sopratutto la normativa di sicurezza. . Una recente sentenza della corte costituzionale ha inficiato anche la normativa di rilascio dei patentini di abilitazione mentre un confronto con il D.lgs. 192/05 allegato A confonde le idee , ammesse che siano chiare, che si hanno dopo la lettura del d. lgs. 152/06..

Domanda n° 191

Sul POS per lavori di manutenzione ordinaria va posta la data certa?se si con quale modalità? Basta la data posta alla posta sul francobollo sull'ultima pagina , sulla quale è scritto: documento formato da x pagine.... ?

Risposta

Occorre la data certa anche se alcuni ispettori non la esigono e il ministero lavoro non si è espresso. Finora la pagina con francobollo e timbro postale è stata accettata anche senza rilegatura del pos. Se possibile usare metodo tripla firma:rspp, rls, mc

Domanda n° 190

Egr. Ing. Mannelli, nel caso di un cantiere in cui vi è il CSE, chi è tenuto a verificare la necessità di realizzare o meno l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche?

Risposta

Se per la sua ubicazione il cantiere in quanto tale (ad esempio a causa delle baracche spogliatoi) necessita di protezione contro le scariche atmosferiche tale necessità doveva essere evidenziata nel PSC e l'impianto andava tra i costi della sicurezza. Se invece la protezione contro le scariche atmosferiche è ipotizzabile per alcuni parti del cantiere quali ponteggio, o gru, il CSP potrebbe avere rinviato il problema al POS non avendo tutti gli elementi di verifica. In questo caso nel POS deve essere evidenziata tale necessità o deve essere allegato il calcolo dell'aurotezione.

é quindi il CSE che deve verificare la necessità di realizzare o meno l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche o direttamente nel PSC o facendosi consegnare opportuna documentazione (ad esempio calcolo aurotezione) nel POS.

Domanda n° 189

Egregio ing. Mannelli volevo chiederle se il datore di lavoro può ricoprire la mansione di addetto antincendio e primo soccorso.

Risposta

Attualmente, e fino a diversa comunicazione del Ministero del Lavoro, lo può fare se ha meno di cinque dipendenti (art. 34 comma 1 bis) frequentando gli appositi corsi di formazione.

Nota: il ministero ha pubblicato sul proprio sito senza data una FAQ Formazione del datore di lavoro che , sfiorando il paradosso ma inseguendo il principio di certezza del diritto , afferma che , in aziende fino a cinque dipendenti, il datore di lavoro può ricoprire la mansione di addetto antincendio e primo soccorso frequentando i corsi di formazione per addetti antincendio e primo soccorso previsti dall’art 45 e 46 (Formazione addetto primo soccorso e addetto antincendio ), mentre in aziende con più di cinque dipendenti deve frequentare i corsi di cui al comma 2 art. 34, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, (richiamando in vita la Circolare 8 luglio 1998, n. 16 (G.U. n° 250 del 26/10/1998) )non indicando con chiarezza se però in tal caso deve fare obbligatoriamente anche il RSPP. In ogni caso tale interpretazione della legge non appare avere spiegazione scientifica e fa solo capire che i corsi art. 34 comma 2 dovrebbero essere diversi e più completi dei corsi art. 45 e 46.

Domanda n° 188

Nell'ambito dei controlli in corso d'opera che il committente esegue la ditta appaltatrice ha ricevuto una contestazione per l'utilizzo scorretto del casco in quanto senza sottogola. Domanda : Durante l'esecuzione di uno scavo a sezione ristretta ( circa 30cmX100cm) su strada gli operai devono utilizzare anche il sottogola ?

Risposta

Il tipo di DPI da utilizzare consegue ad un'analisi di rischio ed a una scelta ergonomica .I pareri, parlo naturalmente del mio, contano poco.

In questo caso sembra di capire che il committente ha ritenuto di richiamare l’impresa all’applicazione delle norme di sicurezza addentrandosi in un controllo di merito abbastanza puntuale che presuppone una attenta analisi del rischio..

Da questa analisi del rischio evidentemente il committente ha dedotto che , considerato la relazione geotecnica o a seguito di esame diretto del tipo di terreno ed essendo lo scavo profondo un metro , potrebbe accadere che il lavoratore, abbassando la testa perda il casco e, chinandosi a raccoglierlo, potrebbe essere investito dallo scavo che potrebbe franare proprio in quel momento. Tale ipotesi rende obbligatorio il sottogola ma anche una particolare formazione dei lavoratori che devono sapere di evitare di abbassarsi nello scavo qualsiasi cosa succeda, che non devono assolutamente inciampare nello scavo, che non devono assolutamente soccorrere il compagno che sviene ma allertare il servizio di emergenza o, meglio, i VVF. e la protezione civile. Inoltre, sempre in tale ipotesi occorrerebbe fare indossare un'armatura d’acciaio protettiva fino alla cintola per evitare danni da schiacciamento agli arti inferiori. Sicuramente sarebbe però meglio , se questa è l’ipotesi incidentale, armare lo scavo dopo averlo convenientemente allargato per mettere le armature.

Naturalmente celiavo. La richiesta del casco con il sottogola , normalmente da utilizzare per i lavori in quota, avrebbe dovuto farlo il RLS perché nei lavori dove si deve piegare la testa può essere più comodo stabilizzare il casco. Ergonomicamente sarebbe opportuno scegliere un sottonuca regolabile in materiale sintetico, possibilmente anallergico. Però questa scelta va fatta con i lavoratori che potrebbero ritenere tale tipo di casco più disagevole da portare.

Domanda n° 187

Egregio ing. Mannelli,

riguardo all'allegato XVII comma 2 lettera b), come può il lavoratore autonomo adempiere alla specifica richiesta del decreto?

E' sufficiente una autocertificazione o cosa?

Risposta

Risposta: no,occorre certificazione camera di commercio.

Perchè? vediamo-

Premessa: allegato XVII comma 2 lettera b), Il lavoratore autonomo deve esibire:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto

L'autocertificazione si applica Articolo 2 (DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 dicembre 2000, n. 445)

"

1. Le norme del presente testo unico disciplinano la formazione, il rilascio, la tenuta e la conservazione, la gestione, la trasmissione di atti e documenti da parte di organi della pubblica amministrazione; disciplinano altresì la produzione di atti e documenti agli organi della pubblica amministrazione nonché ai gestori di pubblici servizi nei rapporti tra loro e in quelli con l’utenza, e ai privati che vi consentono

Pertanto l'autocertificazione dovrebbe essere possibile sicuramente per le stazioni appaltanti pubbliche e per i privati che vogliono caricarsi di responsabilità gratuite. In realtà , leggendo il DPR 445/00, si comprende che l'autocertificazione è possibile quando devi dimostrare qualcosa, ad esempio l'esistenza in vita, non quando devi esibire il certificato di esistenza in vita. L'esibizione può esserci se l'atto esiste, non se affermo che l'atto esiste. Altrimento esibisco non l'atto maa l'affermazione dell'esistenza dell'atto.

Domanda n° 186

Un ispettore ad una verifica di cantiere mi ha detto che il PIMUS deve essere redatto da un tecnico abilitato, corrisponde a verità?

Mi chiedevo, anche il POS ?

Risposta

Assolutamente no. Occorre la firma di persona competente. Il decreto 81 non chiarisce cosa si debba intendere per persona competente. Pertanto bisogna intendere persona che ha sapere ed esperienza specifica. Niente impedisce quindi che il Pi. MUS venga firmato dallo stesso datore di lavoro se lo stesso ritiene di avere sapere ed esperienza specifica.

Per il POS invece l'unico abilitato a formarlo è il datore di lavoro in quanto il POS è un DVR , ed è una delle due cose non delegabili da parte del datore di lavoro.

ALLEGATO XXII CONTENUTI MINIMI DEL Pi.M.U.S.

5. Disegno esecutivo del ponteggio dal quale risultino:

5.1. generalità e firma del progettista, salvo i casi di cui al comma 1, lettera g) dell’articolo 132,

5.2. sovraccarichi massimi per metro quadrato di impalcato,

5.3. indicazione degli appoggi e degli ancoraggi.

Quando non sussiste l’obbligo del calcolo, ai sensi del comma 1, lettera g) dell’articolo 132, invece delle indicazioni di cui al precedente punto 5.1, sono sufficienti le generalità e la firma della persona competente di cui al comma 1 dell’articolo 136;

Articolo 136 - Montaggio e smontaggio

1. Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), .....

ALLEGATO XIX

VERIFICHE DI SICUREZZA DEI PONTEGGI METALLICI FISSI

In particolare, le schede che seguono elencano le verifiche che l’utilizzatore deve comunque eseguire prima di ogni montaggio

2- VERIFICHE DURANTE L’USO DEI PONTEGGI METALLICI FISSI

• Controllare che il disegno esecutivo:

- Sia conforme allo schema tipo fornito dal fabbricante del ponteggio;

- Sia firmato dalla persona competente di cui al comma 1 dell’articolo 136 per conformità agli schemi tipo forniti dal fabbricante del ponteggio;

Domanda n° 185

Spett.le ing. Mannelli,

mi può indicare quali sono gli adempimenti necessari per ristrutturare una facciata con un ponteggio elettrico mobile. Chi è il responsabile? Qual è la documentazione necessaria? Il D.L. o il coordinatore cosa deve controllare in particolare? O cos’altro?

Il ponteggio mobile elettrico autosollevante NON è installato dalla stessa impresa appaltatrice; che cosa comporta questo? Soltanto l'obbligatorietà del PSC? O anche qualche altra cosa? Quali sono gli adempimenti e le responsabilità di quest'altra ditta?

Risposta

Chi è il responsabile?

Domanda generica in quanto occorrerebbe precisare “responsabile rispetto a che cosa”

Primo responsabile è il committente, seguono il responsabile dei lavori se nominato dal committente, il coordinatore (obbligatorio in quanto vi sono almeno due imprese), il direttore dei lavori , il datore di lavoro della singola impresa, il capocantiere della singola impresa.

Qual è la documentazione necessaria?

Il progetto esecutivo, il PSC, il POS per singola impresa, il PiMUS, la notifica, il registro di cantiere

Il D.L. o il coordinatore cosa deve controllare in particolare?

Il direttore dei lavori deve contollare che l’esecuzione sia conforme al progetto, il coordinatore che i lavori siano eseguiti in conformità dei POS e che i POS siano conformi al PSC. In particolare il coordinatore deve controllare che tutti i lavoratori abbiano qualche possibilità di rientrare sani e salvi a casa.

Che cosa comporta questo?

L’obbligo della nomina del coordinatore

Soltanto l'obbligatorietà del PSC? O anche qualche altra cosa?

redazione del PSC , presentazione della documentazione dell’allegato XVII, e del POS da parte del subappaltatore

Quali sono gli adempimenti e le responsabilità di quest'altra ditta?

Fornitura di un ponteggio autosollevante autorizzato dal MinLav se non marcato CE, ovvero marcato CE , controlli preliminari prima della installazione, installazione a regola d’arte, fornitura del POS, con verifica aurotezione, ovvero denuncia all’ISPESL dell’impianto di protezione scariche atmosferiche, messa a disposizione del libretto di uso e manutenzione se trattasi di macchina marcata CE, smontaggio a regola d’arte.

Domanda n° 184

Egregio Ingegnere,

può utilizzare il ponteggio anche il personale che non ha frequentato il corso previsto per legge?

Se si, è necessaria la presenza di personale abilitato durante l'uso?

Può essere sufficiente l'informazione e formazione aziendale per il suddetto personale da parte del preposto abilitato, per l'uso del ponteggio da parte di chi non ha frequentato il corso?

Risposta

Chi utilizza il ponteggio non deve fare il corso per ponteggiatori. Ogni lavoratore deve avere dal datore di lavoro l'informazione e la formazione necessaria per l'uso delle attrezzature quali il ponteggio. Le ore e le modalità di formazione rientrano nella discrezionalità del datore di lavoro e non sono sindacabili. Durante l'uso del ponteggio non occorre la presenza di personale abilitato.

Domanda n° 183

In caso di affollamento delle aule oltre i limiti di legge, il Dirigente Scolastico, constatato che l'Ente proprietario non interviene per risolvere il problema, come deve comportarsi? Chiudere la scuola disavvenendo al diritto allo studio degli alunni, oppure tenerla aperta sperando che non succeda nulla?

Le norme di legge di cui parlavo sono le seguenti (spero di non sbagliare):

Dm 26 agosto 1992) che prevede un affollamento massimo per classe di 26 persone e l'Art. 6 del DPR nr. 303/56 così come modificato dall'art. 16, comma 4 del D.Lgs. 242/96 (norme di edilizia ai fini dell'abitabilità e/o agibilità degli edifici) che prevede l'indice minimo di 1,80 netti per alunno per 3 metri di altezza riferito alle aule (Scuola Secondaria di 1° grado).

Risposta

La chiusura della scuola è un atto di estrema gravità che, se non adeguatamente motivato, espone il dirigente scolastico a gravi conseguenze civili e penali per interruzione di pubblico servizio. L'adeguata motivazione non la possiamo trovare in nessuna dei provvedimenti legislativi citati in quanto il DM 26 agosto 1992 Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica può essere oggetto di deroga da parte del comando VVF mediante misure sostitutive di sicurezza e il D. Lgs. 242/96, attualmente sostituito dal D. Lgs. 81/08, non si applica se nell'aula gli studenti non sono addetti a macchine o impianti .

Comunque l'adeguata motivazione deve essere cercata a valle di una valutazione del rischio dalla quale risulti un pericolo grave ed imminente per gli ospiti della struttura (lavoratori, studenti, genitori) al quale non si possa porre rimedio con misure organizzative o gestionali.. Ciò non toglie che il dirigente scolastico deve continuare ad insistere presso l'ente locale mediante atti scritti con data certa evidenziando la necessità delle modifiche strutturale ed impiantistiche che possano servire a migliorare la situazione di rischio ed a adempiere ai precetti normativi.

Domanda n° 182

Gentile Ing. Mannelli, ho un dubbio: il C.S.P. deve redigere il FAS per lavori di istallazione di una piattaforma elevatrice?

Stando alla legge sembrerebbe di si dal momento che si tratta di lavori di straordinaria manutenzione che richiedono la nomina del C.S.P., ma a cosa serve il FAS se le operazioni di verifica dell’impianto devono essere eseguite dal manutentore abilitato secondo quanto ordinato dall’ingegnere, esperto in materia, che effettua il collaudo e la verifica periodica e che ha l’obbligo di richiedere che tutte le operazioni siano effettuate con la necessaria prudenza e dopo aver preso le opportune precauzioni ?

Risposta

Per piattaforma elevatrice intendiamo un ascensore per portatori di handicap ovvero a velocità ridotta, immagino, Quanto affermato in merito alle verifiche è assolutamente vero e occorre riportarlo appunto nel FAS indicando con la maggiore precisione possibile i controlli da effettuare per la manutenzione ordinaria finalizzata alla stabilità dell'opera e alle sua conservazione, quale la pulizia degli eventuali vetri del vano corsa. Inoltre nel FAS occorre indicare anche come effettuare le operazioni di manutenzione straordinarie quali la eventuale sostituzione della cabina , la sostituzione del pistone o dell'argano o delle funi, ecc. L'ingegnere che sovrintende le operazioni di collaudo normalmente non ha la minima idea di come fare le operazioni ordinarie in sicurezza nè tantomeno le straordinarie, perchè non rientra tra i suoi compiti (è il personale operativo che deve avere apposita abilitazione). La necessaria prudenza e le opportune precauzioni sono proprio le cose da precisare nel FAS e non credo che sarà facile evidenziarle. Appunto per questo serve il FAS.

Domanda n° 181

Egregio Ingegnere,

chi possiede la laurea in Ingegneria Civile-Ambientale, triennale, I° livello, secondo il nuovo ordinamento, è abilitato a svolgere il ruolo di RSPP semplicemente frequentando il solo modulo C.?

Risposta

Sì essendo la laurea L7

Domanda n° 180

Salve ingegnere, ho ricevuto da parte di un giovane diplomato geometra, la richiesta di poter fare la pratica (tirocinio) presso il mio studio, per ottenere il timbro. A cosa devo ottemperare per quanto riguarda la sicurezza sul posto di lavoro?

Risposta

Ti propongo una interpretazione particolare della definizione di lavoratore:art. 2 D. Lgs. 81/08 «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Pertanto, poichè tu non hai dipendenti, il geometra che svolge una attività per apprendere un mestiere non si può inserire nella tua organizzazione perchè tale organizzazione non esiste. Ergo, non devi applicare il D. Lgs. 81/08. Però devi fargli fare una assicurazione contro gli infortuni in modo che se cade nello studio lo assiste l'assicurazione.

Saluti.

PS una interpretazione diversa comporterebbe: redazione autocertificazione DVR, corso di 16 ore per RSPP; corso di 4 ore per SA, corso di 12 per primo soccorso, denuncia all'ISPESL dell'impianto di terra, sorveglianza sanitaria per rischio VDT, pagamento per mancanza di RLS, sistemazione locali studio alla "626", redazione registro infortuni, ecc.

Domanda n° 179

Se sono un'impresa edile(due lavoratori parenti) devo comunque avere il DVR relativo alla mia azienda oppure faccio riferimento solo all'art. 96 comma 2 e all'art.3 comma 12?

Risposta

No, l'impresa familiare è esclusa dal DVR,: Deve però fare il POS al quale mancheranno dati importanti quali il nominativo RSPP e del MC .

I collaboratori familiari del titolare-imprenditore con i quali è possibile costruire un’impresa familiare sono:

- il coniuge

- parenti entro il terzo grado

; sono:

• i discendenti, cioè il figlio, il figlio del figlio ed il pronipote;

• gli ascendenti, cioè il genitore, il nonno ed il bisavolo;

• i collaterali, cioè il fratello o la sorella, il nipote (figlio di fratello o di sorella) e lo zio.

- gli affini entro il secondo grado,

sono i seguenti parenti del coniuge:

• il figlio (solo del coniuge) e il figlio del figlio; il genitore e il nonno, il fratello e la sorella;

- il coniuge del figlio (genero o nuora); il coniuge del figlio del figlio, il coniuge del genitore quando non sia anch’egli genitore, il coniuge del fratello (cognato).

Domanda n° 178

Egr. Ingegnere

Volevo sotorle un caso che ci è capitato.

Su un cantiere, un ispettore ha contestato (non è stata irrogata nessuna sanzione) il fatto che la formazione

ai dipendenti e al RLS è stata effettuata senza l’ausilio degli organismi paritetici.

I dubbi sono:

- la formazione già effettuata ai lavoratori è valida oppure no?

- l’azienda per effettuare la formazione ai dipendenti deve per forza rivolgersi all’organismo paritetico?

Risposta

La norma era già contenuta nel d. lgs 626/94 art 22 comma 6. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti di cui al comma 4 deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all’art. 20, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

Nel D. lgs. 81/08 la norma è ripresa in maniera attenuata dall'art. 37 comma 12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all’articolo 50 ove presenti, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

Pertanto l'ispettore arriva con decenni di ritardo e quando l'obbligo è stato attenuato con "ove presenti". Comunque meglio tardi che mai. . Il mancato intervento nella formazione degli organismi paritetici è però difficilmente sanzionabile in quanto la norma dice che la formazione deve avvenire non da parte degli organismi ma in collaborazione degli organismi ove presenti. Pertanto dovrebbero essere gli organismi paritetici a sollecitare la sanzione in modo da dare prova all'organo di vigilanza che è stata violata la norma; altrimenti come fa l'ispettore a dire che l'organismo paritetico esiste ed è disponibile? Potrebbe anche essere che l'organismo esiste ma non è disponibile ed ha detto al datore di lavoro: fa come vuoi. .

Pertanto la formazione fatta è valida fino a prova contraria. Sicuramente prima di attivare la formazione per i lavoratori e gli RLS occorre verificare per prudenza cosa dice il CCNL e se sono attivi in zona gli organismi per cercare di coinvolgerli. La situazione sarà forse chiarita quando uscirà il provvedimento del comma 2

2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Domanda n° 177

Egregio Ingegnere,

nel caso due operai assunti con una ditta e visitati in aprile 2009 cambiano ditta in agosto e passano sotto altra impresa (dello stesso titolare o del fratello) conservando la stessa mansione ma con medico competente diverso, devono essere nuovamente sotosti a visita medica dal medico competente della nuova impresa oppure viene fatta salva l'ultima visita medica (a cadenza annuale)?

Risposta

La questione, usuale in alcuni settori come l'agricoltura che occupa lavoratori stagionali, non ha trovato regolamentazione nel nuovo testo unico. Se il medico competente fosse stato lo stesso la soluzione si sarebbe trovata "all'italiana" in quanto il medico si sarebbe potuto/dovuto limitare a confermare il precedente parere se la nuova mansione era identica alla precedente. Non credo che il nuovo medico competente si assuma gratuitamente la responsabilità di condividere il parere del suo collega, anche ammesso poi che ne abbia traccia formale. Al massimo, se la sorveglianza sanitaria richiede esami specialistici, il nuovo MC dovrebbe accettare i precedenti esami clinici e biologici e indagini diagnostiche se disponibili e se fatti da struttura pubblica. Insomma, il quesito proposto (attivazione della sorveglianza sanitaria senza ripetizione della la visita medica preventiva) non ha soluzione giuridica e coinvolge problemi economici e di responsabilità del medico competente. L'unico competente a dare risposta è quindi esclusivamente il medico competente della nuova impresa.

Domanda n° 176

Nel correttivo all/81 all'art. 3 comma 12 si parla di coltivatori diretti e piccoli commercianti obbligati solo alle disposizioni di cui all'art.21.

Cosa si intende per piccoli commercianti e se sono un coltivatore diretto con un dipendente devo redigere il DVR?

Risposta

La risposta che segue si può ritenere valida solo nei confronti dell’organo di vigilanza. Cioè la nuova disposizione introdotta dal D. Lgs. 106/09 al comma 12 art. 3 (12. Nei confronti dei componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile, dei coltivatori diretti del fondo, degli artigiani e dei piccoli commercianti e dei soci delle società semplici operanti nel settore agricolo si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21.) è così priva di definizioni che in caso di infortunio grave potremmo avere interpretazioni diverse secondo il magistrato inquirente o giudicante. Invece l’organo di vigilanza non può fare sanzioni se ricorrono le seguenti condizioni.

Premetto che le definizioni seguenti provengono dal sito della Camera di Commercio di Milano ma che basta una rapida ricerca sul web per constatare come sia dibattuta la questione di definire il piccolo commerciante.

L' Imprenditore individuale, per definizione, è una persona fisica che esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi (articolo 2082 c.c.).

Lo scopo dell'impresa è la produzione o lo scambio di beni e servizi;

L'imprenditore individuale può essere:

• Piccolo imprenditore

• Imprenditore commerciale individuale

- E' Piccolo Imprenditore

• il piccolo commerciante (esercita un'attività professionalmente organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia)

• il coltivatore diretto del fondo (coltiva il fondo con il lavoro proprio e della famiglia in modo stabile e continuativo. Tale forza lavorativa deve rappresentare almeno un terzo di quella necessaria per la coltivazione del fondo

• imprenditore agricolo (articolo 2135)

• artigiano (articolo 2083)

- E' Coltivatore diretto (articolo 1647 c.c.), colui che coltiva il fondo, con il lavoro prevalentemente proprio e di persone della sua famiglia, sempre che il fondo non superi i limiti d'estensione che per singole zone e colture possono essere determinati dalle norme corporative.

Pertanto è da ritenere che se sono un coltivatore o un commerciante che ha non saltuariamente un proprio dipendente devo fare il DVR (o l’autocertificazione)

Domanda n° 175

Gentile Ing. Mannelli,

ho un dubbio: il C.S.P. deve redigere il FAS per lavori di istallazione di una piattaforma elevatrice?

Stando alla legge sembrerebbe di si dal momento che si tratta di lavori di straordinaria manutenzione che richiedono la nomina del C.S.P., ma a cosa serve il FAS se le operazioni di verifica dell’ impianto devono essere eseguite dal manutentore abilitato secondo quanto ordinato dall’ingegnere, esperto in materia, che effettua il collaudo e la verifica periodica e che ha l’ obbligo di richiedere che tutte le operazioni siano effettuate con la necessaria prudenza e dopo aver preso le opportune precauzioni ?

Risposta

Per piattaforma elevatrice intendiamo un ascensore per portatori di handicap ovvero a velocità ridotta, immagino, Quanto affermato in merito alle verifiche è assolutamente vero e occorre riportarlo appunto nel FAS indicando con la maggiore precisione possibile i controlli da effettuare per la manutenzione ordinaria finalizzata alla stabilità dell'opera e alle sua conservazione, quale la pulizia degli eventuali vetri del vano corsa. Inoltre nel FAS occorre indicare anche come effettuare le operazioni di manutenzione straordinarie quali la eventuale sostituzione della cabina , la sostituzione del pistone o dell'argano o delle funi, ecc. L'ingegnere che sovrintende le operazioni di collaudo normalmente non ha la minima idea di come fare le operazioni ordinarie in sicurezza nè tantomeno le straordinarie, perchè non rientra tra i suoi compiti (è il personale operativo che deve avere apposita abilitazione). La necessaria prudenza e le opportune precauzioni sono proprio le cose da precisare nel FAS e non credo che sarà facile evidenziarle. Appunto per questo serve il FAS.

Domanda n° 174

Gentile Ing. Mannelli,

ho un dubbio: il C.S.P. deve redigere il FAS per lavori di istallazione di una piattaforma elevatrice?

Stando alla legge sembrerebbe di si dal momento che si tratta di lavori di straordinaria manutenzione che richiedono la nomina del C.S.P., ma a cosa serve il FAS se le operazioni di verifica dell’ impianto devono essere eseguite dal manutentore abilitato secondo quanto ordinato dall’ingegnere, esperto in materia, che effettua il collaudo e la verifica periodica e che ha l’ obbligo di richiedere che tutte le operazioni siano effettuate con la necessaria prudenza e dopo aver preso le opportune precauzioni ?

Risposta

Per piattaforma elevatrice intendiamo un ascensore per portatori di handicap ovvero a velocità ridotta, immagino, Quanto affermato in merito alle verifiche è assolutamente vero e occorre riportarlo appunto nel FAS indicando con la maggiore precisione possibile i controlli da effettuare per la manutenzione ordinaria finalizzata alla stabilità dell'opera e alle sua conservazione, quale la pulizia degli eventuali vetri del vano corsa. Inoltre nel FAS occorre indicare anche come effettuare le operazioni di manutenzione straordinarie quali la eventuale sostituzione della cabina , la sostituzione del pistone o dell'argano o delle funi, ecc. L'ingegnere che sovrintende le operazioni di collaudo normalmente non ha la minima idea di come fare le operazioni ordinarie in sicurezza nè tantomeno le straordinarie, perchè non rientra tra i suoi compiti (è il personale operativo che deve avere apposita abilitazione). La necessaria prudenza e le opportune precauzioni sono proprio le cose da precisare nel FAS e non credo che sarà facile evidenziarle. Appunto per questo serve il FAS.

Domanda n° 173

In caso di affollamento delle aule oltre i limiti di legge, il Dirigente Scolastico, constatato che l'Ente proprietario non interviene per risolvere il problema, come deve comportarsi? Chiudere la scuola disavvenendo al diritto allo studio degli alunni, oppure tenerla aperta sperando che non succeda nulla?

Le norme di legge di cui parlo sono le seguenti (spero di non sbagliare):

Dm 26 agosto 1992) che prevede un affollamento massimo per classe di 26 persone e l'Art. 6 del DPR nr. 303/56 così come modificato dall'art. 16, comma 4 del D.Lgs. 242/96 (norme di edilizia ai fini dell'abitabilità e/o agibilità degli edifici) che prevede l'indice minimo di 1,80 netti per alunno per 3 metri di altezza riferito alle aule (Scuola Secondaria di 1° grado). Entrambi, nella mia scuola, disattesi.

Risposta

La chiusura della scuola è un atto di estrema gravità che, se non adeguatamente motivato, espone il dirigente scolastico a gravi conseguenze civili e penali per interruzione di pubblico servizio. L'adeguata motivazione non la possiamo trovare in nessuna dei provvedimenti legislativi citati in quanto il DM 26 agosto 1992 Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica può essere oggetto di deroga da parte del comando VVF mediante misure sostitutive di sicurezza e il D. Lgs. 242/96, attualmente sostituito dal D. Lgs. 81/08, non si applica agli studenti se non quando sono addetti a macchine o impianti o attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici,.

Comunque l'adeguata motivazione deve essere cercata a valle di una valutazione del rischio dalla quale risulti un pericolo grave ed imminente per gli ospiti della struttura (lavoratori, studenti, genitori) al quale non si possa porre rimedio con misure organizzative o gestionali.. Ciò non toglie che il dirigente scolastico deve continuare ad insistere presso l'ente locale mediante atti scritti con data certa evidenziando la necessità delle modifiche strutturale ed impiantistiche che possano servire a migliorare la situazione di rischio ed a adempiere ai precetti normativi.

Domanda n° 172

Egr. Ingegnere

Volevo sotorle un caso che ci è capitato.

Su un cantiere, un ispettore ha contestato (non è stata irrogata nessuna sanzione) il fatto che la formazione ai dipendenti e al RLS è stata effettuata senza l’ausilio degli organismi paritetici.

I dubbi sono:

- la formazione già effettuata ai lavoratori è valida oppure no?

- l’azienda per effettuare la formazione ai dipendenti deve per forza rivolgersi all’organismo paritetico?

Risposta

La norma era già contenuta nel d. lgs 626/94 art 22 comma 6. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti di cui al comma 4 deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all’art. 20, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

Nel D. lgs. 81/08 la norma è ripresa in maniera attenuata dall'art. 37 comma 12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all’articolo 50 ove presenti, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

Pertanto l'ispettore arriva con decenni di ritardo e quando l'obbligo è stato attenuato con "ove presenti". Comunque meglio tardi che mai. . Il mancato intervento nella formazione degli organismi paritetici è però difficilmente sanzionabile in quanto la norma dice che la formazione deve avvenire non da parte degli organismi ma in collaborazione degli organismi ove presenti. Pertanto dovrebbero essere gli organismi paritetici a sollecitare la sanzione per dare prova ll'orgnaio di vigilanza che è stata violata la norma altrimenti come fa l'ispettore a dire che l'organismo paritetico esiste ed è disponibile? Potrebbe anche essere che l'organismo esiste ma non è disponibile ed ha detto al datore di lavoro: fa come vuoi. .

Pertanto la formazione fatta è valida fino a prova contraria. Sicuramente prima di attivare la formazione per i lavoratori e gli RLS occorre verificare per prudenza cosa dice il CCNL e se sono attivi in zona gli organismi per cercare di coinvolgerli. La situazione sarà forse chiarita quando uscirà il provvedimento del comma 2

2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.

Domanda n° 171

Egregio Ingegnere,

nel caso due operai assunti con una ditta e visitati in aprile 2009 cambiano ditta in agosto e passano sotto altra impresa (dello stesso titolare o del fratello) conservando la stessa mansione ma con medico competente diverso, devono essere nuovamente sotosti a visita medica dal medico competente della nuova impresa oppure viene fatta salva l'ultima visita medica (a cadenza annuale)?

Risposta

La questione, usuale in alcuni settori come l'agricoltura che occupa lavoratori stagionali, non ha trovato regolamentazione nel nuovo testo unico. Se il medico competente fosse stato lo stesso la soluzione si sarebbe trovata "all'italiana" in quanto il medico si sarebbe potuto/dovuto limitare a confermare il precedente parere se la nuova mansione era identica alla precedente. Non credo che il nuovo medico competente si assuma gratuitamente la responsabilità di condividere il parere del suo collega, anche ammesso poi che ne abbia traccia formale. Al massimo, se la sorveglianza sanitaria richiede esami specialistici, il nuovo MC dovrebbe accettare i precedenti esami clinici e biologici e indagini diagnostiche se disponibili e se fatti da struttura pubblica. Insomma, il quesito proposto (attivazione della sorveglianza sanitaria senza ripetizione della la visita medica preventiva) non ha soluzione giuridica e coinvolge problemi economici e di responsabilità del medico competente. L'unico competente a dare risposta è quindi esclusivamente il medico competente della nuova impresa

Domanda n° 170

Gentile Ing. Mannelli,

le chiediamo aiuto per la corretta interpretazione riguardante la valutazione del rischio esposizioni a campi elettromagnetici.

Il punto 4.11 del volume "Prime indicazioni applicative del Decreto Legislativo 81/2008,Titolo VIII, Capo I, II, III e IV sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro del Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con Istituto Superiore per la Prevenzione E la Sicurezza del Lavoro" cita:

"Per tale motivo, in particolare al di sotto di 100 kHz, il rispetto dei limiti e valori di azione deve essere garantito su base istantanea, senza alcuna operazione di media temporale, per tutto il tempo di esposizione durante la giornata di lavoro"

Ciò va interpretato nel senso che il valore di azione non deve essere superato neanche per un istante ( quindi anche per operazioni che espongono al CEM per periodi brevissimi) ?

poi il punto 4.13 cita " i valori di azione per il campo elettrico e per il campo magnetico debbono essere intesi come media spaziale sul volume occupato dal soggetto esposto.Le misure devono quindi essere rappresentative dell’andamento del campo sulle diverse parti del corpo del lavoratore esposto nella sua reale postura durante il lavoro in condizioni di campo non perturbato" .

Per lavoratori la cui posizione è molto variabile nel tempo, e qui non è definibile una media spaziale del volume occupato, in via cautelativa va considerato il punto di possibile massima esposizione ( quindi in punti immediatamente prossimi alla sorgente di CEM) anche se tale posizione è occupata dal lavoratore per tempi molto limitati ?

Risposta

Purtroppo leggendo l'allegato XXXVI si conferma quanto indicato nel volume citato ISPESL- Regioni. pertanto, laddove non specificamente indicato di assumere una media temporale occorre fare riferimento al valore massimo istantaneo nella situazione peggiore.

Comunque il testo unico impone che: In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori ai valori limite di esposizione. mentre i valori di azione possono essere superati se non costituiscono rischio.

Domanda n° 169

Quando si deve redarre un piano sostitutivo di sicurezza?

Risposta

Il PSS deve essere redatto dall'appaltatore nel caso di lavori pubblici (soggetti alla Merloni ter) per i quali il PSC non è previsto ai sensi del titolo IV del D. Lgs 81/08 e s.m.i.

Domanda n° 168

Egregio prof. Mannelli, ho un quesito che mi crea non pochi dubbi:

il PIMUS è un documento che va redatto SEMPRE, quando si è in presenza di ponteggi? Oppure dipende dalla quota delle lavorazioni? Ed ancora un piano fornito dalla ditta costruttrice del ponteggio, può sostituire il PIMUS? La ringrazio anticipatamente.

Risposta

Si , il Pi.M.U.S. va sempre redatto quando il ponteggio supera i 2 metri a meno che non sia un trabatello. Lo schema del costruttore è obbligatorio ma non sostituisce il pimus che deve avere i requisiti previsti nel capo 4 titolo 2 del D. Lgs. 81/08

Domanda n° 167

In un cantiere dove ci sono più imprese, sono stati sospesi i lavori per presentare la variante di PdC. Il CSE, ha presentato dimissioni dopo aver effettuato visita di sopralluogo e constatato che il cantiere risulta essere in sicurezza. notificandole al committente, alla D.L. all'ASL e alla DPL .

Il committente ha l'obbligo immediato di nominare un nuovo CSE o può attendere e nominarlo prima della ripresa dei lavori?.

Risposta

Il coordinatore esiste in quanto esiste un cantiere non in quanto esiste un cantiere in attività . La nomina occorre subito in quanto i lavori sono stati già affidati anche se sono sospesi

Domanda n° 166

Nel caso di lavori pubblici all'interno di luoghi di lavoro (es.: uffici) occorre redigere il DUVRI oltre al PSC? è sufficiente il PSC? è obbligatorio il DUVRI quando non è previsto il PSC?

Risposta

Se sono lavori edili con più di una impresa occorre il PSC e non si fa il DUVRI. Altrimenti (lavori edili con una impresa o altro tipo di lavoro con una o più imprese) occorre il DUVRI se non trattasi di servizi di natura intellettuale, mere forniture di materiali o attrezzature, nonché i lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI.D. lgs. 81/08

ALLEGATO XI

ELENCO DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

1. Lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m 1,5 o di caduta dall'alto da altezza superiore a m 2, se particolarmente aggravati dalla natura dell'attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell'opera.

2. Lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi

particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un'esigenza legale di

sorveglianza sanitaria.

3. Lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti.

4. Lavori in prossimità di linee elettriche aree a conduttori nudi in tensione.

5. Lavori che espongono ad un rischio di annegamento.

6. Lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie.

7. Lavori subacquei con respiratori.

8. Lavori in cassoni ad aria compressa.

9. Lavori comportanti l'impiego di esplosivi.

10. Lavori di montaggio o smontaggio di elementi prefabbricati pesanti.

Domanda n° 165

Lo scrivente è direttore dei lavori per la ristrutturazione, spicconatura e rifacimento dell'intonaco alle facciate di un edificio e anche coordinatore e progettista per la sicurezza.

Mentre su di un lato si andrà a posizionare il ponteggio a norma con il suo pimus ecc., sull’atro lato, per problemi di spazio, si interverrà con un camion col cestello.

La domanda è: chi è responsabile del camion col cestello?

Io sono responsabile?

Deve essere inserito nel PSC nel senso che deve essere considerato come una lavorazione?

o bastano le schede di sicurezza del camion?

O che altro?

Risposta

La decisione di usare un cestello elevatore è del Coordinatore che ne deve prevedere e giustificare l'uso in luogo del ponteggio nel PSC. Se non è materialmente possibile montare un ponteggio, se il cestello è a norma, se il luogo consente l'uso del cestello in sicurezza, se i lavori da eseguire possono essere eseguiti in sicurezza con il cestello, se il personale addetto e il preposto sono convenientemente formati e provvisti di DPI, il coordinatore non sarà ritenuto colpevole in caso di incidente. Come si vede, i se sono tanti.

Domanda n° 164

Salve ingegnere, volevo chiederle se un convento di padri cappuccini, dove ognuno ha le sue diverse mansioni nello svolgimento delle varie attività lavorative e presumendo che ci sia una sorta di datore di lavoro (la curia o chi per lui), rientra nll'ambito del D.lgs 81/08??

E' "lecito" redigere il DVR per tale attività?

E' "lecito" formare ed informare sui rischi a cui sono sotosti questi "lavoratori"?.

Risposta

L' «azienda»è il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato; Il convento produce qualcosa? Se npn produce niente non vedo come si possa assimilare il convento ad un'azienda. Inoltre si i lavori svolti sono solo quelli domestici, tali attività sono escluse dal D. Lgs. 81/08. Credo inoltre che i frati siano autonomi nelle loro attività , cioè organizzano, dirigono e svolgono l'attività al pari dei lavoratori autonomi.

In definitiva occorre precisare meglio le attività svolte per definire se si possa individuare un'attività aziendale che richieda un datore di lavoro.

Domanda n° 163

egregio ing. volevo che mi chiarisse un pò le idee per :

manutentore di caldaie a gas con potenza inf. a 35 kw oltre alle verifiche della caldaia stessa è tenuto a verificare anche :

- cucina

- tubo collegamento cucina

- eventuali stufe

- aperture di areazione

- ventilazione

oppure effettuata la verifica della caldaia non ha alcuna responsabilità per gli altri apparecchi?

io mi trovo davanti un caso di questo tipo:

ambiente cucina con:

• caldaia a gas 24kw tipo c

• piano cottura 4 fuochi

• stufa a gas tipo b

• nessuna apertura di ventilazione ne di areazione .

sono responsabile di tutto ? o della sola caldaia che nonostante tutto rispetta la legge?

se possibile mi cita le leggi da consultare?.

Il combustibile è metano.

.

Risposta

La normativa di riferimento è il DM 22/1/87 e il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192. Da quanto descritto sembra coesistere una stufa a metano con una caldaia tipo C, potendosi trascurare la presenza della cucina a gas di limitata pericolosità e comunque non normata dalle leggi citate.

Il manutentore è stato incaricato della manutenzione solo della caldaia mentre a norma del D. Lgs. 192/05 il proprietario è tenuto a far fare la manutenzione anche alla stufa a gas che con la caldaia supera i 15 kw.

sarebbe quindi responsabilità unica del proprietario eventuale incidente causato dalla stufa a gas. Ma in caso di vittime non c'è dubbio che l'attenzione del magistrato si volgerebbe verso il manutentore per sapere se avesse almeno avvertito il proprietario della necessità di realizzare opportune aperture di areazione. Ad eventuale obiezione del manutentore potrebbe contestare la sicurezza intrinseca della caldaia tipo C il perito nominato dal magistrato potrebbe porre questa domanda " rispetta la legge una caldaia di tipo C esistente in un ambiente saturabile di ossido di carbonio?" Sicuramente no, sarebbe la risposta .

conclusione: la manutenzione della caldaia si può fare ma occorre redigere un verbale di manutenzione finale nel quale si fa rilevare che occorre realizzare idonee aperture di areazione, che occorre sotorre a manutenzione anche la stufa a gas e che nelle esistente situazione la caldaia non è sicura. si può adattare a tale scopo anche uno dei format previsti dal d. Lgs. 192/2005.

Allego normativa di riferimento

Ministero dello sviluppo economico

D.M. 22-1-2008 n. 37

Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della

legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di

installazione degli impianti all'interno degli edifici.

Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 marzo 2008, n. 61.

A

Art. 8.

Obblighi del committente o del proprietario

1. Il committente è tenuto ad affidare i lavori di installazione, di

trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria degli impianti

indicati all'

articolo 1, comma 2, ad imprese abilitate ai sensi dell'articolo 3.

2. Il proprietario dell'impianto adotta le misure necessarie per conservarne le

caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia,

tenendo conto delle istruzioni per l'uso e la manutenzione predisposte

dall'impresa installatrice dell'impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature

installate.

Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192

"Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico

nell'edilizia"

pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2005 - Supplemento Ordinario n. 158

Art. 7.

Esercizio e manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale e estiva

1. Il proprietario, il conduttore, l'amministratore di condominio, o per essi un terzo, che se ne

assume la responsabilità, mantiene in esercizio gli impianti e provvede affinche' siano eseguite le

operazioni di controllo e di manutenzione secondo le prescrizioni della normativa vigente.

2. L'operatore incaricato del controllo e della manutenzione degli impianti per la climatizzazione

invernale ed estiva, esegue dette attività a regola d'arte, nel rispetto della normativa vigente.

L'operatore, al termine delle medesime operazioni, ha l'obbligo di redigere e sottoscrivere un

rapporto di controllo tecnico conformemente ai modelli previsti dalle norme del presente decreto e

dalle norme di attuazione, in relazione alle tipologie e potenzialità dell'impianto, da rilasciare al

soggetto di cui al comma 1 che ne sottoscrive copia per ricevuta e presa visione.

12.

impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva

ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e

sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi,

comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del

calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti

termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati

impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua

unifamiliari; tali apparecchi sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la

somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della

singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 kW.

Domanda n° 162

Egregio ing. Mannelli, volevo chiederle se il RLS per svolgere il suo lavoro deve frequentare obbligatoriamente anche i corsi relativi all’antincendio, evacuazione e primo soccorso.

Risposta

Assolutamente no

Domanda n° 161

Gentile Ing. Mannelli,

sono coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione di lavori di straordinaria manutenzione consistenti nella realizzazione di una piattaforma elevatrice per l' eliminazione di barriere architettoniche.

Dopo aver analizzato i P.O.S. delle imprese affidatarie prima dell' inizio dei lavori e avendone riscontrata la non conformità a quanto richiesto dall' Allegato XV e la mancanza di coerenza con le prescrizioni contenute nel P.S.C., ho richiesto, per iscritto, le modifiche e le integrazioni dei P.O.S.

Le imprese, tuttavia, non sono riuscite ad adeguare il piano in questione entro la data fissata per l'inizio dei lavori che non potrà essere spostata per una serie di motivi che fanno capo al committente. Le chiedo, quindi, un consiglio sul comportamento che dovrò assumere.

Risposta

poiché il committente vuole iniziare i lavori lei deve valutare se il POS consegnato garantisce la sicurezza per la prima fase dei lavori. Se sì, scriva all'impresa autorizzando i lavori fino alla fase x o alla data y invitandola a presentarle prima di tale data il POS corretto secondo il testo unico e congruo con il PSC per le successive lavorazioni. Se lo ritiene possibile può anche adeguare il

PSC al POS e quindi all'impresa imporrebbe solo l'adeguamento al testo unico . Se invece il POS non lo ritiene sufficiente a garantire la sicurezza neanche nella prima fase faccia una riunione di

coordinamento con l'impresa, contesti le carenze riscontrate ed avverta che non deve iniziare i lavori a norma del d. lgs. 81 prima di avere consegnato un nuovo POS e di avere ricevuto il nulla osta dal CSE. Di tale riunione faccia verbale nel quale conclude che l'impresa ha compreso quanto detto e lo fa firmare dall'impresa. Una copia del verbale può inviarla al committente.

Domanda n° 160

Ing. Mannelli

vorrei porle un quesito: ci sono sanzioni amministrative (e quali) che un datore di lavoro può applicare ad un suo dipendente che non rispetta le norme sulla sicurezza

(per es. non indossa DPI, non partecipa a corsi di formazione ecc.) ?

Risposta

Solo quelle previste dal CCNL in caso di disobbedienza ad un ordine. Cioè se il lavoratore si rifiuta di lavorare il DL prima di licenziarlo deve fare il richiamo, il richiamo scritto, la censura , l'ammenda e il licenziamento. è la stessa procedura da usare se il lavoratore si rifiuta di eseguire l'ordine di indossare il casco,

Domanda n° 159

Sono stato nominato CSE per il subentramento di una seconda impresa esecutrice dei lavori in un cantiere di una nuova costruzione da adibire a civile abitazione. Su comunicazione della DL i lavori sono stati sospesi a far data dal 08/09/2009. Premesso che è stata inviata notifica preliminare all USL, bisogna anche inviare comunicazione di sospensione lavori e poi successivamente una ripresa lavori?

Risposta

La sospensione lavori non fa venire meno l'obbligo di mantenere il cantiere in sicurezza. Di questo è responsabile il CSE che deve fare apposita procedura. La ASL ( e la DPL) può fare intervento ispettivo anche con lavori in sospeso. Ss si invia comunicazione di sospensione lavori alla ASL ( e alla DPL), tale comunicazione potrebbe servire per dissuadere gli organi a fare ispezioni durante il periodo di sospensione lavori. Tale comunicazione non è obbligatoria ( ma non è neanche vietata).

Domanda n° 158

Spett.le Ing. ho letto tra i tanti quesiti posti dagli utenti, quello riguardante la formazione di 16 ore del DL, (28) dove lei afferma che tale corso può essere erogato da qualsiasi tecnico. Ma l'usl di Messina fra l'altro gli stessi tecnici che ci hanno fomato come RSPP, sostengono che tali corsi possono essere erogati solo da un ente paritetico e non da un professionista..

Risposta

Mi scusi, ma l'ipse dixit è superato Chieda a quale legge e a quale articolo di tale legge hanno fatto riferimento i tecnici che l'hanno formato e informato . Quello che Le hanno detto è scritto nel D. Lgs. 81/08 ma occorrono i decreti applicativi per l'operatività.e comunque non si applica ai DL. per i quali invece si applicherà l'obbligo di apposita formazione per i formatori.

Pertanto allo stato attuale , alla lluce del Decreto 16 gennaio 1997. (G.U. n° 27 del 03/02/1997). Individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. ed ai sensi dell'art. 34 c. 2 del D, Lgs, 81/08 confermo che le mogli ( e non solo qualsiasi tecnico) possono fare il corso di formazione ai mariti datori di lavoro.

Domanda n° 157

Essendo laureato in Architettura ed avendo frequentato "con profitto" un corso di formazione in sicurezza e tutela della salute dei lavoratori ai sensi dei DD.lgss 629/94 e 242/96 nel 1999 ed un corso formativo di aggiornamento per RSPP D.lgs 81/2008 di 7 ore nel settembre 2008, posso svolgere le mansioni di RSPP in una ONLUS di cui sono il presidente?

Sull'attestato rilasciatomi dall'Università di Napoli Federico II, c'è scritto: "L'Arch. … ha frequentato con profitto il corso di formazione in sicurezza e tutela della salute dei lavoratori (Decreti legislativi 629/94 e 242/96) svolto con la collaborazione del I.F.P. - Istituto Formazione Professionale della Confcoperative Unione Provinciale di Napoli.

Risposta

L’attestato non dice neanche quante ore ha fatto. Cosa Le posso dire? Stricto iure per fare il datore di lavoro-RSPP nella Sua azienda deve avere un attestato di 16 ore di formazione con i contenuti previsti da Decreto 16 gennaio 1997. (G.U. n° 27 del 03/02/1997). In realtà Lei ha seguito un corso di rilevanza maggiore ed ha fatto anche un aggiornamento di 7 ore. Nessun magistrato le contesterebbe una mancanza di formazione, anche perchè i laureati in archiettura sono esonerati dalla formazione giuridica e tecnica per fare i consulenti ASPP.

Quindi non c'è alcun dubbio che è tecnicamente in grado di fare il datore di lavoro-RSPP e può darsi anche giuridicamente. Però se arriva un ispettore che invece della prevenzione si dedica alla repressione potrebbe sanzionarla e dovrebbe fare ricorso al magistrato per farsi togliere la sanzione.

Conclusione: faccia tranquillamente il datore di lavoro- RSPP ma si iscriva presso il Suo ordine al prossimo corso modulo C, che è un corso di 24 ore che non ha niente di tecnico ma tratta di problematiche comunicative e gestionali. Acquisendo l'attestato modulo C Lei potrà fare il RSPP non solo nella Sua azienda ma in qualsiasi tipo di azienda come consulente. Se tale tipo di attività non Le interessa, faccia tranquillamente il datore di lavoro- RSPP e segua quando può un corso di 16 ore secondo Decreto 16 gennaio 1997. (G.U. n° 27 del 03/02/1997). Tale tipo di corso lo può fare qualsiasi società di formazione o qualsiasi tecnico (tranne naturalmente Lei stesso perché non è prevista l'autoformazione ). Lo so, è paradossale ma "la legge è legge e vassi rispettata" anche se mi sembra che stiamo perdendo il senso e la misura.

Domanda n° 156

Egr. ing. Mannelli,

grazie mille per la risposta 155. In merito alla questione (parafulmine-ponteggio) un ulteriore chiarimento:

1) collegare elettricamente il ponteggio all'impianto di parafulmine equivale a realizzare la messa a terra del ponteggio? Dico questo in funzione del fatto che potrei trovarmi da CSE nelle condizioni di non avere documentazione dell'impianto parafulmine istallato o impianto non realizzato a norma.

Risposta

Il collegamento elettrico del ponteggio all'impianto parafulmine realizza l'equipotenzialità con l'impianto parafulmine e prtegge da scariche elettriche atmosferiche indirette. comunque l'equipotenzialità deve essere fatta da un installatore che ne deve rilasciare attestazione di conformità. Se necessario, l'impianto di messa a terra (di protezione dai contatti elettrici indiretti) deve essere realizzato sempre dall'elettricista che ne rilascia la dichiarazione di conformità. La differenza tra i due impianti non consiste nella diversità di materiale usato ( sempre treccia di rame) ma nel verificare che il lavoro sia idoneo per lo scopo prefissato. Se è necessario ad esempio l'impianto di messa a terra, l'elettricista deve avere cura di collegare elettricamente anche tutti dispersori elettricamente interferenti. E' quindi cosa concettualmente diversa dall'impianto parafulmine ove bisogna collegare tutte le masse elettricamente interferenti con le calate.

Domanda n° 155

Egregio ing. Mannelli,

sto redigendo un PSC in fase di P. relativo a lavori di restauro della copertura di una chiesa dove vi è la presenza di impianto parafulmini.

Le porgo le seguenti domande:

1) quali provvedimenti progettuali posso intraprendere per proteggere i lavoratori nel caso in cui un fulmine dovesse scaricarsi su tale impianto?

2) Avendo previsto i ponteggi la verifica dell'aurotezione dovrà essere eseguita dall'impresa esecutrice dei lavori e non da me?

Nel ringraziarla per la sua disponibilità a trasferire preziose conoscenze Le invio i miei più cordiali saluti.

Risposta

Per un ponteggio nel cantiere occorre verificare sempre lo stato di aurotezione o la necessità di un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche. .

Nel caso specifico abbiamo però la presenza di un impianto parafulmine a ridosso del quale andiamo a montare il ponteggio. D'altra parte per un ponteggio se il suolo è asfaltato (5 cm) o ricoperto di ghiaia (10 cm) oppure costituito da basalto o porfido, non è necessaria la protezione dallae scariche atmosferiche. Quindi, a meno che il campanile non sia circondato da terreno vegetale. il coordinatore dovrebbe già sapere che il ponteggio non ha bisogno di protezione dalle scariche atmosferiche. Peraltro il coordinatore dovrebbe anche sapere che se un fulmine dovesse cadere sul campanile, dalle calate potrebbe partire una scarica laterale verso gli elementi metallici del ponteggio che si troverebbero a potenziale elettrostatico diverso.

Conclusione: inserire nel PSC l'obbligo di collegare elettricamente il ponteggio all'impianto parafulmine esistente , previa verifica dello stato di conservazione dello stesso , secondo quanto previsto dalle norme CEI e di produrre ala CSE la relativa dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore.

Domanda n° 154

In un intervento di rifacimento del manto di tegole (manutenzione straordinaria) con ripristino di intonaco sulle superfici esterne e pitturazione devo predisporre il fascicolo dell'opera?

Risposta

Il manto di tegole è una parte strutturale? Non credo in quanto l'edificio si supporta anche senza le tegole. Quindi non direi che si tratta di una manutenzione straordinaria ma di una manutenzione ordinaria che non richiede il FAS. D'altra parte. il FAS serve per imporre dispositivi che facilitino i successivi lavori in sicurezza con ad esempio la previsione di appositi anelli annegati nella strttura per posizionare una linea vita che consenta successivamente la sostituzione delle tegole senza dovere montare ponteggi. In questo caso però noi andremmo ad intervenire veramente sulla struttura (ad esempio i travetti o quant'altro sostiene le tegole) di cui il lavoro da eseguire non prevede alcuna modifica che giustifichi il calcolo necessario per annegare gli anelli.

Quindi chiamare il lavoro: manutenzione ordinaria ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera a) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e non porsi problemi per il FAS.

Si riporta la definizione del DPR 380 e quanto dispone il nuovo testo unico.

DPR 380/01

"interventi di manutenzione ordinaria", gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

"interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;

D. Lgs. 81/08

Il fascicolo non é predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380

Domanda n° 153

Egr. ing. Mannelli

vorrei sapere se nella redazione del computo relativo alla stima dei costi della sicurezza è possibile utilizzare prezziari delle regioni limitrofe (es. Campania, Puglie, ecc.) avendo noi lucani un listino delle OO.PP. particolarmente carente per quanto concerne la sezione SICUREZZA.

Risposta

Se il prezzario locale non soddisfa il coordinatore perché carente, egli deve fare riferimento a prezziari ritenuti congrui e quelle delle regioni viciniore lo possono essere, salvo puntuale verifica item per item. Infatti il testo unico dispone che

"La stima dei costi delle misure preventive e protettive finalizzate alla sicurezza e salute dei lavoratori

dovrà essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad

elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezziari o listini ufficiali vigenti nell'area

interessata, o sull'elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente; nel caso in cui un elenco

prezzi non sia applicabile o non disponibile, si farà riferimento ad analisi costi complete e desunte

da indagini di mercato. Le singole voci dei costi della sicurezza vanno calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l'eventuale manutenzione e l'ammortamento."

Domanda n° 152

Quali sono i requisiti che bisogna possedere,e a chi rivolgere la domanda per svolgere l'attività di organismo di certificazione per il collaudo e le ispezioni biennali degli ascensori e montacarichi.

Risposta

Occorre dichiarare di i essere in possesso dei requisiti minimi di sicurezza di cui all'art. 9, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10 giugno 1999)e presentare domanda con relativa documentazione secondo DIRETTIVA 16 settembre 1998.

Documentazione da produrre per l'autorizzazione degli organismi alla certificazione CE.

Gazzetta Ufficiale n. 263 del 10-11-1998

MINISTERO DELL'INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO

DIRETTIVA 16 settembre 1998.

Documentazione da produrre per l'autorizzazione degli organismi alla certificazione CE.

IL MINISTRO DELL'INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL'ARTIGIANATO

Vista la risoluzione del Consiglio CE del 21 dicembre 1989

concernente un approccio globale in materia di valutazione della

conformita', in merito anche alle linee direttrici circa la

rispondenza degli organismi di certificazione alle norme della

serie

EN 45000;

Vista la decisione del Consiglio CE del 13 dicembre 1990

concernente i moduli relativi alle diverse fasi delle procedure di

valutazione della conformita', da utilizzare nelle direttive di

armonizzazione tecnica ed in particolare il punto m)

dell'allegato;

Vista la norma UNI-CEI EN 45011 sui criteri generali per gli

organismi di certificazione dei prodotti e in particolare il punto

10;

Vista la norma UNI-CEI EN 45012 sui criteri generali per gli

organismi di certificazione dei sistemi di qualita';

Vista la norma UNI-CEI EN 30011/2 sui criteri generali per le

verifiche ispettive dei sistemi di qualita'; per la qualificazione

dei valutatori di sistemi di qualita' (Auditors);

Vista la circolare 25 febbraio 1993, n. 159258 pubblicata nella

Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 1993 relativa alle istanze

Per l'autorizzazione provvisoria a certificare ai sensi della

Direttiva 89/392/CEE (Macchine);

Visto il decreto ministeriale 22 marzo 1993 pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 1993 concernente i contenuti

della domanda di autorizzazione a svolgere attivita' certificativa

ai sensi della direttiva 89/686 recepita con decreto legislativo 4

dicembre 1992, n. 475 e relativa ai dispositivi di protezione

individuale;

Ritenuta la necessita' di uniformare e semplificare e procedure di

presentazione alla Direzione generale per lo sviluppo produttivo e

la competitivita' delle istanze di autorizzazione alla

certificazione, quando previsto, per tutte le direttive comunitarie di

armonizzazione tecnica nella procedura di valutazione degli organismi che prevede

l'utilizzazione delle norme della serie EN 45000;

Emana la seguente direttiva:

Art. 1.

Presentazione della domanda

L'istanza relativa alla richiesta di autorizzazione alla

certificazione CEE per le direttive citate nelle premesse deve

essere

indirizzata al Ministero dell'industria, del commercio e

dell'artigianato - D.G.S.P.C. - Ispettorato tecnico dell'industria

-

00187 Roma.

L'istanza, sottoscritta dal legale rappresentante dell'organismo e

contenente il numero di iscrizione al registro delle imprese

presso la Camera di commercio competente, deve essere prodotta in

originale bollato e in duplice copia e contenere la esplicita indicazione

del tipo di autorizzazione richiesta e per quali prodotti o famiglia di prodotti viene richiesta.

Art. 2.

Documentazione richiesta

per la certificazione di prodotto

Alle richieste di autorizzazione alla certificazione, da inviarsi

con le modalita' di cui al precedente art. 1, devono essere

allegati i seguenti documenti in duplice copia:

1) copia dell'atto costitutivo o statuto, per i soggetti di

Diritto privato, ovvero estremi dell'atto normativo per i soggetti di diritto pubblico, da cui risulti costitutivamente l'esercizio

dell'attivita' di certificazione per direttive comunitarie;

2) elenco di macchinari e attrezzature, corredato delle

caratteristiche tecniche ed operative, possedute in proprio;

3) elenco delle attrezzature possedute da eventuali laboratori

convenzionati con il richiedente, presso cui vengono effettuati

esami e/o prove complementari;

4) elenco dettagliato del personale con relative qualifiche,

titoli di studio, mansioni e organigramma complessivo dell'organismo da

cui si evinca il ruolo svolto dai preposti alla direzione delle

diverseattivita';

5) polizza di assicurazione di responsabilita' civile con

Massimale non inferiore a lire tre miliardi, per i rischi derivanti

dall'esercizio di attivita' di certificazione CEE;

6) manuale di qualita' dell'organismo, redatto in base alle norme

della serie EN 45011 contenente, tra l'altro, la specifica sezione

in cui in conformita' al punto10 della norma UNI-CEI EN 45011 per

ogni famiglia di prodotti vengono dettagliate le attrezzature e gli

strumenti necessari nonche' le procedure che verranno seguite per

la certificazione. In detta sezione dovranno essere indicati anche i seguenti elementi: normativa seguita, ente che ha effettuato la

taratura e scadenza della taratura degli strumenti di misura;

7) planimetria, in scala adeguata, degli uffici e del laboratorio

in cui risulti indicata la disposizione delle principali

attrezzature.

L'eventuale accreditamento del laboratorio dell'organismo da parte

di un ente specializzato facente parte del sistema europeo di

accreditamento sara' considerato utile elemento di valutazione.

Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato si

riserva comunque di richiedere ogni altra documentazione che a suo

insindacabile giudizio dovesse ritenersi necessaria.

Art. 3.

Documentazione richiesta per la certificazione

dei sistemi di qualita' aziendali

Alle richieste di autorizzazione alla certificazione di sistemi di

qualita' delle aziende produttrici contenente il numero di

iscrizione

al registro delle imprese presso la Camera di commercio

competente,

da inviarsi con le modalita' di cui al precedente art. 1, devono

essere allegati i seguenti documenti in duplice copia:

1) per le imprese non individuali copia dell'atto costitutivo o

statuto, dal cui oggetto sociale risulti l'esercizio

dell'attivita'

di certificazione dei sistemi di qualita' delle aziende ovvero per

i

soggetti di diritto pubblico gli estremi dell'atto normativo;

2) documentazione relativa a:

manuale di qualita' dell'organismo redatto secondo le norme 45012;

i livelli di competenza minimi richiesti agli ispettori in

relazione alle regole che l'organismo si e' dato sulla base delle

UNI-CEI EN 30011/2;

le istruzioni dettagliate sulle procedure seguite per la

valutazione della conformita' alle norme della serie UNI-CEI EN

ISO

9000;

il regolamento per accedere alla certificazione ed il facsimile

della domanda;

le normative di riferimento;

3) planimetria, in scala adeguata, degli uffici;

4) elenco dettagliato del personale con relative qualifiche,

titoli

di studio, mansioni e organigramma complessivo nominativo,

dell'organismo;

5) elenco dettagliato delle risorse di personale esterne

utilizzate;

6) data di inizio dell'attivita' ed elenco dettagliato delle

certificazioni gia' effettuate relativamente alla materia oggetto

della domanda.

Nel caso in cui l'organismo richiedente l'autorizzazione sia

accreditato da parte di un ente specializzato facente parte del

sistema europeo di accreditamento il Ministero dell'industria,

commercio e dell'artigianato si riserva di effettuare verifiche e

controlli in ordine al possesso dei requisiti dichiarati,

avvalendosi

anche di organismi pubblici all'uopo convenzionati.

Art. 4.

La circolare del 25 febbraio 1993 n. 159258 e il decreto

ministeriale 22 marzo 1993 sono soppressi.

Art. 5.

La presente direttiva sara' trasmessa alla Corte dei conti per la

registrazione e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica

italiana.

Roma, 16 settembre 1998

Il Ministro: Bersani

Registrato alla Corte dei conti il 14 ottobre 1998

Registro n. 1 Industria, commercio e artigianato, foglio n. 187

Domanda n° 151

Nella domanda n.28 Lei evidenzia come i corsi per RSPP (per datori di lavoro) possono essere in realtà erogati da chiunque. Per quanto riguarda la formazione degli RLS come funziona?

Risposta

“La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro.”

In teoria la formazione degli RLS dovrebbe quindi coinvolgere gli organismi paritetici che sono organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Finora, tranne che per il settore edile e scolastico, risulta che con accordi nazionali i sindacati maggioritari dei lavoratori abbiano delegato la formazione dei RLS ai sindacati dei "padroni" che la esercitano o direttamente con proprie associazioni o con enti di "formazione" di propria emanazione.

Per gli RLS delle piccole imprese non aderenti alla confindustria o che non vogliono subire una imposizione da associazioni della propria categoria la formazione può essere fatta da chiunque sia ritenuto idoneo dal datore di lavoro, in attesa che siano elaborati i criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro .

Per evitare peraltro di essere disturbati con sterili problematiche da qualche zelante funzionario pubblico, abituato a vedere attestati di formazione corredati da loghi , loghini e loghetti, e per avere una maggiore garanzia di formazione suggerisco, ma è solo un suggerimento, di aderire a corsi di formazione organizzati con la partecipazione dell'ISPESL o dell'INAIL.

L'ISPESL e l'INAIL organizzano periodicamente anche direttamente corsi di formazione per RLS ma a costi non competitivi..

Domanda n° 150

Egregio Ingegnere,

mi ha contattato un'impresa edile chiedendomi di fare la formazione e le visite mediche per gli operai in allegato.

Ma non dovrei aspettare il 25/8/09 per farle oppure hanno ragione i loro tecnici e possono essere fatte già la prossima settimana? (i dipendenti sono stati assunti in data 7/8/09 con decorrenza 25/08/09)

Risposta

Per quanto riguarda la formazione il problema giuridico non esiste (esiste un problema economico che cito dopo). Il dubbio sarebbe sulla sorveglianza sanitaria che prima dell'assunzione era prima ammessa poi vietata poi ammessa.....

Nel caso specifico dai certificati inviati sembra di capire che i lavoratori sono stati già assunti, anche se la decorrenza dell'attività è il 25 agosto .Quindi la sorveglianza sanitaria sarebbe già attuabile previa disponibilità del lavoratore e riconoscendo al lavoratore le ore perse (così come per la formazione). Il decreto correttivo del testo unico, in vigore dal 20 p.v. stabilisce la liceità della visita medica preventiva in fase preassuntiva (art. 41 comma 1 lettera e-bis del testo unico modificato) e quindi, dopo il 20, il lavoratore deve dare la disponibilità conservando però il diritto a vedere remunerato il tempo impiegato.

In conclusione, a meno che i lavoratori non si rifiutano espressamente, nulla osta alla immediata formazione e sorveglianza sanitaria .

Domanda n°149

I corsi di cui all'art. 34 del D.lgs 81/08, in particolare quello di min 16 ore per RSPP, possono essere erogati e certificati da un qualsiasi libero professionista ?

Risposta

Allo stato attuale (24/08/09) il DL che intende svolgere il ruolo di RSPP deve avere l’attestato di un corso di 16 ore con contenuti formativi di cui al DM 16/1/1997 ma che può essergli rilasciato anche dalla moglie. (domanda n° 28). Solo il corso per SPP, CSE, CSP, di primo soccorso e il corso per rischio incendio elevato non possono essere fatti da liberi professionisti.

Domanda n°148

Un datore di lavoro con unico dipendente, telelavoratore, sede operativa la casa del dipendente (ovviamente) è obbligato a fare l'autocertificazione per aver valutato i rischi (e su quale luogo di lavoro?), o è sufficiente informare il telelavoratore sui rischi?.

Risposta

Il datore di lavoro di un telelavoratore deve valutare i rischi presso il domicilio del telelavoratore relativamente al TITOLO VII – ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI. Inoltre, se ha una sede (un ufficio, l'abitazione) dove può avere accesso il telelavoratore , deve anche valutare i rischi architettonici ed elettrici di tale sede.

Per tali valutazioni, essendo il numero dei dipendenti inferiore a 10, può fare l'autocertificazione nella quale però consiglio di precisare, per autotutela, in che data si è recato presso il domicilio del dipendente e alla quale consiglio di allegare, per autotutela, l'autorizzazione concessa dal dipendente per accedere al domicilio. Inoltre dovrà essere disponibile la cartella sanitaria per la sorveglianza sanitaria da rischio VDT , l'attestato di avvenuta informazione e formazione del lavoratore per i rischi connessi alla sua attività. e circa le politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenze relative ai videoterminali , l'impegno scritto del lavoratore ad applicare correttamente le direttive aziendali di sicurezza in particolare comunicando preventivamente eventuali variazioni da apportare al proprio posto di lavoro.

Questo è quanto prescritto dal testo unico che auspica di essere in un paese normale.e fa solo imposizioni senza precisare esclusioni o limiti per cercare di porre un qualche confine alla responsabilità del datore di lavoro . Imporre senza escludere , sarebbe normale se fossimo in un paese "normale" dove tutte le leggi si rispettassero e ove la magistratura garantisse sentenze razionalmente omogenee. Il rischio più elevato per un telelavoratore è il rischio elettrico che dovrebbe essere ridotto da un idoneo impianto di messa a terra che in tutte le abitazioni "nuove" è obbligatorio a norma del DM 37/08 (Gazzetta Ufficiale n. 61 del 12/03/2008 ) che ha modificato la legge 46/90 e di cui è responsabile il conduttore dell'abitazione. Ma se invece l'impianto di terra non esistesse, o non fosse idoneo l'impianto di terra o l'impianto elettrico o non fossero manutenuti idoneamente, e capitasse un infortunio elettrico al telelavoratore, ne risponde anche il datore di lavoro o comunque è esclusa ogni sua corresponsabilità anche se dovesse risultare in giudizio che nella visita fatta all'abitazione non poteva non vedere l'assenza del differenziale, l'assenza del conduttore di protezione, fili elettrici volanti, prese multiple inserite in prese multiple, spine schuko inserite senza adattatore in prese italiane? A questa domanda non credo che ci possa essere risposta certa ma solo pareri giuridici (non di mia competenza) più o meno condivisibili.

art 3 comma 10 A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza......si applicano le disposizioni di cui al titolo VII, indipendentemente dall’ambito in cui si svolge la prestazione stessa. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III. I lavoratori a distanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenze relative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali di sicurezza. Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza da parte del lavoratore a distanza, il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorità competenti hanno accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti della normativa nazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso essere subordinato al preavviso e al consenso del lavoratore qualora la prestazione sia svolta presso il suo domicilio.

Domanda n°147

Azienda fino a 10 lavoratori; il datore di lavoro fa l'autocertificazione in sostituzione del DVR: deve esserci un RSPP, il SSPP ed eventualmente il RLS?

Risposta

L'Rspp è sempre obbligatorio e può essere lo stesso datore di lavoro se ha fatto il corso di 16 ore, l'spp (servizio prevenzione e protezione) può coincidere con il RSPP, l'RLS è un diritto dei lavoratori ma non un obbligo del datore di lavoro. A questo proposito leggere la domanda 97.

Domanda n°146

Azienda con meno di 15 dipendenti; il datore di lavoro può autocertificare di aver valutato i rischi senza redigere il DVR. Deve comunque il datore di lavoro essere formato (corso per RSPP min 16h) per fare l'autocertificazione?

Risposta

L'autocertificazione può essere fatta dal datore di lavoro che occupa fino a 10 lavoratori (art. 29) ( e non 15). Non occorre fare alcun corso. Il corso 16 ore è necessario per autonominarsi RSPP.

Domanda n°145

Per un'impresa che opera nel restauro di chiese,teatri,etc (più cantieri in contemporanea) è obbligatoria la figura del preposto in ogni cantiere ?

La formazione del preposto deve essere di dodici ore il primo anno e tre ore di aggiornamento annuale ?

Risposta

la necessità del preposto deve essere valutata nel POS a seconda del tipo di lavoro da eseguire( esempio: la tinteggiatura non in quota in ambiente non a rischio di esplosione o incendio non richiede preposto). Le ore di formazione e di aggiornamento le decide il Datore di lavoro : 12+3 mi sembrano congrue

Domanda n°144

Buongiorno Ingegnere,

due fratelli titolari di una società sas (officina meccanica) di cui uno ovviamente accomandatario e l'altro accomandante, a quali obblighi sono soggetti?

-DVR?

-RLS?

-DPR 462/01?

Mi scusi per la domanda un pò stupida, ma vedo grandi società che vendono di tutto a tutti ed allora mi sorgono dei dubbi, e mi chiedo chi ha ragione?

Risposta

Occorre evitare di addentrarsi in problemi fiscali. La questione da porre è: il due soci lavorano in piena autonomia? se si, sono lavoratori autonomi, se no , uno dei due è il DL .Dovrebbe essere l'accomandatario il DL ma occorre esaminare la situazione di fatto. In questo caso occorre il sistema 626. Ricordo che il RLS è un diritto, non un dovere.

Domanda n°143

Un ispettore della ASL ha contestato ad una impresa familiare in un cantiere la mancanza della sorveglianza sanitaria. Ma l’impresa familiare non è soggetta solo all’art. 21 del D. Lgs. 81/08?

Risposta

Il D. Lgs. 81/08 a volte induce ad errori. Se si legge infatti il comma 12 dell’art 3 (l’articolo che indica il campo di applicazione del decreto) sembra di capire che all’impresa familiare si applica solo l’art. 21 che non impone il DVR né la sorveglianza sanitaria “fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;”. Ma ecco che proprio nel decreto troviamo una “norma speciale “ nell’art. 96 che impone anche alle imprese familiare il piano operativo di sicurezza di cui all'articolo 89, comma 1, lettera h). “h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell'articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’ ALLEGATO XV;”

Nell’ALLEGATO XV troviamo scritto

3.2. - Contenuti minimi del piano operativo di sicurezza

3) i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato;

4) il nominativo del medico competente ove previsto;

5) il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;

In conclusione, l’impresa familiare operante nei cantieri deve fare la valutazione del rischio ed ha gli stessi obblighi di una impresa non familiare. In questo caso il datore di lavoro sarà il capofamiglia.

Domanda n°142

Preg.mo ingegnere, volevo chiederLe alcuni chiarimenti/conferme su un problema che mi si è presentato di recente. Si tratta in sintesi di quanto appresso:C'è una società che gestisce da diversi anni un impianto di depurazione per conto dell'ente che è responsabile di tutta la rete regionale. In questi giorni è stato chiesto alla società che materialmente gestisce l'impianto, di produrre il DVR.

Ma non dovrebbe già l’ente provvedere a redigerlo in quanto datore di lavoro in primis.. restando a carico della società il compito di redigere con l'enteun DUVRI? La ringrazio per l'attenzione che vorrà dedicare alla presente

Risposta

La richiesta del DVR potrebbe rappresentare un tentativo di accertare l'idoneità tecnico professionale della ditta cui si è affidato l'appalto. La richiesta è leggittima in fase di affidamento appalto, può essere respinta se fatta dopo tale affidamento.Il DUVRI è a carico del committente che deve chiedere all'appaltatore notizie in merito alle modalità di svolgimento dell'attività all'interno del sito (l'equivalente del POS). Può anche essere che il committente, intenzionato a redarre a posteriori il DUVRI , abbia chiesto il DVR intendendo invece chiedere il POS

Domanda n°141

Buon giorno, vorrei sapere se il responsabile dei lavori può essere diverso dal progettista dal d.l. dal coordinatore in fase di progettazione ed in fase di esecuzione

Risposta

No, il RL deve essere il progettista in fase di progettazione e il DL in fase di esecuzione. Per i lavori pubblici è il RUP

Articolo 89 - Definizioni

c) responsabile dei lavori: soggetto incaricato, dal committente, della progettazione o del controllo dell'esecuzione dell'opera; tale soggetto coincide con il progettista per la fase di progettazione dell’opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell’opera. Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile unico del procedimento;

Domanda n°140

La ringrazio per la celere risposta, ma mi resta ancora qualche dubbio (se non l'avesse capito sono alle prime armi...)

Mi pare di capire che il RL non debba essere nominato obbligatoriamente... per cui sul cantiere può non essere presente questa figura, o è il committente che sarà anche RL?

Ancora, se la fase di progettazione è finita, e il committente nomina solo il CSE e non il CSP, il PSC può redigerlo e firmarlo il CSE?

Risposta

RL non deve essere nominato obbligatoriamente. Il committente non è mai RL perchè RL è una figura diversa dal committente che condivide i doveri del committente. Il CSE che si accorge dopo la nomina che non esiste il PSC deve interrompere i lavori se fossero inziati e deve redigere il PSC

Domanda n°139

Devo subentrare come DL di un cantiere (costruzione di due fabbricati) non ancora aperto. Il progettista non ha redatto il PSC. Devo farlo io assumendo anche l'incarico di CSP e CSE? E' obbligatoria la redazione del PSC e delle notifiche preliminari? O se dichiaro che ci sarà una sola impresa si può evitare? Ai sensi del DL 81 devo assumere anche l'incarico di responsabile dei lavori?

Risposta

Il progettista non deve redarre mai alcun PSC. IL PSC deve essere redatto dal CSP nominato dal committente odal RL. Il CSE deve essere nominato dal committente o dal RL. Il RL può essere nominato dal committente e coincide, se nominato, per la fase progettuale con il progettista e per la fase esecutiva, con il DL.

Conclusione: mi sembra che il committente di questi due fabbricati rischia il carcere, se il DL dichiara (a chi?) il falso (una sola impresa per due fabbricati è una evidente balla) rischia il carcere, i lavoratori rischiano la pelle. Pertanto, caro collega, Le consiglierei di richiamare il committente ai suoi doveri giuridici ed etici (nomina del CSP se ancora non sono stati affidati i lavori, nomina del CSE, eventuale nomina del RL, accertamento della idoneità tecnico professionale delle imprese, notifica) e, nel caso il committente non si adegui, rinunci anche lei all'incarico.

Domanda n°138

Un'impresa affida la redazione del pos ad un tecnico. è obbligatoria la sua firma in calce al documento o è sufficiente solo quella del datore di lavoro?

Risposta

la firma del tecnico non è obbligatoria . è obbligatoria invece la firma del datore di lavoro poiche' il POSè un DVR..

Domanda n°137

L'art.101 del testo unico (obblighi di trasmissione) prevede la trasmissione del POS al Coordinatore prima dell'inizio dei lavori....., domande: c'è un tempo stabilito prima dell'inizio dei lavori? come mai ,invece, indica l'inizio dei lavori non oltre 15 giorni dell'avvenuta ricezione del piano e delle verifiche effettuate..

Risposta

Il tempo è stabilito dal direttore dei lavori indirettamente. Se i lavori devono iniziare il 16 secondo le diposizioni del direttore lavori, il POS deve essere presentato almeno il giorno 1 per potere assicurare l'inizio dei lavori il 16. Ovviamete se il coordinatore ritarda l'esame i lavori non inizieranno il 16 ma il direttore dei lavori non potrà pretendere nulla dall'impresa.

Domanda n°136

Egregio ingegnere, quali sono gli obblighi legati al dlgs 81 e le scadenze per un'associazione di volontariato Onlus con solo volontari non esposti a particolari rischi oltre a quelli legati alla guida di un'automobile per accompagnare gli associati in piccole commissioni?

Il rappresentante legale della Onlus esiste ed è il suo presidente.

La sede è presso dei locali di proprietà comunale concessi in comodato d'uso gratuito.

l'attività è organizzata dal presidente stesso o dal vice presidente.

Risposta

I volontari sono lavoratori e il rappresentante legale è un datore di lavoro ma l'art 3 rimanda le modalità di applicazione del testo unico a decreti da emanare. Nell'attesa le ASL non possono sanzionare ma per tutelare comunque i volontari (e il loro datore di lavoro) occorre applicare la prudenza del buon padre di famiglia: denunciare l'impianto di messa a terra della sede, utilizzare attrezzature conformi alla legge, formare e informare i volontari su eventuali rischi specifici dell'attività (tipo burnout , se esistono)..

..

Domanda n°135

Un socio lavoratore di una S.r.l. con n°3 dipendenti (compreso il socio lavoratore) può svolgere le funzioni di RLS?.

Risposta

L'impresa Il ruolo RLS è incompatibile solo con il ruolo di Datore di lavoro e di SPP. Pertanto , se il socio lavoratore non è anche datore di lavoro o RSPP nulla osta.

..

Domanda n°134

Un'impresa familiare (composta da marito e moglie senza altri dipendenti) proprietaria di un supermercato deve frequentare i corsi di formazione per Rspp, ecc. oppure ha la facoltà di frequentare tali corsi come da art.21 D.Lgs.81/08.

Risposta

L'impresa familiare ha il solo obbligo di utilizzare attrezzature conformi al titolo III e idonei DPI. La formazione, peraltro facoltativa, non è quella per RSPP e neanche quella per datori di lavori ma quella per lavoratori di cui all'Articolo 37 - Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti

..

Domanda n°133

Mi è capitato di dover redigere il DVR per una ditta con dipendenti in cui anche il datore di lavoro svolge le mansioni degli altri operai; la domanda è questa: il datore di lavoro nell'analisi dei rischi va visto come un dipendente? (si deve autoconsegnare i DPI etc...)

Risposta

Il testo unico non prevede il datore di lavoro "lavoratore". Io lo assimilerei ad un lavoratore autonomo, cioè con obbligo di uso dei DPI e possibilità di formazione e sorveglianza sanitaria. Nel DVR la circostanza del DL che opera deve essere esaminata al fine idi verificare che il suo lavoro non comporti un aggravio di rischio per i dipendenti..

Domanda n°132

Quali sono i requisiti del docente di un corso di primo soccorso? Necessita la specializzazione in medicina del lavoro,o....oppure è sufficiente che sia un medico qualsiasi?

Risposta

Qualsiasi medico va bene , addirittura per la parte pratica basta anche un infermiere...........

.

Domanda n°131

In caso di demolizione di un edificio immobiliare di due piani fuori terra ed un'unica impresa esecutrice dei lavori è obbligatorio redigere il PSC e nominare il Coorfinatore in fase di esecuzione?

Risposta

No, occorre solo il POS con piano di demolizione incluso. Però occorre verificare se la demolizione sia o meno propedeutica alla ricostruzione. In questo caso occorre il PSC se la ricostruzione è eseguita da altra impresa.

Domanda n°130

Spett.le ing. Mannelli,

siamo in regime di DIA e di una sola impresa e ci sono lavori di facciata per cui si deve costruire un ponteggio. Se viene incaricata una ditta esterna che costruisce solo ponteggi e comunque non interferisce con l?impresa affidataria, in quanto non può ancora operare fin quando non è stato realizzato il ponteggio stesso, la domanda è: siamo in regime di più di un?impresa (quindi va fatto il PSC) o no?

Risposta

Purtroppo fino a quando non si fa il PSC non si può dire che non interferisce. Occorre comunque il PSC perchè siamo in presenza di due imprese.

Domanda n°129

Egregio ingegnere,

volevo chiederle se le sedici ore di formazione previste per gli operai che per la prima volta si affacciano nel settore edile possono essere organizzate da istituti di formazione accreditati oppure l'impresa deve aspettare che parte il corso presso Cassa Edile o cpt o...e quali sono i contenuti di questa formazione?.

Risposta

Il CCNL affida alle scuole edili delle casse edili la formazione ed il contenuto della stessa

Domanda n°128

Nei grandi cantieri "costruzioni di viadotti" sulla Salerno - Reggio, è possibile pensare ad un preposto generale di cantiere esterno?

A chi sarebbe opportuno affidare questo incarico? Al semplice preposto? al capo cantiere ? ad un geometra?

.Risposta

Cosa intendiamo per preposto generale esterno? Il preposto è una persona incaricata dal datore di lavoro per controllare il corretto operare di alcuni o tutti i propri lavoratori nello stesso luogo. Pertanto, nel caso esposto, se il datore di lavoro è uno solo, se i lavori eseguiti contemporaneamente sono tali che i relativi addetti possono essere seguiti da una unica persona; nulla rileva che la persona incaricata dal datore di lavoro abbia un contratto atipico o sia libero professionista.

Domanda n°127

Con riferimento al quesito 126 se io nel richiedere la verifica periodica comunico alla ASL nella stessa lettera anche il cambio di proprietà e la messa in esercizio, l’autogru può entrare in cantiere con copia dell’avvenuta richiesta di verifica?

Stessa copia la manderei per conoscenza all’ISPESL

.

Risposta

Facendo la comunicazione alla ASL, e per conoscenza all'ISPESL, ti attivi per regolarizzare la situazione ed evitare sanzioni ma l'ingresso in cantiere senza verifica periodica, se scaduta, è una scelta discrezionale del committente o del coordinatore.

Nel caso che la ASL ritardi eccessivamente la verifica io consiglio di far eseguire e verbalizzare la verifica periodica da un tecnico in modo da cautelarsi in caso di infortunio

Domanda n°126

Devo richiedere la verifica periodica di una macchina di sollevamento (AUTOGRU) di proprietà attualmente della ditta X, ma il libretto di omologazione dell'ispesl riporta la ditta Y precedente. Cosa bisogna fare, o cosa occorreva fare .......?

.

Risposta

Quando si acquista un apparecchio targato ISPESL non è obbligatorio ma opportuno comunicare all'ISPESL l'acquisto in quanto ci potrebbe essere un'azione di richiamo per eventuali difetti occulti venuti allo scoperto. Obbligatoriamente invece occorre darne comunicazione alla ASL territoriale per poterla mettere in grado di fare la verifica periodica. Ricordo che secondo il TU una autogru senza verifica periodica non può essere tenuta in esercizio. Nella modifica del TU tale verifica potrà essere richiesta ai privati ma per il momento è obbligatorio l'intervento ASL.

Domanda n°125

Buona sera,

volevo chiederle se un bar con due soci cognati tra loro di cui uno al 51% e l'altro al 49% entrambi lavoratori e con due dipendenti assunti, è lecito che il RLS sia il socio al 49%? Oppure solo i due dipendenti devono fare loro un'assemblea ed eleggere uno di loro due?

E' inteso che il cliente non vuole il RLST.

Risposta

Se il socio non è datore di lavoro ma solo socio lavoratore nulla impedisce che i tre dipendenti eleggano proprio il socio come RLS. E' opportuno verbalizzare tale scelta.

Domanda n°124

Egr.Ing. Mannelli,

relativamente ad un lavoro pubblico consistente nel risanamento di un cornicione eseguito da una impresa per una durata di circa gg. 30 ove sono impiegati quattro operai, è obbligatoria la trasmissione della notifica preliminare all'ASL competente? Dal suo schema (obblighi del committente e RL) sembrerebbe di no. Grazie.

Risposta

Confermo che non ci vuole notifica. (art 99 D. Lgs. 81/08).

Domanda n°123

Sono un neoiscritto all'ordine degli ingegneri della Provincia di Potenza, laureato in Ingegneria Ambiente e Territorio, vorrei sapere se con il superamento dell'esame universitario di "sicurezza del lavoro e difesa ambientale" sono abilitato a svolgere la funzione di "coordinatore per la sicurezza" ai sensi della 81/2008.

Se si, vorrei sapere se devo fare il solo corso di aggiornamento

Risposta

Se l'università rilascia un attestato con il quale dichiara che l'esame superato è equipollente al corso previsto dal D. Lgs. 494/96 ovvero dal D. Lgs. 81/08 per Coordinatori, Lei può non fare il corso. Altrimenti lo deve fare. Per essere abilitato alla funzione di coordinatore occorre avere , oltre l'attestato del corso, attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l'espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni (come aiutante Direttore Lavori, come DL, come capocantiere, ecc) di almeno un anno per laurea quinquennale e di almeno due anni per laurea triennale.

Domanda n°122

Egregio ing. Le pongo il seguente quesito:

- un piccolo negozio ove lavora marito con moglie come coadiuvante familiare a quali obblighi ricade?

La moglie dovrebbe fare il corso da RLS per evitare l'RLST, devono fare il dvr, la verifica ai sensi del DPR 462/01, etc

e per le società con due o tre soci tutti lavoratori a senso parlare di RLS e chi dovrebbe farlo?E'un obbligo?

Risposta

Siamo di fronte ad una impresa familiare. Non c'è obbligo di DVR e RLS. leggere il quesito 76 per i dettagli

Domanda n°121

A proposito della domanda 120 francamente non ho capito perché avendo un lavoratore dipendente, non deve essere redatto il DVR, (autocertificazione intendo). Il resto mi è chiaro.

Risposta

La legge non va capita ma applicata. Leggere il quesito 46 per i riferimenti legislativi. (L'amministratore di condominio, se nel condominio c'è il portiere, è un datore di lavoro "a responsabilità limitata": cioè egli deve adempiere solo a quanto previsto nell'art. 3 comma 9 D. Lgs. 81/2008:)

Domanda n°120

In un condominio con lavoratore dipendente (es. portiere), l'amministratore redige il DVR. Se vi è la piscina, e la pulizia della stessa la vuole fare un condomino, la può fare? Se questi durante tale operazione ha un infortunio, l'amministratore ne risponde?

Risposta

Legga i quesiti 87 , 60 , 46 . Il DVR non deve essere fatto. Se il condomino vuol pulire la piscina , nei confronti dell'amministratore scatta la responsabilità penale che è in capo a qualsiasi cittadino: il dovere di prudenza del buon padre di famiglia ovvero la eventuale culpa in eligendo, che significa: considerato il tipo di lavoro da fare il condomino appare in grado di farlo, sia come attrezzature che come condizioni tecniche e fisiche? La responsabilità civile è di tutto il condomio. Per quanto riguarda gli aspetti fiscali non posso rispondere in quanto non è mia competenza

Domanda n°119

Per il periodo previsto per le visite mediche ai dipendenti delle varie attività bisogna fare riferimento all'allegato del D.P.R. 19 marzo 1956 n. 303 ?

Risposta

Il DPR 303 /56 è stato abolito (tranne l'art. 64) però la sorveglianza sanitaria occorre attivarla quando necessario a seguito della valutazione del rischio e secondo le modalità stabilite dal medico competente. Quindi si può (non si deve) fare riferimento alla tabella dell'allegato al DPR 303/56..

Articolo 304 - Abrogazioni

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, comma 3, e dall'articolo 306, comma 2, dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo sono abrogati:

a) il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, fatta eccezione per l'articolo 64,

3. Fino all'emanazione dei decreti legislativi di cui al comma 2, laddove disposizioni di legge o regolamentari dispongano un rinvio a norme del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero ad altre disposizioni abrogate dal comma 1, tali rinvii si intendono riferiti alle corrispondenti norme del presente decreto legislativo.

Articolo 25 - Obblighi del medico competente

1. Il medico competente:

b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati;

Articolo 41 - Sorveglianza sanitaria

2. La sorveglianza sanitaria comprende:

.........

La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l’anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio.

Domanda n°118

Gent. mo Ing. Mannelli,

relativamente alla nomina del RSPP, essa è un obbligo (non delegabile) del datore di lavoro che, il D. Lgs. 81/08 definisce come "soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore" o chi ha la responsabilità dell?organizzazione dove opera il lavoratore. Ciò premesso, nel caso di lavoratore autonomo desumo che questi non debba nominare (o autonominarsi) RSPP. Chiedo una sua opinione a riguardo.

Grazie.

Risposta

No non occorre RSPP. Il lavoratore autonomo non ha altri obblighi se non quelli degi articoli 21 e 26. (art. 3 comma 11)

Domanda n°117

Egr.Ing.Mannelli volevo chiederle un chiarimento sulla data certa. Se un'impresa,senza dipendenti(senza DVR),ha assunto 2 persone prima del 16/05/09,es.il 14/05/09,che però iniziano a lavorare dopo il 16/05/09,es. il 20/05/09,con obbligo di DVR,come ci si deve comportare con la data certa? Va messa sul DVR il 20/05/09 o andava messa comunque entro il 16/05/09 sul DVR che doveva essere già pronto?

Risposta

la data certa deve essere anteriore alla visita dell'organo di vigilanza ( e naturalmente ad eventuali infortuni gravi).Ve bene quindi il 20 se il 19 non arrivano ispettori

Domanda n°116

Nei DVR fatti dopo il 16/05/09 vanno già inseriti i rischi da stress lavoro-correlato?

Risposta

Se non esce una proroga alla scadenza del 16/5, occorre valutare il rischio stress dal 16/5/09.

Domanda n°115

vorrei sapere se nel P.O.S. dovranno essere descritte tutte le fasi di cantiere già presenti nel P.S.C. o ci si può limitare a quelle in variante.

Risposta

Il POS è un piano di dettaglio quindi deve comprendere e dettagliare tutte le fasi previste nel PSC.

Domanda n°114

In un impresa edile S.n.c. in cui vi è un legale rappresentante e un socio lavoratore e non vi sono altri dipendenti, è obbligatoria la nomina del RLS?Se no, quali sono gli adempimenti da adottare?

Risposta

non occorre e non conviene far nascere il RLS. Occorrono però tutti gli altri adempimenti: autocertifcazione o DVR, denuncia all'ISPESL e alla AUSL dell'impianto di messa a terra, corso di primo soccorso e antincendio, corso DL di 16 ore.

Domanda n°113

Gentile Ing. Mannelli,

è possibile per gli rspp tenere corsi antincendio per aziende a rischio basso o medio e comunque quando non è prevista l'idoneità tecnica dei vv.ff.

Risposta

Assolutamente si

Domanda n°112

Gentile Ing. Mannelli,

vorrei sapere come si devono comportare in base al t.u. sicurezza sul lavoro i componenti di uno studio associato di professionisti senza dipendenti.

Grazie mille per l'aiuto che ci fornisce con questo sito

Risposta

Fintanto che non entrano in un cantiere tutti insieme non devon fare niente in quanto non hanno un rapporto di subordinazione tra loro. Se entrano in cantiere costituiscono una impresa di fatto e dovrebbero fare il POS.

Domanda n°111

Nel caso di scula dell'infanzia paritaria gestita da suore e con consiglio di amministrazione, dove vi sono due suore regolarmente assunte dall'istituto che svolgono mansioni di docente, è necessario redigere il DVR e la nomina del RSL entro il 15.5.2009 ? Grazie anticipatamente per la sua risposta al quesito.

Risposta

Si può fare l'autocertificazione invece del DVR. Entro il 15/5/09 si deve comunicare all'INAIL l'eventuale RLS esistente al 31/12/08. Io non caricherei le suore di problemi con l'RLS. Non avere RLS significa solo dovere pagare, quando sarà richiesto, il corrispettivo di due ore di lavoro per anno e per dipendente e dare accesso libero al RLST . Avere RLS significa fare un corso di 32 ore ed un aggiornamento annuo di 4 ore. Forse un impegno mentale troppo inutilmente gravoso per delle suore di una scuola dell'infanzia.

Domanda n°110

La figura del Vescovo può essere interpretata come datore di lavoro se ha assunto alcuni lavoratori come collaboratori domestici (continuativi) e ci sono alcuni professionisti esterni che prestano la loro opera come convenzionati presso i locali della curia?

E' soggetta quindi questa attività... alla stesura di un DVR?

Risposta

Domanda originale. I collaboratori domestici sono esclusi dal testo unico. Invece i collaboratori a progetto sono inclusi nel testo unico se il contratto è di tipo esclusivo (cioè se i professionisti non hanno altri committenti). Per il momento si può fare l'autocertificazione. Nella modifica in corso del testo unico i collaboratori dovrebbero essere esclusi dal testo unico. Eventualmente mi potrebbe precisare il tipo di contratto e l'orario di lavoro dei professionisti e potrei essere più preciso..

Domanda n°109

Chiedo la corretta interpretazione da attribuire a"case di cura" di cui alla lett. l),allegato IX DM10/03/98,ai fini della formazione antincendio.Nello specifico un ambulatorio di dialisi,dove i pazienti non sono degenti ma vengono trattati in giornata e rientrano a casa,è da considerarsi casa di cura e quindi attività ad alto rischio o rischio medio o basso in funzione della scarsa possibilità di sviluppo e propagazione? Grazie e saluti.

Risposta

La valutazione del rischio di incendio tiene conto:

a) del tipo di attività;

b) dei materiali immagazzinati e manipolati;

c) delle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;

d) delle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;

e) delle dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;

f) del numero di persone presenti, siano esse lavoratori dipendenti che altre persone, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

Pertanto occorre valutare numero di persone presenti, siano esse lavoratori dipendenti che altre persone, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza. Se le persone dializzate sono una decina, io riterrei il rischio medio.

Domanda n°108

Ill.mo Ing. Sono datore di lavoro di due imprese di costruzioni con 3 operai cadauno, spesso gli operai lavorano insieme. Quanti RLS devo nominare?? grazie mille.

Risposta

lL RLS deve essere nominato dai lavoratori e non dal datore di lavoro. Se si vuole evitare di vedersi arrivare il rappresentante sindacale di comparto sul cantiere è opportuno convincere i lavoratori di ciascuna impresa a nominare uno di loro RLS. Due imprese = 2 RLS.

Domanda n°107

Egr.ing.Mannelli un ingegnere stà preparando qualche d.v.r. ed alcune aziende in data 16 maggio non hanno rspp, ma a breve, lo faranno, l'ingegnere può farsi fare la lettera d'incarico dall'azienda e appena il titolare fà il corso lasciare l'incarico? una macelleria o un negozio di frutta sono obbligati a fare il d.v.r.?

Risposta

 l'ingegnere può farsi fare la lettera d'incarico dall'azienda e appena il titolare fà il corso lasciatre l'incarico?: si, - la lettera di cessazione incarico deve essere firmata per ricezione dal datore di lavoro o inviatagli con raccomandata AR

 una macelleria o un negozio di frutta sono obbligati a fare il d.v.r.? solo se il titolare ha assunto un lavoratore, e comunque il DVR può essere sostituito dall'autocertificazione il cui modello è sul sito

Domanda n°106

Salve, volevo sapere se la data certa da mettere dul d.v.r. significa mettere il timbro postale solo sulla copertina oppure su tutte le pagine. Grazie

Risposta

Per garantire certa la data sul DVR, il timbro deve essere messo su una fascetta incollata trasversalmente sul dorso in modo da timbrare gli estremi della fascetta da ambo i lati. Infatti se timbriamo solo la prima pagina si potrebbe supporre che tutto il resto è stato aggiunto successivamente. Probabilmente la data certa sarà eliminata con il decreto correttivo ma non si sa quando uscirà tale decreto (il decreto correttivo è uscito D. Lgs. 108/09 ma non ha abolito la data certa e si è limitato ad introdurre solo una procedura semplificata). Se il DVR esiste anche in formato elettronico si può utilizzare il sistema gratuito messo a disposizione da http://www.blumatica.it/page.asp?up=pec_blumatica. e basato sulla casella di posta certificata. occorre registrarsi sul sito ma la registrazione è assolutamente gratuita.

Domanda n°105

Egr.ing. Mannelli ho il seguente quesito da porLe: come vengono computati i lavoratori con contratto co.co.pro. che lavorano solo per alcuni mesi dell'anno ai fini dell'applicazione del D.Lgs. 81/08? Ad esempio in un'attività con 16 lavoratori di cui 12 co.co.pro. (contratto a 6 mesi) devo procedere a mettere in atto tutti gli adempimenti previsti per attività con più di 10 dipendenti? La ringrazio anticipatamente.

Risposta

Purtroppo se i co.co.pro. lavorano in esclusiva, si. .

art. 4

1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati:

l) i collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 409, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, nonché i lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente.

Domanda n°104

1. in una società, l'assemblea dei soci può nominare un socio quale datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e conferirgli tutti i poteri ed obblighi?

2. se al 31.12.2008 l'azienda non aveva il RLS deve lo stesso comunicarne l'assenza all'INAIL entro il 16/05/2009?

La ringrazio per l'attenzione ed il tempo concessomi.

Risposta

1) Sì, anzi deve . Normalmente dovrebbe coincidere con l'amministratore delegato in quanto il datore di lavoro deve avere ampi poteri di spesa

2) Secondo quanto scritto sul sito INAIL , no

Domanda n°103

Egr. ing. Mannelli, vorrei porLe i seguenti quesiti: in caso di lavoratori CO.CO.PRO. cosa si intende precisamente per "...attività svolta in forma esclusiva a favore del committente" (art. 4 c.1 let. L D.Lgs. 81/08)? Inoltre, il lavoratore CO.CO.PRO. deve partecipare alla elezione del RLS anche se dopo qualche mese non è più presente in azienda (scadenza contratto dopo 6 mesi)? Grazie.

Risposta

Per il primo quesito non mi risulta che ci sia una precisazione del Ministero Lavoro, pertanto alla lettera significa che il cocopro lavora solo per il committente, cioè non ha altri incarichi. Se lavora tutto il giorno dal committente significa che lavora solo per il committente, se non lavora tutto il giorno dal committente si può far riferimento al tipo di contratto per vedere se è un contratto in esclusiva.

Il RLS deve essere scelto dalla RSU. Se non c'è la RSU lo eleggono i lavoratori, cioè tutti i lavoratori a prescindere dalla durata del contratto.Naturalmente poichè non si tratta di eleggere un presidente di banca, i lavoratori si possono dare delle regole quali ad esempio "astenersi se si è lavoratori momentanei".

Domanda n°102

Nel caso in cui un'azienda non avesse necessità di eleggere l'RLS deve comunque fare una comunicazione?

L'RLS deve essere formato già al 16/05/2009?

Risposta

Il diritto di nomina del RLS scatta anche con un solo lavoratore, Sul proprio sito l'INAIL scrive;Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47 del Testo Unico) è eletto o designato dai lavoratori: nelle aziende in cui tale designazione non sia stata effettuata, il datore di lavoro ovviamente non dovrà procedere ad alcuna comunicazione

Cioè se non si ha il RLS al 31 dicembre 2998 non si comunica niente all'INAIL. Se c'è al 31 dicembre 2008 si comunica il nominativo. La formazione del RLS si fa successivamente alla nomina e "appena possibile", cioè quando si trova un corso adatto.

Domanda n°101

Egr. Ing. potrebbe essere cortese e sintetizzare a quali adempimenti deve soggiacere un semplice professionista con un dipendente impiegato che fa uso di computer e calcolatrice, per essere in regola con le norme dettate dal Decreto legislativo del 9 aprile 2008, n. 81, e per la prossima scadenza del 16/50/2009? Dai consulenti del lavoro se ne sentono di tutti i colori. Grazie

Risposta

Gli obblighi sono già in corso. La data del 16/5/09 comporta solo la cosidetta data certa che adesso Lei può già fare. Vediamo cosa deve fare:

1) Compili il modello di autocertificazione del rischio che trova sul mio sito, lo firmi, lo chiudi con spillette e ,senza busta, lo spedisca al proprio indirizzo in modo da avere la data certa con il timbro postale

2) spedisca alla ASL e all'ISPESL della Sua zona la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico mediante il modello che trova su file:///C:/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desk/www.ispesl.135.it

3) si compri, pardon, acquisisca l'attestato di un corso di 16 ore per datori di lavoro da un Suo familiare o da altra società di formazione o tramite FAD

4) metta sul computer l'avviso: fare una pausa di 15 minuti ogni due ore di lavoro al computer

5) se il dipendente supera le 20 ore settimanali dare incarico ad un medico specializzato in medicina del lavoro di attivare la sorveglianza sanitaria

6) scaricare dal mio sito la presentazione VDT ed illustrarla al dipendente

7) dalla presentazione VDT verifichi l'accettabilità della postazione computer utilizzata

Infine a far data dal 16 maggio 2009 ogni giorno alle ore 11 dia un caffè ed un cornetto assieme ad una banconota da 100 € al dipendente in modo da combattere il rischio stress (scherzo naturalmente: il rischio stress è riferito a ben altre mansioni)

Domanda n°100

Prof. Mannelli le vorrei chiedere:

in precedenza abbiamo detto che se una ditta risulta con lo stesso nome però ha due sedi staccate si fa un solo documento, si elegge un solo RLS, si fa un solo registro infortuni.

1)Il dubbio è, che nel momento in cui si fa o l'autocertificazione o il DVR, si fanno due copie, una per sede con due date certe, per far si che ogni singolo documento sia presente in azienda (con data certa).

2)invece per un'attività commerciale di moto dove sopra vi è la vendita poi si esce si fa una discesa e sotto il locale per lavendita vi è l'officina ne basta uno tanto è come se fosse lo srtesso stabilimento,.

Risposta

Il DVR deve essere conservato presso la sede legale dell'azienda. Per evitare problemi con l'organi di vigilanza si può tenere una copia (fotocopia) presso le altre sedi. Il DVR deve comprendere tutrte le attività che fanno capo allo stesso datore di lavoro, di vendita o di officina, anche se può essere strutturato a capitoli o a faldoni se risulta più comodo

Domanda n°99

Mi scusi ho letto che la nomina del RLS va fatto via internet sul portale dell'INAIL, ma nel caso in cui il datore di lavoro svolge il compito di RSSP non è più ncessaria la comunicazione all'INAIL e ASL competenti? Grazie

Risposta

No, la nomina del RSPP e l'autocertificazione non deve essere più inviata alla ASL e alla DPL. All'INAIL va comunicato il nominativo del RLS in essere al 31/12/2008 (se esistente).

Domanda n°98

Gent.mo Ing. Mannelli, riguardo "l'obbligatorietà" della comunicazione all'INAIL dell'RLS entro il 16/05/2009 vorrei porre tre casi pratici di aziende.

1) D.L. di azienda con un solo dipendente

2) D.L. di azienda con due o più dipendenti

3) Azienda costituita da due soci lavoratori ed un dipendente.

Cosa devono comunicare questi tre D.L. all'INAIL entro il 16/05/2009?

Risposta

Niente se i lavoratori non si sono nominati RLS.

Domanda n°97

Egregio ing. Mannelli, volevo chiederle se per un piccolo negozio di alimentari, in cui lavorano un collaboratore familiare e un lavoratore, è necessaria la nomina del RLS.

Risposta

Proprio necessario no .Se manca il RLS è solo necessario pagare all'INAIL il corrispettivo di due ore di lavoro all'anno per il lavoratore in servizio.

L'INAIL sul proprio sito ha comunicato: Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47 del Testo Unico) è eletto o designato dai lavoratori: nelle aziende in cui tale designazione non sia stata effettuata, il datore di lavoro ovviamente non dovrà procedere ad alcuna comunicazione

Quindi se non si ha il RLS al 31/12/08 non si deve comunicare niente all'INAIL e poi si dovrà pagare il contributo del corrispettivo di due ore di lavoro (in che modo ancora non si sa).

Domanda n°96

Dopo aver effettuato il corso di formazione per Rspp del macrosettore B8 e B9, posso assumere la Responsabilità per una casa di riposo oppure è necessario il modulo B7?

Risposta

Può fare il RSPP per una casa di riposo solo se ha fatto il modulo C e se è laureata in ingegneria o architettura. Se non è laureata in ingegneria e architettura deve fare anche il modulo B7.

Domanda n°95

Il proprietario di un negozio di abbigliamento senza dipendenti deve prendere un tirocinante per due mesi. In funzione di tale "utilizzo" è tenuto a redigere il documento di valutazione (oppure l'autocertificazione) e a frequentare il corso per Rspp Datore di lavoro ecc. ecc. oppure, il tirocinante non viene considerato nel computo dei lavoratori (Art.4 c.1 lett.b) e pertanto non scattano questi obblighi per il datore di lavoro?

Saluti.

Risposta

Se vediamo la definizione di lavoratore

a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

non vi è dubbio che il tirocinante è un lavoratore , a meno che non stia solo seduto sulla sedia a guardare.

Se il tirocinante è un lavoratore, il proprietario del negozio è un datore di lavoro, esente solo dai "particolari" obblighi di cui all'art. 4 c.1 lett..b . Quali sono questi particolari obblighi? quelli che dipendono dal numero dei lavoratori, ad esempio le porte, il PEI, l'autocertificazione. Gli obblighi generali di prevenzione e protezione, ivi compresi l'organizzazione aziendale con il SPP e il DVR (o autocertificazione) rimangono.

Rebus sic stantibus, vedo in pericolo il tirocinio. Comunque se si tratta di solo due mesi e sperando che non arrivi un solerte ispettore della AUSL si può tentare con la semplice autocertificazione inserendo la dicitura " il datore di lavoro si impegna a seguire il corso per RSPP , per PS, SE ecc. entro 60 giorni" , fermo restando le maggiori responsabilità penali in caso di infortunio. Quindi occorre essere certi dell'accettabiliotà del rischio residuo.

Domanda n°94

Salve, vorrei sapere a chi è demandata l'attività di vigilanza nelle cave a cielo aperto.

So che lo Stato demanda il controllo agli enti locali con il supporto delle ASL, ma in basilicata o più in particolare nella provincia di Potenza chi esplica effettivamente il controllo?

Grazie

Risposta

Le cave sono attività estrattive di seconda categoria soggette al D. Lgs. 624/96. La vigilanza è delle Regioni che la esercitano attraverso la ASL. Attualmente ( 16/4/09) in Provincia di Potenza la competenza è della ASL di PZ ma gli uffici di Venosa e Lagonegro continuano ad operare come sedi distaccate.

Domanda n°93

Se un lavoratore è assunto come autista (pat. B) consegna pacchi, il medico competente durante la visita di idoneità deve fare al lavoratore anche l'antidopping?

Risposta

Solo se rientra nella seguente fattispecie:

2) Mansioni inerenti le attività di trasporto: a) conducenti di veicoli stradali per i quali e' richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per iquali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale perla guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente,ovvero il certificato di formazione professionale per guida diveicoli che trasportano merci pericolose su strada;

Pertanto occorre chiedersi : cosa c'è nel pacco?

Domanda n°92

Egr. Ing. Mannelli, volevo sapere se per un ascensore esterno ad un fabbricato (fondazione in c.a. ed elevazione in acciaio e vetro), a fine lavori e prima della messa in servizio al pubblico, sia necessaria la certificazione di qualche ente competente (ispesl, asl,...).Grazie e cordiali saluti.

Risposta

Attualmente vige il DPR 162/99 e per mettere in servizio un ascensore "privato" occorre:

l’utente è tenuto a presentare al Comune entro 10 gg. dalla data di emissione della Dichiarazione CE di conformità la seguente documentazione:

• Comunicazione di messa in esercizio dell’ascensore

In tale dichiarazione deve essere riportato:

- indirizzo dello stabile di installazione;

- portata (kg), corsa (m), velocità (m/s), numero di fermate, e tipo di azionamento;

- indicazione della ditta, abilitata ai sensi della legge n. 46/90 e munita di certificato di abilitazione incaricata dall’utente con regolare contratto di manutenzione dell’impianto;

- copia della lettera di accettazione di incarico per l’effettuazione della verifica periodica biennale (da richiedere ai soggetti indicati all’art. 13 del D.P.R. 162/99 e cioè le ASL, gli Organismi Notificati e nel caso di stabilimenti industriali o aziende agricole, le Direzioni Provinciali del Ministero del Lavoro);

- copia della Dichiarazione CE di conformità (da non confondere con la dichiarazione di conformità rilasciata ai sensi della legge n. 46/90) rilasciata dall'installatote dell'ascensore. Tale dichiarazione deve comprendere gli elementi previsti nell’allegato II punto B. del D.P.R. 162/99

documenti da presentare

1. copia della dichiarazione di conformità CE;

2. copia sottoscritta da parte del soggetto incaricato ad effettuare le visite periodiche in segno di avvenuta accettazione dell'incarico.

Entro 30 gg. dall’arrivo al protocollo comunale della comunicazione di messa in esercizio dell’impianto il Comune verificati i punti di cui sopra comunica al proprietario o legale rappresentante e solo al soggetto individuato dall’utente per l’effettuazione della verifica periodica biennale il numero di matricola.

FACSIMILE

Domanda n°91

Egr. Ing. Mannelli, nel caso in cui ho un impianto elettrico realizzato nel 2004 a servizio di un locale che prima era abitazione e che oggi diverrà, a tutti gli effetti, un luogo di lavoro (ufficio), quali verifiche devo fare e quale documentazione devo inoltrare ad ASL ed ISPESL? Vorrei precisare che non si dispone di documentazione di progetto ma solo di una dichiarazione di conformità fatta ai sensi della vecchia 46/90. Grazie

Risposta

Se nell'ufficio ci saranno lavoratori dipendenti (quale che sia il contratto di lavoro) occorre fare effettuare da un organismo notificato la verifica dell'impianto di terra ed inviare all'ispesl ed alla asl copia della dichiarazione di conformità e delle verifica dell'organismo notificato. Il modello di trasmissione è reperibile su http://www.ispesl.135.it/.

Domanda n°90

Gentile Ing. Mannelli,

il medico competente di in azienda può tenere i corsi per il primo soccorso?

deve rilasciare un attestato?

I lavoratori così formati possono poi essere addetti al primo soccorso?

Grazie per il supporto che dà a tutti noi operatori nel settore.

Risposta

Il medico competente ha tutti i requisiti per fare il corso di pronto soccorso e rilasciare gli attestati che abilitano il personale a fare parte della squadra di primo soccorso. Se fossi io il datore di lavoro e se fosse possibile sceglierei il 118 per il corso anche perchè i docenti del 118 sono più attrezzati.

Domanda n°89

Egregio INGEGNERE, in una snc in cui un socio è legale rappresentante ed un altro inquadrato come socio lavoratore, è necessario nominare il RLS? Grazie.

Risposta

No,non è necessario nominare il RLS, è sufficiente comunicare all'INAIL di non avere il RLS. (entro il 15 /5/09) Può darsi che intervengano a breve modifiche legislative.

Domanda n°88

Sono un suo discente dei corsi all''ordine degli ingegneri vorrei sapere se per un piccolo gruppo elettrogeno potenza 1,5 KW è sempre necessaria la messa a terra o esistono quadri elettrici che consentono di ometterla, questo poichè lavorando su ponti di autostrada non esiste la possibilità di eseguirla. Saluti

Risposta

La necessità della messa a terra dipende non dai kW ma dai Volt. Sul mio sito nelle presentazioni del rischio elettrico modulo B3 è trattata la questione dei gruppi elettrogeni. In sintesi, si può omettere la messa a terra solo se il gruppo alimenta un solo utensile alla volta in modo che non si possa creare un "corto circuito" della corrente di dispersione tramite il lavoratore.

Domanda n°87

Vorrei sapere se l'amministratore di condominio che risulta datore di lavoro, poichè ha alle sue dipendenze ha un portiere, deve fare il corso per RSPP di 16 ore o mod. A e C. Nel caso di 16 ore, lo stesso può essere valido anche per altri incarichi per condomini diversi?

Mille grazie

Risposta

se va sul mio sito www.mannelli.info e legge i quesiti trova una risposta dettagliata (n° 60). Se si accontenta di una sintesi la risposta è :no. saluti..

Domanda n°86

In una P.A il DVR deve essere unico per tutte le attività svolte dai dipendenti (lavoro in ufficio, serv. trasp. alunni, racc. rifiuti,ecc ) oppure ne va fatto uno per ogni attività svolta e per ogni sede in cui sono dislocati gli uffici?

Per i dipendenti a tempo det. (es forestali) va redatto un DVR diverso da quello relativo alla sede degli uffici oppure al momento dell'assunzione va aggiornato il DVR gia redatto?

Risposta

Il DVR deve essere unico e comprendere tutti i rischi delle attività lavorative e quindi deve comprendere ogni attività svolta e tutte le sedi dove sono dislocati gli uffici..

Questa deve essere la sostanza. La forma può articolarsi in un unico tomo a più capitoli o con un solo capitolo o più tomi collegati da un indice.

I dipendenti a tempo determinato vanno inclusi nell'unico DVR , mediante un aggiornamento dello stesso ogni volta che assumono servizio.

Domanda n°85

Gent. mo Ing. Mannelli,

alla domanda n. 69 in merito all'esonero dai moduli A e B per corsi per RSPP per i laureati vecchio ordinamento in ingegneria per l'Ambiente ed il Territorio, mi pare di capire che l'esonero c'è per il modulo A ma che è preferibile conseguire l'attestato relativo al modulo B.

Risposta

Nel suo eccezionale sito http://www.porreca.it/ l’ing. Porreca dà notizia di un provvedimento assunto dal competente Ministero in merito all’equipollenza tra lauree. In forza di questo provvedimento sono sicuramente e giuridicamente esonerati dai moduli A e B i laureati in ingegneria e architettura , vecchio nuovo e futuro ordinamento.

Detto questo, confermo l’opportunità (non l’obbligo) per gli esonerati di frequentare almeno il modulo B su cui si sentono meno preparati al fine di tutelare al meglio la vita dei lavoratori e la propria incolumità giuridica, atteso che non credo che un ingegnere edile o un architetto conoscano i rischi degli impianti chimici o che un ingegnere industriale conosca i rischi di un cantiere edile.

Aggiungo infine che nella bozza di modifica del D. lgs. 81/08 c’è una parziale retromarcia sull’esonero che dovrebbe essere valido solo in presenza di esperienza annuale di lavoro. Ma questa è solo una ipotesi e dobbiamo attendere il testo pubblicato in gazzetta ufficiale .

Domanda n°84

In un cantiere la responsabilità del controllo sull'installazione dei ponteggi grava sul direttore dei lavori o sul coordinatore per l'esecuzione? Se quindi parti del ponteggio non sono a norma eventuali sanzioni vengono fatte al direttore dei lavori o al coordinatore per la sicurezza?

Grazie e cordiali saluti..

Risposta

Se parti del ponteggio non sono “a norma” sono senz’altro sanzionati il datore di lavoro che lo sta facendo utilizzare ai propri lavoratori e il datore di lavoro che lo ha montato (salvo presenza di eventuale verbale di consegna) e il direttore di cantiere (art 159) . Inoltre può essere elevata contravvenzione al coordinatore per mancanza di coordinamento (art. 158) salvo prova contraria.

Il direttore dei lavori, se responsabile dei lavori, potrebbe essere incriminato in caso di infortunio dovuto al ponteggio per mancanza di controllo sull’operato del coordinatore (art. 93).

Domanda n°83

Egregio Prof. Mannelli ho avuto modo di conoscerla ai corsi di aggiornamento per coordinatore per la sicurezza 494-626 previsti dal D.Lgs 81/08 e organizzati dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza. Avrei un quesito da porle:

L'impresa con cui lavoro, saltuariamente effettua delle lavorazioni in quota, volevo sapere se come previsto dal DPR n° 547/55 art. 184 è possibile ed è previsto anche dal D.Lgs 81/08 effettuare dette lavorazioni mediante l'utilizzo di cestelli, omologati, agganciati alle funi di una gru.

Se la risposta è affermativa, quali sono le procedure da porre in atto e a chi bisogna rivolgersi per ottenere le dovute autorizzazioni ?

Certi di una risposta porgo distinti saluti.

Risposta

DPR 547/1955 Art.184. Sollevamento e trasporto persone

I mezzi di sollevamento e di trasporto non soggetti a disposizioni speciali, qualora vengano adibiti, anche saltuariamente o per sole operazioni di riparazione e di manutenzione, al sollevamento od al trasporto di persone, devono essere provvisti di efficaci dispositivi di sicurezza o, qualora questi non siano applicabili, devono essere usati previa adozione di idonee misure precauzionali.

Così diceva una volta l’articolo citato dal collega.

“Si va diffondendo l'impiego di cestelli per una o due persone, montati su auto-gru, per l'esecuzione di determinati lavori da parte degli operatori a bordo dei cestelli stessi.

Va contrastata la tendenza a ritenere applicabile l'art 184 del D.P.R. n. 547/1955, in quanto detto articolo prevede soltanto il sollevamento eccezionale di persone a mezzo di apparecchi di sollevamento/trasporto, ma non l'esecuzione di lavori a bordo dell'apparecchio stesso.

Da quanto sopra discende che i cestelli semplicemente sospesi al gancio delle gru vanno considerati irregolari, e … si dovrà provvedere a segnalare il fatto all'Ispettorato del lavoro come situazione di pericolo. “

Chi ricorda questa disposizione che risale all’ ENPI circolare 83 maggio 1973, n. 42 e che sottolineava il pericolo costituito dal far lavorare i lavoratori nei cestelli appesi?

L’ENPI, soppresso nel 1978, non ha fatto in tempo a vedersi smentire dall’Ispettorato del lavoro che con CIRCOLARE MINISTERO DEL LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE 30 LUGLIO 1998, N. 103/98 (Dir. Gen. Rapp. Lavoro Igiene e Sic. Lavoro - Div. VII) sentenziava “Ne deriva l'ammissibilità dell'impiego di tali mezzi quando si tratti di sollevare e mantenere in quota piattaforme di lavoro o attrezzature similari destinate a costituire posto di lavoro per operazioni da eseguirsi in altezza.” aggiungendo le seguenti norme da rispettare :

A questo riguardo si ritiene opportuno far rilevare la disponibilità di norme di buona tecnica (ad es. si vedano l'allegato C della ISO 12480-1, per gli aspetti dell'organizzazione dei lavori ed il CEN prEN 12077-5-1 per le caratteristiche costruttive delle attrezzature) e fornire un elenco, indicativo, di elementi di valutazione, da prendersi in considerazione a seconda delle singole situazioni e casistiche operative, utili per realizzare condizioni di sicurezza per queste particolari situazioni di lavoro.

Requisiti di sicurezza per la navicella

- Resistenza strutturale adeguata alle sollecitazioni (carichi e spinte) prevedibili, in condizioni normali o eccezionali;

- configurazione adatta ai lavori da eseguirsi ed ai rischi di caduta nel vuoto;

- disponibilità di dispositivi di comunicazione sicura tra i lavoratori sulla navicella e l'operatore addetto alla manovra del mezzo di sollevamento;

- disponibilità dei necessari spazi operativi al di sopra del piano di lavoro;

- limitazione delle velocità di sollevamento-spostamento;

- disponibilità a bordo della navicella di un comando per l'arresto di emergenza, ove questo sia tecnicamente possibile e sempreché non induca altri rischi;

- disponibilità a bordo della navicella di punti di attacco per cinture di sicurezza;

- struttura di sospensione in grado di mantenere l'orizzontalità della navicella;

- struttura di sospensione con ridotta sensibilità alla rotazione attorno all'asse verticale;

- disponibilità di sistemi di ancoraggio all'opera servita per il controllo delle oscillazioni;

- sistemi sicuri ed agevoli per l'accesso a bordo.

Procedure comportamentali

- Nomina di un sovrintendente alle operazioni o di un capomanovra;

- impiego di personale specificamente addestrato;

- assistenza continua a terra-bordo;

- uso dei mezzi personali di protezione (in particolare cinture di sicurezza);

codifica dei messaggi (segnaletica vocale/gestuale) di sicurezza terra-bordo e viceversa;

- assistenza al manovratore dell'apparecchio di sollevamento, ove la presenza di ostacoli nel suo campo visivo non consenta di rilevare direttamente la posizione della navicella durante tutte le fasi di movimentazione della stessa;

- individuazione e controllo delle possibili cause di interferenza tra strutture fisse e navicella durante i movimenti lungo l'opera servita;

- procedure per il recupero dei lavoratori trasportati in caso di emergenza;

- procedure per il recupero dei lavoratori trasportati in caso di guasto dell'apparecchio di sollevamento.

Ma il povero ENPI sembra contaddetto anche dal legislatore che , recependo una direttiva sociale (!), emana una norma correttiva dell’art. 184 che non si comprende se amplia o restringe la possibilità di “giocare” con la pelle dei lavoratori.

Il D. Lgs. 4 agosto 1999, n 359 all’art. 4 ha infatti precisato:

Art. 4

1. L'articolo 184 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e' sostituito dal seguente:

"Art. 184 (Sollevamento e trasporto persone ). - 1. Il sollevamento di persone e' effettuato soltanto con attrezzature di lavoro e accessori previsti a tal fine.

2. In casi eccezionali, possono essere utilizzate per il sollevamento di persone attrezzature non previste a tal fine a condizione che siano state prese adeguate misure in materia di sicurezza, conformemente a disposizioni di buona tecnica che prevedono il controllo appropriato dei mezzi impiegati e la registrazione di tale controllo. Qualora siano presenti lavoratori a bordo dell'attrezzatura di lavoro adibita al sollevamento di carichi, il posto di comando deve essere occupato in permanenza. I lavoratori sollevati devono disporre di un mezzo di comunicazione sicuro con il posto di comando. Devono essere prese le opportune misure per assicurare la loro evacuazione in caso di pericolo.".

Pertanto il D. Lgs. 359/99 da un lato consente solo in casi eccezionali ( e non più saltuari) , con appositi accorgimenti di sicurezza, di sollevare i lavoratori con attrezzature non previste a tal fine ma dall’altro sembra purtroppo consentire che i lavoratori sollevati possano anche eseguire operazioni in quota perché prevede la evacuazione in caso di pericolo, prevedendo quindi o che l’operazione di sollevamento venga fatta al rallentatore o che sia possibile fare soste per operare durante il sollevamento .

Il D. Lgs. 81/08 con l’allegato VI DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO comma 3.1.4 riprende tal quale il D. Lgs. 359/99.

Conclusione: cestelli “omologati” da appendere alle funi non esistono. Esistono cestelli marcati CE da utilizzare come attrezzature intercambiabili di macchine marcate CE progettate anche per il sollevamento persone. Non esiste un ente che possa autorizzare l’uso di cestelli appesi alle funi (tranne che in casi di calamità pubblica) ma il datore di lavoro deve assumersi la responsabilità di farlo e deve dimostrare , in caso di incidente, che si trattava di caso eccezionale. La saltuarietà è cosa diversa. Ovviamente il RSPP o il CSE che consiglia/autorizza il datore di lavoro ne condivide le responsabilità.

Infine , se si vuole avere una linea guida per cestelli da usare in casi “eccezionali”, (viva la genialità italiana che regolamenta l’eccezionalità), riporto un link al sito ISPESL :

http://www.ispesl.it/BuonePratiche/Movimentazione_portuale_contenitori/Cestelli%20Persone%20Messina/caratteristiche_cestelli_porta%20persone.htm

Domanda n°82

Mi scusi per le solite domande ma mi sono di grande aiuto:

officina meccanica a gestione familiare (3 soci) con un dipendente, marito di un socio ma che per motivi fiscali è stato assunto come se non fosse un coniuge (non ho ben capito la cosa):

1)è necessaria la valutazione e tutto il resto o vale l'art. 21 facendo risultare il tutto a gestione familiare?

2) è necessaria la valutazione del rumore e far fare delle verifiche dall'ARPAB? grazie

Risposta

Da quanto esposto non siamo in presenza di impresa familiare (vedere a tale proposito il quesito 76) in quanto un marito ha il contratto di lavoro dipendente. Si può ricorrere all’autocertificazione.

Il rumore deve essere valutato ma l’eventuale misurazione può essere eseguita da qualsiasi tecnico che sappia usare la strumentazione idonea.L’ARPAB è delegata alla rilevazione del rumore ambientale.

Domanda n°81

Mi scusi per le solite domande ma mi sono di grande aiuto:

officina meccanica a gestione familiare (3 soci) con un dipendente, marito di un socio ma che per motivi fiscali è stato assunto come se non fosse un coniuge (non ho ben capito la cosa):

1)è necessaria la valutazione e tutto il resto o vale l'art. 21 facendo risultare il tutto a gestione familiare?

2) è necessaria la valutazione del rumore e far fare delle verifiche dall'ARPAB? grazie

Risposta

Da quanto esposto non siamo in presenza di impresa familiare (vedere a tale proposito il quesito 76) in quanto un marito ha il contratto di lavoro dipendente. Si può ricorrere all’autocertificazione.

Il rumore deve essere valutato ma l’eventuale misurazione può essere eseguita da qualsiasi tecnico che sappia usare la strumentazione idonea.L’ARPAB è delegata alla rilevazione del rumore ambientale.

Domanda n°80

Egregio Ing.Mannelli,

Volevo chiederLe, cortesemente, alcuni chiarimenti in merito agli obblighi sulla sicurezza a cui deve adempiere un lavoratore autonomo per entrare in un cantiere edile.

1) Dal momento che non è obbligato a produrre il POS e diversi CE non lo fanno entrare in cantiere perchè non ha redatto il POS, Le chiedo se per essere ammesso in cantiere può produrre qualche documento per evidenziare i rischi che introdurrebbe in cantiere e se si quali sono i contenuti che deve possedere un tale documento. In che modo in sostanza Le chiedo, il lavoratore autonomo può farsi ammettere in cantiere.

2) Come deve comportarsi il CE nei confronti del DUVRI se il lavoratore autonomo viene chiamato dalla committenza in cantiere molto tempo dopo la stipula del contratto per cui i rischi interferenti non sono stati valutati nel DUVRI allegato al contratto d'appalto?

La ringrazio in anticipo per la competente risposta che saprà darmi e nell'attesa Le invio Distinti Saluti.

Risposta

1) Il lavoratore autonomo ha diritto ad entrare in cantiere, e se gli si impedisce l’accesso con richieste astruse avrebbe diritto a trovare un tribunale che gli desse giustizia in cinque giorni. Ma questo non è possibile nel nostro Paese.

Perciò andiamo sul concreto: abbiamo due ipotesi.

La prima è che il lavoratore autonomo sia chiamato non dal committente ma da una impresa esecutrice. In tal caso il lavoratore rientra nel POS di tale impresa ed il problema è risolto.

La seconda ipotesi è che il lavoratore venga chiamato dal committente. In tal caso egli preparerà un book contenente:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto

b) specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al decreto legislativo 81/08 di macchine, attrezzature e opere provvisionali

c) elenco dei dispositivi di protezione individuali in dotazione

d) eventuali attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria

e) documento unico di regolarità contributiva di cui al Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007

Tale book sarà consegnato al CSE.

2) Il CSE deve valutare costantemente i rischi interferenti e non può delegare ad altri tale sua attività (neanche al CSP) . Il DUVRI è un obbligo del datore di lavoro committente , non del committente se non è datore di lavoro. Nel caso di lavori di cui al titolo IV, per i quali occorre redigere il PSC, l’analisi dei rischi interferenti e la stima dei relativi costi sono contenuti nello stesso PSC e, quindi, in tale evenienza non appare necessaria la redazione (e l’aggiornamento) del DUVRI. (Det. Autorità 3/2008)

Consiglio di leggere inoltre il chiaro articolo dell’ing. Giuseppe Semeraro:

http://www.microsoftware.it/duvri.asp

Domanda n°79

Gentile ing.,una cooperativa sociale si è aggiudicata l'appalto della pulizia di immobili comunali, nonché la gestione di parcheggi comunali a raso e delle attività di bonifica ambientale. Alla ditta è stato chiesto il DVR. Il personale presta servizio presso le sedi comunali in numero da 2 a 6 persone (divisi su turni) e presso la sede legale presta servizio solo il DL .Le chiedo se è possibile procedere alla redazione di autocertificazione ex art.29 oppure occorre redigere in forma scritta il DVR?

Risposta

Sì, è possibile l’autocertificazione in quanto prevista dal comma 5 sotto riportato. Però la stazione appaltante ha l’obbligo del DUVRI ex art. 26 per le attività eventualmete interferenti.

Art. 29 comma 5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonchè g).

Domanda n°78

Gentile Ing. Mannelli, vorrei sapere se si applica il d.lgl 81/08 ad una srl composta da 2 soci (entrambi amministratori con compenso, inquadrati come co.co.co) che come attività assembla, installa e fa manutenzione di centrali meteo.

Tale lavoro è svolto tramite gli stessi soci e senza dipendenti.

I soci lavorano singolarmente in 2 laboratori (uffici) in 2 diverse città; lavorano insieme dove vanno o sono istallate le centrali.

Risposta

Se i due soci sono familiari non si applica il D. Lgs. 81/08 (vedere quesito 76), altrimenti uno dei soci è l'amministratore delegato e quindi datore di lavoro e l'altro è un suo lavoratore co.co.co. e si applica il D. Lgs. 81/08.

Se non hanno nominato l'amministratore delegato e i soci sono amministratori con pari poteri devono decidere chi dei due fa il datore di lavoro .

Queste situazioni possono però trovare interpretazioni anche diverse, quali “ non esiste un datore di lavoro perché non c’è un rapporto di subalternità”, a seconda degli ispettori del lavoro e ……..dei magistrati.

Domanda n°77

Riguardo al quesito 76 se nell'azienda familiare dovesse subentrare un dipendente esterno cosa succede???

Risposta

Quanto ho detto vale solo per i componenti dell’impresa familiare : per tutti gli altri si applica il D. lgs. 81/08 (DVR, ecc).

Domanda n°76

Salve, scusi per la domanda un po' stupida ma non mi è chiara una cosa: in una officina a gestione famigliare con tre soci di cui due lavoratori e un dipendente è necessario fare il dvr, nominare il responsabile dei lavoratori, corso di formazione........ecc..... ?grazie

Risposta

No, non è obbligatorio se si tratta di impresa familiare come si evince dagli articoli del D. Lgs. 81/08 sotto riportati.

Il problema potrebbe essere il solito ispettore poco formato.

Attenzione però che i collaboratori familiari del titolare-imprenditore con i quali è possibile costruire un’impresa familiare sono:

- il coniuge;

- parenti entro il terzo grado; sono:

• i discendenti, cioè il figlio, il figlio del figlio ed il pronipote;

• gli ascendenti, cioè il genitore, il nonno ed il bisavolo;

• i collaterali, cioè il fratello o la sorella, il nipote (figlio di fratello o di sorella) e lo zio.

- gli affini entro il secondo grado, sono i seguenti parenti del coniuge:

• il figlio (solo del coniuge) e il figlio del figlio; il genitore e il nonno, il fratello e la sorella;

- il coniuge del figlio (genero o nuora); il coniuge del figlio del figlio, il coniuge del genitore quando non

sia anch’egli genitore, il coniuge del fratello (cognato).

L’impresa familiare rappresenta un istituto associativo del tutto peculiare, a rilevanza interna, che è da ritenersi preclusa qualora sia configurabile un diverso rapporto fra il titolare ed i propri familiari, rispetto a quello tassativamente previsto dall’art. 230-bis c.c. (ad es. rapporto di lavoro subordinato, collaborazione coordinata e continuativa, ecc.).

Pertanto occorre verificare se effettivamente siamo in presenza di una impresa familiare. Un metodo possibile è verificare se accade quanto appresso indicato:

L’art. 230-bis c.c. riconosce al familiare che presti la propria attività di lavoro in modo continuativo nella

famiglia o nell’impresa familiare, il diritto al mantenimento secondo le condizioni patrimoniali della

famiglia; il diritto alla partecipazione agli utili dell’impresa e dei beni acquistati con essi , nonché agli

incrementi anche in ordine all’avviamento in proporzione alla qualità e alla quantità del lavoro prestato.

Articolo 3 - Campo di applicazione

12. Nei confronti dei componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile, dei piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile e dei soci delle società semplici operanti nel settore agricolo si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21.

Articolo 21 - Disposizioni relative ai componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi

1. I componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, i piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo devono:

a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al titolo III;

b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo III;

c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.

2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di:

a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all’articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;

b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.

Domanda n°75

salve, ho l'attestato di frequenza al corso 494/96 conseguito nell'anno 2000, cosa devo fare per il D.L. 81/2008?

Risposta

Occorre fare un aggiornamento quinquennale di 40 ore. L'obbligo quinquennale decorre dal 15/5/08 e quindi giuridicamente c'è tempo. Invece tecnicamente è opportuno iniziare subito l'aggiornamento in quanto il D. Lgs. 81/08 introduce rilevanti novità nei cantieri. Una possibile occasione di aggiornamento è offerta dall'ordine degli architetti di Potenza http://www.ordinearchitetti.pz.it/news.php.

Domanda n°74

Art.90 comma 9 lett. a.b.c -D.Lgs.81/2008: Qual è l'amministrazione competente per la trasmissione degli atti in oggetto ?

.

Risposta

Salvo interpretazioni “autentiche” che stravolgano lo scadente italiano con il quale è stato scritto l’”unico testo”, l’individuazione dell’amministrazione competente alla quale trasmettere la documentazione di cui alle lettere a) e b) è data dall’inciso “lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività”. Quindi l’amministrazione competente dovrebbe essere quella che rilascia il permesso di costruire o il silenzio assenso della DIA.

Domanda n°73

Una P.A. deve redigere il DUVRI per un appalto di pulizia uffici. E’ prevista una volta all’anno la pulizia delle facciate esterne delle vetrate continue. Non è possibile utilizzare la piattaforma aerea. E’ necessario ricorrere al noleggio di trabatelli. Il nolo è da considerare costo della sicurezza non soggetto a ribasso?

Risposta

Si, secondo le linee guida per la stima dei costi della sicurezza nei contratti pubblici di forniture o servizi.

Occorre però considerare l’opportunità di gestire in maniera diversa l’appalto. Cioè la pulitura delle finestre dall’esterno dovrebbe comportare una prequalificazione delle aziende chiamate ad offrire , imponendo la partecipazione solo di ditte appositamente attrezzate per tale lavoro. In tal modo il trabatello potrebbe essere non conteggiato tra i costi della sicurezza in quanto non derivante da rischio interferenziale ma attrezzatura già in dotazione all’azienda ( anche se in parziale difformità alle linee guida citate). Tale scelta (la prequalificazione), se attuabile, toglierebbe responsabilità alla stazione appaltante. Infatti , se utilizzo una ditta senza un proprio trabatello, e quindi considero tale apprestamento un costo della sicurezza imposto come rischio interferenziale specificamente dalla stazione appaltante, si pone anche il problema : chi fa e chi paga la formazione specifica dei lavoratori per l’uso del trabatello? e il preposto chi lo forma? anche questo diventa un costo per la sicurezza in quanto se l’impresa di pulizia non usa abitualmente il trabatello, occorre o istruire i suoi dipendenti e il preposto o chiamare una ditta terza che fornisca un trabatello “a caldo”. Ma se faccio la formazione, mi assumo anche la responsabilità dell’efficacia di tale formazione, se faccio il nolo a caldo introduco un’altra impresa e devo fare un altro DUVRI ( o meglio devo allargare il DUVRI) e se stucco una crepa devo anche nominare il coordinatore……..

Domanda n°72

per lavori di rifacimento intonaco esterno di un fabbricato è necessario redigere (ex P.O.S.) ed inoltre se è necessario l’incarico di coordinatore in fase di esecuzione?

Risposta

Il POS è sempre obbligatorio nei cantieri e quindi anche nel caso in questione. Probabilmente occorrerà il coordinatore in fase di esecuzione in quanto per i lavori in questione ci sarà una ditta che monta il ponteggio ed un’altra che farà i lavori di rifacimento. Se invece la stessa impresa fa tutti i lavori, non occorre la nomina del coordinatore. Di sicuro, se trattasi di lavori privati soggetti a DIA, non è obbligatorio il coordinatore in fase di progettazione.

Domanda n°71

Se a seguito di una ispezione dalla USL relativa al luogo di lavoro e ne consegue verbale, salvo verificare, nel merito, la giustificazione della sanzione, il D.L. qualora risultasse assolto, come può chiedere i danni alla azienda USL?

Risposta

Il D.L. può chiedere i danni se ritiene che nell’operato dell’ispettore ci sia stato dolo (cioè tentativo di ottenere qualcosa) o colpa per imperizia o negligenza. La richiesta di danni deve essere fatta, tramite avvocato, al Direttore Generale della ASL che, se non addiviene ad un accordo, dovrà essere citato in giudizio. La difficoltà è anche dimostrare i danni subiti, che possono essere materiali, morali, biologici.

In pratica, stante la disastrata situazione della giustizia italiana, i tempi (e i costi) per arrivare alla conclusione del giudizio sono tali da scoraggiare qualsiasi tentativo che non sia motivato o da sensibili danni subiti o da questione di principio.

Domanda n°70

Illustrissimo Ingegnere, dovendo fare il coordinatore in fase di esecuzione di un lavoro pubblico, progettato nel 2007 ed appaltato nel 2008, devo aggiornare il PSC al D. lgs 81/2008 ??

Risposta

Non è necessario in quanto per il PSC non è cambiato niente. Occorre invece stare attenti ai POS che devono essere fatti secondo D. lgs. 81/08. Naturalmente se non ha fatto Lei il PSC lo controlli bene per assicurarsi che sia idoneo.

Domanda n°69

Egregio ing. avrei due quesiti per lei:

1) Ho frequentato sia il corso per la sicurezza nei cantieri D.lgs 494/96 (e successivo aggiornamento di 8 ore ai sensi del d.lgs 81/08) che il Modulo C del Corso RSPP, posso provvedere alla formazione ed informazione dei lavoratori dell'azienda presso cui lavoro?

2) Con i miei requisiti e la laurea in ingegneria ambientale vecchio ordinamento, sono esonerato dai moduli A e B del corso per RSPP?

Risposta

1)La possibilità di fare informazione e informazione ai lavoratori aziendali in materia di sicurezza è consentita giuridicamente a tutti ( e quindi anche a Lei) ma la sua efficacia dipende dai seguenti requisiti del docente :

• cultura della sicurezza

• conoscenza del rischio derivante dall’attività aziendale

• capacità di comunicare

2) Allo stato attuale, non essendoci un decreto di equiparazione tra le lauree vecchio ordinamento e le lauree attuali che esonerano dalla frequenza dei moduli A e B, ogni laureato vecchio ordinamento si assume la responsabilità di ritenersi esonerato. Tale responsabilità , in caso di errore professionale occorso nell’attività di RSPP dovuto ad ignoranza tecnica, potrebbe peggiorare la situazione giuridica. Cioè, al di là del possibile esonero consentito dalla normativa, , per evitare guai personali e soprattutto ai lavoratori che si devono tutelare, è opportuno seguire il corso B specifico se non si ha già una preparazione specifica universitaria.

Vedere quesito 85

Domanda n°68

Carissimo ing. Mannelli, volevo chiederle se è sempre necessario installare l'impianto di messa a terra dei ponteggi o se ci sono casi in cui si può evitare. Grazie anticipatamente per la cortese risposta.

Risposta

Ai fini di evitare noie con “l’ispettore” occorre sempre l’impianto di messa a terra, quale che sia. Tecnicamente occorre distinguere:

impianto di messa a terra per la protezione dalle scariche atmosferiche

Si rende necessario a seguito di calcolo di auto protezione dalle scariche atmosferiche eseguito secondo norme CEI. Se tale calcolo dimostra che il ponteggio è “auto protetto” non è necessario l’impianto di protezione. (per il calcolo http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=RP&id=148 )

impianto di messa a terra per la protezione dai contatti elettrici indiretti

Ricordo che sui ponteggi non devono essere mai utilizzati corpi illuminanti che, rompendosi, possano mettere in tensione superiore a 25 V il ponteggio. Possono invece essere utilizzate attrezzature elettriche marcate CE. e i cavi lettrici di tali attrezzature devono essere protetti contro lo sfregamento che potrebbe rendere nudi i conduttori elettrici mediante rottura dell’isolante per sfregamento. I guasti predetti causerebbero, ai lavoratori a contatto con il ponteggio, contatti elettrici diretti, contro i quali non esiste alcuna protezione.

L’impianto di messa a terra si rende necessario nel caso che dall’ambiente (suolo, ferri di armatura) possano essere indotte sul ponteggio potenziali elettrici superiori a 25 Volt.

Mostro stralcio di un interessante articolo reperibile su http://www.consted.com/imptrad/impianto-di-terra/messa-a-terra-ponteggi.asp

con l’avvertenza che è bene fare riferimento a norme CEI ultima edizione (es: CEI 81-10) se si decide di non fare l’impianto di messa a terra (le norme CEI riservano spesso sorprese con gli aggiornamenti)

Protezione contro la fulminazione diretta

Un ponteggio metallico potrebbe necessitare di un impianto di protezione contro la fulminazione diretta (Norma CEI 81-1).

Bisogna, cioè, valutare il rischio di perdite di vite umane a causa delle tensioni di passo e contatto, se nei 5 m vicino alla struttura - nelle zone con resistività superficiale rs del suolo inferiore a 5 kW m - si prevede la presenza di persone in elevato numero o per notevole periodo di tempo.

Questa valutazione può essere effettuata utilizzando l'appendice G della Norma CEI 81-1 o il diagramma pubblicato sulla Guida CEI 64-17 "Guida all'esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri". La semplice lettura del diagramma consente di discriminare la struttura protetta da quella da proteggere e, quindi, se è necessario l'impianto di protezione contro la fulminazione diretta. L'uso del diagramma è subordinato alla conoscenza dei termini utilizzati per il calcolo, illustrati nell'Appendice G della Norma CEI 81-1.

L'Appendice illustra, infatti, una procedura semplificata per la valutazione della necessità di realizzazione di un impianto di protezione ed è sempre applicabile alle strutture metalliche all'aperto e, quindi, anche ai ponteggi. Una nota all'Appendice ricorda anche che: "Un tappeto di usura in conglomerato bituminoso con spessore 5 cm (o uno strato di ghiaia di spessore 10 cm) hanno una resistività superficiale rs maggiore di 5 kWm".

Questo significa che i ponteggi eseguiti su terreni di questo tipo, nonché quelli in cui non è prevista presenza di persone in numero elevato o per un elevato periodo di tempo entro 5 m dalla struttura, "non è necessario procedere ad alcuna valutazione di rischio, in quanto si considerano già protette (aurotette) dalle fulminazioni dirette" (Art. 11.3 - Guida CEI 64-17).

Masse estranee

Uno dei quesiti che sono spesso rivolti ai relatori negli incontri tecnici, riguarda il collegamento a terra del ponteggio metallico. Erroneamente, infatti, si tende a considerare il ponteggio una massa che deve essere collegato a terra. Vorrei ricordare che, secondo quanto definito dalla Norma CEI 64-8 (articolo 23.2), è una massa la "parte conduttrice di un componente elettrico che può essere toccata e che non è in tensione in condizioni ordinarie, ma che può andare in tensione in condizioni di guasto. Nota: una parte conduttrice che può andare in tensione solo perché è in contatto con una massa non è da considerare una massa." Non essendo il ponteggio la parte conduttrice di un componente elettrico, questo esclude che esso costituisca una massa. Altresì, date le dimensioni, alcuni ponteggi potrebbero costituire una massa estranea (parte conduttrice non facente parte dell'impianto elettrico in grado di introdurre un potenziale, generalmente il potenziale di terra) e, come tali, essere collegati in equipotenziale all'impianto di terra. Nel commento all'articolo 23.3, infatti, sono considerate masse estranee (alla stessa stregua delle tubazioni metalliche, ad esempio) anche le parti metalliche, non facenti parte dell'impianto elettrico, che presentano verso terra un valore di resistenza inferiore a 200 W (cantieri edili).

Domanda n°67

Il Dirigente Scolastico deve richiedere all'ente proprietario il DUVRI in caso di ditta esterna con cantiere nella sua scuola, o non è necessario?

Risposta

E’ assolutamente obbligo del dirigente scolastico, quale DL, richiedere il DUVRI all’ente proprietario perché è l’unico strumento che gli consente di tutelare i lavoratori dipendenti e gli ospiti della scuola.

Purtroppo non esiste un obbligo dell’ente proprietario a consegnare tale DUVRI. In caso di diniego, il dirigente scolastico, per autotutela, deve vietare l’accesso e l’inizio dei lavori anche mediante intervento della forza pubblica.

Domanda n°66

Egregio Ingegnere, una Comunità Montana che avvia al lavoro oltre 200 lavoratori forestali a tempo determinato che effettuano mediamente nell'arco dell'anno solare fra le 100 e le 120 giornate lavorative la figura del datore di lavoro può coincidere con quella del RSPP.

Grazie

Risposta

L’art 4 del D. Lgs 81/08 tratta del computo dei lavoratori. La questione è vedere se applicare il comma 3 o il comma 4. Poiché però l’obiettivo è di dare una risposta pratica e non fare una trattazione teorica applichiamo per semplificare incominciamo ad applicare il comma 4 con la ipotesi minima di 100 giornate :

200 (lavoratori) x 100 (giornate) = 20000 giornate

20000/30 =666 mesi

666/12 = 55 unità annua (uomo anno)

Poiché l’allegato 2 prevede per le aziende agricole la possibilità che il datore di lavoro possa svolgere i compiti di SPP fino a 10 addetti, la risposta al quesito è : no.

Si potrebbe obiettare però che la Comunità Montana non è azienda agricola ma pubblica amministrazione. e che quindi il valore di riferimento dovrebbe essere 200. In questo caso, e ritenendo valida l’applicazione del comma 4, la risposta al quesito sarebbe: si.

Purtroppo il legislatore non ha imposto che l’organizzazione aziendale della sicurezza debba essere realizzata in funzione dei rischi effettivi e non del codice ATECO. Esempio paradossale è quello di un centro trattamento petrolio che è trattato dall’organo di vigilanza alla stregua di una cava a causa del codice ATECO. In tale situazione a farne le spese è il lavoratore che vede diminuita o inficiata la propria tutela.

Può una Comunità Montana , emanazione della pubblica amministrazione, dare una tutela minore al lavoratore? no.

Infine , facendo quella trattazione teorica di cui si accennava all’inizio e che però richiederebbe ulteriori notizie in merito ad eventuali CCNL , si potrebbe dovere applicare il comma 3 dell’art. 4 e quindi il personale si dovrebbe computare a prescindere dalla durata del contratto e dall’orario di lavoro effettuato.

Conclusione: nel caso specifico tutte le argomentazioni portano ad una sola risposta al quesito posto: no.

Domanda n°65

1°) Una azienda privata multiservizi con più servizi comunali affidati (manut. illuminazione pub.,raccolta rifiuti,serv. cimiteriali, farmacia..), deve redigere uno o più dvr? e dove va conservato?

2° ) per queste attività come definire il luogo di lavoro?azienda privata multiservizi con più servizi comunali affidati (manut. illuminazione pub.,raccolta rifiuti,serv. cimiteriali, farmacia..), deve redigere uno o più dvr? e dove va conservato?

per queste attività come definire il luogo di lavoro?

Risposta

1°) Il DVR deve essere redatto non dalla impresa multiservizi che ha in appalto più servizi comunali ma dal Comune che ha datto l’appalto. Nel DVR l’Ente comunale dovrà analizzare i rischi interferenziali tra l’attività della ditta multiservizi e la propria attività di controllo o altro che si svolgerà nello stesso luogo. Il DVR deve essere unico per tutte le attività date in appalto alla stessa ditta. Deve essere allegato al contratto di appalto e conservato con esso dopo averlo “applicato”.

2° ) Il luogo di lavoro è definito nel titolo II ai fini di dettare norme specifiche di adeguamento prevenzionistico nelle possibilità del datore di lavoro che ha la disponibilità di tali luoghi:

Art. 62.

Definizioni

1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, unicamente ai

fini dell'applicazione del presente titolo, si intendono per luoghi

di lavoro:

a) i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati

all'interno dell'azienda o dell'unita' produttiva, nonche' ogni altro

luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unita' produttiva accessibile

al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro;

b) i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un'azienda

agricola o forestale.

Il luogo di lavoro ai fini di tutelare il lavoratore è ogni luogo dove il lavoratore presta la propria attività al datore di lavoro , il quale deve garantire comunque anche in tali luoghi , nei limiti delle possibilità tecniche, la tutela del lavoratore ed infatti è stata variata la definizione del servizio prevenzione e protezione rispetto al D. Lgs. 626/94

l) «servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme

delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda

finalizzati all'attivita' di prevenzione e protezione dai rischi

professionali per i lavoratori; (non più “nell’azienda” )

Quindi nel caso specifico tutti quelli elencati sono luoghi di lavoro per i quali occorre fare la valutazione del rischio o direttamente o tramite il DVR redatto in collaborazione con l’ente Comune.

Domanda n°64

Quesiti:

1°) un' azien. agric. vivaistica con + di 10 dipend., tutti a tempo determinato, può svolgere il datore di lavoro i compiti di RSPP ?

L'allegato II del TUS non è molto chiaro, al punto specifico vi è una postilla....(2) la quale non viene riportata a fine pagina.

2°) Il DVR deve avere data certa,una azienda che ha già redatto tale documento come deve comportarsi in tal merito?

Risposta

1°) La nota alla postilla 2) nel D. Lgs. 626/94 indicava :addetti assunti a tempo indeterminato. Nel D. Lgs.81/08 si sono dimenticati di aggiungere la nota o si sono dimenticati di togliere la postilla? Mistero! In attesa di una rettifica ministeriale si può applicare il calcolo dell’art. 4 comma 4: 4. Il numero dei lavoratori impiegati per l’intensificazione dell’attività in determinati periodi dell’anno nel settore agricolo …corrispondono a frazioni di unità-lavorative-anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria.

2° ) La data certa deve essere messa sul DVR esistente , a prescindere dalla data di effettiva compilazione, subito dopo avere stappato lo spumante del prossimo Capodanno se non interviene un rinvio. Attualmente il rinvio viene dato 50 a 1 dai bookmaker più accreditati.

Domanda n°63

Egregio Ing. Mannelli,

le volevo porre un quesito che riguarda la nomina del coordinatore per la sicurezza nella fase di progettazione ed esecuzione. Secondo quanto espresso dagli art. 90-91-92 del Decreto 81/08, si evince che tali incarichi devono essere affidati in caso della presenza in cantiere di due o più imprese e nel caso di lavori autorizzati tramite permesso a costruire.

Nel mio caso gli interventi saranno autorizzati tramite DIA ed i lavori verranno eseguiti da tre lavoratori autonomi. Devo redigere il piano di sicurezza e coordinamento? La ringrazio sin da ora se vorrà darmi una delucidazione.

Risposta

La nomina del coordinatore in fase di esecuzione è sempre obbligatoria quando in un cantiere c’è o ci sarà la presenza di almeno due imprese. Il coordinatore in fase di progettazione non è obbligatorio quando in un cantiere c’è o ci sarà la presenza di almeno due imprese solo nel caso di lavori privati non soggetti a permesso da costruire.

In caso di cantiere con solo lavoratori autonomi non c’è obbligo di coordinamento.

Domanda n°62

Egregio Ingegnere, per le imprese artigiane con meno di 10 dipendenti (anche di uno solo) dal 01/01/2009:

1) se volessero autocertificare la valutazione dei rischi, devono effettuarla entro tale data, pur avendo un DVR ai sensi della 626?;

2) devono aver gia comunicato all'INAIL la figura del RSL, e se non viene designato o eletto?

3)si puo designare o eleggere un RSL senza che abbia frequentato il corso di 32 h?

Grazie

Risposta

1) se volessero autocertificare la valutazione dei rischi, devono effettuarla entro tale data, pur avendo un DVR ai sensi della 626?;

L’autocertificazione è possibile sino al 30/6/2012 se non intervengono provvedimenti abrogativi. Se l’impresa artigiana, anche con un solo dipendente, è visitata dall’AUSL deve produrre o l’autocertificazione della valutazione del rischio o il DVR. pertanto se l’impresa ha il DVR non ha alcun bisogno di fare l’autocertificazione. In ogni caso l’impresa per accedere ai cantieri edili deve redigere ogni volta un POS.

2) devono aver gia comunicato all'INAIL la figura del RSL, e se non viene designato o eletto?

no, occorre attendere le istruzioni dell’INAIL.

3)si può designare o eleggere un RSL senza che abbia frequentato il corso di 32 h?

non solo si può ma si deve. Difatti la scelta del RLS è dei lavoratori, l’obbligo di formare il RLS è del datore di lavoro (DL) che lo deve adempiere quando ha saputo chi è stato eletto e nei tempi tecnici necessari (individuazione dell’ente formatore in accordo con l’organismo paritetico). Se il DL formasse di propria iniziativa un lavoratore per farlo poi diventare RLS si stravolgerebbe lo spirito del sistema “626” oltre a far ipotizzare una politica antisindacale.

Domanda n°61

Vi scrive l’Ing. ……………. (albergatore del Pollino )

Avendo sostenuto l’idoneità modulo C/626 ed essendo in possesso di laurea in ingegneria di primo livello (triennale) vorrei sapere se ho concluso il quadro formativo in riferimento alla 626 nel senso che è giusto ritenermi esentato dal modulo A e B per il tipo di laurea e quindi con il modulo C e successivo aggiornamento decreto 81, a tutt’oggi non devo seguire nessun altro corso?

Posso quindi ritenermi abilitato alla figura dell’RSPP sia presso le strutture ricettive che presso qualsiasi altra azienda in cui sia prevista tale figura?

Posso redigere il piano per le aziende, quindi sono abilitato alla firma di tale piano?

Risposta

Caro collega, preferisco rispondere non privatamente per due motivi:

primo perché il Pollino è una delle meraviglie di Italia e può darsi che uno dei “dieci miei lettori” di fuori regione sia invogliato a venire;

secondo motivo: evidenziare come in Italia la realtà supera la fantasia.

Il collega è un ingegnere che è anche datore di lavoro in quanto albergatore. La norma “scellerata” inclusa nel D. lgs. 81/2008 prevede l’onniscienza dell’ingegnere con laurea triennale e quindi l’esonero dai moduli formativi A e B . Anche gli ingegneri (e gli architetti) non con laurea triennale hanno naturalmente “festeggiato” sentendosi anche loro ope legis “onniscienti” nell’analisi del rischio. Meno hanno festeggiato i colleghi che per solo obbligo e non perché convinti della necessità avevano seguito i Moduli A e B1 e seguenti. Chiedo scusa per la divagazione ma il sito riguarda la formazione e la formazione più efficace è quella accettata e non quella imposta. Naturalmente se esistessero degli ordini professionali potrebbero anche battere qualche colpo ……in testa ai colleghi che nelle commissioni hanno introdotto tale norma.

Il nostro collega ha quindi inteso usufruire dell’esonero moduli A e B ed ha fatto il solo modulo C, sempre obbligatorio anche per i laureati in ingegneria. Adesso il nostro collega è idoneo per fare il RSPP in tutte le aziende e gli alberghi d’Italia……… tranne che nel suo se è datore di lavoro di tale albergo.

Infatti per fare il datore di lavoro-RSPP egli dovrebbe avere i requisiti formativi previsti dal D. M. 16 gennaio 1997 (GU n 27 del 3/2/1997) : corso di 16 ore con determinati contenuti. Non avendoli, non può fare, stricto iure, direttamente, se datore di lavoro, il RSPP, a meno che il solito Ministero non dia una interpretazione autentica della legge stravolgendola come spesso succede.

La redazione del piano di sicurezza nelle aziende (non nei cantieri edili) può essere fatta e firmata da qualsiasi tecnico. Tale piano dovrà comunque essere firmato anche dal datore di lavoro e dal RSPP (oltre che dal medico competente, se previsto, e dal RLS).

Domanda n°60

Egregio Ingegner Mannelli,

sono un Suo ex allievo e vorrei porLE i seguente quesito:

Quali sono gli adempimenti che un amministratore di condominio deve fare sia in presenza che in assenza del portiere in base al nuovo Testo Unico.

Se è possibile sapere quello che deve essere fatto per legge e quello che invece sia opportuno fare, visto che in passato il Ministero ha fortemente consigliato la verifica ai sensi del DPR 462 (anche senza portiere)nonostante alla lettera il campo di applicazione è solo per dipendenti.

Grazie ma in questo periodo dove ognuno spara cose diverse a riguardo vorrei un parere autorevole.

Risposta

Quello che è obbligatorio per legge lo si legge nella domanda 46..

Quello che è opportuno è la prudenza del “buon padre di famiglia”. Posso solo indicare alcune cose indispensabili:

• verifica periodica dell’impianto di messa a terra condominiale, dei collegamenti equipotenziali, dei collegamenti privati all’impianto di messa a terra condominiale (lasciamo stare per favore, Ministero permettendo, il DPR 462 che detta solo verifiche “fiscali” per “stare a posto”)

• verifica periodica delle autoclavi per l’acqua potabile

• verifica di idoneità dei locali raccolta rifiuti ove esistano

• verifica periodica del rischio architettonico nei luoghi condominiali

• verifica periodica estintori condominiali

• verifica periodica dell’illuminazione di emergenza delle parti condominiali

• presenziare alle verifiche manutentive degli ascensori eseguite dalla ditta manutentrice dell’ascensore e alle verifiche periodiche dell’Organismo Notificato;

• presenziare alle verifiche dell’impianto di riscaldamento eseguite dagli enti locali preposti

Domanda n°59

In esito alla Sua nota inviatami in data 02/12/2008 Le specifico che si tratta di un Condomino già in essere dal 2005 con 12 condomini (quattro piani + mansarda). Ora, l'amministratore, per il 05/12/2008, ha convocato un'assemblea straordinaria con ordine del giorno il DUVRI quello che vorrei capire e sapere con certezza è:

- se c'è un obbligo da parte del condominio che ha solo un'impresa di pulizie e un ditta per la manutenzione dell'ascensore?

- se esiste un tale obbligo a chi spetta la compilazione?

- l'amministratore può chiedere, nell'eventualità di un suo obbligo o dovere nella compilazione o predisposizione, un compenso aggiuntivo a quello già pattuito con il suo preventivo?

Da tenere presente che non esiste un portierato!

Nota del 02/12/2008

Non è chiara la domanda. “Informazioni sul DUVRI.

Il mio amministratore ha indetto un'assemblea condominiale con ordine del giorno il sopraccitato documento. Infatti, sarebbe interesse del capo-condomino (che è anche proprietario) presentare il proprio preventivo e sottoscrivere il "documento" come obbligatorio.

In base a sin quanto esposto, vorrei sapere se, per un nuovo edificio ad uso abitativo di 12 appartamenti, il DUVRI è necessario o obbligatorio”

ll DUVRI è riferito a cosa, lavori edili? In attesa del chiarimento comunico che, tranne per lavori edili, nel condominio privo di portiere non si applica il D. Lgs. 812008 e quindi il DUVRI. Nei condomini con il portiere si applica solo l'art. 3 comma 9 del D. Lgs. 81/2008 e non il DUVRI. Nelle FAQ del mio sito c'è già una risposta dettagliata.

Risposta

1. se c'è un obbligo da parte del condominio che ha solo un'impresa di pulizie e un ditta per la manutenzione dell'ascensore?

- no

2. se esiste un tale obbligo a chi spetta la compilazione?

- non esiste obbligo. Se esistesse spetterebbe all’amministratore

3. l'amministratore può chiedere, nell'eventualità di un suo obbligo o dovere nella compilazione o predisposizione, un compenso aggiuntivo a quello già pattuito con il suo preventivo?

- la domanda non riguarda la tutela del lavoro ma il tipo di contratto stipulato con l’amministratore: quindi la risposta potrebbe essere positiva o negativa.

Domanda n°58

Egregio Ingegnere,

in una P.A. (Comune e Comunità Montana) devono essere nominati gli addetti alla Gestione delle Emergenze (Primo Soccorso ed Antincendio) ed il RLS? Ai fini dell'Antincendio l'attività svolta dagli Enti è da considerarsi a rischio basso, medio o alto?

Risposta

Si, il datore di lavoro deve nominare gli addetti, Il RLS deve essere eletto dai lavoratori . In linea generale l'attività dovrebbe essere a basso rischio salvo l'esistenza di notevole accatastamento di carta. Naturalmente occorre fare una valutazione del rischio incendio per essere certi.

Domanda n°57

Egr. Dott. Mannelli,

avrei un paio di domande da porLe riguardante i lavori di ristrutturazione di un edificio privato con presenza di più imprese ed un entità presunta superiore ai 200 uu/gg:

premetto che in tale cantiere il sottoscritto è direttore dei lavori ed è stato normalmente nominato un coordinatore per la sicurezza e redatto il classico PSC;

premetto anche che c'è una impresa principale che ha assolto a tutte le incombenze relative alla sicurezza (POS, Rischi, ecc ecc... carte...carte...carte), e che fortunatamente pare anche sensibile ad assolvere alle "incombenze" quelle serie, che la sicurezza vera, quella fisica, prevede: quelle per esempio per cui "la messa a terra del ponteggio la facciamo anche se non è obbligatoria"!!

Vengo alle domande:

1) le imprese "accessorie" (impiantisti) e quelle subappaltatrici (anche se lavoratori autonomi) quali documenti devono produrre per """stare apposto"""???

2) Posto inoltre che il sottoscritto abbia chiesto loro (verbalmente) di presentare il POS ed il DURC (documenti che io credo siano indispensabili avendo le ditte almeno 1 operaio dipendente ciascuna) e che gli stessi continuano nonostante i miei continui solleciti verbali ad ignorare la richiesta, come potrei comportarmi per cautelare me ed il committente?

Risposta

Non comprendo. Il coordinatore è latitante? perché il direttore dei lavori chiede il POS se c’è il coordinatore? Il direttore dei lavori è stato nominato responsabile dei lavori o si sente (tesi Guariniello ed altri) responsabile dei lavori ope legis? In tal caso deve cacciare il coordinatore per negligenza e nominare subito un altro coordinatore.

Domanda n°56

Egr. ing.

in un'impresa edile, la figura del preposto, è sempre necessaria?

L'amministratore, RSPP, RSL, possono svolgere tale funzione?

Il preposto deve avere la formazione, quale e di quante ore?

Risposta

La necessità del preposto scaturisce dalla necessità di coordinare i lavoratori quando questo coordinamento influisce positivamente sul rischio. Ad esempio non vedrei la necessità in assoluto del preposto per lavori di tinteggiatura in ambiente civile, tranne che non ci sia l’incidenza di particolari rischi. Invece per lavori in cantiere complesso ritengo la presenza del preposto assolutamente necessaria con l’avvertenza che sovente potrebbe non essere sufficiente un solo preposto. Ad esempio in un cantiere esteso il capocantiere non può presenziare contemporaneamente gli scavi e il montaggio del ponteggio se gli stessi avvengono ad estremità opposte del cantiere.

L’amministratore, il RSPP e il RSL possono svolgere la funzione di preposto avendone i requisiti: competenze professionali ,corso di formazione, aggiornamento.

Il corso di formazione deve avere per contenuto :

a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;

b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;

c) valutazione dei rischi;

d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

La durata del corso, allo stato, resta nella discrezionalità del datore di lavoro. Io consiglierei, per un preposto settore edile, almeno 12 ore di corso ed un aggiornamento annuale di tre ore.

Domanda n°55

cosa vuol dire "unico" documento di valutazione dei rischi interferenti?

IL DUVRI è unico rispetto al singolo appalto di servizio o fornitura o lo è rispetto all'unità produttiva?

Risposta

Il DUVRI è unico rispetto al singolo contratto d’appalto o d’opera o di somministrazione ma deve tenere conto di tutte le attività che si svolgono contemporaneamente in azienda, quindi quella del committente più quelle di tutti i datori di lavoro appaltatori e subappaltatori e quelle di tutti i lavoratori autonomi . Il termine unico si riferisce alla unitarietà dell’intervento preventivo che deve essere concordato dal datore di lavoro committente e da tutti i datori di lavoro che operano contemporaneamente nell’azienda del committente.

D. Lgs. 81/08 Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione

Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto ed il coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze.

Domanda n°54

in una P.A. il RUP è stato nominato dal Direttore Generale, mentre la gestione dell'appalto è affidata ad altro dirigente. Quesito:

a) Chi dei due deve essere considerato COMMITTENTE?

Risposta

Nel caso di appalto di opera pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell'appalto. Chi nomina il RUP è irrilevante.

Domanda n°53

in un appalto pubblico di servizi di pulizia occorre redigere il DUVRI che deve essere allegato al bando di gara.

Chi deve firmarlo?

deve predisporlo il RSPP o un qualsiasi altro tecnico competente in materia di sicurezza?

Risposta

Il DUVRI è un documento del rischio ed in quanto tale deve essere redatto dal Datore di lavoro con la collaborazione del RSPP e del medico competente, quest’ultimo quando necessario. Deve essere firmato dal datore di lavoro, il quale prudentemente chiederà al suo RSPP di firmarlo. In alcune amministrazioni è uso il consulente , tanto che alcuni software lo prevedono ormai sempre. Il consulente del consulente RSPP dovrebbe essere una eccezione, comunque , nel caso sia stato nominato (e pagato) è ovvio che debba firmare anche egli il DUVRI.

Domanda n°52

Egregio ingegnere, deve effettuare misure del gas radon una impresa che esegue lavori di scavo all'aperto e in gallerie, atteso che il dl 241/00 all' art 2 recita"....Dal campo di applicazione sono escluse le operazioni di aratura, di scavo o di riempimento effettuate nel corso di attivita' agricole o di costruzione...." . Se il rischio deve essere valutato quale tecnica di misura consiglia?

La ringrazio

Risposta

per i lavori di scavo all'aperto il problema non si pone nè giuridicamente nè tecnicamente. per i lavori di scavo gallerie il problema giuridicamente non si pone in quanto vige l'art. 2 del D. 241/00 mentre tecnicamente il problema del rischio dipende dalla durata dei lavori, dalla zona e dalle condizioni di ventilazione della galleria. Eventuali misure in galleria per lavori brevi dovrebbero essere eventualmente fatte, se ritenute necessarie, con analizzatore istantaneo mentre per lavori lunghi va bene l'analizzatore dosimetrico . Comunque il rischio radon è significativo per lunghe esposizioni.

Domanda n°51

Lavoro privato di manutenzione ordinaria e straordinaria (soggetta a DIA).

L’entità presunta del cantiere è inferiore a 200 uomini/giorno.

Verranno utilizzati dei ponteggi prefabbricati e una piattaforma aerea.

- Il committente ha designato me come coordinatore pur non avendone l’obbligo secondo quanto prescritto dall’art. 90 comma 3 del Dlgs. 81/2008: a questo punto cosa devo fare avendo già accettato l’incarico di coordinatore?

Risposta

La nomina del coordinatore è un obbligo nei casi previsti (lavori edili con due imprese), una facoltà negli altri casi. Pertanto la nomina a coordinatore può essere sempre accettata e svolta secondo quanto previsto dal D. Lgs. 81/2008. In particolare, nell’ipotesi di una sola impresa, attua in particolare l’obbligo di: a) verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;

Errore. Il segnalibro non è definito.

Domanda n°50

un servizio di manutenzione di software del tipo client-server può essere considerata prestazione di carattere intellettuale anche se svolta presso la sede dell'amministrazione proprietaria del software e, pertanto, non soggetta a redazione del DUVRI?

Risposta

Il servizio di manutenzione di software del tipo client-server è senz’altro da considerare prestazione di carattere intellettuale. La determinazione dell’AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI,

SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE 5 marzo 2008 -

“Sicurezza nell'esecuzione degli appalti relativi a servizi e forniture. Predisposizione del documento unico di valutazione dei rischi (DUVRI) e determinazione dei costi della sicurezza.

(Determinazione n. 3/2008). (GU n. 64 del 15-3-2008 )

esclude il DUVRI , tra l’altro, per le prestazioni di carattere intellettuale.

OPINIONE

Non credo che tale attività possa sempre essere esente da DUVRI senza una puntuale valutazione ( si pensi ad esempio ad un server installato nel reparto laboratori biologici di un ospedale o in una raffineria). Teniamo anche presente la piramide normativa.

Domanda n°49

Sono subentrato come coordinatore in fase di esecuzione a lavori iniziati. Mi ritrovo un psc e un pos redatti in base alla legge 494 e 528. debbo aggiornare il psc e far aggiornare il pos ai sensi del d. lgs 81/2008 ed in questo caso sospendere il cantiere per un tempo che reputo necessario? o la normativa parte dal 1 gennaio 2009?

Risposta

Giuridicamente l'obbligo di aggiornare i POS decorre dal 1/1/2009, tenuto però presente che con giruidicamente voglio solo intendere impropriamente che l'organo di vigilanza può elevare contravvenzione in caso di mancanza di congruità formale dei POS con il D. Lgs. 81/2008.

Tecnicamente e per evitare conseguenze giuridiche personali quali accuse di concorso di colpa in omicidio colposo o lesioni gravi/gravissime l'obbligo di aggiornare i PSC e i POS ai nuovi rischi individuati dal D. Lgs. 81/2008 e che si possono leggere nella pagina "cantieri" di queso sito, è già in vigore in quanto già compreso nell'art. 4 del D. Lgs. 626/94.

In quanto alla scelta di sospendere il cantiere da parte del coordinatore nominato "in corso d'opera" ed in sostituzione, la decisione spetta al coordinatore stesso che la dovrà assumere in funzione di una sommaria valutazione dei rischi delle fasi di lavorazione in corso e delle conseguenze economiche e giuridiche che il committente può subire per la sospensione dei lavori derivanti dalla sua decisione di sostituire il coordinatore.

Domanda n°48

Sono stato nominato Prog. e D. L. il committente nominerà me come R. L., come viene formulata tale nomina? Inoltre penso che non occorra il coord. perché anche se ci sarà una prima impresa per la demol., una seconda per realizzare paratie e sbancamento, infine si allestirà il cantiere definitivo, il tutto avverrà in tempi differenti. Ognuna delle imprese dovrà disporre di un POS? Le responsabilità di R. L. quali saranno?

Risposta

Per la nomina si può utilizzare il modello disponibile nella pagina "Cantieri". L'obbligo della nomina del coordinatore ricorre in tutti i casi ove sia prevista, o più opportunamente non sia da escludere, la presenza , anche non contemporanea, di almeno due imprese nello stesso cantiere. E' opportuno ricordare che i rischi interferenziali nascono anche per interferenze spaziali "pure" cioè senza interferenza temporale. Ogni impresa che entra in un cantiere deve fare il P.O.S. Le responsabilità del R. L. sono quelle derivanti dall'incarico e dall'art. 93 comma 2.

Articolo 93 - Responsabilità dei responsabili dei lavori

2. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione, non esonera il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c) e d).

Domanda n°47

Il D. Lgs. 81/2008 obbliga le imprese esecutrici a trasmettere il POS. Presuppone che la mandataria dell'A.T.I. appaltatrice abbia redatto il suo POS, ma non sembra corra l'obbligo di trasmissione almeno fino a quando la stessa non diventi anche esecutrice. La mandataria ha trasmesso il POS di una delle esecutrici. Deve trasmettere anche il suo? Deve accompagnare il POS della esecutrice con una dichiarazione di congruenza con il proprio?

Risposta

Il D. Lgs. 81/2008, UT, non conosce le imprese mandatarie ma solo le imprese affidatarie e le imprese esecutrici. Pertanto la impresa mandataria deve essere vista come impresa affidataria mentre le atre imprese ATI sono solo esecutrici. Le imprese solo esecutrici devono trasmettere il proprio POS alla impresa affidataria che appone un visto di congruità e lo consegna al CSE. Solo dopo il visto di congruità del CSE l'impresa esecutrice entra in cantiere. Quando l'impresa esecutrice entra in cantiere è come se entrasse anche l'impresa affidataria, perché è corresponsabile del lavoro in cantiere. Ricordo che il CSE ha rapporti ufficiali solo con l'affidataria e con il preposto o dirigente di cantiere dell'affidataria. A sua volta l'impresa affidataria per entrare in cantiere e sorvegliare la esecutrice deve necessariamente consegnare il POS al CSE.

Conclusione: prima di consentire la realizzazione del cantiere e l'ingresso di una qualsiasi impresa il CSE deve avere soprattutto il POS dell’impresa affidataria.

Domanda n°46

Quali obblighi per la sicurezza esistono per l’amm.re di condominio? credo sia applicabile l'art.26 TUSL, ma…l'informazione di cui al c 1 lett. b è scritta o orale? è un DVR? Si parla di rischi interferenti anche quando esiste una sola impresa nel condominio o è necessaria la pluralità (tra cui la vita normale del condominio)?

E in caso di assunzione diretta di un dipendente?

Risposta

L'amministratore di condominio, se nel condominio c'è il portiere, è un datore di lavoro "a responsabilità limitata": cioè egli deve adempiere solo a quanto previsto nell'art. 3 comma 9 D. Lgs. 81/2008:

9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.

In concreto l'amministratore deve fare la denuncia dell'impianto di protezione dai contatti indiretti limitatamente alla "guardiola" del portiere e fornire tutte attrezzature marcate CE (aspirapolvere, cancello automatico, scopa elettrica, ecc.).

L'art 26 in questo caso non trova applicazione giuridica (in quanto l'art 3 non ne fa riferimento), ma neanche applicazione sostanziale in quanto nell'eventuale DUVRI (documento unico di valutazione del rischio) l'amministratore dovrebbe riportare quali rischi l'attività del portiere potrebbe provocare all'impresa entrante nel condominio (l'esistenza di tali rischi appare perlomeno improbabile).

Se invece l'amministratore affida lavori di edilizia così da realizzare un cantiere, nei suoi confronti trova totale applicazione quanto disposto dal titolo IV UT nei riguardi del committente (verifica idoneità tecnico professionale delle imprese, nomina Coordinatore, notifica ecc. ).

Infine si coglie l'occasione per ricordare che l'amministratore di condominio non può più nominarsi Responsabile dei Lavori per i cantieri che interessano il condominio se non è almeno anche il progettista e direttore dei lavori. (in realtà essendo committente non l'avrebbe potuto fare neanche prima.....)

Quali sono i lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati ?

Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da proprietari di fabbricati.

C.C.N.L. 12 maggio 1995

CLASSIFICAZIONE DEI LAVORATORI E MANSIONI

Art. 3. - I lavoratori ai quali si applica il presente contratto sono classificati come segue:

A) Portieri che prestano la loro opera per la vigilanza, la custodia e la pulizia degli stabili adibiti ad uso di abitazione o ad altri usi e, secondo le consuetudini locali, per le altre mansioni accessorie inerenti agli stabili ai quali essi sono addetti, fruendo di alloggio.

Al) Portieri che prestano la loro opera per la vigilanza, la pulizia e le altre mansioni accessorie degli stabili adibiti ad uso di abitazione o ad altri usi, senza alloggio.

B) Portieri che prestano la loro opera soltanto per la vigilanza e la custodia degli stabili adibiti ad uso di abitazione o ad altri usi e, secondo le consuetudini locali, per le altre mansioni accessorie inerenti agli stabili ai quali essi sono addetti, con esclusione dei servizi di pulizia ma fruendo di alloggio.

B1) Portieri che prestano la loro opera soltanto per la vigilanza e le altre mansioni accessorie degli stabili adibiti ad uso di abitazione o ad altri usi, senza alloggio.

C) Lavoratori che, con rapporto di lavoro continuativo e non occasionale, prestano la loro opera negli stabili adibiti ad uso di abitazione o ad altri usi, per la pulizia dell’androne, delle scale e degli accessori, con esclusione del servizio di vigilanza e custodia. Ad essi possono essere affidati ulteriori servizi quali: accensione e spegnimento dell’impianto di illuminazione, apertura e chiusura del portone, distribuzione della posta ed altri servizi similari.

D) Lavoratori che, con rapporto di lavoro continuativo e non occasionale, prestano prevalentemente la loro opera nei complessi immobiliari ad uso di abitazione o ad altri usi, con mansioni di operaio qualificato, per la manutenzione degli immobili, degli impianti e apparecchiature in essi esistenti o che di essi costituiscono pertinenza.

E) Lavoratori che, con rapporto di lavoro continuativo e non occasionale, prestano la loro opera nei complessi immobiliari ad uso di abitazione o ad altri usi, per la pulizia e/o conduzione dei campi da tennis e/o piscine, e/o spazi a verde (non inferiori a mq 200), e/o spazi destinati ad attività sportive e ricreative in genere, con relativi impianti (sempre che l’attività non richieda particolari capacità tecniche, specializzazioni o licenze), e/o sorveglianza e pulizia di locali condominiali destinati al parcheggio di autovetture dei condomini.

F) Lavoratori che svolgono mansioni di concetto, operativamente autonome, che comportino particolari conoscenze ed esperienze tecnico-professionali comunque acquisite, anche con eventuale coordinamento esecutivo dell’attività di altri dipendenti, quali:

• impiegati di concetto, anche tecnici, contabili di concetto, programmatori meccanografici, segretari di concetto.

G) Lavoratori che svolgono mansioni d’ordine, con adeguate conoscenze tecnico-pratiche, comunque acquisite, quali:

• contabili d’ordine, operatori meccanografici, addetti di segreteria con man-sioni d’ordine, addetti a servizi esterni per il disbrigo di commissioni presso Enti, Istituti ed Uffici Pubblici e/o privati.

Agli effetti delle lette A) e B) del presente comma, si intende per vigilanza l’effettivo servizio di sorveglianza che rientra nelle normali mansioni del portiere, da prestarsi secondo l’orario di cui al successivo art. 25. Potranno essere stipulati anche accordi aziendali e di complessi immobiliari per i servizi non previsti nelle allegate tabelle.

Domanda n°45

L’art. 8 comm. 11 del D. Lgs 626/1994 imponeva al D. L. di comunicare all’Ispettorato del Lavoro e alle A.S.L. il nominativo della persona designata come R.S.P.P. interno o esterno all’azienda; con il D. Lgs 81/2008 resta comunque a carico del datore di lavoro detta comunicazione?

Risposta

No, la comunicazione è sparita forse perché la data certa sul D.V.R. contenente il nominativo del R.S.P.P. la rendeva superflua.

Domanda n°44

Nella pratica operativa, quali sono le responsabilità di un R.S.P.P.?

In un Ente con più sedi e impianti, si nomina un R.S.P.P. per ciascuna sede o impianto?

Risposta

Le responsabilità del R.S.P.P. sono quelle tipiche di un consulente. Se il R.S.P.P. sa rispondere in scienza e coscienza alle domande del D. L. lo deve fare, se dubita di sapere deve ammettere di non sapere perché se il D. L. è indotto a sbagliare dai consigli o dai silenzi del R.S.P.P., quest'ultimo risponderà penalmente in concorso con il D. L. dei danni arrecati ai lavoratori.

Ad ogni D. L. corrisponde uno e uno solo R.S.P.P. e almeno un A.S.P.P.

Domanda n°43

E’ possibile eseguire lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria in economia (es. rifacimento manto di copertura....) Nel caso di lavori in economia è necessario redigere il piano di sicurezza?

Risposta

Alla prima domanda non so rispondere in quanto mi interesso solo di prevenzione infortuni e non di pratiche edilizie. Alla seconda domanda rispondo sì, occorre sempre il P.O.S. se i lavori vengono affidati ad una impresa e sempre anche il P.S.C. se vengono affidati a più di una impresa.

Domanda n°42

Cosa si può fare se, a seguito di segnalazione effettuata alla A.S.L. competente (con telegramma) in merito alla inosservanza in un cantiere edile delle norme di cui al D. Lgs. 81/2008, questa non provveda a fare un sopralluogo?

Risposta

Si può ripetere il telegramma inviandolo anche alla D.P.L. e alla Procura della Repubblica evidenziando l'ipotesi di un pericolo grave ed immediato e l'omesso intervento della A.S.L. Naturalmente nell'ipotesi che il primo telegramma fosse fondato e giustificato.

Domanda n°41

Quali sono le principali attenzioni che il C.S.P. e il C.S.E. devono avere prima e durante i lavori in cantiere (per non incorrere in facili sanzioni) in base al D. Lgs. 81/2008.

Risposta

Il C.S.P. deve solo assicurare la redazione del P.S.C. e del F.A.S. Più complicato è il compito del C.S.E. Egli deve assicurare la fattibilità del P.S.C., la congruità dei P.O.S. al P.S.C. e redigere un analitico registro di coordinamento.

Domanda n°40

Nel caso in cui è stato nominato il capo cantiere "lo stesso è capocantiere in altri cantieri" (il preposto non è stato nominato - Pos 2007). Il capocantiere è anche l'addetto alla gestione dell'emergenza. Di norma non si dovrebbe assentare, nel caso ciò accadesse cosa dovrei fare per evitare ciò?

Risposta

La presenza del Preposto è assolutamente necessaria se la valutazione del rischio sulle lavorazioni in corso è influenzata positivamente e sensibilmente dalla presenza del preposto. Perciò il Coordinatore deve, per quieto vivere, assumere atteggiamenti variabili. In caso di scavi, demolizioni, montaggio ponteggi, lavori in ambienti pericolosi deve pretendere la presenza del preposto mediante ordine di servizio, richiamo e proposta di espulsione.

Per quanto riguarda l'emergenza, che doveva essere prevista nel P.S.C., vale lo stesso discorso. Comunque se non si teme di perdere il cliente, il Coordinatore può pretendere sempre la presenza continua in cantiere del preposto e dell'addetto alla emergenza con una prima lettera di servizio all'impresa.

Una seconda lettera di richiamo e sollecito indirizzata pure al committente ed una terza lettera al committente per chiedere l'allontanamento dal cantiere dell'impresa.

Se il committente non ottempera occorre poi fare segnalazione alla A.S.L. Naturalmente è

meglio cercare di non arrivare alla richiesta di espulsione.

Domanda n°39

Lavori di manutenzione ordinaria in un appartamento: pavimenti, etc... + impianto elettrico. Impresa appaltatrice una, ma presumibilmente la revisione dell'impianto elettrico sarà data in subappalto. E' necessario il P.S.C. o si può ovviare con il piano sostitutivo? Nel comune di Bologna, dove si svolgeranno i lavori sembra sia necessario in ogni caso fare comunicazione alla A.S.L. per quanto riguarda il rischio elettrico. E’ plausibile?

Risposta

Occorre un P.S.C. fatto dal C.S.E. Cioè si può fare a meno di nominare il C.S.P. Il piano sostitutivo è previsto solo per i lavori pubblici con una sola impresa.

Non solo a Bologna, ma anche a Potenza e a Lampedusa occorre denunciare alla A.S.L. (e all'I.S.P.E.S.L.) l'impianto di messa a terra dei cantieri.

Domanda n°38

La nomina del Coordinatore spetta sempre al committente? Se non c'è alcuna delega in assoluto al Direttore dei lavori come responsabile dei lavori, la responsabilità della mancata notifica in capo a chi rimane? Si premette che nel caso specifico è stato solo formalmente dato inizio ai lavori ma di fatto il cantiere non è aperto.

Risposta

No, anche al Direttore dei Lavori (D. L.) se ha avuto l'incarico di Responsabile dei Lavori (R. L.). La notifica deve essere fatta dal committente in caso non sia stato nominato il D. L. come R. L. Anche se il cantiere non è aperto ma si è dato formalmente inizio ai lavori, la mancanza di notifica sospende l'efficacia del titolo abilitativo.

Domanda n°37

1. Nel P.S.C., nel caso di assenza della stima della sicurezza, quale è la sanzione a cui va incontro il Coord. in fase di progettazione e quello in fase di esecuzione?

2. In assenza di coord. in fase di esecuzione chi analizza il P.O.S. redatto dall'impresa? Il Direttore dei lavori ha qualche responsabilità in merito?

Risposta

L'omissione dei costi della sicurezza può essere inteso dall'Organo di Vigilanza come non conformità all'allegato XV e quindi come violazione all'art.91 e quindi con l'ammenda da 3.000,00 a 12.000,00 euro o arresto. Per tale omissione non può essere sanzionato il C.S.E. a meno che non siamo nell'ipotesi che non sia stato nominato il C.S.P.

Il Coordinatore per la progettazione è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000,00 a 12.000,00 euro per la violazione dell’articolo 91, comma 1.

Articolo 91 - Obblighi del coordinatore per la progettazione

1. Durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione:

a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell’ ALLEGATO XV;

D’altra parte l’adeguamento del PSC da parte del CSE riguarda la congruità del PSC al POS e alle attività effettivamente svolte nel cantiere. In altre parole l’omissione dei costi della sicurezza induce il committente a non esigere il non ribasso in fase di contratto ma quando il cantiere è aperto ormai il contratto è fatto.

Per le responsabilità del D. L. vedere la domanda 35

Domanda n°36

Quali requisiti debbono possedere i soggetti che organizzano corsi per addetti antincendio in attività a rischio basso, medio ed alto?

Risposta

I soggetti che organizzano i corsi non devono avere particolari requisiti, eccetto quelli di efficienza, efficacia ed economicità. Anche per i docenti non si richiedono particolari requisiti giuridici. Occorre ricordare però che i lavoratori che hanno l'obbligo di frequentare i corsi a rischio alto (le attività elencate nel decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1959, n. 689, tabelle A e B, nel decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e nel decreto ministeriale 30 ottobre 1986) hanno altresì l'obbligo di superare un esame con i V.V.F.F. per acquisire un attestato di idoneità.

Legge 28 novembre 1996, n. 609 Art. 3.

3. I Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, previo superamento di prova tecnica, rilasciano attestato di idoneità ai lavoratori designati dai datori di lavoro di cui all'articolo 12, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, che hanno partecipato ai corsi di formazione svolti dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco o da enti pubblici e privati.

Si consiglia quindi di utilizzare per le docenze dei corsi a rischio incendio alto il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Domanda n°35

Per un lavoro sono Progettista, Direttore dei lavori e calcolatore strutturale. Se il committente non nomina il Responsabile dei lavori, io come Direttore dei lavori sono responsabile se succede qualche incidente?

Risposta

L'obbligazione del Direttore dei Lavori consiste in un’opera di controllo e verifica, per conto del committente, della regolarità ed del buon andamento dell’opera posta in essere dal costruttore. Il Direttore dei Lavori “non ha l'obbligo di essere continuamente presente all'esecuzione di essi o comunque di intervenire ad ogni operazione materiale relativa all'esecuzione stessa, essendo tali mansioni affidate all'assistente. Tuttavia, egli non deve necessariamente fidarsi dell'impresa appaltatrice dei lavori fino al punto da essere esonerato dall'obbligo di esercitare una qualsiasi sorveglianza, almeno periodica, e comunque, idonea ad assicurare che l'opera sia eseguita in conformità del progetto ed a regola d'arte, nonché di verificare, almeno con ispezioni saltuarie, la qualità e la quantità dei materiali impiegati nella costruzione, al fine di evitare, per quanto è possibile, le frodi che possano essere consumate a danno del committente (Cass. 04.07.1962, n. 1705, Repertorio Giustizia Civile, 1962, Appalto, 14; Cass. 07.02.1975, n. 475, Massimario della Giustizia civile, 1975, 226).

Se i lavori prevedono la necessità del Coordinatore, il Direttore dei Lavori, se non incaricato dal committente quale responsabile dei lavori, non assume nessuna funzione di garanzia riguardo la prevenzione infortuni ma resta responsabile di infortuni gravi o mortali nel caso che gli stessi avvengano per macroscopiche violazioni al progetto ed alle norme di buona tecnica.

Vedere a tale proposito l'interessante sentenza riportata sul sito dell'Ing. Porreca http://www.porreca.it/porreca_gerardo11.htm

La stessa cosa dovrebbe essere valida se si tratta di un cantiere con unica impresa. Le notizie che si rinvengono in letteratura però insegnano che ciò dipende molto dal procuratore inquirente. A volte sembra che si vada a caccia del capro espiatorio. .

Pertanto, consiglierei in questa ipotesi di intervenire almeno per le violazioni più gravi, quali ad esempio lavori su tetto, chiaramente non portante, ma è soltanto un consiglio non un chiaro obbligo giuridico.

Domanda n°34

L’allegato XIV al D. Lgs. 81/2008 impone un corso di aggiornamento di 40 ore con cadenza quinquennale. A mio modesto avviso, chi è in possesso di un attestato di frequenza al corso antecedente al 15.04.2003 (attestato di corso per Coordinatori della sicurezza nei cantieri rilasciato da più di 5 anni) deve effettuare il corso di 40 ore di aggiornamento. Nelle more non può svolgere le funzioni di Coordinatore.

Risposta

Io sarei anche più categorico. Il legislatore con il D. Lgs. 81/2008 dispone che il Coordinatore abbia esperienza di cantiere, formazione conforme all'allegato XIV, aggiornamento quinquennale conforme all'allegato XIV. Giustamente ella osserva che alla data del 15/05/2008 il Coordinatore formatosi 5 anni decade perché privo del necessario aggiornamento. Ma, se osserva bene, alla data del 15/05/2008 sono decaduti tutti i Coordinatori perché nessuno ha la formazione dell'allegato XIV. Infatti il legislatore, forse per la fretta, ha dimenticato di salvare il pregresso, come invece ha fatto in altri casi dello stesso testo legislativo, in occasione ad esempio della formazione dei datori di lavoro che vogliono svolgere direttamente il ruolo del R.S.P.P. Quindi, se non vogliamo bloccare gran parte dei cantieri italiani dobbiamo supporre che la nuova formazione sia obbligatoria per chi si qualifica dopo il 15/05/2008 e, analogamente, l'aggiornamento decorra da tale data.

Ovviamente si spera che anche la magistratura sia dello stesso parere.

Domanda n°33

Segnalazione guasti sito: la home page è commentata in lingua spagnola …

Risposta

Complimenti. E’ il primo che finalmente chiede il significato della introduzione spagnola. Trattasi della prima pagina del Don Chisciotte in lingua originale. Difatti chi se non Don Chisciotte può credere che esista chi apprezzi una formazione seria?

Tanti vogliono l'informazione (non la formazione) e l'attestato, gli altri solo l'attestato.

Domanda n°32

Ho dei dubbi circa il D.U.V.R.I. introdotto dalla legge 123 del 3 agosto 2007: viene elaborato insieme dal datore committente e dalla ditta appaltatrice? Sostituisce o è un'integrazione di qualche altro documento di valutazione dei rischi? Modifica l'art. 7 del D. Lgs. 626/94 nel senso che introduce un documento scritto?

Risposta

Il D.U.V.R.I. era elaborato dal Datore di Lavoro committente, a seguito di scambio di informazione con la ditta esecutrice. La legge 123/07 in effetti aveva così modificato drasticamente l'art.7 del D. Lgs. 626/94 sostituendo ad un generico scambio di informazioni tra datori di lavori una effettiva assunzione scritta di responsabilità del Datore di Lavoro committente il quale doveva valutare, rendere accettabile e comunicare i rischi interferenziali tra le due attività che stavano per svolgersi nella propria azienda. La legge 123/07 è stata abolita, per questa parte, dal D. Lgs. 81/2008 il quale però l'ha ripresa all'art. 26.

Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione.

1. Il Datore di Lavoro, in caso di affidamento dei lavori all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima:

omissis

3. Il Datore di Lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico Documento di Valutazione dei Rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.

Domanda n°31

Vorrei sapere ogni quanto tempo bisogna aggiornare i corsi di formazione per gli addetti antincendio?

Risposta

I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell’emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626".

Tale decreto non prevede alcuna periodicità di aggiornamento neanche nel caso che tale aggiornamento fosse scelto dal gestore come misura compensativa.

Pertanto allo stato attuale ogni DL può decidere come ritiene opportuno.

Domanda n°30

Sono il Coordinatore in fase di esecuzione. Ho fatto la richiesta di aggiornamento del P.O.S., chiedendo anche che mi venissero consegnati a me i P.O.S. delle eventuali ditte appaltatrici, mi è stato risposto che non c’è nessun articolo che lo impone e che non è tenuta (l'impresa) a consegnarmi i P.O.S. che invece saranno comunicati al Responsabile del procedimento. Cosa devo fare a questo punto?

Risposta

Evidentemente si tratta di un cantiere con più imprese per un’opera pubblica. Non è chiaro se il C.S.E. ha fatto richiesta dei P.O.S. o di aggiornamento dei P.O.S. Pertanto trattiamo le due ipotesi.

Si devono incominciare i lavori e il C.S.E. chiede i P.O.S. aggiornati al D. Lgs. 81/2008. Una o più imprese rifiutano la consegna dicendo che saranno consegnati al Responsabile del Procedimento che in questo caso è anche il Responsabile dei Lavori. Il C.S.E. prende atto, non autorizza l’inizio dei lavori relativi alle imprese inadempienti, ne dà comunicazione scritta al Responsabile dei Lavori, rimane in attesa ed ha coscienza che avrà vita difficile con quelle imprese che hanno mostrato un comportamento contrario alla cultura della sicurezza e che quindi dovrà prestare massima attenzione nel cantiere intensificando le visite (naturalmente cercando di ripagare con la stessa cordialità alla prima occasione).

Seconda ipotesi: trattasi di cantiere già in sviluppo per il quale il C.S.E. ha già avuto a suo tempo i P.O.S. ma avendo seguito l’aggiornamento con l’Ing. Mannelli ha capito che è il caso di richiedere un aggiornamento dei P.O.S. secondo il D. Lgs. 81/2008. In questa seconda ipotesi avrebbe anche significato l’obiezione “NON C'E' NESSUN ARTICOLO CHE LO IMPONE”, ma non si capirebbe perché poi si consegna l’aggiornamento al R. L.

Comunque in questo caso l’impresa ha ragione, perché “NON C'E' NESSUN ARTICOLO CHE LO IMPONE”. Allora? Occorre che il C.S.E. esamini nuovamente i P.O.S. presentati e veda se sono conformi ai nuovi rischi previsti dal D. Lgs. 81/2008. Se sono conformi non fa nulla, se non sono conformi fa una nuova richiesta all’impresa intimando l’aggiornamento e precisando dove è la non conformità alla valutazione dei rischi fatta con i nuovi criteri (ad esempio non è indicato chi è il preposto in una operazione con rischio elevato). Dà un termine di adempimento e ne dà notizia anche al R. L.

Sia in caso di conformità che di non conformità si applica comunque quanto già prima sottolineato a proposito della coscienza.

Domanda n°29

Eventuali inosservanze delle norme sulla sicurezza da parte dell'impresa esecutrice dei lavori, nel caso in cui sia stato nominato il Responsabile dei lavori (coincidente, tra l'altro, col DD. LL), ma non con il Coordinatore per l'esecuzione perché legittimamente non previsto, le relative sanzioni a chi saranno comminate?

Risposta

Le sanzioni per violazioni delle norme di tutela della sicurezza e salute sono indirizzate solo ai Datori di Lavoro, Dirigenti e Preposti dell’impresa esecutrice in caso di cantieri con un’unica impresa.

Difatti, l’obbligo di osservanza delle misure generali di tutela è previsto anche in capo al committente e al Responsabile dei Lavori, all’articolo 90, comma 1, primo periodo. Però tale obbligo non è sanzionato dall’art. 157.

Articolo 90 - Obblighi del Committente o del Responsabile dei Lavori.

1. Il Committente o il Responsabile dei Lavori, nella fase di progettazione dell'opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell'esecuzione del progetto e nell'organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all'articolo 15. Al fine di permettere la pianificazione dell'esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il Committente o il Responsabile dei Lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.

Articolo 157 - Sanzioni per i Committenti e i Responsabili dei Lavori.

1. Il Committente o il Responsabile dei Lavori sono puniti:

a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500,00 a 10.000,00 euro per la violazione degli articoli 90, commi 1, secondo periodo, 3, 4 e 5;

b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.250,00 a 5.000,00 euro per la violazione dell’articolo 90, comma 9, lettera a);

c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.200,00 a 3.600,00 euro per la violazione dell’articolo 101, comma 1, primo periodo;

d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 a 6.000,00 euro per la violazione dell’articolo 90, comma 9, lettera c).

Domanda n°28

In merito alla formazione necessaria per i datori di lavoro che intendono svolgere direttamente il R.S.P.P., il corso può essere tenuto da qualsiasi tecnico iscritto all'albo professionale che quindi potrà rilasciare la relativa attestazione? Ogni quanti anni il datore di lavoro deve fare l'aggiornamento e con quante ore di lezione?

Risposta

Articolo 34 - Svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi

1. Salvo che nei casi di cui all’articolo 31, comma 6, il Datore di Lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell’ALLEGATO 2 dandone preventiva informazione al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi.

2. Il Datore di Lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dell’accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997, il cui contenuto è riconosciuto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dell’accordo di cui al periodo precedente.

3. Il Datore di Lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1, è altresì tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto nell’accordo di cui al precedente comma. L’obbligo di cui al precedente periodo si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell’articolo 95 del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

Conclusione: allo stato attuale il DL che intende svolgere il ruolo di RSPP deve avere l’attestato di un corso di 16 ore con contenuti formativi di cui al DM 16/1/1997 ma che può essergli rilasciato anche dalla moglie.

Domanda n°27

Vorrei sapere se le 40 ore di aggiornamento ai sensi del D. Lgs. 81/2008 da espletare nei 5 anni si svolgeranno 8 ore ogni anno, tipo la giornata del 18 Settembre, o si possono svolgere le rimanenti ore anche in 4 giornate consecutive?

Risposta

Il D. Lgs. 81/2008, tra le alcune ombre, ha molte luci. Una di esse, forse la più preziosa, è l'importanza che dà alla formazione intesa come processo educativo. L'aggiornamento è parte del processo e serve a coltivare la formazione avuta in modo razionale consentendo l'acquisizione di nuove tecniche o di nuovi modi di essere secondo il progredire della scienza, della tecnica, del pensiero.

Pertanto ai fini giuridici basta recuperare anche on line (la famigerata F.A.D.) al minor costo attestati per 40 ore complessive entro lo scadere del quinto anno. Ai fini formativi è naturale dilazionare l'aggiornamento e farlo diventare vero momento di crescita culturale e spirituale aderendo alle migliori occasioni formative che si presentano nei cinque anni.

Domanda n°26

Per lavori di finitura interna di un appartamento inserito un una U.M.I. del P. di R. i cui lavori sono sospesi per mancanza di fondi e per il mancato accordo tra i condomini, il committente proprietario che vorrebbe riprendere i lavori, a proprie spese (per il completamento del proprio appartamento), a quali compiti è tenuto ad assolvere nell'ambito della sicurezza? Qual è la tipologia di cantiere “più corretta” tenendo conto che oltre all'impresa che si occuperà di lavori edili (tramezzi, intonaco, pavimenti e rivestimenti, ecc.) occorrerà anche l'impiantista idrico sanitario nonché quello elettrico? Io credo che siamo di fronte ad una tipologia di cantiere in cui occorre un po’ tutto; P.S.C., Coordinatore in esecuzione, ecc.

L'impiantista (non al servizio dell'unica impresa) che fattura il proprio lavoro è un lavoratore autonomo? Scatta dunque l'obbligo di cantiere con più di due imprese secondo il D. Lgs. 81/2008?

Risposta

Se i lavori di completamento dell'appartamento richiedono l'intervento di più imprese, il committente proprietario per completare i lavori può completare i lavori solo nominando un Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell'opera. Sarà compito di tale Coordinatore valutare la necessità di un nuovo P.S.C. o l'utilizzo di stralcio di quello esistente. Se i lavori di completamento possono essere eseguiti da una sola impresa più lavoratori autonomi occorrerebbe conoscere con maggiore precisione i lavori da eseguire. Se infatti possiamo essere sicuri che iniziamo i lavori di completamento in un ambiente ove non ci sono rischi residui delle precedenti lavorazioni, non occorre la nomina del coordinatore in quanto si può ipotizzare ultimato il progetto precedente con un prodotto già usufruibile. Altrimenti occorre il Coordinatore. Per fare una scelta responsabile in questo senso però il committente dovrebbe servirsi, per cautelarsi, di un qualificato Responsabile dei Lavori.

Ovviamente questa risposta prescinde da eventuali problematiche non connesse alla tutela del lavoro, quali la effettiva possibilità giuridica di subentrare nei lavori da parte del nuovo committente.

In quanto alla domanda "L'impiantista (non al servizio dell'unica impresa) che fattura il proprio lavoro è un lavoratore autonomo?" La prima risposta sarebbe: ma perché qualche impiantista non fattura? Ma non sarebbe pertinente. Come al solito consiglio di non sovrapporre legislazioni differenti altrimenti le idee si confondono. Per definire cosa si intende per lavoratore autonomo non dobbiamo tenere conto della natura giuridica (cioè il tipo di iscrizione alla Camera di Commercio e simili) o alla tenuta fiscale. Dobbiamo fare riferimento solo al D. Lgs. 81/2008 che recita:

Articolo 89 - Definizioni.

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per:

d) lavoratore autonomo: persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione.

Pertanto se l'installatore entra solo è autonomo, se entra in compagnia di altro lavoratore è impresa. Se l'installatore entra da solo, ma si mette al servizio di una impresa in maniera subordinata è un'impresa subappaltatrice o un lavoratore dell’impresa.

Domanda n°25

Sono Coordinatore in fase di esecuzione. Vorrei sapere come posso formulare la richiesta di aggiornamento del P.O.S. della ditta appaltatrice e quelli delle ditte subappaltatrici?

Risposta

Clicchi qui.

Domanda n°24

Entro fine luglio dovrò consegnare il P.S.C. e che entro questa data è ancora valido il precedente doc. dei rischi, giusto? Poiché per questo progetto dovranno attendersi i finanziamenti, il Coordinatore, qualora volesse ricontrollare il P.S.C., prima dell'inizio dei lavori e modificarlo, è possibile?

Risposta

Solitamente più si è scrupolosi e competenti più si è timorosi. Se molti tecnici fossero così molti infortuni si potrebbero evitare.

La scadenza di fine luglio, che peraltro sarà rinviata al 1 gennaio 2009, riguarda il D.V.R. e il P.O.S., mentre sostanzialmente non riguarda il P.S.C. in quanto i "nuovi" rischi devono essere dettagliati nel P.O.S.

La rivisitazione del P.S.C. è sempre possibile ed è anzi un dovere del Coordinatore per l'esecuzione (C.S.E.) ogni qual volta egli si accorge che è necessario. Il problema è però che se la modifica del P.S.C. è fatta dopo l'aggiudicazione e se tale modifica comporta nuovi oneri per l'impresa affidataria questa può richiedere una variazione dell'importo. Invece se la modifica è fatta prima del bando di gara e se tale modifica non comporta maggiori oneri per la sicurezza la stazione appaltante non avrà nessun motivo per non consentire la modifica del P.S.C.

In conclusione il P.S.C. può sempre essere modificato in corso d'opera dal C.S.E. e, tranne casi eccezionali di significative variazioni degli oneri per l'impresa, tale modifica deve essere accettata dall'impresa. Può essere modificato dal C.S.P. prima del bando se la stazione appaltante è disponibile.

Domanda n°23

In un cantiere l'impresa ha montato il ponteggio lato strada senza la mantovana, oltretutto prevista nella redazione del Pimus, mettendo invece una rete su tutto il ponteggio stesso. E' sufficiente tale rete per la caduta di materiali dall'alto o c'è un altro sistema per evitare lo smontaggio del ponteggio per l'inserimento della mantovana?

Risposta

La rete non è sufficiente. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve essere sistemato, all'altezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcato di sicurezza (mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall'alto. Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio, qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con la segregazione dell'area sottostante.

Domanda n°22

Svolgo la funzione di C.S.E. su un cantiere iniziato il 18/07/2008. In una visita ispettiva mi è stata contestata la seguente violazione (art.92, c.1 lett. A D. Lgs. 81/08) "utilizzo di energia elettrica in assenza di regolare impianto” (art.267 del D.P.R. 547/55) impresa appaltatrice. Durante il controllo nessun lavoratore utilizzava apparecchi elettrici.

Risposta

Art. 267 del D.P.R. 547/55 - Requisiti generali degli impianti elettrici.

Gli impianti elettrici, in tutte le loro parti costitutive, devono essere costruiti, installati e mantenuti in modo da prevenire i pericoli derivanti da contatti accidentali con gli elementi sotto tensione ed i rischi di incendio e di scoppio derivanti da eventuali anormalità che si verifichino nel loro esercizio.

Non capisco se nella contravvenzione siano stati veramente citati una legge vigente ed una legge (D.P.R. 547) abolita dalla stessa legge.

Comunque questo è irrilevante. Un C.S.E. che consente l'installazione (anche se solo per negligenza) di un impianto elettrico non regolare deve essere sanzionato. Fortunatamente nessun lavoratore utilizzava apparecchi elettrici.

Domanda n°21

In una visita ispettiva mi è stata contestata la seguente violazione (art.92, c.1l lett. A D. Lgs. 81/08) "occupazione di un lavoratore in assenza di visita medica preventiva" assunto la stessa data della visita ispettiva da un prestatore di mano d'opera (subapp. con importo inferiore all’appalto e quindi senza obbligo di autorizzaz., arrivato sul cantiere poco prima della visita ispettiva e senza comunicazione al C.S.E.).

Risposta

Le delucidazioni in questi casi devono essere richieste per via gerarchica alla struttura ispettiva che ha elevato la contravvenzione.

Noi possiamo fare solo delle ipotesi.

Articolo 92 - Obblighi del Coordinatore per l'esecuzione dei lavori.

1. Durante la realizzazione dell'opera, il Coordinatore per l'esecuzione dei lavori:

a) verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;

Articolo 41 del D.Lgs. n. 81/2008

2. La sorveglianza sanitaria comprende:

a) visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato ……

Quale il nesso tra i due articoli? Secondo me nessuno, in quanto non è ipotizzabile che il C.S.E. controlli singolarmente per ogni lavoratore la regolarità assicurativa e prevenzionistica. Pretendere questo in un cantiere maggiore di 200 u/g sarebbe follia pura.

Grave invece l'affermazione “arrivato sul cantiere poco prima della visita ispettiva e senza comunicazione al C.S.E.". Significa che in quel cantiere il C.S.E. non ha autorità perché non coordina e deve essere sanzionato. La faccenda del subappalto è irrilevante.

Domanda n°20

Se inizio un cantiere e l'impresa non ha provveduto al montaggio del quadro elettrico di cantiere e successive comunicazioni e verifiche inerenti tale adempimento, quali sono le sanzioni in cui ricorre il Coordinatore in fase di esecuzione?

Risposta

Il mancato montaggio del quadro elettrico non comporta sanzioni o colpe per il C.S.E. se tale quadro non contribuisce alla sicurezza del cantiere (esempio alimentazione luci o luci di emergenza). In generale il ritardo di una fase o parte di fase di lavoro può piuttosto interessare il Direttore dei Lavori ma non il C.S.E. se tale ritardo non costituisce una criticità ai fini della sicurezza del cantiere. Cosa diversa invece è il montaggio del quadro elettrico non a norma dal punto di vista normativo. In questo caso il C.S.E. può essere sanzionato per mancanza di coordinamento se non riesce a dimostrare all'Organo di Vigilanza che la mancanza rilevata (omessa dichiarazione di conformità, omessa denuncia all’I.S.P.E.S.L.) è avvenuta nonostante l'attività di coordinamento. In caso poi che con tale mancanza (e non necessariamente per) avvenga un infortunio elettrico grave o mortale, la responsabilità del C.S.E. sarà decisa prima dal Procuratore della Repubblica e poi eventualmente da un Tribunale della Repubblica.

Domanda n°19

A che titolo i Carabinieri possono accedere all’interno di un cantiere edile?

Risposta

La domanda non deve meravigliare. In settimana, in una udienza penale, mi sono sentito contestare da un Avvocato della vittima di avere controfirmato un verbale collegiale con i Carabinieri senza controllare se la documentazione che essi dicevano che mancava (ad esempio iscrizione alla Camera di Commercio) effettivamente mancasse. In pratica un Avvocato, e il Giudice e il Procuratore che non hanno contestato tale osservazione, ritiene che un tecnico possa e debba controllare un incaricato di pubblica sicurezza. Viceversa chiaramente i Carabinieri, prima di firmare il verbale collegiale, avrebbero dovuto controllare se la documentazione di collaudo dell'impianto elettrico che io dicevo che mancava, effettivamente mancava. Evidentemente, se in aula giudiziaria ciò succede, quid plura disputo?

La Costituzione italiana difende il cittadino dal pericolo della dittatura (dalla polizia repressiva) e dalla delinquenza (per mezzo della polizia di sicurezza). Purtroppo, come nel recente caso delle impronte digitali, un provvedimento di polizia, a volte per motivi di parte, viene favorito o osteggiato a seconda se ritenuto di una specie o di un'altra.

Chi ha fiducia nei Carabinieri (come me) li farebbe entrare anche nella camera da letto. Chi li teme come espressione di un potere che cerca di fregarti ad ogni modo li evita accuratamente. (In effetti una volta i Carabinieri che fermavano un'automobile per controlli sembravano più una polizia repressiva che di sicurezza: fortunatamente mi sembra che quel tipo di comportamento sia ormai scomparso).

Tanto premesso, come si suole dire, torniamo al dunque.

Un cantiere in tanto è autorizzato a lavorare in quanto si è impegnato esplicitamente o implicitamente a rispettare tutte le migliaia di leggi che in Italia regolano il lavoro, le attività imprenditoriali, la pausa caffè, il buongiorno e il buonasera. Tali leggi devono essere controllate dalla Polizia di Sicurezza e, in caso emerga un reato penale, difese dalla Polizia Giudiziaria.

Egregio collega, come vedi qui sotto i Carabinieri sono sia Polizia di Sicurezza che Polizia Giudiziaria. Anzi consiglio, quando arrivano i Carabinieri sul luogo di lavoro cerca di capire se sono i super specializzati (N.O.E., N.A.S., Carabinieri del Lavoro) o i "generici". Perché comunque i Carabinieri sono bravi ma i super specializzati sono anche più bravi di noi tecnici perché meno presuntuosi di noi (naturalmente non si può generalizzare).

Compiti istituzionali Carabinieri.

In ragione della sua peculiare connotazione di Forza militare di polizia a competenza generale, all'Arma dei Carabinieri sono affidati i seguenti compiti:

a. militari (art.1, co.2 L. 78/2000):

• concorso alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità;

• partecipazione:

o alle operazioni militari in Italia ed all'estero sulla base della pianificazione d'impiego delle Forze Armate stabilita dal Capo di Stato Maggiore della Difesa;

o ad operazioni di polizia militare all'estero e, sulla base di accordi e mandati internazionali, concorso alla ricostituzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate in missioni di supporto alla pace;

• esercizio esclusivo delle funzioni di polizia militare e sicurezza per le Forze Armate;

• esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare;

• sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane, ivi compresa quella degli uffici degli addetti militari all'estero;

• assistenza ai comandi ed alle unità militari impegnati in attività istituzionali nel territorio nazionale;

• concorso al servizio di mobilitazione;

b. di polizia (art.3, co.2 e 3 D.Lgs. 297/2000):

• esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica;

• quale struttura operativa nazionale di protezione civile, assicurazione della continuità del servizio d'istituto nelle aree colpite dalle pubbliche calamità, concorrendo a prestare soccorso alle popolazioni interessate agli eventi calamitosi.

I seguenti reparti dell'Arma sono costituiti nell'ambito dei Dicasteri a fianco di ciascuno indicati e dipendono funzionalmente dai titolari degli stessi:

• Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, per la prevenzione e repressione dei reati attinenti la tutela della salute pubblica (Ministero della Salute)

• Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, per la prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'assetto ambientale (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare);

• Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, per la prevenzione e repressione dei reati connessi alla detenzione, commercio e trafugamento di beni e materiali d'interesse artistico, storico ed archeologico (Ministero per i Beni e le Attività Culturali);

• Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, per la verifica dell'applicazione delle normative in materia di collocamento, lavoro, previdenza ed assistenza sociale (Ministero del Lavoro e delle politiche sociali);

• Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, per il controllo, la prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare e ai danni dell'Unione Europea (Ministero delle Politiche agricole e forestali);

• Comando Carabinieri presso il Ministero Affari Esteri, per la tutela delle sedi delle Rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, la prevenzione e la repressione delle violazioni alle leggi speciali sull'emigrazione (Ministero degli Affari Esteri).

In tale contesto, la legge attribuisce la qualifica di:

• ufficiale di polizia giudiziaria agli Ufficiali, esclusi i Generali, agli Ispettori, ai Sovrintendenti ed agli Appuntati Comandanti interinali di Stazione;

• agente di polizia giudiziaria agli Appuntati ed ai Carabinieri;

• ufficiale di pubblica sicurezza agli Ufficiali e ai Marescialli Aiutanti sostituti di pubblica sicurezza quando sostituiscono i superiori gerarchici nella direzione di uffici o reparti;

• agente di pubblica sicurezza agli Ispettori, ai Sovrintendenti, agli Appuntati ed ai Carabinieri.

Nell'ordinamento amministrativo italiano, secondo l'art. 1 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), l'autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni (e, ora, anche delle regioni), nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni

Invece la Polizia giudiziaria ha natura e finalità repressive anziché preventive, dal momento che interviene quando si è già verificata una violazione della legge penale che l'attività di Polizia di sicurezza non ha potuto evitare.

Domanda n°18

Nel nuovo testo unico non riesco a trovare le disposizioni dell'art. 96-bis, ex D. Lgs.626/94.

Sono ancora valide?

Risposta

L'art. 96-bis fu introdotto dal D. Lgs. 242/96 e stabilì che per i primi tre mesi di attività si poteva fare a meno del D.V.R. (ma non certo della valutazione del rischio!). Pertanto tra il '94, anno della 626, e il '96, anno della 626 bis, eravamo nella stessa situazione di adesso, in quanto neanche io sono riuscito a trovare ancora nel nuovo testo quale data deve avere la data certa del D.V.R. Però le ricerche continuano............

Domanda n°17

Se in un cantiere non ricorrono le condizioni per la nomina del Coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione (anche a lavori iniziati) l'impresa deve presentare al R. L. oltre al P.O.S. anche il P.S.S.?

Risposta

Il P.S.S. - Piano Sostitutivo di Sicurezza - Legislazione di riferimento art. 131 D. Lgs. 163/06 s.m.i. (Merloni ter).

Definizione.

Piano che si attiene alle scelte autonome dell'appaltatore (impresa esecutrice) e relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori, da considerare come piano sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento, quando questo non sia previsto dal D. Lgs. 494/96 s.m.i. (D. Lgs. 81/2008).

Chi lo predispone.

Viene predisposto dall'impresa esecutrice dei lavori (appaltatore) e dalle eventuali imprese di subappalto e/o di fornitura (art. 131 D. Lgs. 163/06 s.m.i.).

Quando si predispone.

Viene predisposto entro trenta giorni dall'aggiudicazione dei lavori, e comunque prima della consegna degli stessi e/o l'inizio dei lavori stessi (art. 131 D. Lgs. 163/06 s.m.i.).

Chi lo aggiorna.

L'aggiornamento è demandato all'impresa esecutrice o al subappaltatore nei casi in cui il piano sia di competenza dei subappaltatori.

Articolo 50 - Attribuzioni del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza:

e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;

Come si vede, l'art. 50 comma 1 parla genericamente di documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi senza fare riferimento all'art. 28 cui afferiscono solo il D.V.R. e il P.O.S. e non il P.S.S.

Pertanto non c'è dubbio che il R.L.S. abbia diritto a ricevere il P.S.S., anche se non esplicitamente indicato nel comma 4 dello stesso art. 50.

Domanda n°16

...ciò vuol dire che dal momento in cui l'impresa esecutrice dei lavori, che ha redatto apposito P.O.S. e che ha eseguito i lavori termina di lavorare su tale cantiere, il Coordinatore per l'esecuzione ha terminato il suo incarico, indipendentemente dal fatto che il committente chiamerà altre imprese, anche dopo molto tempo, per eseguire i lavori di rifinitura interni tipo pavimenti, ed altre rifiniture! In sostanza il Coordinatore termina quando termina il suo lavoro quando termina l'impresa esecutrice?

Risposta

No, il P.O.S. non c'entra. Occorre fare riferimento al progetto e al P.S.C. Anche se i lavori sono sospesi per anni il Coordinatore resta responsabile del cantiere fino alla chiusura definitiva del cantiere o fino alle dimissioni.

Domanda n°15

Sono Coordinatore in fase di esecuzione per dei lavori di costruzione di un’abitazione. I lavori sono quasi completamente terminati, mancano poche rifiniture interne. Anche alla luce del nuovo D. Lgs. 81/08 quando il mio incarico si può ritenere concluso e quindi quando terminano le mie responsabilità? Se tali lavori restano in sospeso per mesi o addirittura anni posso io rimanere responsabile come Coordinatore, magari per anni?

Risposta

L'incarico termina quando il P.S.C. è stato attuato, cioè quando il progetto dell'opera è stato implementato, cioè quando l'ultima impresa ha smantellato il cantiere. In alternativa, in caso di sospensione lavori, occorre dare dimissioni dall'incarico motivandole.

Domanda n°14

In un cantiere in cui è prevista una sola impresa, un’entità presunta inferiore ai 200 U/G e in cui non sussistono lavori che comportano particolari rischi elencati all’allegato II della 494/96, il committente o resp. dei lavori può non incaricare il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione. Il committente è comunque obbligato a incaricare il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione? Se si, il C.S.E. dovrà redigere lui il P.S.C.?

Risposta

Per cantieri che iniziano e terminano con una sola unica stessa impresa che non si avvale di subappalto, non occorre il Coordinatore qualunque sia la durata, l'entità e il tipo di lavori.

Domanda n°13

Dovendo redigere un Piano di Sicurezza oggi 02/07/2008 devo attenermi al nuovo testo unico o posso utilizzare la 494?

Risposta

Se per Piano di Sicurezza si intende il P.S.C. la risposta è sì, se per Piano di Sicurezza si intende il P.O.S. la risposta è sì.

Ormai non esiste più la 494.

Domanda n°12

Come è cambiato l'iter formativo per R.S.P.P. con il D. Lgs. 81/2008? Occorre sempre seguire i moduli A-B-C?

Risposta

Resta l'obbligo per tutti di seguire il modulo C. Invece coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23, di cui al Decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S. O. alla G. U. n. 155 del 6 luglio 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al Decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel S. O. alla G. U. n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero nella classe 4 di cui al Decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica in data 2 aprile 2001, pubblicato nel S. O. alla G. U. n. 128 del 5 giugno 2001, ovvero di altre lauree riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2, primo periodo.

In particolare quindi tutti gli Ingegneri laureati triennali sono esonerati dai moduli A e B. Gli Ingegneri con laurea specialistica o vecchio ordinamento sono esonerati se esiste una laurea magistrale corrispondente alla loro laurea che preveda una laurea triennale propedeutica.

Domanda n°11

Come bisogna regolarsi in merito all'ex art.10, c.4 del D. Lgs. 494/96? Se l'amministrazione comunale ha nominato un proprio dipendente con idonei requisiti di Coord. prima dell'approvazione del D. Lgs. 81/2008, può procedere senza problemi? Dopo l'approvazione del D. Lgs. 81/2008 come dovrebbe regolarsi visto che il l’art.10, c.4, è magicamente sparito? Le faccio i complimenti x la chiarezza ed i contenuti dei corsi esaustivi ed interessanti.

Risposta

I requisiti professionali del Coordinatore sono quelli stabiliti nell'art. 98 del D. Lgs. 81/2008. La legge penale non può avere effetti retroattivi, quindi le leggi o regole previgenti continuano a valere fino all'esaurimento del fatto che le ha attivate. Quindi per i cantieri già aperti alla data del 30 aprile 2008 il problema non sussiste. Per quelli successivi occorre che il Coordinatore, anche se dipendente comunale, abbia fatto il corso tranne che non abbia la laurea LM-26, o un corso universitario equipollente all'allegato XIV o sia della D.P.L. o A.S.L. addetto al controllo cantieri per cinque anni.

Commento.

Non c'è dubbio che l'art. 98, rigorosamente interpretato, elimina non solo i dipendenti comunali ma anche tutti i Coordinatori al 30/04/2008 essendo gli stessi senza il nuovo corso. Pertanto una interpretazione giuridica potrebbe anche stabilire che "è fatto salvo il pregresso" e quindi sono abilitati tutti quelli che prima avevano il diritto di farlo. Ma tale interpretazione, peraltro razionale, non è nelle mie possibilità.

Domanda n°10

Il Direttore dei Lavori per fare il Responsabile dei Lavori deve avere fatto il corso da Coordinatore, oppure no?

Risposta

Secondo il D. Lgs. 81/2008 no, però dovendo sorvegliare il Coordinatore e verificare il P.S.C. sarebbe utile che lo facesse.

Articolo 93 - Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori.

2. La designazione del Coordinatore per la progettazione e del Coordinatore per l'esecuzione, non esonera il Responsabile dei Lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c).

Domanda n°9

Nel cantiere in oggetto era previsto anche il P.S.C. ed il coordinamento in fase di esecuzione, inoltre il Responsabile dei Lavori era il committente. Adesso deve nominare il D. L., oppure no?

Risposta

Se il Responsabile dei Lavori esiste ed il cantiere inizia adesso, il R. L. deve essere il D. L. Si segnala comunque che secondo una interpretazione corrente il R. L. ora deve sempre esistere. Cioè, invece di un incarico opzionale sarebbe un incarico ex lege. Si spera in un chiarimento da parte del Ministero.

Non essendo il cantiere ancora aperto, si pone per il Coordinatore il problema di aggiornare il P.S.C. con l'idoneità tecnico professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi secondo l'allegato XVII, in quanto tale verifica non è stata eseguita prima non essendo prevista nella "vecchia" 494 nei termini attuali. Invece di aggiornare il P.S.C. il Coordinatore può imporre tali elementi nel P.O.S. mediante una prima riunione di coordinamento. Essendo i lavori già appaltati eventuali carenze dovrebbero servire solo come indice di criticità del cantiere non essendo ipotizzabile una rottura di contratto.

Domanda n°8

Devo iniziare dei lavori a distanza di un anno dalla notifica preliminare, la devo rifare? Se si, la devo fare ai sensi del nuovo testo unico?

Risposta

La notifica preliminare ex art. 11 D. Lgs. 494/96 ed attualmente art. 99 D. Lgs. 81/2008 deve essere inviata prima dell'inizio dei lavori (ed è stato fatto) nonché in caso di aggiornamenti. Se non ci sono stati aggiornamenti non deve essere ripetuta. Se ci sono state variazioni occorre aggiornare la notifica. Il modello da usare è quello nuovo (allegato XII) che a me sembra uguale al precedente tranne che per qualche codice fiscale.

In realtà il problema mi pare più complesso se nel cantiere è previsto il P.S.C. Ma a questo il cortese visitatore del sito non fa cenno.

Domanda n°7 (antecedente al D. Lgs. 81/2008)

Per quanto riguarda i genitori che accompagnano i figli a scuola e che prendono parte alle riunioni con i docenti, si rende necessaria una specifica formazione sui rischi presenti nella scuola o non è necessaria?

Risposta

Il D. Lgs. 626/94 obbliga il Dirigente Scolastico - D. L. a formare i lavoratori (docenti, amministrativi, personale A.T.A.) e gli equiparati. Sono equiparati gli allievi degli Istituti di istruzione ed universitari, e i partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici. Pertanto, non c'è alcun obbligo di formazione per i genitori degli studenti. Deve però essere interdetto loro l'accesso nei luoghi a rischio specifico, quali i laboratori, se non accompagnati da un “vigilante” (lavoratore appositamente formato).

Domanda n°6 (antecedente al D. Lgs. 81/2008)

In merito alla formazione per Datori di Lavoro (D.M. Gennaio 1997), per un minimo di 16 ore: i Datori di Lavoro sono tenuti a seguire dei corsi di aggiornamento? (es: per chi ha un attestato datato 2000, oppure 1996).

Risposta

Allo stato attuale i Datori di Lavoro che hanno frequentato il corso di 16 ore secondo il Decreto 16 gennaio 1997 (G. U. n°27 del 03/02/1997 - Individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei Rappresentanti per la Sicurezza e dei Datori di Lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) non hanno alcun obbligo di corsi di formazione di aggiornamento.

E' utile però ricordare che a norma dell'art. 95 D. Lgs. 626/94: “in sede di prima applicazione del presente decreto e comunque non oltre il 31 dicembre 1996, il Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi è esonerato dalla frequenza del corso di formazione di cui al comma 2 dell’art. 10”. E il Ministero del Lavoro, con Circolare 19 novembre 1996, n. 154/96 - Ulteriori indicazioni in ordine all'applicazione del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dal Decreto Legislativo 10 marzo 1996, n. 242 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 04/12/1996) stabilì che l'esonero dalla frequenza del corso di formazione contestualmente previsto non può che essere permanente.

Quindi possono esserci addirittura Datori di Lavoro che legittimamente svolgono funzioni da R.S.P.P. nella propria azienda senza alcun corso di formazione e senza alcun obbligo di aggiornamento.

Risulta da notizie web che in data 04/04/2006 è stata presentata un’istanza-denuncia alla Corte di Giustizia Europea nei confronti del nostro paese per risolvere la disparità sui requisiti del Datore di Lavoro, che svolge in proprio il ruolo di R.S.P.P. nei confronti degli R.S.P.P. non datori di lavoro.

Domanda n°5 (antecedente al D. Lgs. 81/2008)

Posto che è necessario valutare il rischio derivante dall'esposizione al rumore, quando ciò è possibile senza ricorrere ad una perizia fonometrica?

Risposta

Nell'ambito della valutazione dei rischi, il Datore di Lavoro valuta il rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:

a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo;

f) le informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori dell'attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia;

g) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l'emissione di rumore;

h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale, in locali di

cui è responsabile;

Se, a seguito di tale valutazione può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione (valori inferiori di azione ( rispettivamente LEX,8h = 80 dB(A) e ppeak= 112 Pa (135 dB (C) riferito a 20 (micro)Pa) possono essere superati, il Datore di Lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti.

(G. U. 124 del 30 Maggio 2006 D. Lgs. 10 aprile 2006, n.195 - Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici - rumore).

Pertanto la misurazione fonometrica è obbligatoria solo se una valutazione preliminare fa ritenere che siano stati superati gli 80 dB(A) su otto ore o il valore di picco di 135 dB (C). Tale valutazione deve essere fatta in “scienza, coscienza e prudenza” in quanto una eventuale ispezione dell'Organo di Vigilanza che rilevasse, con il fonometro, il superamento di tali valori e quindi l'omessa misurazione fonometrica avrebbe conseguenze penalmente rilevanti. A tale scopo vediamo direttamente le nuove sanzioni.

Con la pubblicazione del nuovo Decreto Legislativo licenziato dal Governo il 01/04/2008 la normativa si modifica così:

Articolo 181 Valutazione dei rischi.

Comma 2: La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambito del Servizio di Prevenzione e Protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.

Articolo 190 Valutazione del rischio.

Comma 1: Nell'ambito di quanto previsto dall’articolo 181, il Datore di Lavoro valuta l'esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:

a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo;

f) le informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori dell'attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia;

g) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l'emissione di rumore;

h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale, in locali di cui è responsabile;

Comma 2: Se, a seguito della valutazione di cui al comma 1, può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione possono essere superati, il Datore di Lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultati sono riportati nel documento di valutazione.

valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e p peak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 μPa).

Comma 3: I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati alle caratteristiche del rumore da misurare, alla durata dell'esposizione e ai fattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche. I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell'esposizione del lavoratore.

Nella valutazione del rischio e determinazione della necessità di misurazioni fonometriche si deve esprimere personale qualificato nell’ambito del Servizio di Prevenzione e Protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia.

Resta quindi confermato che le rilevazioni fonometriche si rendono necessarie solo a seguito di una valutazione preliminare che faccia ipotizzare il superamento dei valori inferiori di azione, che restano quelli attualmente imposti. Un eventuale errore, sia della necessità di misurazioni fonometriche, sia nell’esecuzione delle misurazioni fonometriche, avranno conseguenze rilevanti per il Datore di Lavoro e il Dirigente (non per il R.S.P.P.):

Il Datore di Lavoro è punito con l’arresto da quattro a otto mesi o con l’ammenda da 4.000,00 a 12.000,00 euro per la violazione dagli articoli 181, comma 2 e 190, comma 1.

Il Datore di Lavoro e il Dirigente sono puniti con arresto da quattro a otto mesi o con l’ammenda da 2.000,00 a 4.000,00 euro per la violazione dell’articolo 190, commi 2 e 3.

Domanda n°4 (antecedente al D. Lgs. 81/2008)

Se all'interno di un'azienda sono presenti oltre ai suoi dipendenti anche lavoratori di un'impresa in appalto, per quali lavoratori è previsto l'obbligo di esporre il tesserino?

Devono esporlo solamente i dipendenti dell'impresa in appalto o tutti i lavoratori?

Risposta

L'articolo 18 del nuovo Testo Unico sulla sicurezza impone al Datore di Lavoro, al comma 1 lettera u, di munire i propri lavoratori dipendenti di tessera di riconoscimento nell'ambito dello svolgimento delle attività in regime di appalto e di subappalto. Pertanto l'obbligo di esposizione dl tesserino riguarda solo i dipendenti dell'impresa in appalto e non i lavoratori del committente.

Domanda n°3 (antecedente al D. Lgs. 81/2008)

Una ditta ha tre sedi operative (negozi) ed in ognuna lavora una persona. Il Datore di Lavoro è R.S.P.P., Addetto all'antincendio e al Pronto Soccorso, ma non è mai presente sui luoghi di lavoro. E' necessario che anche ai tre lavoratori venga impartita la formazione per Addetti all'antincendio e Pronto Soccorso?

Risposta

Addetti antincendio: l'art. 46 del D. Lgs. 09/04/2008 n°41 dispone idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori. Nel negozio esiste un impianto automatico di spegnimento incendi? Probabilmente no, ci sarà però senz'altro almeno un estintore. Chi è che dovrà usare probabilmente l'estintore in caso di emergenza? Il lavoratore che cura il negozio. E' quindi consequenziale che anche tale lavoratore faccia il corso per prevenire ed estinguere sul nascere l'incendio. D'altra parte è un interesse patrimoniale del Datore di Lavoro ridurre la probabilità che il suo negozio vada in fumo. Inoltre, ricordo che l'art. 43 del D. Lgs. 09/04/2008 n°41 prevede anche che il Datore di Lavoro adotta i provvedimenti necessari affinché è il lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza e per quella di altre persone e nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.

Addetti Primo Soccorso: l'art. 45 del D. Lgs. 09/04/2008 n°41 dispone che il Datore di Lavoro prende i provvedimenti necessari in materia di Primo Soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro. E' chiaro che il lavoratore, solo in negozio, in caso di malore e/o di infortunio difficilmente potrà prestare soccorso a se stesso anche avendo fatto un corso di primo soccorso. Ma, facendo un corso di primo soccorso, potrà valutare meglio in alcuni tipi di infortunio come auto curarsi e, sopratutto, potrà prendersi cura dei clienti che si potrebbero sentire male o infortunarsi in negozio. A tale proposito giova ricordare che una recente sentenza ha ribadito che le norme di prevenzione infortuni devono tutelare non solo i lavoratori ma anche tutti coloro che si trovano sul posto di lavoro, anche se non sono lavoratori.

Conclusione: ritengo necessario che nel caso posto, ogni lavoratore sia formato come Addetto antincendio e Primo Soccorso. Inoltre ogni lavoratore deve avere anche una formazione integrativa per gestire i tipi di emergenza possibili diversi dall'incendio e dal malore o infortunio (esempio: terremoto, inondazione, rapina, ecc.).

Domanda n°2 (antecedente al D. Lgs. 81/2008)

Qualora il numero di uomini giorno è inferiore a 200 e nelle lavorazioni concorrono un impresa edile e un impiantista, che da contratto non operano contemporaneamente, in tal caso è necessario redigere il P.C.S e relativa nomina del Coordinatore per l'esecuzione?

Risposta

Se per “impiantista” si intende un singolo lavoratore autonomo senza dipendenti non occorre il Coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione né il P.S.C. (art. 90, comma 3 D. Lgs. 81/2008). La circostanza della non contemporaneità dei lavori è ininfluente.

Essendo il numero di uomini giorno inferiore a 200, la notifica non occorre se non occorre il Coordinatore (art. 99, comma 1, D. Lgs. 81/2008).

Domanda n°1 (antecedente al D. Lgs. 81/2008)

Per una D.I.A. il Comune mi chiede di allegare secondo l'art. 90 T. U. la seguente documentazione, oltre al D.U.R.C. ed al certificato C.C.I.A.A., anche: dich. prev. del Progett. circa l'obbligo del P.S.C., dich. dell'imp. relat. al contr. colletivo., dich. dell'imp. circa l'organico med. annuo distinto per qualifica, autocert. dell'imp. sul possesso dei requisiti previsti dall'alleg. XVII; Al Comune a cosa serve tutta questa documentazione?

Risposta

Nella pagina di questo sito dedicata ai cantieri può vedere e scaricare una tabella riepilogativa e consultare gli adempimenti necessari per i cantieri con D.I.A.

Cosa serva al Comune tutta questa documentazione, bisogna chiederlo al legislatore che con il T.U. propone un fantasioso giro di carta invece di implementare un rigoroso sistema di controlli sui cantieri.

E' inutile sottolineare che l'art. 90 T. U. citato è severamente sanzionato e quindi occorrerebbe ringraziare l'impiegato del Comune che, sottolineando la necessità della documentazione, si è dimostrato più aggiornato del committente e del Responsabile dei Lavori.


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