Riconoscere funghi commestibili foto


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FERE' o FRE': I PORCINI "ALTERNATIVI" più comuni in Italia.

C'è chi li paragona al prezioso porcino ma, sapore e qualità organolettiche sono decisamenti inferiori. FUNGHI FRE', FERRIGNO O GAMBARELLO, LURIDO E BOLETO SATANA: 4 BOLETI SIMILI MA ANCHE MOLTO TOSSICI! ATTENZIONE A NON CONFONDERLI TRA DI LORO! MAI CONSUMARLI CRUDI!

E' un discreto commestibile consumabile SOLO DOPO ADEGUATA COTTURA. La cottura ad elevata temperatura è indispensabile perchè le tossine presenti nel Boleto Frè sono termolabili, quindi si eliminano al raggiungimento del bollore dell'acqua. Si consiglia di non cuocerlo intero per evitare che residui delle tossine possano rimanere intrappolate al centro del fungo.

Questo Boleto abbonda a partire dal mese di Luglio sia nel bosco di Latifoglie misto che in quello esclusivo. Predilige il bosco di faggio o di Abete ma spesso lo si trova in gruppetti di 3/5 esemplari anche nel bosco di castagno o misto.

Si distingue da specie simili per cappello scuro e vellutato mentre il gambo rossiccio è sempre PUNTINATO/GRANULATO e MAI reticolato.

Ha sapore dolciastro-fruttato con carne soda negli esemplari giovani e molliccia in quelli adulti. Il gambo è spesso duro e coriaceo con scarsissimo valore culinario

  • Molto simile al Frè è il BOLETUS RHODOPURPUREUS o FERONE/FERRIGNO/GAMBARELLO o ancora BOLETO PURPUREO.

E' sicuramente molto tossico/velenoso se consumato crudo. Dopo adeguata e prolungata cottura perde parzialmente parte della sua tossicità ma rimane comunque altamente indigesto e può provocare disturbi gastrointestinali. In alcune zone d'Italia, soprattutto al Meridione, si usa cuocerlo a lungo in acqua bollente con alcuni spicchi d'aglio ed un oggetto metallico quale un cucchiaio o forchetta che, si dice, favoriscano la perdita delle tossine. In realtà si è scoperto che le tossine residue, anche dopo cottura, di questo fungo, in alcuni soggetti sono ben tollerate mentre in altri più sensibili provocano forti dolori gastro-intestinali.

Questo Boleto ha cappello lucido, specialmente con tempo umido, difficilmente separabile e dai colori che vanno dal giallo-rosso al rosso cupo o porpora e a maturità bruno-nerasto. I tubuli sono giallastri nei giovani esemplari quindi rosso vivo-scarlatto e diventano blu al minimo tocco. Il gambo rosso-reticolato diventa blu appena sfiorato. E' fortemente policromatico, ovvero può assumere molte colorazioni che lo rendono difficile da distinguere dal simile BOLETUS CALOPUS dal gambo giallo alla sommità e rosso alla base, fortemente amaro ed indigesto o dal BOLETUS RHODOXANTHUS con cappello crema-giallastro e carne gialla immutabile o ancora dal BOLETUS LUTEOCUPREUS con cappello gillastro-rosato al centro poi rosso.

  • Il BOLETUS LURIDUS, anche questo detto FRE' o FERE' o PORCINO LURIDO è apprezzato nel Centro-Sud Italia dove cresce abbondante nel bosco di latifoglie quale la quercia. Ama i terreni calcarei poco comuni sulle Alpi e Prealpi ma molto diffusi in Appennino e predilige boschi termofili con terreno calcareo o neutro in presenza di querce, faggi e carpini. Spesso cresce anche nei parchi cittadini.

E' un discreto commestibile dopo adeguata cottura e velenoso se consumato crudo. Si dice diventi tossico se consumato con assunzione di bevande alcooliche quali vino e/o birra o digestivi alcoolici. In alcuni soggetti provoca mal di pancia/intestino anche dopo cottura, specialmente se poco cotto.

Ha cappello molto ampio, fino a 20 cm, color bruno-olivastro, fulvo, giallo, rossiccio ma più comunemente dai colori giallastro-brunati spesso abbinati tra loro. I tuboli giallastri-bruni-rossicci nei giovani esemplari diventano verde-oliva in quelli adulti e virano rapidamente al blu. Il gambo può raggiungere i 15 cm di diametro, bruno chiaro-giallastro diventa molto scuro fino al violaceo negli esemplari adulti e vira rapidamente al blu se pressato.

E' simile al velenoso Satanas con il quale può esser facilmente confuso, se ne sconsiglia la raccolta se non si è certi della sua corretta identificazione. Simili al Luridus sono anche i CALOPUS (Amarissimo), il TOROSUS (vagamente tossico/velenoso) ed il meno frequente QUELETII (commestibile dopo cottura).

  • Infine il più tossico tra i Frè il BOLETUS SATANAS (Satanas Lenz) o PORCINO MALEFICO o BOLETO MALEFICO.

Sicuramente il più velenoso tra i Boleti Frè e Boleti in genere. Le sue Bolestine Peptidiche sono talmente tossiche da generare disturbi gastro-intestinali persino durente il pasto stesso, anche a seguito di prolungata cottura. Solo i soggetti particolarmente sani e resistenti restano immuni da tali sindrome da qua la credenza che, come per il Boletus Rhodopurpureus, metodi empirici quali la cottura con aglio o metalli possano annullarne la tossicità. La sua carne è dolciastra ma dal sapore disgustoso di "cadaverina" per cui non si capisce per quale ragione ostinarsi a renderlo commestibile con trattamenti molto discutibili.

Il cappello molto ampio, fino a 40 cm di diametro, emisferico e convesso ha colore bianco-avorio tendente al brunastro chiaro fino al grigio scuro con sfumature rossicce-verdastre negli esemplari adulti. Tuboli e pori virano dal giallo-olivastro al rosso-arancio, bluastri alla pressione. Il gambo tozzo, tanto da farlo sembrare un bel porcino carnoso, ha forma "a pera" di colore rosso alla base e giallastro vicino al cappello. Gambo e carne virano all'azzurro-blu al tocco o al taglio. Nella parte centrale del gambo si può riscontrare un fitto reticolo rosso.

Si distingue dai Boleti Frè simili per le notevoli dimensioni e per i colori biancastri del cappello. Gli esemplari maturi emanano forte e sgradevole odore cadaverico.

Nelle immagini a fianco. Dall'alto al basso: prime tre foto = Boletus Rhodopurpureus - foto di: Gianni Bonini, Massimo Biraghi, Tommaso Solezzi. Seconde tre foto = Boletus Luridus - foto di: Emilio Pini, Franco Sotgiu e Massimo Biraghi. I 4 funghi dal cappello bianco sono = Boletus Satanas - foto di: Emilio Pini x 2, Federico Calledda, Gianni Bonini.


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